sabato 31 marzo 2018

EXULTET jam Angelica turba caelorum






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+SANCTUS DEUS
+SANCTUS FORTIS
+SANCTUS IMMORTALIS
+MISERERE NOBIS

Sì. Da non scordare.



BUONA PASQUA!


Ricorda sempre che ci sono cinque Vangeli:

Quattro scritti, che la maggioranza non legge.

Tu sei il quinto. E a te ti "leggono" molti,

tutti i giorni.


...vi dico che desidero per voi e per le vostre famiglie una Santa e serena Pasqua
di Risurrezione, poiché Gesù è veramente Risorto
e come desiderano Gesù e Maria Santissima ed io con Loro...
prego per tutti voi e per i vostri cari:

« Nel profondo del mio cuore io ti vedo o Signore
e contemplo il Tuo Volto.
È un Volto stanco Signore...
è un Volto rigato di lacrime
è un Volto triste che volge lo sguardo verso l’orizzonte
come a cercare in lontananza quel figlio che non arriva mai.
È un Volto che non cela la Speranza
ma è un Volto che si adegua all’evidenza.
Il Tuo sguardo che raggiunge il punto più lontano
non vede arrivare quel figlio che ancora aspetti.
Come è difficile Signore imitarTi nell’attesa...
nella Speranza e nella pazienza.
Come è fragile questa carne che si stanca...
come pesa questo cuore addolorato...
come bruciano questi occhi ormai gonfi a causa delle lacrime.
Sono lacrime d’amore mio Signore...
sono lacrime versate per Te
poiché vedo il Tuo Volto dentro di Me… prendere i miei tratti stanchi.
E allora mi rendo conto che i Tuoi Occhi…
stanno guardando il mondo attraverso i miei occhi
poiché così è piaciuto a Te.
E allora vedo quello che non avresti mai voluto vedere
e cioè un’Umanità stolta e sorda ad ogni Tuo richiamo.
L’Umanità è ubriaca di peccati che non intende riconoscere.
L’Umanità è convinta che Sei Tu o mio Gesù che intralci la loro libertà
ed è convinta che è a causa Tua che la divisione è nel Mondo.
Non Ti credono Gesù... non accolgono la Tua Parola
che hai donato loro attraverso gli Apostoli di ieri...
attraverso i Profeti... e attraverso di me.
Che fare mio Signore per farTi amare?
In quanti e quali modi ancora vuoi che Ti doni la mia Vita?
Sono un nulla o mio Gesù...
mi sento incapace a fare tante cose
eppure in questa misera mia carne hai voluto dimorare.
La mia pochezza risalta ad ogni Tua Parola
poiché io non sono capace di nulla senza di Te.
È il mio amore... l’unica cosa che posso esibire fieramente.
Sì... il mio amore per Te si tuffa nell’abisso del mare e riemerge
innalzandosi nel più alto dei Cieli in un attimo…
solcando spazi inesistenti senza tempo.
Lascia o mio Signore che io Ti ami anche per chi non Ti ama.
Lascia o mio Signore che accolga su di me
i giudizi e calunnie che Ti fanno poiché le fanno a me.
Lascia o mio Signore che io Ti difenda innanzi al mondo intero
e lascia o mio Signore che io testimoni di averTi visto da Risorto
e che piangevi per questa povera e stolta Umanità
caduta nel massimo degrado.
Detto questo o mio Signore...
lascia che il mio cuore rimanga nella Tua Pace
e non lenire Signore le ferite che vedi nell’Anima mia...
so che ne hai pietà ma lasciale come sono o mio Signore
poiché mi occorrono per rimanere in quell’umiltà
che richiedi come requisito particolare ai Tuoi figli.
Ed ora o mio Signore...
lascia che io interceda presso di te per mezzo della Madre Maria
per tutte quelle persone che hanno bisogno di essere guarite
nell’Anima... nel corpo e nello spirito.
In quanto a me o mio Signore tutto conosci...
lascia solamente che io pieghi il capo e le ginocchia
e mi accoccoli ai Tuoi Piedi...
per chiedere per me e per il mondo intero…
« Gesù... perdono ». 
 
