venerdì 29 gennaio 2016

SAN PAOLO AI ROMANI, cap. V


LETTERA AI ROMANI
Capo V.

Primo frutto della giustificazione: pace con Dio, sicurezza del cielo

[1]Giustificati adunque mediante la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 2a cui dobbiamo d’avere per la fede accesso a questa grazia, nella quale stiam saldi, e di gloriarci nella speranza della gloria dei figli di Dio. 3E non soltanto di questo ci gloriamo, ma anche delle tribolazioni, sapendo come la tribolazione produce la pazienza, 4la pazienza l’esperienza, l’esperienza la speranza. [5]Or la speranza non inganna, perché la carità di Dio è stata diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato donato.

Amore mostratoci da Dio col darci Gesù Cristo
[6]Per qual motivo adunque, mentre noi eravamo impotenti, Cristo, nel tempo stabilito, è morto per gli empi? 7Or è difficile che uno muoia per un giusto, pure può darsi che per un uomo dabbene qualcuno abbia il coraggio di morire; 8ma Dio mostra la sua carità verso di noi, perché, essendo ancora peccatori, nel tempo stabilito 9Cristo è morto per noi. Tanto più dunque ora che siam giustificati nel suo sangue, saremo salvi dall’ira per mezzo di lui.10Perché, se quando eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, molto più essendo riconciliati saremo salvi mediante la sua vita. 11Di più ancora ci gloriamo in Dio per Gesù Cristo Signor nostro, per mezzo del quale abbiamo ora ottenuta la riconciliazione.

Parallelo tra Cristo che ci ha salvati
e Adamo che ci ha perduti
12Così, dunque, per un sol uomo il peccato è entrato nel mondo e col peccato la morte, e la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno (in Adamo) peccato. 13Anche prima della legge il peccato era nel mondo, ma non era imputato, non essendovi legge; 14eppure la morte regnò da Adamo fino a Mosè, anche sopra coloro che non avevano peccato di prevaricazione, come Adamo, il quale è figura di Colui che doveva venire.
15Ma il dono è stato ben differente dal delitto; perché se per il delitto di un solo molti perirono, molto più la grazia e la liberalità di Dio, in grazia di un sol uomo, Gesù Cristo, abbondò in molti. 16V’è ancora differenza tra il peccato di un solo e il dono, perché il giudizio da un solo peccato va alla condanna, la grazia invece da molti peccati va alla giustificazione. 17Difatti se per il delitto d’un solo e per un solo regnò la morte, con più ragione coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per il solo Gesù Cristo.18Quindi, come pel delitto di un solo (venne) sopra tutti gli uomini la dannazione, così per la giustizia d’un solo è in tutti gli uomini la giustificazione vivificante. 19Così pure, come per la disobbedienza d’un solo uomo molti son costituiti peccatori, anche per l’obbedienza d’un solo molti saran costituiti giusti. 20Or la legge intervenne perché abbondasse il peccato; ma dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia, 21affinché come il peccato regnò colla morte, così la grazia regni mediante la giustizia per dare la vita eterna per mezzo di Gesù Cristo Signor nostro.


AMDG et BVM

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