sabato 29 ottobre 2022

Solennità di Gesù Cristo Re dell'universo



 Sydney (Australia), 21 novembre 1993. Solennità di Gesù Cristo Re dell'universo.

Il Regno glorioso di Cristo.

«Figli prediletti, oggi celebrate la solennità di Gesù Cristo Re dell'universo, con un grande

Cenacolo a cui partecipano Sacerdoti e fedeli del mio Movimento, venuti anche da altre città

di questa grande Nazione.

La vostra Mamma Celeste vuole racchiudervi tutti nel sicuro rifugio del suo Cuore Immacolato,

per proteggervi nel tempo della grande prova e prepararvi a ricevere Gesù, che sta per

tornare ad instaurare fra voi il suo Regno glorioso.


- Il Regno glorioso di Cristo si stabilirà anzitutto nei cuori e nelle anime.

Questa è la parte più preziosa della divina Regalità di Gesù. Infatti per questo il Verbo si è

fatto uomo ed è venuto ad abitare fra noi. Per questo il Figlio si fece ubbidiente al Padre fino

alla morte ed alla morte di Croce.

Con la Redenzione, operata da Gesù sul Calvario, siete stati sottratti al dominio di Satana,

liberati dal peccato, che è il giogo della sua schiavitù, siete diventati figli di Dio, perché vi ha

comunicato il suo Amore e la sua stessa Vita.

I cuori rinnovati dall'Amore, le anime santificate dalla Grazia formano perciò la parte più

preziosa della divina regalità di Gesù.


- Il Regno glorioso di Cristo corrisponderà con un generale fiorire di santità e di purezza, di

amore e di giustizia, di gioia e di pace.

Perché i cuori degli uomini saranno trasformati dalla forza potente dello Spirito Santo, che si

effonderà in essi con il prodigio della sua seconda Pentecoste.

E le anime saranno illuminate dalla presenza della Santissima Trinità, che produrrà in esse uno

straordinario sviluppo di tutte le virtù.


- Il Regno glorioso di Cristo si rifletterà anche in una nuova forma di vita di tutti. Perché

sarete portati a vivere solo per la gloria del Signore. Ed il Signore verrà glorificato quando, da

ciascuno di voi, sarà perfettamente compiuta la sua divina Volontà.

Il Regno glorioso di Cristo coinciderà dunque con il perfetto compimento della Volontà di Dio

da parte di ogni sua creatura, in modo che, come è in cielo, avvenga anche su questa terra.

Ma questo non è possibile, se prima non verrà sconfitto Satana, il seduttore, lo spirito di

menzogna che è sempre intervenuto nella storia degli uomini, per condurli alla ribellione verso

il Signore ed alla disubbidienza della sua legge.


- Il Regno glorioso di Cristo si stabilirà dopo la completa sconfitta di Satana e di tutti gli

Spiriti del male e con la distruzione del suo diabolico potere. Così verrà legato e scacciato

nell'inferno e verrà chiusa la porta dell'abisso, perché non possa più uscire a nuocere nel

mondo.

Nel mondo regnerà Cristo.


- Il Regno glorioso di Cristo coinciderà con il trionfo del regno eucaristico di Gesù.

Perché in un mondo purificato e santificato, completamente rinnovato dall'Amore, Gesù si

manifesterà sopratutto nel mistero della sua presenza eucaristica.

L'Eucaristia sprigionerà tutta la sua divina potenza e diventerà il nuovo sole, che rifletterà i

suoi raggi luminosi nei cuori e nelle anime e poi nella vita dei singoli, delle famiglie e dei popoli,

formando di tutti un unico ovile, docile e mansueto, di cui Gesù sarà il solo Pastore.

Verso questi nuovi cieli e questa nuova terra vi conduce la vostra Mamma Celeste, che oggi vi

raduna da ogni parte del mondo, per preparar vi a ricevere il Signore che viene».

AMDG et DVM

Tokyo, 15 settembre 1993.


 Tokyo (Giappone), 15 settembre 1993. Festa della Madonna Addolorata. 

Esercizi Spirituali in forma di Cenacolo coi Sacerdoti del M.S.M. giapponesi.

Causa del mio grande dolore.

«Oggi vi vedo qui riuniti, figli prediletti del mio Movimento Sacerdotale Mariano del Giappone,

in questo Cenacolo di preghiera e di fraternità, ed il mio grande dolore viene da voi consolato.

Causa del mio grande dolore sono tutti questi miei poveri figli, che vivono ancora immersi nella

tenebra del paganesimo e non conoscono la Verità del Vangelo.


In questa grande Nazione quasi tutti si trovano ancora lontani dalla fede in Gesù Cristo, che è

venuto nel mondo per essere il solo vostro Salvatore ed il solo vostro Redentore.

Anche di tutti questi pagani Io sono Mamma preoccupata ed ansiosa della loro salvezza.

Coltivo nel loro cuore semi di vita e di bontà; li aiuto ad osservare quella Legge che il Signore

ha scolpito nell'intimo di ogni uomo; sollecito le loro menti al desiderio della Verità e così li

conduco dolcemente all'incontro con mio figlio Gesù.