                                     Conchiglia
                                                     della Santissima Trinità


SABATO SANTO: giorno del silenzio


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SABATO SANTO

Il Giorno del Sabato Santo:

La notte del Sabato Santo
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10615.pdf


Il mattino della Risurrezione. Preghiera di Maria:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10616.pdf


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GIORNO DEL SILENZIO // Gesù scende agli inferi //


Discese agli inferi: cosa vuol dire? (da Benedetto XVI)


dalle risposte date da Benedetto XVI nel corso della trasmissione “A sua immagine. Domande su Gesù” del 22/4/2011, condotta da Rosario Carello

Santo Padre, la prossima domanda è sul tema della morte e della Risurrezione di Gesù, e arriva dall'Italia. Gliela leggo: "Santità, che cosa fa Gesù nel lasso di tempo tra la morte e la Risurrezione? E visto che nella recita del Credo si dice che Gesù, dopo la morte, discese negli Inferi, possiamo pensare che sarà una cosa che accadrà anche a noi, dopo la morte, prima di salire al Cielo?".

Innanzitutto, questa discesa dell'anima di Gesù non si deve immaginare come un viaggio geografico, locale, da un continente all'altro. È un viaggio dell'anima. Dobbiamo tener presente che l'anima di Gesù tocca sempre il Padre, è sempre in contatto con il Padre, ma nello stesso tempo quest'anima umana si estende fino agli ultimi confini dell'essere umano. In questo senso va in profondità, va ai perduti, va a tutti quanti non sono arrivati alla meta della loro vita, e trascende così i continenti del passato. Questa parola della discesa del Signore agli Inferi vuol soprattutto dire che anche il passato è raggiunto da Gesù, che l'efficacia della Redenzione non comincia nell'anno zero o trenta, ma va anche al passato, abbraccia il passato, tutti gli uomini di tutti i tempi

I Padri dicono, con un'immagine molto bella, che Gesù prende per mano Adamo ed Eva, cioè l'umanità, e la guida avanti, la guida in alto. E crea così l'accesso a Dio, perché l'uomo, di per sé, non può arrivare fino all'altezza di Dio. Lui stesso, essendo uomo, prendendo in mano l'uomo, apre l'accesso, apre cosa? La realtà che noi chiamiamo Cielo. 

Quindi questa discesa agli Inferi, cioè nelle profondità dell'essere umano, nelle profondità del passato dell'umanità, è una parte essenziale della missione di Gesù, della sua missione di Redentore e non si applica a noi. La nostra vita è diversa, noi siamo già redenti dal Signore e noi arriviamo davanti al volto del Giudice, dopo la nostra morte, sotto lo sguardo di Gesù, e questo sguardo da una parte sarà purificante: penso che tutti noi, in maggiore o minore misura, avremo bisogno di purificazione. 

Lo sguardo di Gesù ci purifica e poi ci rende capaci di vivere con Dio, di vivere con i Santi, di vivere soprattutto in comunione con i nostri cari che ci hanno preceduto.

*


AMDG et DVM

venerdì 30 marzo 2018

VENERDI' SANTO e inizio Novena alla Divina Misericordia







Venerdì Santo
A.D. 18 Terzo Millennio d.C.

Giovanni va a prendere la Madre:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10607.pdf

La Via dolorosa dal Pretorio al Calvario:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10608.pdf

La Crocifissione, la morte e la deposizione dalla Croce:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10609.pdf

Angoscia di Maria al Sepolcro:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10610.pdf

La chiusura del Sepolcro e ritorno al Cenacolo
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10611.pdf

La notte del Venerdì Santo. Lamento della Vergine. Il velo di Niche e la preparazione degli unguenti:
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10612.pdf

RIFLESSIONI sulla Passione di Gesù e di Maria e sulla Com-passione di Giovanni
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/10/10613.pdf


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La Novena alla Divina Misericordia 
insegnata da Gesù

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Primo giorno (Venerdì Santo)
Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù....)
Parole di nostro Signore: "Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime".
Chiediamo misericordia per l’umanità intera.
Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen.

