venerdì 17 aprile 2026

PERCHE' ?





Perché la Messa, perché l’Eucarestia, perché la Confessione non vi santificano come dovrebbe avvenire? Perché sono per voi dei pro-forma, non li rendete fecondi con l’attenzione alla mia Parola. Peggio: soffocate la mia Parola, che Io lancio dal­l’alto del Cielo a richiamo e a luce vostra, sotto la tiepidezza, l’ipocrisia, la colpa più o meno grave.

   Non mi amate: ecco tutto. Amare non vuol dire fare di tanto in tanto una visita superficiale di mondana cortesia. Amare vuol dire vivere con l’anima unita, fusa, accesa ad un unico fuoco che alimenta un’altra anima. Allora nella fusione avviene anche la comprensione. 


AVE MARIA!

L'Opera, essendo mia, è come Me segno di contraddizione.....

 "Se non credono a Mosè e ai profeti non crederanno neppure a chi resuscitasse per loro dandogli un segno: il segno richiesto da essi per credere"

RICORDIAMOCENE SEMPRE!

10 marzo 1949

   Dice Gesù
 «Quali segni si vogliono ancora? La tua vita è tutta un segno. Un segno sempre più forte più procede verso la liberazione dal carcere terreno. 
 È segno per chi vuoi vedere. Ma per chi non vuole vedere nessun segno avrebbe altro valore fuorché quello di esser tentazione e condanna. "Se non credono a Mosè e ai profeti non crederanno neppure a chi resuscitasse per loro dandogli un segno: il segno richiesto da essi per credere"1. È vecchia storia! 
 Non so quale altro segno più grande dei molti che hai loro fornito con la tua vita e il tuo contegno antico e recente potresti dare. Per chi nonvolle credere neppure l'apparizione del Risorto fu utile. Lasciali dire. Un segno certo lo darai, e anche essi lo daranno. Io lo so. Un segno di vita in Dio tu. Un segno di vita nella carne d'Adamo essi. Perché la carne d'Adamo pecca, se non nella concupiscenza della carne, nelle altre due concupiscenze: le peggiori e più gravi perché le meno domabili e perché sono le concupiscenze delle parti più elette dell'uomo. 
   Quanti saranno condannati per aver agito male con te e con l'Opera! L'Opera, essendo mia, è come Me segno di contraddizione, mezzo di salute per chi l'accoglie, mezzo di condanna per chi la schernisce o anche soltanto la ostacola. 
   Tu, essendo un piccolo Cristo, sei come Io lo fui oggetto di contraddizione. Però ricorda. Il Battista diceva di Me "Egli col suo ventilabro in mano pulirà la sua aia e raccoglierà il frumento nel suo granaio, ma la paglia la brucerà col fuoco inestinguibile"2. Il mio ventilabro è il mio inesorabile e perfetto giudizio su tutte le creature e sulle loro azioni. Non come appaiono, sotto menzogneri aspetti, ma nella loro segretaverità. 
   Non entrerà il loglio, che quando vegeta e fiorisce appare più bello del frumento, nel mio granaio. Ma solo il grano eletto, invano mortificato dal loglio che lo avvinse nei suoi viticci ornandosi nel contempo di inutili fiori e di velenosi semi prodotti da quei fiori che erano solo apparenza. Il frumento entrerà nel mio granaio. Ossia i miei veri servi. Quelli che non hanno aspetto appariscente, ma sono tutta spiga buona, tutta farina da ostie. Quelli entreranno da Me, nella mia Dimora eterna. E fatti, da "ostie", beati in eterno, vedranno quelli che li sfarinarono sotto la macina della loro autorità ingiusta gemere e gridare: "Perché non riconoscemmo il Signore? Perché non accogliemmo i suoi 'piccoli' in suo Nome? Perché non demmo loro quel sorso giustizia che invocavano da noi?". 
   Ma ormai il giudizio sarà stato dato e ognuno avrà ciò che ha meritato d'avere, e nulla servirà a mutarlo. Ti dico: Per alcuni sarà giudizio eterno. Per altri si consumerà nei secoli e poi avranno perdono perché avranno espiato. 
   Ma non uno di quelli che mi respinsero e chi respinge l'Opera respinge Me, e chi inchioda l'Opera inchioda Me, e chi nega questo Pane della mia Parola alle turbe languenti pecca nella duplice carità verso Me-Dio, verso il prossimo suo ma non uno di chi male opera contro l'Opera sarà esente da duro castigo. E tu conoscerai i nomi dei principali tuoi avversar! perché te li indicherà prima la loro morte e il genere della stessa, poi il vederli là dove espieranno il loro peccato».

 AVE MARIA!

