lunedì 27 febbraio 2023

Respice Nos!

 MALA TEMPORA?

O R E M U S !

 


“SALUS NOSTRA
IN MANU TUA EST
O MARIA!

RESPICE NOS TAMTUM
ET LAETI SERVIEMUS

REGI DOMINO”

sabato 25 febbraio 2023

Miei amati popoli... ora svegliatevi dal sonno e venite a Me

 

Messaggi in italiano - El Discipulo - 2a parte - Miei amati popoli... ora svegliatevi dal sonno e venite a Me


Maria Santissima Nostra Signora di Guadalupe La Perfetta
9-12 dicembre 1531 - Città del Messico


Prestate estrema attenzione a  ciascuna delle parole che vi trasmetto in questo messaggio ...
Messaggio della Santissima Vergine Maria, ricevuto da Discipulo –

25 luglio – ore 11


Amati, piccoli figli Miei, Sono la vostra Signora della Consolazione e del Buon Cammino, Madre e Signora di tutti i popoli e nazioni.



Oggi voglio parlarvi figli Miei, del grandissimo valore spirituale, che racchiude in sé il Sacramento della riconciliazione o penitenza.


Quante negligenze, dimenticanze, mancanze di rispetto verso Dio, alla Sua Parola, alla carità nei confronti del prossimo, quanti peccati di pensiero, di parole, opere ed omissioni vengono omessi durante la celebrazione del Sacramento della penitenza o riconciliazione con Dio.


Dovete comprendere Miei piccoli figli, che non si tratta della riconciliazione con un essere umano, né per mezzo di un essere umano.




È la riconciliazione con Dio Padre, per mezzo del Figlio, che perdona dalla persona del sacerdote, del ministro consacrato, che è l’unico al quale si può confessare e che può perdonare i peccati. Lui ha ricevuto questa autorità e nello svolgimento delle sue funzioni di ministro ordinario della penitenza, la riconciliazione, il sacerdote deve essere puro nelle sue azioni e nelle sue parole.



​Deve essere un uomo di molta preghiera e di profonda conoscenza delle cose spirituali, pertanto deve istruirsi constantemente in queste cose, non solamente attraverso i messaggi che Io trasmetto in tutto il mondo tramite i Miei messaggeri, ma deve anche sapere tutto quello che può riguardo a questi messaggi e documentarsi sul tema con la vita dei santi, con gli antichi libri, i libri che nei tempi passati rappresentavano una forza e una benedizione spirituale per l’umanità e che ora sono relegati nelle biblioteche, nei depositi di libri dove vengono consevati, ma le cui pagine non vengono mai sfogliate per attingervi l’elisir delle cose sacre e di quello che è spirituale.




​L’essenza stessa del Sacramento della penitenza e della riconciliazione, risiede nel fatto che il penitente ha riconosciuto i suoi errori e chiede umilmente perdono a Dio e Dio lo perdona in quel momento, ma il peccato che non viene confessato in questa vita non sarà perdonato.




Voi cari figli, non vi potete confessare direttamente con Dio, dovete ricorrere al ministero della Chiesa. Questo ministero si manterrà nei secoli dei secoli, perché è per purificare il peccato e per liberare dalla condanna nei fuochi eterni.

Io Sono la vostra Signora del Buon Cammino, Io sono la vostra Signora del Pozzo, Madre e Signora, Consolatrice e Riconciliatrice di tutti i popoli e nazioni.

Piccoli Miei, dovete compredere che questo sacramento deve aver luogo, deve compiersi con la più pura sincerità di cuore.  



Occultare un peccato in confessione, per quanto minimo possa essere da considerare che non abbia nessuna importanza come ne hanno i peccati gravi, è un errore gravissimo che quando i Miei figli vanno a ricevere il successivo Sacramento, che è l’Eucaristia, l’alimento dell’anima per eccellenza, non saranno in grado di ricevere l’alimento per l’anima, non ci sarà alcun effetto e l’essenza della materia non sarà attiva, resterà  senza creare risultati nell’anima, nel più profondo dell’essere umano, che è dove si realizza la verità, la forza ed il potere di questi due sacramenti.




Per questo i Miei figli, ogni volta che vanno a confessarsi, non lo facciano di corsa.  


​Il vostro esame di coscienza deve essere rigoroso, perché molti dei Miei figli non sanno più discernere quello che è buono da quello che è cattivo, quello che bisogna confessare e quello che non bisogna confessare e quindi vanno a ricevere il Sacro Corpo di Mio Figlio, perciò chiedo:



che beneficio spirituale, che vantaggio, che forza di volontà ottenete per vincere il peccato, se state facendo di un così grande Sacramento solamente uno spazio per sentirvi bene con voi stessi?


Non è così, piccoli figli!​



Questo sacramento si realizza in grande bellezza e maestà, perché ha il potere di rompere le catene dei legami del peccato e la discendenza del peccato trasmessa dalla stirpe.


Ha la facoltà di liberare dalle catene di oppressione degli inganni del nemico e rende la vostra anima più vigile per poter discernere quando il nemico vuole togliervi la pace e l’umiltà dei cuori, infondendovi la superbia, la ribellione e la mancanza di rispetto.