Segue coroncina alla Divina Misericordia

Per chi non ha mai recitato il rosario e non capisce bene come deve essere recitata la coroncina alla Divina Misericordia segua lo schema qui sotto tutto di seguito:
Segno della croce
1 volta Padre nostro
1 volta Ave Maria
1 volta il Credo Apostolico:
Padre NostroPadre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave MariaAve Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen
Credo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
di seguito:
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
1 volta :Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
e
10 volte di seguito : Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
quindi alla fine si ripete 3 volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
1 volta O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te
Amen. Segno della croce

Secondo giorno (Sabato Santo)
Meditare su Gesù-Verbo e Gesù-Carne e sull’intima unione di amore tra noi e Dio.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime dei sacerdoti e dei consacrati ed immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi hanno dato la forza di sopportare la mia dolorosa Passione. Per mezzo di queste anime, come attraverso dei canali, la mia Misericordia si riversa sull’umanità".
Preghiamo per il clero e per i consacrati.
Misericordiosissimo Gesù, fonte di ogni bene, moltiplica sui consacrati la grazia, affinché con la parola e l’esempio compiano degnamente le opere di misericordia, in modo che tutti coloro che li vedono glorifichino il Padre che è nei cieli.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole agli eletti della tua vigna, i sacerdoti ed i religiosi, colmandoli della pienezza della tua benedizione. Per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio concedi loro luce e forza, affinché possano condurre gli uomini sulla via della salvezza e glorificare per sempre con loro la tua Misericordia infinita. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Terzo giorno (Domenica di Pasqua)
Meditare sulla grande manifestazione della Divina Misericordia: il dono pasquale del
Sacramento della Penitenza che, nell’azione liberatrice dello Spirito Santo, reca risurrezione e pace ai nostri spiriti.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami tutte le anime fedeli e pie; immergile nell’oceano della mia Misericordia. Queste anime mi hanno confortato sulla via del Calvario; esse erano una goccia di consolazione in mezzo ad un oceano di amarezze".
Preghiamo per tutti i cristiani fedeli.
Misericordiosissimo Gesù, che concedi abbondantemente le tue grazie a tutti gli uomini, accogli nel tuo Cuore infinitamente buono tutti i cristiani fedeli e non permettere che ne escano mai più. Te lo chiediamo per il tuo profondo amore verso il Padre Celeste.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, volgi uno sguardo compassionevole alle anime fedeli, eredità del Figlio tuo; per i meriti della sua dolorosa Passione, concedi loro la tua benedizione e proteggile sempre, affinché non perdano l’amore e il tesoro della santa fede, ma lodino con tutta la schiera degli Angeli e dei Santi per l’eternità la tua infinita Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quarto giorno (Lunedì in Albis)
Meditare sulla Paternità di Dio, sulla confidenza ed il pieno abbandono che dobbiamo avere in Lui sempre e dovunque.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nella mia amara Passione e il loro futuro zelo confortava il mio Cuore. Immergili ora nell’oceano della mia Misericordia".
Preghiamo per i pagani e gli increduli
Misericordiosissimo Gesù, tu che sei la luce del mondo, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime di coloro che non ti hanno ancora conosciuto; siano illuminati dai raggi della tua grazia, affinché glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime dei pagani e degli increduli, perché Gesù tiene anch’essi nel suo Cuore. Portale alla luce del Vangelo: che capiscano quanto grande è la felicita di amarti; fa’ che tutte glorifichino eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Quinto giorno (Martedì in Albis)
Meditare sulle parabole del buon Pastore e dei pastori infedeli (cfr. Gv. 10,11-16; Ez 34,4.16), mettendo in risalto la responsabilità che tutti abbiamo verso il prossimo vicino e lontano; in più soffermarsi a considerare attentamente gli episodi del rinnegamento e della conversione di S. Pietro (cfr. Mt 26,6975; Lc 22,31-32), dell’adultera (cfr. Gv 8,111) e della peccatrice (cfr. Lc 7,30-50).
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime dei fratelli separati, immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono quelle che nella mia amara agonia laceravano il mio Corpo ed il mio Cuore, cioè la Chiesa. Quando si riconcilieranno con la mia Chiesa, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione".