   1 Lc 16, 31

   2 Mt 3, 12

martedì 10 marzo 2026

MARIA VALTORTA. BELLISSIMA PAGINA DEGLI ANNI '40: <<...questo solo è necessario: vivere della mia Parola, credere alla mia Parola, camminare secondo la mia Parola.

 



QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 94


18 agosto 1943

   Dice Gesù:
   «Continuo a spiegarti i passi che credo opportuni.
   È detto:[253] “Al vincitore darò a mangiare dell’albero di vita...”. E si è applicato tal pensiero a Me.
   Sì, sono albero di vita eterna e mi do a voi per cibo nell’Eucarestia e la mia vista sarà cibo gaudioso dei vincitori nell’altra vita. Ma vi è un altro significato che molti ignorano, appunto perché molti che mi commentano non sono “vincitori”.
   Chi è vincitore? Cosa occorre per esserlo? Opere risuonanti di eroismo? No. Allora sarebbero troppo pochi coloro che vincono. Sono vincitori coloro che vincono in sé la Bestia che vorrebbe avere ragione di loro. In verità tra il martirio atroce ma breve, aiutato da coefficienti soprannaturali e naturali, e la lotta segreta, oscura e continua, è, sulle bilance di Dio, di maggior peso, o quanto meno di un peso di diversa razza, ma prezioso, quest’ultima.
   Nessun tiranno è maggior tiranno della carne e del Demo­nio. E coloro che sanno vincere la carne e il Demonio e fare della carne uno spirito e del Demonio un vinto, sono i “vincitori”.
   Ma per esserlo bisogna essersi dati totalmente all’Amore. Totalmente: colui che ama con tutte le sue forze non riserba nulla per se stesso, e non serbando per se stesso non serba per la carne e per il Demonio. Dà tutto al suo Dio e Dio dà tutto al suo amatore.
   Gli dà il suo Verbo. Ecco ciò che dà al vincitore da mangiare, sin da questa Terra, né poteva dargli cosa più grande. Dà Me, Verbo del Padre, per esser cibo dello spirito consacrato al Cielo.
   La mia Parola scende a nutrire le anime date tutte al loro Signore Iddio. Viene la mia Parola per esservi sacerdote e guida a voi che cercate la guida vera e che vedete tante deboli guide per le turbe che periscono senza guida vera. Voi, che avete capito la Verità, sapete che questo solo è necessariovivere della mia Parola, credere alla mia Parola, camminare secondo la mia Parola.
   Che te ne pare di uno che vuol vivere di dolciumi, liquori e fumo? Tu dici che colui morrà perché non è quello il cibo che necessita a viver sani. Lo stesso è di chi si affatica in mille esteriorità e non bada a quello che è nucleo di tutta la vita dell’anima: la mia Parola.
   Perché la Messa, perché l’Eucarestia, perché la Confessione non vi santificano come dovrebbe avvenire? Perché sono per voi dei pro-forma, non li rendete fecondi con l’attenzione alla mia Parola. Peggio: soffocate la mia Parola, che Io lancio dal­l’alto del Cielo a richiamo e a luce vostra, sotto la tiepidezza, l’ipocrisia, la colpa più o meno grave.
   Non mi amate: ecco tutto. Amare non vuol dire fare di tanto in tanto una visita superficiale di mondana cortesia. Amare vuol dire vivere con l’anima unita, fusa, accesa ad un unico fuoco che alimenta un’altra anima. Allora nella fusione avviene anche la comprensione.
   Io parlo, non più lontano, dall’alto dei Cieli, ma prendo dimora[254] - e con Me il Padre e lo Spirito, perché siamo una cosa sola - Io prendo dimora nel cuore che mi ama, e la mia parola non è più sussurro ma Voce piena, non è più isolata ma continua. Sono allora il “Maestro” vero. Sono Colui che 20 secoli or sono parlava alle turbe instancabilmente e che ora trova la sua delizia a parlare ai suoi prediletti che lo sanno ascoltare e di cui faccio i miei canali di grazia.
   Quanta Vita vi do! Vita vera, Vita santa, Vita eterna, Vita gau­­diosa con la mia Parola che è Parola del Padre e Amore dello Spirito. Sì, che in verità Io do al “ vincitore” da mangiare il frutto dell’albero di Vita. Ve lo do da questa Terra con la mia spirituale dottrina, che torno a portare fra gli uomini acciò non tutti gli uomini periscano. Ve lo do nell’altra vita col mio essere fra voi in eterno.
   Io sono la Vita vera. Permanete in Me, miei diletti, e non conoscerete morte.»

[253] È detto in Apocalisse 2, 7.
[254] prendo dimora, come è detto in Giovanni 14, 23.

AMDG et DIVINAE VIRGINIS MARIAE

mercoledì 25 febbraio 2026