​Per questo, tanto il penitente, come il consacrato, devono condurre una vita pura davanti a Dio Padre, senza macchia, senza nessuna pretesa, dando buona testimonianza di una vita di preghiera, di conoscenza, affinchè questo Sacramento che vi è stato dato per mano degli Angeli e per istituzione stessa del vostro Signore Gesù Cristo, il Mio figlio Amato, possa essere svolto perfettamente.




​Io Sono la vostra Signora del Pozzo, Avvocata dei poveri, degli umili, Riconciliatrice dei popoli e delle nazioni ed Io proseguo in questa seconda parte di questo messaggio che deve essere fatto conoscere URGENTEMENTE in tutto il mondo, secondo i mezzi che sono a vostra disposizione e secondo la conoscenza delle persone che riusciranno a leggerlo o ad ascoltarlo.




Io, che Sono vostra Madre, chiedo principalmente ai Miei figli sacerdoti che facciano un profondo esame di coscienza e che non si mettano più nel confessionario in quel modo, nient’altro.




Quando praticate e vi accingete ad amministrare questo sacramento della riconciliazione, della confessione, indossate gli ornamenti sacri. Non vestitevi come civili, perché è un Sacramento Santo. Non ascoltate le confessioni di fronte, ma di lato, con l’udito.  


Il penitente chiuderà gli occhi in umiliazione davanti a Dio e al sacerdote; il ministro consacrato starà attento alla confessione dei peccati, per impartire la benedizione, non prima di aver dato la penitenza al penitente, perché possa suffragare i suoi peccati in questa vita e non soffra quello che deve soffrire in purgatorio per i peccati.



Seconda parte del messaggio della Nostra Signora del Pozzo.


Sette giorni dopo dopo essere passati dalla grande eclisse della luna rossa, (27 luglio 2018), la terra sarà magnetizzata e calamitata, vale a dire che avrà su di sé una forza d’attrazione e ci sarà un insolito movimento dell’asse terrestre e delle fasce che agiscono su di essa come cinturoni.  




Pertanto ci saranno degli eventi molto forti, nelle aree dove c’è molta attività vulcanica e una riconcentrazione della forza tettonica delle placche, che non potranno più sostenere il peso che queste forze vi scaricheranno, forze che causeranno grandi ​scompensi, non solamente in campo di catastrofi naturali, ma anche sulla sopravvivenza degli animali, soprattutto degli uccelli, che sono i più sensibili, quando succede un evento di ordine naturale.




Otto giorni dopo che questo evento della luna rossa dell’eclisse lunare avrà avuto luogo​, la Madonna dice di cercare di non viaggiare se non necessario e che nel momento in cui avverrà l’eclisse, dobbiamo pregare almeno per 1 ora, per chiedere perdono a Dio dei nostri peccati, perché questi porteranno gravi conseguenze alle madri che sono in gestazione dal quarto al sesto mese di gravidanza.



Si risveglieranno parassiti che dormono sotto terra, in fosse profonde più di 500 metri.


Questo comincerà ad accadere, quando gli uccelli si ritireranno dal mare e in alcuni luoghi, le onde si riverseranno sulle spiagge più visitate e turistiche di maggior richiamo, con più attrattive, dove c'è più peccato e non c'è pentimento nè preghiera.


Quei luoghi non sopravviveranno a tutte queste cose.




Ci saranno grandi cambiamenti nella Chiesa, dice nostra Madre… (non riesco a capire perfettamente le Sue Parole, in questo momento sono in una locuzione interiore, cerco di capire le Sue Parole, perché non La vedo più, ma Lei continua a parlare​) e dice… voi cari figli dovete conservare una vita piena di purezza nelle vostre conversazioni.




Quando vi giunge un pensiero impuro, in modo imprevisto, senza preavviso, vi proteggerete affidandolo al Cuore del Mio Divin Figlio e coprendolo con il Prezioso Sangue di vostro Signore Gesù Cristo.


​In questo modo potete fermare anche gli attacchi dei fattucchieri, degli stregoni, dei massoni, della forza della mente dell’anticristo.



È il momento di rivedere quello che avete in ogni luogo, in ogni comunità, in ogni gruppo, quello che avete per sopravvivere nei tempi finali!

Perché a partire dalla luna rossa della grande eclisse, la luna rossa di sangue che annunciò il profeta Gioele, comincerà il silenzio di Mio Padre, vostro Padre e di conseguenza il silenzio dei profeti.



Quelli che ora parleranno nel mondo saranno i falsi profeti che hanno lo spirito del diavolo e dell’errore per confondere molti.




Se i sacerdoti ed i religiosi non pregano, molti di loro saranno confusi, perché crederanno, crederanno veramente che tutto quello che si sta dicendo, che tutto quello che si sta promuovendo, sia una cosa buona.




Non tutto è buono cari figli, c’è malvagità nel mondo e c’è la zizzania che il nemico ha seminato. Lui sa che la sua sconfitta è vicina, lui sa che la sua forza non prevarrà contro quei Miei figli che dedicano il tempo ad alzare in alto la Corona del Rosario. Io vi ho visto! Io li ho visti con i Miei Occhi, quando alzano il Rosario con le braccia tese a formare una croce!


Assomigliano a Mio Figlio Gesù Crocifisso, e con questo, con questo sacrificio, stanno offrendo il loro cuore, che questa Madre considera un cuore molto amato, quindi vostra Madre lo prende, lo custodisce​ e lo protegge, come il cuore di un bambino che appena incomincia a battere, che incomincia a palpitare e a sentire la forza dei sentimenti e delle emozioni.