Preghiamo per quelli che s’ingannano nella fede
Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime dei nostri fratelli separati. Attirale con il tuo splendore all’unità della Chiesa e non permettere che ne escano mai più, ma adorino anch’esse la generosità della tua Misericordia.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime degli eretici e degli apostati che, perseverando ostinatamente nei loro errori, hanno sprecato i tuoi doni ed abusato della tua grazia. Non guardare la loro cattiveria, ma l’amore di tuo Figlio e i dolori della Passione che Egli accettò per loro. Fa’ si che ritrovino al più presto l’unità e che, insieme a noi, esaltino la tua Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Sesto giorno (Mercoledì in Albis)
Meditare su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48).
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore, e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni".
Preghiamo per i fanciulli e le anime umili
Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: "Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore" (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Settimo giorno (Giovedì in Albis)
Meditare sul S. Cuore di Gesù e sull’immagine di Gesù Misericordioso, sui due fasci di luce bianca e rossa, simbolo di purificazione, di perdono e di sollievo spirituale.
Inoltre riflettere attentamente sulla tipica caratteristica messianica di Cristo: la Divina Misericordia (cfr. Lc 4,16-21; 7,18-23; Is 42,1-7; 61,1-6.10), soffermandoci sulle opere di misericordia spirituale e corporale ed in particolare sullo spirito di disponibilità verso il prossimo comunque bisognoso.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime che onorano e glorificano particolarmente la mia Misericordia. Sono anime che più di ogni altra hanno partecipato alla mia Passione e penetrano più profondamente nel mio Spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore Misericordioso.
Esse splenderanno nella vita futura di un particolare fulgore, e nessuna di loro cadrà nel fuoco dell’inferno; ciascuna avrà la mia assistenza all’ora della morte".
Preghiamo per quelli che venerano la Divina Misericordia e diffondono la sua devozione.
Misericordiosissimo Gesù, il tuo Cuore è Amore; accogli in esso le anime che onorano e diffondono in modo speciale la grandezza della tua Misericordia. Dotate della potenza stessa di Dio, sempre fiduciose nella tua imperscrutabile Misericordia e abbandonate alla santa volontà di Dio, esse portano sulle loro spalle l’intera umanità, ottenendo continuamente per essa dal Padre Celeste perdono e grazie. Che esse perseverino fino alla fine nel loro zelo iniziale; nell’ora della morte non venire loro incontro da Giudice, ma da Redentore Misericordioso.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime che adorano e glorificano specialmente il tuo principale attributo: l’infinita Misericordia. Rinchiuse nel Cuore Misericordioso di tuo Figlio, queste anime sono come un Vangelo vivo: le loro mani sono piene di atti di misericordia e la loro anima esultante canta l’inno della tua gloria. Noi ti preghiamo, Dio benigno, di manifestare loro la tua Misericordia secondo la speranza e la fiducia che hanno riposto in te, affinché così si adempia la promessa di Gesù, cioè che proteggerà durante la vita e nell’ora della morte chiunque adorerà e propagherà il mistero della tua Misericordia". Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Ottavo giorno (Venerdì in Albis)
Meditare sulle parabole della Divina Misericordia (cfr. Lc 10,29-37;15,11-32;15,1-10) puntualizzando sia il sollievo della sofferenza verso i vivi e i defunti, come anche la promozione integrale dell’uomo e la necessità di avvicinare i lontani.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia".
Preghiamo per le anime del Purgatorio.
Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: "Misericordia io voglio" (Mt 9,13), accogli, ti preghiamo, nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso le anime del Purgatorio, che ti sono molto care, ma che devono tuttavia soddisfare alla Giustizia Divina. I torrenti di sangue e di acqua, che sgorgano dal tuo Cuore, spengano le fiamme del fuoco del Purgatorio, affinché anche là si manifesti la potenza della tua Misericordia.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime che soffrono nel Purgatorio. Per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e per l’amarezza che riempì il suo Cuore sacratissimo abbi pietà di quanti si trovano sotto lo sguardo della tua Giustizia.
Ti chiediamo di guardare queste anime solo attraverso le Piaghe del tuo Figlio prediletto, perché siamo convinti che la tua Bontà e Misericordia non hanno limiti. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia

Nono giorno (Sabato in Albis)
Meditare sulla Madonna ed in particolare sull’Ecce, Fiat, Magnificat e Adveniat, caratteristiche indispensabili per vivere un’autentica vita sacerdotale, tutta amore verso Dio e prestazione misericordiosa verso il prossimo, comunque bisognoso.
Parole di nostro Signore: "Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa. Nell’Orto degli ulivi la mia anima provo verso di loro una grande avversione. Fu per causa loro che pronunciai quelle parole: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42). Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza".
Preghiamo per le anime tiepide
Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa, accogli nella dimora del tuo Cuore le anime tiepide. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro Amore queste anime gelide, che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanta avversione. Gesù pietosissimo usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo Amore, affinché, accese di nuovo zelo, siano esse pure al tuo servizio.
Pater... Ave... Gloria...
Eterno Padre, guarda con occhio pietoso le anime tiepide che sono oggetto d’amore del Cuore di tuo Figlio. Padre di Misericordia, per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e delle tre ore di agonia sulla Croce, permetti che, accese d’amore, esse glorifichino di nuovo la grandezza della tua Misericordia. Amen.
Preghiamo: O Dio, infinitamente pietoso, moltiplica in noi l’azione della tua Misericordia, affinché nelle prove della vita non disperiamo, ma ci conformiamo con una fiducia sempre più grande alla tua santa Volontà e al tuo Amore. Per nostro Signore Gesù Cristo, Re di Misericordia nei secoli. Amen. 

Segue coroncina alla Divina Misericordia

AMDG et DVM


giovedì 29 marzo 2018

Durante il pranzo nuziale chiede allo sposo due cose: di lasciarle la libertà di fare la comunione tutti i giorni e di non esserne geloso.




 

CONCHITA DEL MESSICO

Conchita fa parte di quelle donne sante alle quali Dio ha affidato, oltre al compito di casalinga e madre, un'altra vocazione di altissima importanza per la Chiesa mondiale. Per numerosi cambiamenti di residenza ella ha frequentato la scuola soltanto per circa tre anni, eppure esistono più di cento volumi, scritti da lei con un linguaggio splendido, in cui ha fissato tutto ciò che Gesù le ha detto. 
Il noto autore sudamericano di letterature spirituali, Mons. Luis Maria Martinez, è stato il direttore spirituale di Conchita durante gli ultimi dodici anni della sua vita. Egli scrive nel 1929: «Ci vorranno molti uomini e molti anni per svelare i tesori spirituali di questi scritti».

     Conchita nasce settima di undici figli in una famiglia benestante e profondamente cristiana. Ella passa la sua infanzia in una hacienda, un podere del Messico di una volta. Questa ragazza, molto graziosa e dotata, è piena di tempera-mento e nello stesso tempo molto sensibile. El-la ama con passione la musica e andare a caval-lo. 