E sarà opera straordinaria del mio Cuore Immacolato la loro piena e totale adesione al

Vangelo.

Causa del mio grande dolore è la mia Chiesa che, in ogni parte del mondo, passa attraverso il

Getsemani doloroso e sanguinoso della sua grande tribolazione.


Hai visto, mio piccolo figlio, come anche qui in Giappone, la Chiesa viene minacciata dalla

perdita della fede, per la sempre più vasta e subdola diffusione degli errori; è lacerata nella

sua unità per la contestazione e la opposizione al Papa ed al suo universale Magistero; viene

oscurata nella sua santità con il diffondersi dei peccati e dei sacrilegi.

Così essa viene come paralizzata ed è fortemente indebolita nel suo slancio della

evangelizzazione.

Causa del mio grande dolore è la durezza dei vostri cuori e la incapacità ad accogliere quanto

la vostra Mamma Celeste vi domanda. Quante volte ho parlato e non sono stata ascoltata; ho

dato segni straordinari del mio materno intervento e non sono stata creduta.

Quanti mi hanno chiuso la porta del proprio cuore e non mi hanno voluto accogliere come

Mamma nella loro vita!

Proprio in questa Nazione vi ho dato un segno straordinario, facendo scendere, per più di

cento volte, lacrime copiose dagli occhi di una mia statua, in cui sono raffigurata come Madre

Addolorata sotto la Croce di mio figlio Gesù.


E vi ho donato anche tre messaggi per avvertirvi dei grandi pericoli che correte.

Ora vi annuncio che è giunto il tempo della grande prova, perché in questi anni si realizzerà

tutto quanto vi ho predetto.

L'apostasia ed il grande scisma nella Chiesa si sta per compiere ed il grande castigo che vi ho

preannunciato in questo luogo è ormai alle porte. Scenderà fuoco dal cielo e grande parte della

umanità verrà distrutta. Quelli che sopravviveranno invidieranno i morti, perché ovunque vi

sarà desolazione, morte e rovina.


Per questo ancora una volta ti ho voluto qui, mio piccolo bambino: perché devi dire a tutti che

l'ora del castigo è giunta e che, per essere protetti e salvati, dovete entrare tutti al più

presto nel rifugio sicuro del mio Cuore Immacolato.

Tornate alle vostre case, miei figli prediletti, e portate a tutti questo mio messaggio, come un

supremo appello della vostra Mamma Celeste che tutti vi chiama e vi raccoglie sotto il suo

manto, per essere da Lei consolati e difesi, durante le prove dolorose di questi vostri ultimi

tempi».

AVE MARIA!

P. Giovan Taulero

Buon  giorno, amico

Il P. Giovan Taulero (appresso il P. Sangiurè Erar. to 3, e’l P. Nieremb. Vita Div.) narra di se stesso,

che avendo egli pregato per molti anni il Signore a mandargli chi gli insegnasse la vera vita spirituale,

un giorno udì una voce, che gli disse: Va alla tal Chiesa, ed alla porta trova un misero mendico,

scalzo, e tutto lacero; lo saluta: Buon giorno, amico. Il povero risponde: Signor maestro, io non mi

ricordo giammai d’aver avuto un giorno cattivo. Il Padre replicò: Iddio vi dia una felice vita. Ripigliò

quegli; Ma io non sono stato mai infelice. E poi soggiunse: Udite, Padre mio, non a caso io ho detto

non aver avuto alcun giorno cattivo, perchè quando ho fame, io lodo Dio; quando fa neve, o pioggia

io lo benedico: se alcuno mi disprezza, mi scaccia, se provo altra miseria, io sempre ne do gloria

al mio Dio. Ho detto poi, che non sono stato mai infelice, e ciò anch’è vero, poich’io sono avvezzo

a volere tutto ciò, che vuole Dio senza reserba; perciò tutto quel, che m’avviene o di dolce, o di

amaro, io lo ricevo dalla sua mano con allegrezza, come il meglio per me, e questa è la mia felicità.E

se mai, ripigliò il Taulero, Dio vi volesse dannato, voi che direste? Se Dio ciò volesse (rispose il

mendico), io coll’umiltà, e coll’amore mi abbraccierei col mio Signore, e lo terrei sì forte, che se

egli volesse precipitarmi all’Inferno, sarebbe necessitato a venir meco, e così poi mi sarebbe più

dolce essere con lui nell’inferno, che posseder senza lui tutte le delizie del cielo. Dove avete trovato

voi Dio, disse il Padre? E quegli: Io l’ho trovato, dove ho lasciate le creature. Voi chi siete? E’l

povero: Io sono Re. E dove sta il vostro Regno? Sta nell’anima mia, dove io tengo tutto ordinato,

le passioni ubbidiscono alla ragione, e la ragione a Dio. Finalmente il Taulero gli domandò, che

cosa l’avea condotto a tanta perfezione? E’ stato (rispose) il silenzio, tacendo cogli uomini per

parlare con Dio; e l’unione, che ho tenuta col mio Signore, in cui ho trovata, e trovo tutta la mia

pace. Tale in somma fu questo povero per l’unione, ch’ebbe colla divina volontà; egli fu certamente

nella sua povertà più ricco, che tutti i Monarchi della terra, e ne’suoi patimenti più felice che tutti

i mondani colle loro delizie terrene.