Io Sono vostra Madre della Consolazione, Signora del Buon Cammino, Avvocata dei poveri e degli indifesi.



Prestate estrema attenzione a  ciascuna delle parole che vi trasmetto in questo messaggio per tutta l'umanità, perché l'eclissi della luna rossa è l'inizio di ciò che il profeta Gioele ha detto nella Sacra Scrittura: che il Giorno di Giustizia e il giorno del Signore è vicino.




​Quindi non rimanete nell’ignoranza, perché questa è l’arma!


Quando voi rimanete in silenzio e non lo dite ai vostri familiari e a quelli che vi stanno vicino, quando non parlate della verità, quando nella vostra vita non vivete secondo la verità, allora non siete sinceri seguaci del Signore che vi ama e vi benedice oggi con la benedizione di San Giuseppe e del Bambino Gesù. Che la pace sia con voi.



Amen, amen, amen.



Ave Maria Purissima concepita senza peccato


Ave Maria Purissima concepita senza peccato


Ave Maria Purissima concepita senza peccato
  

AMDG et DVM

Sulla Santa Messa...

 SUPRA MISSAM

et Confessionem

NOTA: SI LEGGA FINO IN FONDO PER NON ESSERE INGANNATI COME SPESSO SUCCEDE LEGGENDO LA summa...

tratto da:  Summa Theologiae di San Tommaso d’Aquino
Parte III – Argomento 82 - Articolo 9

Se sia lecito ricevere la comunione da sacerdoti eretici,
scomunicati o peccatori, e ascoltare la loro messa

Pare che si possa lecitamente ricevere la comunione da sacerdoti eretici,
scomunicati o peccatori, e ascoltare la loro messa. Infatti:

1. « Nessuno », scrive S. Agostino [Contra Petil. 3, 9], «rifugga dai sacramenti di Dio,
né in un ministro buono, né in uno cattivo». Ora i sacerdoti, anche se sono peccatori,
eretici o scismatici, compiono un vero sacramento.
Quindi non si deve evitare di ricevere la comunione da loro, né di ascoltare la loro messa.

2. Il corpo vero di Cristo è figurativo del suo corpo mistico, come si è visto sopra
[q. 67, a. 2; q. 73, a. 1, ob. 2]. Ora, i suddetti sacerdoti consacrano il vero corpo di Cristo.
Quindi quelli che appartengono al corpo mistico possono partecipare al loro sacrificio.

3. Molti peccati sono più gravi della fornicazione.
Ma non è proibito ascoltare la messa di sacerdoti colpevoli di altri peccati.
Quindi non deve essere proibito nemmeno di ascoltare la messa di sacerdoti fornicatori.

In contrario:
Un canone [Decr. di Graz. 1, 32, 1, 1, 71] stabilisce:
« Nessuno ascolti la messa di un sacerdote che risulti con certezza colpevole
di concubinato ». - E S. Gregorio [Dial. 3, 31] riferisce che « un perfido genitore
mandò a un suo figlio un vescovo ariano, perché dalle sue mani sacrileghe
egli ricevesse la comunione eucaristica; ma il figlio, fedele a Dio,
quando gli si presentò il vescovo ariano lo rimproverò come doveva ».

Dimostrazione:
I sacerdoti che siano eretici, scismatici o scomunicati,
o anche peccatori, sebbene abbiano il potere di consacrare l‘Eucaristia,
come si è detto sopra [a. 5, ad 1; a. 7], tuttavia non esercitano tale potere lecitamente,
bensì peccano esercitandolo.  Ora, chiunque comunica con un altro nel peccato
ne viene a condividere la colpa, per cui S. Giovanni [2 Gv 11] parlando dell‘eretico
afferma: « Chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse ».

Quindi non è lecito ricevere la comunione dai suddetti sacerdoti,
né ascoltare la loro messa. Tra queste categorie però c‘è qualche differenza.
Infatti gli eretici, gli scismatici e gli scomunicati vengono privati dell‘esercizio dei loro poteri
da una sentenza della Chiesa, per cui pecca chiunque ascolti la loro messa
o riceva da essi i sacramenti.

Invece non tutti i peccatori vengono privati dell‘esercizio dei loro poteri
da una sentenza della Chiesa. Sebbene dunque siano sospesi per sentenza divina
di fronte alla propria coscienza, tuttavia non lo sono per sentenza ecclesiastica 
di fronte agli altri. 

Perciò fino alla sentenza della Chiesa è lecito ricevere la comunione da essi
e ascoltare la loro messa.

Per cui S. Agostino [Glossa P. Lomb.] così commenta l‘espressione di S. Paolo [1 Cor 5, 11]:

« Con questi tali non dovete neppure mangiare insieme »:
Così dicendo egli proibiva che un uomo fosse giudicato da un altro uomo
per un semplice sospetto, o per un‘indebita usurpazione di giudizio,
volendo piuttosto [che fosse giudicato] in base alla legge di Dio,
secondo la disciplina della Chiesa: o mediante la confessione spontanea,
oppure mediante l‘accusa e la discussione ».