Ai balli e alle feste è una partner molto desi-derata. Però nella sua autobiografia descrive co-me il Signore la cerchi in questo periodo: «In un mondo di lunsinghe, di distrazioni e di feste sentivo un vuoto in me... Vivevo un immenso vuoto che pensavo di colmare con il matrimo-nio... Signore, io mi sento impotente ad amarti, voglio dunque sposarmi. Dammi molti figli af-finché essi ti amino meglio di me». Quando Conchita all'età di ventuno anni si spo-sa, la sua felicità è perfetta. Durante il pranzo nuziale chiede allo sposo due cose: di lasciarle la libertà di fare la comunione tutti i giorni e di non esserne geloso. 

L'amore reciproco degli sposi, con gli anni aumenta di tenerezza e in- tensità perché è fondato su una intensa vita di preghiera. Per Conchita l'amore coniugale non è un ostacolo per il suo abbandono a Dio. Ella scrive nel suo diario: «Mai il mio amore per lui (il marito) pieno di tenerezza, mi ha impedito di amare Dio». 
Nonostante il vero amore, il marito le costa tanta pazienza: «Quando ci siamo sposati mio marito aveva un carattere molto violento; era come polvere da sparo; ma appena scomparso il lampo dell'esplosione, si fermava tutto confuso. Dopo qualche anno si produsse in lui un tale cambiamento che la sua stessa mamma e le sue sorelle se ne stupirono. Credo che sia stato il lavoro della grazia e dei miei sforzi personali». 

Come moglie e madre si dona totalmente al ma-rito e ai figli. «Devo formare il cuore dei miei otto figli, lottare contro otto caratteri, mettere via il male, introdurre e sviluppare il bene». Conchita soffrì per tutta la vita di una estrema sensibilità. Ella scrive: «Il mio cuore si affezio-na facilmente alle persone e alle cose. Non soffrivo soltanto per la morte di una persona ama-ta, bensì già per la lontananza temporanea. Quante lacrime ho versato per questo motivo». 

Il 17 settembre 1901 muore inaspettatamente il suo amato sposo... «che Dio mi ha dato per se-dici anni, dieci mesi e nove giorni... Un pugna-le attraversava la mia anima senza mitigazione, senza consolazione alcuna. Quella notte il Si-gnore mi presentò il calice e me lo fece bere goccia a goccia, sino in fondo. Durante quei giorni, me ne andavo vicino al tabernacolo per attingervi sostegno e forza. Oh, notte di solitu-dine, di dolori, di sofferenza!». 

Oltre alla perdita del marito vive anche la mor-te di quattro dei suoi nove figli. Carlos muore all'età di sei anni; Pedro annega a quattro anni nel pozzo; Pablo muore all' età di diciotto anni di tifo. Sua figlia Concha entra all'età di dicias-sette anni in una delle congregazioni fondate dalla madre, però muore a trentacinque anni. Suo figlio Manuel entra dai Gesuiti e pronuncia i voti all'età di diciannove anni, poi dai superiori viene mandato in Spagna e non torna mai più in Messico. Però tutte queste sofferenze non sono perdute, bensì diventano fruttuose per tutta la Chiesa. 

Gesù stesso consola Conchita con queste parole: «Tu sarai madre di un gran numero di figli spirituali, però ti costeranno mille morti da martire». Gesù aveva già iniziato a preparare Conchita durante i felici anni del matrimonio in maniera particolare alla sua missione. Quando aveva 27 anni, Gesù parla per la prima volta al suo cuore: «La tua missione sarà di salvare le anime». 

«Sentii chiaramente in fondo alla mia anima, senza possibilità di dubbio queste parole. Non comprendevo come realizzare ciò. Presi decisioni molto pratiche, piene di fervore, ripetendo il mio desiderio di amare senza misura colui che è l'Amore. Ma ora bisognava ritornare nel mondo e ai miei doveri, con la necessità di cam-minare attraverso il fuoco senza bruciarmi. Nel medesimo tempo che questa fiamma cresceva nel mio cuore, lo zelo mi divorava e desideravo ardentemente far partecipare ad altri la felicità dei sublimi insegnamenti ricevuti». 