AMDG et DVM

venerdì 28 ottobre 2022

SAN GIUDA TADDEO, APOSTOLO

 

San Giuda Taddeo Apostolo

28 ottobre

sec. I

Il santo che si festeggia oggi assieme a Simone «il cananeo», pur appartenendo al gruppo dei 12 apostoli, non va confuso con l'omonimo apostolo traditore di Gesù, l'Iscariota. Si tratta infatti di Giuda fratello di Giacomo, detto Taddeo, che significa «magnanimo». Un nome ben conosciuto dalla tradizione ebraica quello di Giuda: era stato, infatti, di uno dei figli di Giacobbe e dalla tribù di Giuda sarebbe uscita la stirpe dello stesso Messia. Inoltre, nel secondo secolo avanti Cristo, Giuda Maccabeo era stato un eroe della rivolta giudaica contro Antioco IV. Secondo il racconto dell'evangelista Giovanni al capitolo 14 durante l'ultima cena Giuda Taddeo domanda a Gesù: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?». «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui», è la risposta di Gesù. Dopo l'Ascensione, anche Giuda Taddeo, secondo la tradizione, andò a portare nel mondo l'annuncio di Cristo. Secondo qualcuno, egli avrebbe evangelizzato la Mesopotamia; secondo altri la Libia. Forse anch'egli è morto martire e sarebbe stato sepolto in Persia. (Avvenire)

Patronato: Casi disperati

Etimologia: Giuda = zelatore di Dio, lodata, dall'ebraico

Emblema: Barca, Bastone, Lancia

Martirologio Romano: Festa dei santi Simone e Giuda, Apostoli: il primo era soprannominato Cananeo o “Zelota”, e l’altro, chiamato anche Taddeo, figlio di Giacomo, nell’ultima Cena interrogò il Signore sulla sua manifestazione ed egli gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».



Il suo legame con Gesù
Giuda Taddeo è nato a Cana di Galilea, in Palestina, figlio di Alfeo (o Cleofa) e Maria Cleofa.
Suo padre Alfeo era fratello di San Giuseppe e sua madre cugina di Maria Santissima. Perciò Giuda Taddeo era cugino di Gesù, sia da parte di padre che da parte di madre. Alfeo (Cleofa) era uno dei discepoli a cui Gesù apparve nel cammino di Emmaus il giorno della risurrezione. Maria Cleofa era una delle pie donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea e che rimasero ai piedi della croce, nel Calvario, insieme a Maria Santissima.
Giuda Taddeo aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuseppe, Simone e Maria Salome. Uno di essi, Giacomo, fu anche lui chiamato da Gesù per essere apostolo. Il rapporto della famiglia di San Giuda Taddeo con Nostro Signore Gesù Cristo stesso, da ciò che è possibile percepire dalle Sacre Scritture, è il seguente.
Tra i fratelli, Giacomo fu uno dei dodici apostoli e divenne il primo vescovo di Gerusalemme. Di Giuseppe si sa che era conosciuto come il Giusto. Simone, un altro fratello di San Giuda, fu il secondo vescovo di Gerusalemme, successore di Giacomo.
Maria Salome, l'unica sorella, era madre degli apostoli San Giacomo Maggiore e San Giovanni Evangelista. Egli era chiamato Giacomo Minore per distinguersi da un altro apostolo, San Giacomo, che essendo più grande veniva chiamato Maggiore.
Si suppone che vi sia stata molta convivenza tra San Giuda Taddeo, suo cugino Gesù e i suoi zii Maria e Giuseppe. Fu certamente questa fraterna convivenza, oltre alla parentela molto prossima, che portò San Marco (Mc 6, 3) a citare San Giuda Taddeo e i suoi fratelli come "fratelli" di Gesù.

Citazioni nella Bibbia
La Bibbia parla poco di San Giuda Taddeo. Essa racconta tuttavia, un fatto molto importante: egli fu scelto da Gesù per essere uno dei suoi apostoli.
Quando i vangeli nominano i dodici discepoli scelti, appaiono sempre i nomi Giuda o Taddeo nell'elenco degli apostoli.
Il nome di Giuda compare anche negli Atti degli Apostoli (At 1,13). Oltre a queste citazioni, suo nipote San Giovanni Evangelista (Gio 14, 22) lo cita tra coloro del collegio apostolico che erano presenti alla Santa Cena, il giovedì santo.
Fu in quell'occasione che, quando Gesù parlava agli apostoli delle meraviglie dell'amore del Padre e assicurava loro una speciale manifestazione di sé stesso, San Giuda Taddeo non si contenne e chiese: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?" E fu allora che Gesú gli rispose affermando che ci sarebbero state manifestazioni di Lui a tutti coloro che avrebbero custodito la Sua parola e che sarebbero rimasti fedeli al suo amore.
In questo fatto dell'Ultima Cena, San Giuda Taddeo dimostra la sua generosa compassione verso tutti gli uomini.