Analisi delle obiezioni:
1. Rifuggendo dall‘ascoltare la messa di tali sacerdoti,
o dal ricevere la comunione dalle loro mani, non rifuggiamo dai sacramenti di Dio,
ma piuttosto li rispettiamo: per cui l‘ostia consacrata da tali sacerdoti
deve essere adorata, e se viene conservata può essere lecitamente
consumata da un sacerdote legittimo.
Rifuggiamo però dalla colpa di chi esercita indegnamente il ministero.

2. L‘unità del corpo mistico è frutto della ricezione del vero corpo di Cristo.
Ma quelli che lo ricevono o lo amministrano indegnamente perdono tale frutto,
come si è detto sopra [a. 7; q. 80, a. 4]. Perciò quanti sono nell‘unità della Chiesa
non devono ricevere il sacramento da questi ministri.

3. Sebbene la fornicazione non sia più grave di altri peccati,
tuttavia gli uomini sono ad essa maggiormente proclivi, per la concupiscenza della carne.
Per questo la Chiesa proibisce in modo particolare tale peccato ai sacerdoti,
vietando di ascoltare la messa di un sacerdote concubinario. -
Ma ciò va inteso del concubinario riconosciuto come tale,
o « per una sentenza » di regolare condanna,
o « in seguito a una confessione resa in giudizio »,
oppure « quando il peccato non può essere celato in alcun modo ».

Fonte: http://www.documentacatholicaomnia.eu/03d/1225-1274,_Thomas_Aquinas,_Summa_Theologiae_(p_Centi_Curante),_IT.pdf



⏩ sulla Confessione
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Nemmeno se un Sacerdote fosse *in peccato mortale* il Sacramento viene inficiato.
L'importante è che sia un Sacerdote regolarmente ordinato.

Il Sacerdote che amministra IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE
( cioè la Confessione )  non lo fa in veste personale, ma rappresenta Gesù Stesso,
il Quale, per il tramite di un suo ministro (regolarmente ordinato ovviamente
da un Vescovo Valido regolarmente ordinato/nominato da Giovanni Paolo II° da Papa Benedetto XVI),
concede sia la remissione dei peccati, anche detta assoluzione, dal latino Ab (da) solvere
(rendere libero), che la necessaria riparazione.

Si suggerisce di vedere anche il Catechismo della Chiesa Cattolica:

PARTE SECONDA - LA CELEBRAZIONE DEL MISTERO CRISTIANO
---
Sezione seconda - « i sette sacramenti della chiesa »
---
Capitolo secondo - I Sacramenti di Guarigione
---

Articolo 4 

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E DELLA RICONCILIAZIONE
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c2a4_it.htm

[...] 

VI. Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione

1440
Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione con lui.
Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa. 
Per questo motivo la conversione arreca ad un tempo il perdono di Dio
e la riconciliazione con la Chiesa, ciò che il sacramento della Penitenza
e della Riconciliazione esprime e realizza liturgicamente.

Dio solo perdona il peccato

1441
Dio solo perdona i peccati. Poiché Gesù è il Figlio di Dio,
egli dice di se stesso: « Il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra
di rimettere i peccati » (Mc 2,10) ed esercita questo potere divino: 
« Ti sono rimessi i tuoi peccati! » (Mc 2,5).
Ancor di più:  in virtù della sua autorità divina dona tale potere
agli uomini affinché lo esercitino nel suo nome.

1442
Cristo ha voluto che la sua Chiesa sia tutta intera, nella sua preghiera,
nella sua vita e nelle sue attività, il segno e lo strumento del perdono
e della riconciliazione che egli ci ha acquistato a prezzo del suo sangue. 
Ha tuttavia affidato l'esercizio del potere di assolvere i peccati al ministero apostolico.
A questo è affidato il « ministero della riconciliazione »
(2 Cor 5,18). L'Apostolo è inviato « nel nome di Cristo », ed è Dio stesso che,
per mezzo di lui, esorta e supplica: « Lasciatevi riconciliare con Dio » (2 Cor 5,20).
[...] 

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Dio Si mostra con la Pazienza e con la Misericordia.
Quindi uomo... non sfidare più il tuo Dio.
Torna piccolo bimbo fiducioso
e rimettiti nelle Sue Amorevoli Mani dicendo...
« O Padre Mio... o Padre Buono... Ti chiedo perdono. »
Ecco C...
ed Io Gesù che dalla Trinità ti parlo
desidero dire a tutti i Miei figli e fratelli
che donerò Grazie speciali
a chi nel Sacramento della Riconciliazione Mi invocherà in tal modo.
Gesù a C. - 13 dicembre 2004 - 12.20 


⏩  in Sintesi

( Rileggere le Rivelazioni date da Gesù a C. 
Libri mensili 4-2017, 6-2018, 1-2021, 12-2022, 2-2023, 3-2023)
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▶ ▷ Il precetto festivo deve essere rispettato sotto pena di peccato mortale. 

▶ ▷ La messa per radio o TV, non sostituisce in nessun modo quella in presenza, anche se celebrata in latino.

▶ ▷ Se un vescovo è stato nominato da Bergoglio non è vescovo valido.

▶ ▷ Se un vescovo è stato nominato a suo tempo, da Papa Giovanni Paolo II
oppure da Papa Benedetto XVI è un Vescovo valido.

▶ ▷ Se un vescovo invalido ordina un sacerdote, questi è sacerdote invalido

▶ ▷ Se un sacerdote invalido amministra i Sacramenti,
questi Sacramenti non sono validi; quindi la Santa Messa, la Confessione,
la Cresima, il Battesimo, il Matrimonio e gli altri Sacramenti non sono validi.