Però Conchita deve imparare a farsi plasmare pazientemente. Gesù la educa all'intimo racco-glimento per rendere la sua anima capace di ri-cevere le rivelazioni di Dio: «Non voglio che tu ti disperda esteriormente con le creature. Devi vivere chiusa nel santuario tutto interiore della tua anima, perché è lì che risiede lo Spi-rito Santo. Lì sono le tue delizie, le tue conso-lazioni, il tuo riposo. Non cercarlo altrove, non lo troverai!» 
Come vedova, a 39 anni, Conchita inizia final-mente anche all'esterno a mettere in pratica quell'apostolato al quale Gesù l'ha preparata interiormente per anni. 

La prima decisione pra-tica è di riunire 60 donne semplici dei dintorni per pregare con loro. Conchita non si sente im-barazzata a parlare loro dei segreti di Dio. «Sentivo in me un fuoco che bruciava e desi-deravo infiammare altri cuori con questa fiam-ma; ecco tutto! » «Il mio cuore aveva trovato il suo rifugio e la pace nella solitudine e nella preghiera. Mi sen-tivo infiammata dal desiderio della perfezione. Mentre meditavo questi progetti, umiliandomi, passavo i giorni nella desolazione, nell'ango-scia e nell'oscurità.. Avevo sete di Divino, una sete ardente di Gesù, ma mi sentivo schiacciata e come perduta in una via di fede oscura e sen-za speranza. Dio vuole da me che venga croci-fissa dal mio fiat, che desideri le sofferenze del martirio e versi il mio sangue ogni giorno per la salvezza delle anime». Offriti in oblazione per i miei sacerdoti. Uni-sciti al mio sacrificio per acquistare grazie. è necessario che in unione col Sacerdote eterno tu adempia al tuo ruolo di sacerdote, offren-domi al Padre per ottenere grazie e miseri-cordia per la Chiesa e per le sue membra». 

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Conchita, durante il periodo delle opprimenti persecuzioni in Messico, spesso in casa sua nasconde sacerdoti, vescovi e religiosi. Madre Conchita non ha mai vissuto in un convento. La sua importanza per tutta la Chiesa consiste specialmente nella fondazione di cinque con-gregazioni, le cosidette 'Opere della Croce' e due movimenti laici per sacerdoti e per la santificazione delle famiglie. Da questi deri-vano ben nove congregazioni di suore. 

Conchita doveva essere la 'fedele eco della Ma-dre Dolorosa' conoscendo di persona le soffe-renze di Maria dopo la Risurrezione di Gesù. Dopo la morte del diretto-re spirituale che ella ha avuto per molti anni, Ramon Ibarra, il 2 febbraio 1917, per Conchita co-mincia il periodo del-la soledad. In que-sta profonda soli-tudine e abbando-no vive esattamente per venti anni fino alla sua morte avve-nuta il 3 marzo 1937. 

«Vivo la completa solitu-dine dell' anima, però questa è la volontà di Dio e Dio, per me, è sol-tanto lì dove è la Sua volontà. Non ca-pisco più nulla... i miei desideri, le mie impres-sioni e anche tutto ciò che è stato scritto, tutto fa parte del passato. Tutto desidero nasconde-re in Gesù, in Lui solo. Come è cam-biato tutto in me... Tutto ciò che è verità, tutto ciò che è duraturo e prezioso, è cielo. La terra con tutto quello che contiene è soltanto una via per raggiungerlo. Tutto si perde in Dio: l'amore, il dolore, i sogni, le speranze, i successi, veramente tutto si perde in Lui». Gesù l'aveva spesso incorag-giata parlando delle sof-ferenze di Sua Madre: «Ogni volta quando la mia santissima Ma-dre Maria provava il dolore della se-parazione da Me - veramente era continuo - lo presentava su-bito al Padre per il bene del mondo e per la Chiesa fiorente. Questo aposto-lato della soffe-renza, l'apostola-to della croce, del-la solitudine, era la tappa più feconda della Sua vita e indus-se il cielo a versare fiumi di grazie». 

