venerdì 2 dicembre 2016

La Vergine fu di Dio, di Dio solo


  • Mia Madre fu la Fanciulla del Tempio dai tre ai quindici anni e affrettò la venuta del Cristo con la forza del suo amare. Vergine avanti il suo concepimento, vergine nelle oscurità d’un seno, vergine nei suoi vagiti, vergine nei suoi primi passi, la Vergine fu di Dio, di Dio solo e proclamò il suo diritto, superiore al decreto della Legge d’Israele, ottenendo dallo sposo a Lei datole da Dio di rimanere inviolata dopo le nozze. 
    Giuseppe di Nazareth era un giusto. Solo a lui poteva essere dato il Giglio di Dio e solo lui lo ebbe. E, angelo nell’anima e nella carne, egli amò come amano gli angeli di Dio. L’abisso di questo forte amore, che ebbe tutte le tenerezze coniugali senza sorpassare la barriera di celeste fuoco oltre la quale era l’Arca del Signore, sarà compreso solo da pochi sulla terra. E’ la testimonianza di ciò che può un giusto, sol che voglia. (…)  
    Ancora era Maria nella sua casa, in attesa dell'unione con lo sposo, quando Gabriele, l’angelo dei divini annunzi tornò sulla terra e chiese alla Vergine d’essere Madre. Già aveva promesso al Sacerdote Zaccaria il Precursore e non era stato creduto. Ma la Vergine credette che ciò potesse essere per volere di Dio e, sublime nella sua ignoranza, chiese solo: “Come ciò può avvenire? “  (…) - Vedi pag. 21 - Ora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo attendono la tua ubbidienza per compiere la promessa. Già è il Precursore del Cristo nel seno di Elisabetta, tua cugina, e se tu consenti, lo Spirito Santo scenderà su te e santo sarà Colui che da te nascerà e porterà il suo vero Nome di Figlio di Dio. 136.6  vedi pag.21
  • "Ecco l’Ancella del Signore. Si faccia di me secondo la sua parola”. E lo Spirito di Dio scese sulla sua Sposa e nel primo abbraccio le impartì le sue luci, che sopraperfezionarono le virtù di silenzio, umiltà, prudenza, e carità di cui Ella era piena, ed Ella fu tutt’una con la Sapienza, e non più fu scindibile dalla Carità, e l’Ubbidiente e Casta si perse nell’oceano dell’Ubbidienza che Io sono, e conobbe la gioia d'essere Madre senza conoscere il turbamento d'essere sfiorata. 136.6
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Lettera di fuoco di papa Giovanni Paolo II