La vita di San Giuda Taddeo
Dopo che gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo, nel Cenacolo a Gerusalemme, la Chiesa di Dio si espanse, ed ebbe inizio l'evangelizzazione dei popoli.
San Giuda Taddeo iniziò la sua predicazione in Galilea. Dopo partì per Samaria e verso altre popolazioni giudaiche. Egli prese parte al primo Concilio di Gerusalemme, che avvenne nel 50.
Più tardi evangelizzò la Siria, l'Armenia e la Mesopotamia (attuale Iran), dove guadagnò la compagnia di un altro apostolo, Simone lo "zelota", che già evangelizzava l'Egitto.
La predicazione e la testimonianza di San Giuda Taddeo si realizzò in modo energico e vigoroso. Egli attrasse e conquistò i pagani di altre religioni, che così si convertirono in gran numero al cristianesimo.
La sua adesione a Nostro Signore Gesù Cristo era completa e incondizionale. Di ciò egli diede testimonianza con la donazione della propria vita. Questo glorioso Apostolo di Gesù dedicò la sua vita all'evangelizzazione. Fu instancabile in questo compito, predicando il Vangelo e convertendo molte anime. I pagani, a cui ciò non piaceva , iniziarono a istigare il popolo contro di lui.
San Giuda Taddeo e San Simone furono arrestati e portati al tempio del sole. Lì si rifiutarono di rinnegare Gesù Cristo e di prestare culto alla dea Diana.
Fu in quell'occasione che San Giuda disse al popolo: "Affinché veniate a conoscenza che questi idoli che voi adorate sono falsi, da essi usciranno i demoni che li romperanno". In quello stesso istante due demoni ripugnanti distrussero tutto il tempio e sparirono. Indegnato, il popolo, incitato dai sacerdoti pagani, si scagliò contro gli apostoli furiosamente.
San Giuda Taddeo fu trucidato da sacerdoti pagani in maniera crudele, violenta e disumana.
San Giuda Taddeo, apostolo e martire, è rappresentato nelle sue immagini mentre tiene in mano un libro che simbolizza la parola di Dio che egli annunciò, e un'alabarda, una specie di lancia che fu lo strumento utilizzato nel suo martirio.
Le sue reliquie attualmente sono venerate nella Basilica di San Pietro, a Roma. La sua festa liturgica è celebrata il 28 ottobre, probabile data del suo martirio avvenuto nel 70 d.c.
In Brasile, la devozione a San Giuda Taddeo è relativamente recente. Essa sorse all'inizio del XX secolo, raggiungendo presto una grande popolarità. Egli è invocato come il santo dei disperati e degli afflitti, il santo delle cause senza soluzione, delle cause perse.

Lettera di San Giuda Taddeo
Secondo la tradizione ecclesiastica, San Giuda Taddeo è ritenuto l'autore della lettera canonica che porta il suo nome. Tutto indica che questa lettera fu indirizzata agli ebrei cristiani della Palestina, poco dopo la distruzione della città di Gerusalemme, quando la maggior parte degli Apostoli erano già morti. Il breve scritto di San Giuda Taddeo è un severo avvertimento contro i falsi maestri, ed un invito a mantenere la purezza della fede.
Si capisce che "La lettera di San Giuda" fu scritta da un uomo appassionato e preoccupato con la purezza della fede e con la buona reputazione del popolo cristiano. L'autore afferma di aver voluto scrivere una lettera diversa, ma avendo sentito i punti di vista errati di falsi professori della comunità cristiana, scrisse urgentemente questa lettera per avvertire la Chiesa ad essere cauta nel loro riguardo.


Autore: 
Araldi del Vangelo


Fonte:
www.it.arautos.org

Suor Maria Consolata Betrone, Venerabile

 

Con S. Maria Consolata: 

la preghiera del cuore

Gesù, Maria vi amo,
salvate anime.

cestino

L'importanza di questa invocazione, corta ma potentissima si può capire dalle parole che Gesù ha ispirato a Suor M. Consolata Betrone e che leggiamo nel suo diario:

Non ti chiedo che questo: un atto d'amore continuo,
Gesù, Maria vi amo, salvate anime.

Dimmi, Consolata, che preghiera più bella puoi farmi?
Gesù, Maria vi amo, salvate anime:
amore e anime! Che cosa vuoi di più bello?

Ho sete del tuo atto d'amore! Consolata, amami tanto, amami solo, amami sempre! Ho sete di amore, ma dell'amore totale, di cuori non divisi. Amami tu per tutti e per ciascun cuore umano che esiste... Ho tanta sete d'amore... Dissetami tu... Lo puoi... Lo vuoi! Coraggio e avanti!

Sai perché non ti permetto tante preghiere vocali? Perché l'atto d'amore è più fecondo. Un "Gesù ti amo" ripara mille bestemmie. Ricorda che un atto perfetto d'amore decide l'eterna salvezza di un'anima. Quindi abbi rimorso a perdere un solo
Gesù, Maria vi amo, salvate anime.

Sono meravigliose le parole di Gesù che esprimono la sua gioia per questa invocazione e ancora di più per le anime che con essa possono raggiungere la salvezza eterna... Questa consolante promessa la ritroviamo molte volte negli scritti di Suor M. Consolata invitata da Gesù a intensificare e a offrire il suo amore:

Non perdere tempo perché ogni atto d'amore rappresenta un'anima. Di tutti i doni, il dono maggiore che tu possa offrirmi è una giornata ripiena d'amore.