▶ ▷ Se un Sacerdote valido celebra la Santa Messa invocando la RUGIADA
invece dello Spirito Santo che È Dio ( questa parte liturgica della Santa Messa
si chiama Epiclesi ) la Consacrazione dell'Ostia non avviene e Gesù non vi è Presente,
quindi la messa non è valida – è bene tuttavia fare la Comunione spirituale
( esattamente come dopo il Santo Rosario in casa ) e di adoperarsi subito
per cercare e trovare una Messa valida.
È inutile tornare a messa con questo sacerdote, ma il precetto festivo
deve essere rispettato per non commettere peccato mortale.

▶ ▷ Se un Sacerdote valido celebra la Santa Messa senza invocare la RUGIADA
ma si pone in comunione con Bergoglio, è ipso facto scomunicato,
ma la Messa è comunque valida ( ripetiamo: senza la RUGIADA ) e in questo caso,
all’UNA CUM, si suggerisce di mettersi in comunione con l’ordinario del luogo,
ossia il proprio Vescovo, che ovviamente deve essere un Vescovo valido.

▶ ▷ Se un Sacerdote valido, è notorio che all’UNA CUM
si pone sempre in comunione con Bergoglio, sia che invochi la RUGIADA nella Messa
o che non la invochi, durante la Confessione amministra il Sacramento non in veste personale,
ma rappresenta Gesù Stesso, quindi la Confessione è valida.
http://www.documentacatholicaomnia.eu/03d/1225-1274,_Thomas_Aquinas,_Summa_Theologiae_(p_Centi_Curante),_IT.pdf

AMDG et DVM

martedì 21 febbraio 2023

Revelatio!

   Sabato santo   

   Mentre il “Gloria” canta nelle chiese…
   Una delle cose che più mi porta a riflettere sulla dottrina di misericordia del mio Gesù è l’episodio che si legge[5] nel vangelo di S. Giovanni: “Maria piangente se ne stava fuori presso il sepolcro… si voltò indietro e vide ritto in piedi Gesù… E Gesù le disse: ‘Maria!’… ”. Non contento ancora di avere amato tanto i peccatori fino al punto di dare la sua vita per loro, Gesù riserba la sua prima manifestazione, dopo la Passione, ad una peccatrice convertita.
   Non è sicuro che Gesù si fosse già presentato a sua Madre. Il cuore ci induce a crederlo[6], ma nessuno dei 4 evangelisti lo dice. Di sicuro invece è questo apparire a Maria di Magdala. A lei, che impersonifica la sterminata coorte dei redenti dall’amore di Cristo, Egli appare per la prima volta e si manifesta nella sua seconda veste di Dio-Uomo in eterno. Prima era l’Uomo in cui si celava un Dio. Avanti ancora, nei tempi dell’attesa, il Verbo era solo Dio. Ora è il Dio-Uomo che porta nei cieli la nostra carne mortale. E questo capolavoro di divinità, per cui la carne nata da donna diviene immortale e eterna, si svela ad una creatura che fu peccatrice… Non solo: ma a lei, proprio a lei, affida il messaggio per i suoi stessi apostoli: “Va’ dai miei fratelli e di’ loro che salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Prima ancora che al Padre, a Maria la peccatrice!
   Che fiume di fiducia si riversa in me considerando questo! Come, come dovrebbe esser detto, ridetto, continuamente detto alle povere anime titubanti e vergognose, perché sanno d’aver peccato, che Gesù le ama tanto da anteporle al Padre e alla Madre sua. Perché penso che se non era ancora salito al Padre, in quella prima ora di risurrezione non si era mostrato neanche alla Madre. In fondo è una necessità di amorosa giustizia. Gesù è venuto per i peccatori. Dunque la primizia della sua resurrezione vada a colei che è la capostipite dei peccatori redenti.
   “Ai miei fratelli - al Padre mio e vostro - Dio mio e vostro”. Suonano come altrettante gioconde campane, queste parole al mio cuore. Fratelli i discepoli, fratelli noi che da loro discendiamo. Se ancora un dubbio ci rimane, ecco che cade come la pietra del sepolcro, scrollata da questo turbine d’amore, e la fiducia sorge nei cuori i più imprigionati e oppressi dal ricordo dei loro errori e dalla riflessione dell’immensa distanza che separa noi: polvere, da Dio. Gesù lo dice: siamo fratelli, abbiamo un unico Padre e un unico Dio con Cristo.
   Oh! Egli ci afferra con le sue mani trafitte - è il primo gesto che fa dopo la sua morte - e ci lancia sul cuore di Dio, nei cieli non più chiusi ma aperti dall’amore, perché là si pianga le dolci lacrime della ripacificazione col Padre nostro.
   Alleluia! Gloria a Te, Maestro e Dio, che ci salvi col tuo dolore e ci dai per via di salute l’Amore!

Interessante affermazione, perchè vera.

 Lessi negli anni '50 un libro 

scritto negli anni '20 del passato secolo

dove l'autrice russa si poneva  questa domanda:

***

GLI INSETTI SON FORSE CREAZIONE 

              DI DIO?

NO!

CIO’ CHE RIPUGNA

NON PUO’ PROVENIRE DA LUI.

***

   A DEO CREATI     SUNT         INSECTA?

...

