lunedì 23 luglio 2012

Che ci gioverebbe una casa piena d'oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta?


"Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente.
E' il sacerdote che continua l'opera della Redenzione sulla terra...
Che ci gioverebbe una casa piena d'oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta?
Il sacerdote possiede la chiave dei tesori celesti: è lui che apre la porta;
egli è l'economo del buon Dio; l'amministratore dei suoi beni..." (cf. Le sacerdoce, c'est l'amour du Coeur de Jesus, in Le Curé d'Ars. Sa pensée - Son coeur, p. 99).


"...noi preghiamo per quelli che salveranno migliaia di anime" (S. Teresina)


"Dal momento che tu ti fai prete, divengono tuoi parenti tutti coloro che hanno un’anima da salvare,
e tu devi pensare a loro e non ad altro" (S. Giovanni Bosco XI,240)


"...un prete o in Paradiso o all'inferno non va mai solo; vanno sempre con lui in gran numero anime o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio o perdute con la sua negligenza nell’adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio" (S. Giovanni Bosco)


I preti...."sono ceri accesi per illuminare le anime" (S. Faustina Kowalska)


La Beata suor Maria Pierina de Micheli (1890 - 1945) vide una pianura con numerosi sacerdoti divisi in tre zone:
la prima emanava una luce vivissima,
la seconda, la più numerosa, spargeva un bagliore fosco,
e la terza era nelle tenebre.
Gesù le indicò: i primi come i sacerdoti secondo il suo Cuore; i secondi come coloro che non sono in disgrazia, ma per amore del piacere, dell'onore, del denaro, delle comodità non corrispondono alla santità della loro vocazione; infine, i terzi erano coloro che celebrano sacrilegamente.!!!


Don Bosco (ad un giovane che voleva diventar prete) gli fece ancora osservare che il farsi prete voleva dire rinunziare ai piaceri terreni, rinunciare alle ricchezze, agli onori del mondo, non aver di mira cariche luminose, essere pronto a sostenere qualunque disprezzo da parte dei maligni, e disposto a tutto fare, a tutto soffrire per promuovere la gloria di Dio, guadagnargli anime e per primo salvare la propria. (V,705).

"Il Mio Cuore è dimenticato; nessuno si cura più del Mio Amore; Io sono sempre contristato.

La Mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimento;
anche i Miei ministri che Io ho sempre riguardati con predilezione, che lo ho amati come la pupilla dell'occhio Mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze;
essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?!

Da essi debbo ricevere ingratitudine e sconoscenze.
Vedo, figlio Mio, molti di costoro che ... (qui si Chetò, i singhiozzi gli strinsero la gola, pianse in silenzio) che sotto ipocrite sembianze, Mi tradiscono con comunioni sacrileghe,
calpestando i lumi e le forze che continuamente do a essi..” (Gesù a Padre Pio - Epistolario I, 342)


"Se uno non è moralmente certo, mediante la Grazia del Signore, di poter conservare la castità, costui per carità non cerchi di farsi né prete né religioso" ( S. Giovanni Bosco XI,574)
"TANTUM VALET 
CELEBRATIO MISSÆ,
QUANTUM VALET 
MORS CHRISTI IN CRUCE"
S. G. Crisostomo, Apud Discipul. Serm. 48.


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