Io desidero un incessante Gesù, Maria vi amo, salvate anime da quando ti alzi a quando ti corichi.

Gesù non può essere più esplicito e Suor M. Consolata così si esprime:

Appena mi sveglio al mattino incominciare subito l'atto d'amore e a forza di volontà non interromperlo più sino a quando sarò addormentata la sera, pregando che durante il mio sonno l'Angelo mio custode preghi lui in vece mia... Mantenere questo proposito costantemente rinnovandolo mattina e sera.

Passare bene la mia giornata. Sempre unita a Gesù con l'atto d'amore; Egli trasfonderà in me la sua pazienza, fortezza e generosità.

L'atto d'amore che Gesù vuole incessante non dipende dalle parole che si pronunciano con le labbra ma è un atto interiore, della mente che pensa ad amare, della volontà che vuole amare, del cuore che ama. La formula Gesù, Maria vi amo, salvate anime vuol essere semplicemente un aiuto.

E, se una creatura di buona volontà, mi vorrà amare, e farà della sua vita un solo atto d'amore, da quando si alza a quando si addormenta, (col cuore s'intende) Io farò per quest'anima delle follie... Ho sete d'amore, ho sete di essere amato dalle mie creature. Le anime per giungere a Me, credono che sia necessaria una vita austera, penitente. Vedi come mi trasfigurano!

Mi fanno temibile, mentre Io sono solamente Buono! Come dimenticano il precetto che Io vi ho dato "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima ecc...".
Oggi, come ieri, come domani, alle mie creature Io chiederò solo e sempre amore.



graffa

Sogni di Don Bosco (San Giovanni Bosco)


 

153 - La modestia cristiana. Sulla purezza (1887) MB XVIII, 465 -

 La notte scorsa ho fatto un sogno. 

- Vorrà dire che ha avuto una visione. 

- Chiamala come vuoi, ma queste cose fanno crescere in modo spaventoso la responsabilità di Don Bosco in faccia a Dio. È vero però che Dio è così buono! - Così dicendo, piangeva. 

- Che cosa ha veduto in quel sogno? chiese Don Lemoyne. 

- Ho veduto il modo di avvisare i giovani studenti e il modo di avvisare gli artigiani; i mezzi per conservare la virtù della castità; i danni che toccano a chi viola questa virtù. Stanno bene, e a un tratto muoiono. Ah morire per il vizio! Fu un sogno di una sola idea, ma come splendida e come grande! Io però, adesso non posso fare un lungo discorso, non ho le forze per esprimere questa idea...

AVE MARIA PURISSIMA!

FILOCALIA


 

SULLE QUATTRO VIRTÙ DELL’ANIMA

Le forme della sapienza sono quattro. Prudenza, cioè conoscenza delle cose

che vanno fatte e di quelle che non vanno fatte, e stato di veglia

dell’intelletto. Temperanza, cioè avere un sentire integro, in modo da poter

mantenere se stessi estranei a ogni opera, pensiero e parola non graditi a

Dio. Fortezza, cioè forza e costanza nelle fatiche e nelle prove secondo Dio.

Giustizia, cioè distribuzione che assegna a tutto ciò in eguale misura.

Queste quattro virtù capitali provengono così dalle tre potenze

dell’anima: dal pensiero - cioè dall’intelletto - due, prudenza e giustizia,

cioè discernimento; dalla potenza concupiscibile la temperanza, e da quella

irascibile la fortezza. Ciascuna di esse sta in mezzo tra due passioni contro

natura. 

La prudenza sta al di sopra dell’alterigia e al di sotto della stoltezza.

La temperanza, al di sopra della stupidità e al di sotto della sfrenatezza. 

La fortezza, al di sopra della temerarietà e al di sotto della paura. 

La giustizia, al di sopra dell’insufficienza e al di sotto della sovrabbondanza. 

Le quattro

virtù sono un’immagine dell’uomo celeste, e le otto passioni un’immagine

dell’uomo terrestre. Dio conosce con esattezza tutte queste cose, come

conosce le cose passate, presenti e future, e in parte le conosce chi,

conforme alla grazia, impara da Dio le opere sue ed ottiene di essere a

immagine e somiglianza di lui. 

Chi infatti dice di conoscerle come si deve,

soltanto per averne udito parlare, mente. Poiché l’intelletto dell’uomo non

può mai ascendere al cielo senza Colui che ve lo conduce per mano e

neppure, se non è asceso e non ha contemplato, può dire ciò che non ha

visto. Ma se uno ha ascoltato qualcosa dalla Scrittura, deve dire soltanto

quello che gli viene dall’aver udito, con riconoscenza, e deve confessare il

Padre del Verbo, come disse il grande Basilio. Senza presumere di avere la

conoscenza, deve restare al di sotto di ciò che non conosce. Il presumere,

infatti, non concede di divenire ciò che si presume, dice san Massimo.

