martedì 26 gennaio 2016

"Lingua latina usus in ritibus latinis SERVETUR"

VERO VOLTO DI GESU'
Ai molti finti smemorati, ai veri pàvidi, agli autentici riottosi della lingua latina in tutta umiltà additiamo qualche salutare lettura:


* l'enciclica Mediator Dei (1947) di Pio XII, che ribadisce: 
     "Le serie ragioni della Chiesa per CONSERVARE fermamente l'OBBLIGO INCONDIZIONATO per il  
     celebrante di usare la lingua latina



* la costituzione apostolica Veterum Sapientia (1962) di Giovanni XXIII, che intima: 
     "Nessun INNOVATORE ardisca scrivere contro l'uso della lingua latina nei sacri riti"… né (alcuni)  
     si attentino, nella loro INFATUAZIONE, di minimizzare in questo la volontà della Santa Sede  
     Apostolica



* la costituzione conciliare sulla liturgia Sacrosanctum Concilium (1963) di Paolo VI, la quale ordina solennemente  
   che: "Lingua latina usus in ritibus latinis SERVETUR" 



* la lettera apostolica Sacrificium laudis (1966) di Paolo VI, il quale lancia un drammatico appello ai Superiori generali  
   delle Comunità religiose e, riferendosi alla minaccia di scomparsa del latino, esclama affranto: 
     "Lasciateci proteggere, ANCHE VOSTRO MALGRADO, il vostro patrimonio!
   e afferma inoltre che la sostituzione del latino: 
     "attenta non solo a questa sorgente fecondissima di civiltà e a questo ricchissimo tesoro di pietà, ma  
     anche al decoro, alla bellezza e all'originario vigore della preghiera e dei canti della liturgia



* il memorabile discorso di Paolo VI, pubblicato sull'"Osservatore Romano" (1969), in cui il Papa deplora la rinuncia al  
   latino con parole accorate: 
     "Perdiamo la loquela dei secoli cristiani, diventiamo quasi intrusi e profani nel recinto letterario  
   dell'espressione sacra, e cosí perderemo gran parte di quello stupendo e incomparabile fatto  
    artistico e SPIRITUALE che è il canto gregoriano. Che cosa sostituiremo a questa LINGUA  
    ANGELICA? È un sacrificio di inestimabile valore. Il latino portava alle nostre labbra la preghiera  
    dei nostri antenati e dava a noi il conforto di una FEDELTÀ AL NOSTRO PASSATO SPIRITUALE,  
    che noi rendevamo ATTUALE per poi trasmetterlo alle generazioni future".



La materia per riflettere non manca davvero. 
E per finire ecco l'antico sdegno profetico del Card. Pacelli, futuro Pio XII: 
     "Sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma  
     universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti, procurarle il rimorso per il suo passato  
     storico… Verrà un giorno in cui i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li  
     aspetta, come la peccatrice che gridò davanti alla tomba vuota: Dove l'hanno messo?
 

 Ing. Ugo Tozzini

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