sabato 10 novembre 2012

Guardate Gesù

A chi rassomiglierò, Signore?

Chiamare la Chiesa: Madre mia... è mio onore. L'Agnello scende ad ogni ora, ad ogni istante. Andiamo, piccoli, andiamo ad adorarlo: beviamo il suo sangue, è la nostra vita, la gioia dei nostri cuori. Terra, trasali, è il tuo Salvatore!

Guai all'anima che cerca di penetrare il mistero di Dio!
Felice l'uomo che cerca la bassezza: l'inferno intero non può scuoterlo! Amate Dio, non cercate che Dio, tutto il resto è nulla!
Guai all'uomo che non contempla le opere del Signore!
Coloro che seguono Gesù, devono mettere la loro testa nella polvere... 


Guardate Gesù: Lui, il Signore del tuono, ha curvato la testa; lasciatelo agire; il Signore del tuono schiaccerà tutto quando sarà venuto il momento.
Coloro che danno schiaffi, preparano diamanti per la corona. Servite il Signore con pazienza e annientamento.


Non dite: Costui porta frutto, quello non ne porta. Quello di oggi non ne porterà domani e colui che non ne porta oggi ne porterà domani.


Se servite il Signore, servitelo completamente spoglio. Non portate due vestiti, per paura che essendo troppo pesanti, non possiate servire Gesù.
Pecorelle, amate colui che vi dà schiaffi e non colui che vi dà baci.

Se ti difendi quando ti si schiaffeggia, perderai tutto, ma se baci colui che ti col­pisce, Dio ti proteggerà.
Signore insegnami i tuoi precetti: con te, sarò fedele.
Signore, indicami il cammino, tu mi sosterrai.

Il mio cuore non ne può più, sono straniera sulla terra! Trovando il mio Creato­re, ho trovato la gioia del mio cuore! Il tutto basta, non c'è più bisogno di niente sulla terra; il mio cuore è colmo, completamente colmo.
Voi che sospirate verso l'Altissimo, rallegratevi.
Felice l'uomo che vi cerca, Signore, il suo cuore esulta! L'uomo che va verso la terra, non ha che tristezza!
O uomo, che cammini verso la terra nel turbamento, nelle trappole, trova la tua forza nella tua debolezza.
O Dio d'amore, getta uno sguardo sulla tua polvere! La mia anima langue, non ne può più, quaggiù!


Diffidate del leone che ruggisce... Lo ucciderete abbassandovi. È questa la vo­stra spada più tagliente.
La tua salvezza si ottiene con il nulla.
Quando il leone ti inseguiva, se il tuo sguardo avesse visto l'Altissimo, non sa­resti caduta così in basso.

Ci sono molti santi che si sono santificati attraverso l'orgoglio, perché hanno la­vorato tutta la loro vita a combatterlo ed a fare il contrario di ciò che l'orgoglio ispi­rava loro. Quando esso li spingeva ad andare avanti, andavano indietro; ad elevar­si, essi si abbassavano; ad aprire gli occhi, essi li chiudevano; a parlare, essi tacevano... E sempre così...

E tutto viene dall'orgoglio, ma è un grande bene avere un difetto da combatte­re, è la più grande delle grazie.

Girava e rigirava nelle sue mani il piccolo libro della Regola e delle Costituzio­ni. Ci disse che tutta la nostra perfezione e santificazione si trovava nella pratica esatta di ciò che era scritto in questo libricino.

Parlando della santa povertà, disse che una suora incaricata della cura di una terrazza non doveva essere la sola a poterne raccogliere i fiori, visto che ciò di­stoglieva dal buon Dio e la rendeva proprietaria, ma che tutto doveva essere in comune; questa suora deve rallegrarsi che altre vi vengono pure a raccogliere, perché essa offre allora doppio fiore a Gesù. Aggiunse che sarebbe bene, quan­do si cambiano gli eremitaggi, dare il più bello all'ultima e i meno belli alle pri­me.

A chi rassomiglierò? Ai piccoli uccelli nel nido. Se il padre o la madre non portano loro da mangiare, essi muoiono di fame. Così è la mia anima senza di te, Signore; non ha il suo nutrimento, non può vivere!

A chi rassomiglierò? Al chicco di frumento gettato nella terra. Se la rugiada non vi cade, se il sole non lo riscalda, il grano ammuffisce, così è la mia anima, Signore, se tu non fai cadere i raggi della tua grazia e i raggi del tuo sole; ma se tu dai la tua rugiada e il tuo sole, il chicco di grano sarà inumidito e riscaldato; metterà radice, la quale darà una bella pianta con molti buoni chicchi.

A chi rassomiglierò, Signore? A una rosa che si coglie e che si lascia appassire nella mano. Perde il suo profumo; ma se resta sul roseto, si conserva sempre fresca e bella e conserva tutto il suo profumo. Custodiscimi in te, Signore, per darmi la vita.

Da "Il Piccolo nulla/ B. Maria Baouardy.

<<Cor Mariæ Immaculatum, intercede pro nobis>>