Esiste una ignoranza lodevole, come dice il Crisostomo, che è quella di

sapere che non si sa. E c’è un’ignoranza che supera ogni ignoranza, che è

quella di non sapere che si ignora. C’è anche una falsa conoscenza che

consiste nel credere di sapere, mentre non si sa nulla, come dice l’Apostolo.


SULLA CONOSCENZA PRATICA

Vi è una conoscenza verace e un’ignoranza assoluta: ma il meglio è la

conoscenza pratica. Poiché che cosa giova all’uomo avere anche tutta la

conoscenza, e anzi riceverla per grazia da parte di Dio, come Salomone - ed

è impossibile che vi sia mai un altro come lui - se poi se ne va al castigo

eterno? Che gli giova, se con le opere e una fede salda non riceve piena

certezza mediante la testimonianza della coscienza di essere liberato dal

castigo futuro, perché non ha da condannare se stesso per aver trascurato

qualcosa che, per quanto gli era possibile, doveva fare, come dice san

Giovanni il Teologo: Se il cuore non ci condanna, abbiamo franchezza nei

confronti di Dio? Ma in realtà, come dice san Nilo, non ci condanna perché

la coscienza stessa è stata ingannata, resa fiacca per l’oscuramento delle

passioni, come dice anche il Climaco. Infatti, soltanto la malvagità oscura

l’intelletto - dice il grande Basilio - e la presunzione lo rende cieco e non gli

concede di diventare ciò che presume. Ma che diremo allora di quelli che,

schiavi delle passioni, credono di avere una coscienza pura? Tanto più se

guardiamo l’apostolo Paolo, che aveva in sé il Cristo, e che dice a fatti e a

parole: Non ho coscienza di nulla - di una colpa, cioè - ma non per questo

sono giustificato.

Poiché, per grande insensibilità, siamo in molti a credere di essere

qualcosa mentre non siamo nulla. Ma, dice l’Apostolo, quando dicono:

«Pace», allora viene su di loro la rovina: perché non avevano pace, ma

parlavano credendo di aver pace, dice il Crisostomo, per la loro grande

insensibilità. San Giacomo, il fratello di Dio, dice, di questi tali, che sono

divenuti immemori del loro peccato, e così un gran numero di superbi non

si accorgono di essere tali, dice il Climaco, presumendo di possedere

l’impassibilità.

Anch’io dunque, tremando per la paura di essere ancora dominato dai

tre giganti del diavolo di cui ha scritto san Marco l’Asceta - cioè la

noncuranza, l’oblio e l’ignoranza - e nel timore che, ignorando la mia

misura, io mi ritrovi fuori dalla retta via - come dice sant’Isacco - ho scritto

la presente raccolta. Poiché se uno odia il rimprovero manifesta in modo

evidente la passione della superbia, dice il Climaco mentre chi ad esso

aderisce, è sciolto dai lacci. Anche Salomone dice: Se uno stolto ricerca la

sapienza, ciò gli sarà computato come sapienza. Ho perciò messo in

principio anche i nomi dei libri e dei santi per non dire ad ogni parola di chi

è e così allungare il discorso. I santi padri hanno spesso scritto le parole

delle sacre Scritture così come stanno. Questo ha fatto Gregorio il Teologo

con le parole di Salomone, e molti altri allo stesso modo. Anche il

Logotèta, Simeone Metafraste, ha detto a proposito del Crisostomo: «Non

è giusto lasciare le sue parole per dire le mie». Eppure lo avrebbe potuto,

perché tutti i padri hanno ricevuto dallo stesso Spirito santo. Invece per

certe parole gli stessi padri indicano l’autore quasi adornandosi di queste

citazioni per amore dell’umiltà, preferendo le parole delle Scritture; altre le

lasciano anonime perché essendo tante, il discorso si prolungherebbe

troppo.

AMDG et DVM

IO SONO GLORIFICATA

Jauru (Mato Grosso - Brasile), 12 ottobre 1995. Festa di Nostra Signora di Aparecida,



Io sono glorificata.

«Mio piccolo figlio, ti trovi ancora in questo luogo, in cui sono tanto amata e venerata, a fare

Cenacoli meravigliosi con migliaia di bambini e di giovani, venuti anche dalle comunità più

lontane.

Hai pure fatto tre giorni di Esercizi Spirituali, sotto forma di un continuo Cenacolo, con quei

fedeli che sono gli apostoli del mio Movimento in tutto il Brasile.

Oggi celebrate, con gioia e con solennità, la festa della vostra Mamma Celeste come Patrona di

questa grande Nazione.

Vedi come qui, in ogni parte, Io sono glorificata.


- Io sono glorificata dalla risposta che ovunque ricevo da molti miei figli, che hanno accolto la

mia richiesta di consacrarsi al mio Cuore Immacolato.

Ormai essi vivono dentro il mio Cuore e sono balsamo soave che si depone su ogni ferita del

mio grande dolore.

Vedi come mi amano e mi glorificano.

Sono i più piccoli, i più poveri, i più semplici, quelli che il mondo ignora e disprezza.

Oh! Portameli in numero sempre maggiore questi miei piccoli bambini, perché essi sono per Me

i tesori più grandi e più preziosi.