EX IPSO NON POTEST.


AMDG et DVM

AMERO' SEMPRE

 



A M E R O'  S E M P R E 






lunedì 20 febbraio 2023

Il saggio ha gli occhi in fronte


 

Il saggio ha gli occhi in fronte

       Se l’anima solleverà gli occhi verso il suo capo, che è Cristo, come dichiara Paolo, dovrà ritenersi felice per la potenziata acutezza della sua vista, perché terrà fissi gli occhi là dove non vi è l’oscurità del male.
      Il grande apostolo Paolo, e altri grandi come lui, avevano «gli occhi in fronte» e così pure tutti coloro che vivono, che si muovono e sono in Cristo.
      Colui che si trova nella luce non vede tenebre, così colui che ha il suo occhio fisso in Cristo, non può contemplare che splendore. Con l’espressione «occhi in fronte», dunque, intendiamo la mira puntata sul principio di tutto, su Cristo, virtù assoluta e perfetta in ogni sua parte, e quindi sulla verità, sulla giustizia, sull’integrità; su ogni forma di bene. Il saggio dunque ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio (Qo 2, 14). Chi non pone la lucerna sul candelabro, ma sotto il letto, fa sì che per lui la luce divenga tenebra. Quanti si dilettano di realtà perenni e di valori autentici sono ritenuti sciocchi da chi non ha la vera sapienza. È in questo senso che Paolo si diceva stolto per Cristo. Egli nella sua santità e sapienza non si occupava di nessuna di quelle vanità, da cui noi spesso siamo posseduti interamente. Dice infatti: Noi stolti a causa di Cristo (1 Cor 4, 10) come per dire: Noi siamo ciechi di fronte a tutte quelle cose che riguardano la caducità della vita, perché fissiamo l’occhio verso le cose di lassù. Per questo egli era un senza tetto, non aveva una sua mensa, era povero, errabondo, nudo, provato dalla fame e dalla sete.
      Chi non lo avrebbe ritenuto un miserabile, vedendolo in catene, percosso e oltraggiato? Egli era un naufrago trascinato dai flutti in alto mare e portato da un luogo all’altro, incatenato. Però, benché apparisse tale agli uomini, non distolse mai i suoi occhi da Cristo, ma li tenne sempre rivolti al capo dicendo: Chi ci separerà dalla carità che è in Cristo Gesù? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (cfr. Rm 8, 35). Vale a dire: Chi mi strapperà gli occhi dalla testa? Chi mi costringerà a guardare ciò che è vile e spregevole?
      Anche a noi comanda di fare altrettanto quando prescrive di gustare le cose di lassù (cfr. Col 3, 1-2) cioè di tenere gli occhi sul capo, vale a dire su Cristo.
Dalle «Omelie sull’Ecclesiaste» di san Gregorio di Nissa, vescovo
(Om. 5; PG 44, 683-686) 
AVE MARIA!

Melodia Celestial para orar, descubierta en el manto de la Virgen de Guadalupe


https://www.youtube.com/watch?v=k6ccImMBgXE&t=1363s
IL MANTO DELLA VERGINE


San Giuseppe da Copertino



San Isidro Labrador



 AVE MARIA!

sabato 18 febbraio 2023

Calendario -BXVI-2023


SICURAMENTE NON CI HA DIMENTICATI


 

I Calendari del 2023

Cari Amici, il 2023 lo ricorderemo per alcune ricorrenze a noi e a voi care e speciali, così da averle volute fermare nei Calendari che vi doniamo, in formato pdf, con tutto il cuore: 120 anni dalla morte di Leone XIII e di conseguenza l’elezione di san Pio X; 120 anni dall’entrata in convento di san Padre Pio e non poteva mancare il primo Calendario degli Apostoli di Maria (AdM) Buon Anno a tutti i Figli e le Figlie di DIO

Nuovo Calendario dedicato all’amato Pontefice Benedetto XVI, morto il 31 dicembre 2022

CALENDARIO 2023 dedicato a Benedetto XVI:

CALENDARIO 2023 dedicato a Benedetto XVI

Calendario del 2023 dedicato a papa Leone XIII

Calendario del 2023 dedicato a San Pio X

Calendario del 2023 dedicato a San Pio da Pietrelcina

Calendario degli Apostoli di Maria (AdM)




*

venerdì 17 febbraio 2023

giovedì 16 febbraio 2023

UNA SINTESI DI PAPA GIOVANNI PAOLO I°

 




AVE MARIA!

BRANI dai discorsi e dagli scritti di PAPA LUCIANI


«Io rischio di dire uno sproposito...


...ma lo dico. Il Signore ama tanto l’umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi dei mezzi santi, dei mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutili». (Udienza generale, 6 settembre 1978).