Attraverso questo stato dolo-roso di abbandono esteriore e in-teriore, Conchita collaborerà in unione con Maria, per implorare una nuova Pentecoste per il mondo. «Il mio cuore ardeva... per le anime. In questo fuoco interiore che non proveniva da me, ho supplicato: 'Gesù, tu sei la salvezza degli uomini, salvali, salvali! '» Gesù ha risposto alla fervente richiesta di madre Conchita: «Lo Spirito Santo regnerà quando anche le mie sofferenze e la croce regneranno nelle anime. Fin quando la croce non sarà impressa nelle anime, lo Spirito Santo non regnerà!» Già cinquant' anni prima del Concilio Vaticano II Conchita ripete nei suoi scritti: «La Chiesa e il mondo hanno bisogno di una nuova Pentecoste, una seconda Pentecoste, una Pentecoste sacerdotale, una Pentecoste più profonda». 

Gesù le risponde nel 1927: «Prega per questa seconda venuta, per questa nuova Pentecoste... il mondo si oscura perché si è allon-tanato dallo Spirito San-to e tutto il male che suc-cede ha la sua origine in questo... Perciò il mon-do necessita più che mai della seconda venuta dello Spirito Santo, perché Egli disarma e di-strugge satana che si è infiltrato nel cuore della Chiesa». Perciò il Signore chiede a tutti gli uomini di sup-plicare insieme la venuta dello Spirito Santo «attraverso le vostre preghiere, i vostri sacrifici e le lacrime! Lo manderò di nuovo e questo succederà in un modo evidente, efficace che su-sciterà stupore nel mondo e porterà la Chiesa alla santità». 

«Dì al Papa che è mia volontà che il mondo cristiano implori lo Spirito Santo, la pace e il Suo regno nei cuori». Questo ha chiesto il Signore a Conchita esattamente 80 anni fa. «Soltanto questo Spirito Santo può rinnova-re il volto della terra; Egli porterà ai cuori la luce, l'unità e il vero amore... La Chiesa deve proclamarLo, le anime dovrebbero amarLo, tut-to il mondo sia consa-crato a Lui e il mondo vivrà la pace e l'effetto morale e spirituale più profondo anziché il male che lo tormenta». 

Settant'anni fa, l'11 marzo 1928, il Signore ha promesso: «Verrà il giorno che si svolgerà a S. Pietro a Roma la con-sacrazione del mondo allo Spirito Santo. è Mio desiderio che l'uni-verso venga consacrato allo Spirito Divino per-ché Egli si spanda su tutta la terra con la nuova Pentecoste». Il 3 marzo 1937 ha fine la missione terrena di Concepcion Cabrera de Armida, chiamata da tutti semplicemente Conchita. Ella muore in profonda agonia dopo una sofferenza di tre mesi. Quanto fosse unita con Cristo nella sua sofferenza Dio lo rende visibile nell'attimo del trapasso, quando il suo volto si trasforma in quello del Cristo crocifisso. 

Conchita è nella sua semplicità e naturalezza una delle più grandi mi-stiche di questo secolo. Anche il suo program-ma di vita era semplice: «Vorrei essere una san-ta. Questo desiderio sconfinato non mi abban-dona mai nonostante il peso della mia miseria».  

Preghiera per la beatificazione

Padre Celeste che scegliesti la tua Serva Maria Concepcion come ispiratrice della tua chiesa dello spirito sacerdotale delle Opere della Croce, ti preghiamo di glorificarla presto sulla terra e di concedere a noi la grazia che ti chiediamo per sua intercessione... per la tua gloria, consolazione del cuore di Gesù e regno dello Spirito Santo.  
Con approvazione ecclesiastica.  
Si pregano quanti ricevono grazie per sua intercessione di inviare relazione a: Religiose della Croce del Sacro Cuore di Gesù. Via Appia Nuova 1468. - 00178 Roma. Tel 06/79340094
AMDG et DVM