- Io sono glorificata dalla forte intensità di preghiera che qui mi viene offerta, in questi

tempi di aridità e di grande dissipazione.

Vedi come ovunque si sono diffusi i Cenacoli, sopratutto fra i bambini, i giovani e nelle

famiglie.

Quante famiglie si sono salvate dalla divisione o si sono ricomposte, dopo anni di separazione,

a causa della grande diffusione dei Cenacoli familiari.

Essi sono il mezzo potente, che il mio Cuore Immacolato vi dona, per difendere la famiglia

cristiana dai pericoli che la minacciano, come infedeltà, divisioni, separazioni, ricorso ai mezzi

per impedire la vita e quei maledetti aborti, che dalle leggi civili vengono permessi, ma che

gridano vendetta al cospetto di Dio.


- Io sono glorificata perché, mentre sempre più si diffondono la negligenza e la trascuratezza,

l'indifferenza e la tiepidezza verso mio figlio Gesù realmente presente nella Eucarestia, qui

Gesù Eucaristico riceve un perenne omaggio di amore, di adorazione, di ringraziamento e di

riparazione.

Gesù Eucaristico viene solennemente esposto sull'altare, durante tutto il giorno, e i miei

piccoli figli si prostrano in atto di amorosa adorazione, davanti al trono su cui regna la Vittima

offerta per la vostra salvezza.

Come il Cuore di Gesù, in questo luogo, tripudia di gioia, di conforto, di consolazione e di

riconoscenza!


- Io sono glorificata, poiché in questa Nazione il mio Movimento Sacerdotale Mariano si è

diffuso ovunque, come in nessuna altra parte del mondo.

Benedico tutti questi miei figli, che sono venuti anche dai luoghi più lontani, per partecipare ai

tre giorni di continuo Cenacolo. In loro Io sono glorificata. Vi ripeto anche oggi che il Brasile

mi appartiene, è mia proprietà. Io sono Mamma e Regina del Brasile e voglio portare a questa

grande Nazione, dove sono tanto amata, pregata e glorificata, il dono della salvezza e della

pace.

Così quanto Qui avviene diventa per voi un segno che vi indica come, nel silenzio e nel

nascondimento, ogni giorno realizzo il trionfo del mio Cuore Immacolato nel più grande trionfo

della divina misericordia sul mondo.

Esso sarà presto tutto rinnovato dal potente e straordinario intervento di Colei che voi

invocate come vostra Regina e Madre della Misericordia». 

AVE MARIA PURISSIMA

lunedì 24 ottobre 2022

Attenzione a non sbagliare!

 


Attenzione a non sbagliare! 

LA TRAPPOLA DEL SECOLO 

 

LA CROCE GLORIOSA È GESÙ RESUSCITATO

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18 febbraio 2012

Santa Bernadette

 

“Tutti si ritroveranno come in una stazione, dove due treni stanno partendo nello stesso tempo, dallo stesso luogo. (già il Signore ne aveva parlato in un altro Messaggio precedente).

Attenzione a non sbagliare!

Perché solo il treno dove Gesù Cristo è salito, “solo quello” sarà risparmiato da ogni male. Quanto all’altro treno, forse alcuni passeggeri che avranno cambiato idea, potranno ancora essere salvati in cammino, se chiameranno “Gesù Cristo” in loro aiuto. E DIO li farà salire sul Suo treno prima dell’arrivo in quel luogo dove DIO deve accogliere tutti i Suoi Eletti! Amen.

 

In questi ultimi tempi, il nemico di DIO ha scelto il suo domicilio in tutte le “Banche del Mondo” che sono diventate “Sua Proprietà”.

E’ immensa, e di essa ha fatto la “trappola del Secolo”!

E’ una prigione di prima scelta, ben attrezzata, e talmente attraente che, dopo esservi entrati, è quasi impossibile uscirne …

Vengono proposte così tante agevolazioni per i prestiti, che anche le cose più care e più inutili, si possono comprare!

In breve, quelli che aiutano il padrone Satana, sono i suoi accoliti, ben addestrati. E, poiché il desiderio e la tentazione sono le loro esche, si stanno riempiendo le tasche: e quelli che si sono fatti ingannare, hanno perso tutto, fino al denaro che serviva al loro nutrimento, e più chiedono prestiti, più rimangono asfissiati!

Fin qui, Satana ha vinto. Tutte le nazioni sono più o meno indebitate o rovinate. L’una trascina l’altra verso il baratro, e tutte, nello stesso tempo si vedono travolte dalla paura che le trascina, una dopo l’altra, di fronte alla fatalità di chiudere il loro commercio, cosa che è causa di sommosse e rivoluzioni in serie tra i più poveri …

 

 

Satana ha innalzata il Vitello d’Oro sul Mondo. Esso ha preso il posto di DIO. Lo si adora, lo si piange, lo si prega di non andare più via!

DIO è dimenticato.