Brani dai discorsi e dagli scritti di Luciani


Io sono la pura e povera polvere
«Non so che cosa abbia pensato il Signore, che cosa abbia pensato il Papa, che cosa abbia pensato la divina Provvidenza di me. Sto pensando in questi giorni che con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli dal fango della strada e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti del mare, del lago e ne fa degli apostoli. È il suo vecchio sistema. Certe cose il Signore non le vuole scrivere né sul bronzo, né sul marmo, ma addirittura nella polvere, affinché se la scrittura resta, non scompaginata, non dispersa dal vento, sia bene chiaro che tutto è opera e tutto è merito del solo Signore. Io sono il piccolo di una volta, io sono colui che viene dai campi, io sono la pura e povera polvere; su questa polvere il Signore ha scritto la dignità episcopale dell’illustre diocesi di Vittorio Veneto. Se qualche cosa mai di buono salterà fuori da tutto questo, sia ben chiaro fin da adesso: è solo frutto della bontà, della grazia, della misericordia del Signore».
(Omelia del 6 gennaio 1959, a Canale d’Agordo)


Il catechismo
«Messo da parte il catechismo non saprete che mezzi adoperare per fare buoni piccoli e grandi. Tirerete in campo la “dignità umana”? I piccoli non capiscono che cosa sia, i grandi se ne infischiano. Metterete avanti “l’imperativo categorico”? Peggio che peggio... Si dice che anche la filosofia e la scienza sono capaci di far buoni e nobili gli uomini. Ma non c’è neppure confronto col catechismo, che insegna in breve la sapienza di tutte le biblioteche, risolve i problemi di tutte le filosofie e soddisfa alle ricerche più penose e difficili dello spirito umano».
(Catechetica in briciole, 1949)


Da formule che sembravano aride, una fiammante santità
«Stiamo uniti nell’insegnare le stesse cose: non opinioni più o meno rispettabili, ma ciò che il Magistero della Chiesa propone... Il criterio del catechizzare è dunque il depositum custodi di san Paolo, non l’altro, talora usato: “Che cosa piace? che cosa è oggi alla moda? che cosa mi farà apparire aggiornato e brillante?”... Con il Papa, esorto a non nutrire troppi pregiudizi contro l’uso sapiente e moderato sia delle formule che della memorizzazione. D’accordo, sapere a memoria non è sapere... Tuttavia una formula capita e ricordata a memoria è come un attaccapanni al quale, nonostante il passare degli anni, restano appese le cognizioni religiose più importanti. Certe formule di chimica e di algebra, alcuni articoli fondamentali del codice, perché esigono precisione, sono appresi a memoria al liceo e all’università. Ora, c’è codice più impegnativo delle verità religiose e dei precetti morali? Sono aride, si dice, le formule. Anche il cerino sembra arido ma, strofinato, si fa fiamma. Qui nel Veneto, noi abbiamo il caso di santa Bertilla Boscardin, che conobbe quasi soltanto il catechismo a formule. Gliel’aveva dato il parroco, quand’era fanciulla; se l’è portato in convento; lo leggeva e rileggeva continuamente; lo trovarono nella tasca della sua veste dopo la morte. Era quasi consunto, ma la santa da quelle formule, che sembravano aride, aveva saputo far scaturire una fiammante santità».
(Omelia ai catechisti, Venezia, 29 ottobre 1977)


Marco sembra aver visto
«San Marco, come sintassi, vocabolario, costruzione e tornitura di periodo, è un povero scrittore. Ma è vivace, è pittoresco: per questo piace. Solo Marco riporta tali e quali, in aramaico, certe frasi pronunciate da Gesù. Questa per esempio: “Talitha qoum”, “Figliolina, alzati su!”. Quest’altra: “Eloi, lama sabacthani?”, “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Tutto ciò aiuta a vedere e sentire l’ambiente palestinese. Più che insegnare, Marco descrive: sembra aver visto».
(Omelia per la festa di san Marco, Venezia, 25 aprile 1974)


L’evidenza dei fatti
«Dice san Paolo: “Fu seppellito... risuscitò il terzo giorno... apparve a Cefa, quindi ai Dodici, poi apparve in una volta sola a più di cinquecento fratelli, dei quali i più rimangono sino ad oggi... Inoltre apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; ultimo fra tutti apparve anche a me” (1 Cor 15, 4-9). Quattro volte qui Paolo adopera il verbo apparve, insistendo sulla percezione visiva; ora, l’occhio non vede qualcosa di interno, ma di esterno a noi, una realtà distinta da noi, che ci si impone dal di fuori. Ciò allontana la tesi di un’allucinazione, di cui, del resto, gli apostoli furono i primi ad aver paura. Essi pensarono infatti dapprima di vedere uno spirito, non il vero Gesù, tanto che questi li dovette rassicurare: “Perché siete sconvolti? Guardate le mie mani e i miei piedi, ché sono proprio io. Toccatemi e guardate, poiché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io!” (Lc 24, 38). Essi non credevano ancora e Gesù disse loro: “‘Avete qui qualcosa da mangiare?’. Gli misero davanti un pezzo di pesce arrostito. E davanti ai loro occhi lo prese e lo mangiò” (Lc 24, 41-43). L’incredulità iniziale, dunque, non fu del solo Tommaso, ma di tutti gli apostoli, gente sana, robusta, realista, allergica a ogni fenomeno di allucinazione, che s’è arresa solo davanti all’evidenza dei fatti.
Con un materiale umano siffatto era anche improbabilissimo il passare dall’idea di un Cristo meritevole di rivivere spiritualmente nei cuori all’idea di una risurrezione corporale a forza di riflessione e di entusiasmo. Tra l’altro, al posto dell’entusiasmo, dopo la morte di Cristo, c’era negli apostoli solo sconforto e delusione. Mancò poi il tempo: non è in quindici giorni che un forte gruppo di persone, non abituate a speculare, cambia in blocco mentalità senza il sostegno di solide prove!».
(Omelia per la veglia pasquale, Venezia, 21 aprile 1973)


Di vecchia gnosi si tratta
«“Teologia nuova?”. Ben venga! A volte, però, ci si illude: non di nuova teologia si tratta, ma di vecchia gnosi. Riemerge, infatti, spesso, la mentalità presuntuosa degli antichi gnostici: “Noi diamo spiegazioni a livello di altissima scienza; noi ce le mangiamo le povere, viete e superate spiegazioni del Magistero!”. Ritorna anche il metodo della gnosi: prendere cioè i temi ed i termini della fede cattolica, ma solo parzialmente, arrogandosi il diritto di setacciarli e selezionarli, di intenderli a modo proprio, di mescolarli a ideologie estranee e di fondare l’adesione alla fede non più sull’autorità divina, ma su motivi umani; per esempio, su questa o quella opzione filosofica, sul combaciare di un dato tema con determinate scelte politiche abbracciate in antecedenza».
(Omelia su Cristo liberatore, Venezia, 7 marzo 1973)


Quietismo e pelagianesimo
«...non ho nessun desiderio di fare l’eresiologo; a volte, tuttavia, è forte in me la tentazione di segnalare tracce di quietismo e di semiquietismo, di pelagianesimo e di semipelagianesimo in scritti e discorsi, che o descrivono il lavoro pastorale come tutto dipendesse dagli uomini o dalle tecniche sociologiche, o parlano di noi poveri uomini come non avessimo più nulla a che vedere con il peccato».
(Invito al clero per gli esercizi spirituali, Venezia, 5 agosto 1974)


L’amore alla Tradizione
«Lo studio e la lettura devota (che non è studio) della Bibbia non occorre raccomandarli oggi: per fortuna, l’uno e l’altra sono entrati nei cuori dopo il Concilio. Vi raccomando invece l’amore alla Tradizione: non siate di coloro che, abbagliati e accecati, più che illuminati, da qualche lampo, pensano che ora soltanto è nato il sole e vogliono tutto rovesciare e cambiare».
(Inizio d’anno del seminario, Venezia, 20 settembre 1977)


Solo Dio può toccare il cuore
«Uno dei più brillanti vescovi è stato san Paolo apostolo, il quale diceva della propria predicazione fatta a Corinto: “Io ho gettato il seme, ma nulla sarebbe successo se Dio non l’avesse sviluppato e fatto sbocciare”. Non è questione di correre; è questione soltanto di misericordia e di delicatezza di Dio. Io vescovo e i miei sacerdoti possiamo istruire, illuminare, convincere anche, ma non di più; solo Dio può toccare il cuore e convertirvi».
(Prima omelia in Cattedrale, Vittorio Veneto, 11 gennaio 1959)


Il peccato commesso diventa quasi un gioiello
«A Pasqua, Dio aspetta. Un disperso che ritorna gli procura più consolazione che novantanove rimasti fedeli; data la sua infinita misericordia, mentre un peccato ancora da commettere va evitato a costo di qualunque sacrificio, il peccato già commesso diventa nelle nostre mani quasi un gioiello, che gli possiamo regalare, per procurarGli la consolazione di perdonare. Proviamo! Si fa i signori. Quando si regalano i gioielli».
(Lettera ai fedeli di Vittorio Veneto, 7 febbraio 1959)


Il conclave
«Uno scritto di san Bernardo venne utilizzato una volta in un modo ben curioso. Avvenne durante un conclave per l’elezione del papa e i cardinali erano molto indecisi sulla scelta. Uno di essi domandò la parola e fece la seguente riflessione: “Cari colleghi, il criterio da usare in questo momento venne esposto già con chiarezza e limpidezza da san Bernardo nella lettera tale e tale. Vi si legge: ‘Se qualcuno è sapiente, ci dia buone lezioni; se ha pietà, preghi per noi; se è prudente, questi ci governi’. Inchiniamoci dunque davanti a quelli che tra noi sono sapienti e hanno pietà, ma eleggiamo colui che è dotato di prudenza”».
(Elogio della prudenza. Discorso all’Università Federale di Santa Maria, in Brasile, novembre 1975).


Roma e i poveri
«Alcune delle sue parole [del sindaco di Roma] m’hanno fatto venire in mente una delle preghiere che, fanciullo, recitavo con la mamma. Suonava così: “I peccati, che gridano vendetta al cospetto di Dio, sono... opprimere i poveri, defraudare la giusta mercede agli operai”. A sua volta, il parroco mi interrogava alla scuola di catechismo: “I peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, perché sono dei più gravi e funesti?”. Ed io rispondevo col catechismo di Pio X: “... perché direttamente contrari al bene dell’umanità e odiosissimi, tanto che provocano, più degli altri, i castighi di Dio”. 
Roma sarà una vera comunità cristiana, se Dio vi sarà onorato non solo con l’affluenza dei fedeli alle chiese, non solo con la vita privata vissuta morigeratamente, ma anche con l’amore ai poveri. Questi – diceva il diacono romano Lorenzo – sono i veri tesori della Chiesa; vanno, pertanto, aiutati da chi può, ad avere e ad essere di più senza venire umiliati ed offesi con ricchezze ostentate, con denaro sperperato in cose futili e non investito – quando possibile – in imprese di comune vantaggio».
(Basilica di San Giovanni in Laterano, 23 settembre 1978)