Ecco ciò che  venerano i popoli. Ecco perché il Mondo si uccide, si suicida: e a poco a poco, tutti moriranno di fame. Più nulla si vende, più nulla si compra. Non ci sarà più niente …

Satana ha preparato la fine generale del Mondo e, nello stesso tempo, metterà a morte tutti gli uomini. In effetti si stermineranno da soli, e questo è già cominciato nei Paesi arabi e in Africa, dove la morte è arrivata … tra i più poveri che non hanno più niente da mangiare, né acqua da bere …

E il fico che non ha mai dato frutto, davanti a DIO appassì e spirò!

(Gesù Cristo con i Suoi Apostoli ne furono testimoni)

Allora Satana, vedendo che gli restava solo poco tempo per prendere il “Potere di DIO” mediante l’estinzione della specie umana, chiese un ultimo favore al Suo Eterno Sovrano: “la distruzione della Terra”.

In quelle parole così crudeli, DIO vide allora realizzarsi il Suo Piano: Il Piano stesso di DIO.

DIO accettò quel suo desiderio e rispettò la sua richiesta.

Allora Satana cominciò a mobilitare tutti i suoi accoliti, vecchi e nuovi, come pure i quattro elementi: l’aria, il fuoco, la terra e l’acqua, e questo fino alla fine dei tempi, per attaccare la specie umana, e vedere se fino al Tempo che gli era stato concesso, questa specie umana accettava tutto, “senza maledire, senza bestemmiare DIO”. Così Satana, dopo tutto questo e dopo aver usato tutte le tentazioni possibili, poteva lasciare tranquilli gli uomini della Terra, che finalmente ritornavano a DIO. Oppure li avrebbe guadagnati per suo conto sterminandoli tutti: “Così vedremo tutti se sono veramente dei Figli di DIO:

 

Subito DIO cominciò a mobilitare la Sua armata di Santi Angeli. Li informò di quanto stava per succedere sulla Terra ai Tempi della Fine. Allora, sono tutti già pronti nel tempo attuale che è proprio il Nostro Tempo.

Perciò siamo tutti avvertiti da Nostro Signore che ce lo chiede.

Voi vedete davanti ai vostri occhi il massacro che Satana ci ha promesso: la carestia, la sete, il freddo, il caldo che diventerà insopportabile.

Il suo colpo fatale esige che se ne parli a voi, perché, dopo avere messo alla prova la specie umana con tutta la sua malizia: tsunami, incendi, carestie, sete, incidenti, guerre e rivoluzioni, freddo e caldo, fino ad avere sperimentato in Giappone anche il nucleare, ecco il “Colpo Fatale” che ci sta preparando, ed è per noi: il suono della “Tromba  dell’AVVERTIMENTO” che riecheggerà per tutti i Paesi del Mondo.

 

 

La Morte del Tentatore

 

Preparatevi. Voi potete evitare quel colpo che già si sta preparando! In ogni parte vedrete morire ilDENARO, figlio di Satana che è venuto in questo Mondo a danneggiare l’anima di tutti gli uomini.

 

“Si dice che il DENARO è il nervo della guerra”.

 

Il DENARO, la “Forza del Potere” è l’istigatore di tutte le lotte, di tutte le guerre fatte per mantenerlo a causa del potere che esso dà.

Per averlo, gli uomini si uccidono. Esso dà l’accesso ai troni dei Re, a tutti i Governi, ai Potenti e alle Istituzioni.

Il DENARO fa abbassare la testa di tutti gli uomini per raccoglierlo, anche nel fango … E’ la scala con cui si può salire fino alla Luna, attraversare lo Spazio Siderale … si può comprare tutto il Cosmo!

Ed ecco il dominio di Satana: “Le Banche”.

E’ il Dio del denaro, l’idolo dei ricchi! L’Imperatore di tutte le Banche del Mondo intero. Può essere qui o là. E’ dappertutto contemporaneamente!

 

 

 

Ma non potrà mai  comprare DIO, né vincerLo.

Oggi, dunque, è tempo dell’ultima lotta.

Il popolo di DIO fu avvertito per primo mediante la Sacra Bibbia, al suono della tromba di DIO: “Fuggite, donne e bambini, per mettervi al riparo nelle vostre montagne, perché il nemico di DIO e degli uomini viene per sterminare tutti i popoli”. Ma il popolo di DIO si terrà in piedi fino all’ultimo.

Tale gioco mortale mobiliterà i vostri fratelli nemici. Pregate gli uni  per gli altri. “E’ il tempo in cui il Sangue si mischia”.

 

Arriva Satana.

Ma quel colpo fatale che egli riserva per il Mondo intero, si ritorcerà contro di lui. Egli vede DIO che riconquista la “Sua Adorazione”.

Finiti gli idoli, il denaro e il potere saranno spazzati via dai due elementi che egli riservava per la Chiesa di DIO: il Fuoco e la Terra per sotterrarla.

Egli vede quei bei biglietti diventare carta da bruciare! Il Mondo guarisce.

La condivisione diventa la moltiplicazione del Pane.

L’acqua arriva dalla stessa Sorgente che è quella del Padre Nostro.

E con tutto quel denaro diventato “cenere”, si vedono svanire tutte le tentazioni del Mondo.

Allora, dov’è andato a finire il “Tentatore”?

 

Non sapete dunque che senza tentazioni non ci può essere Tentatore!

 

Gesù Cristo, RE d’AMORE