giovedì 26 giugno 2014

Il dolce amore di Gesù per la Vergine

S. Brigida, ora pro nobis.

MARIA

«Io sono il Creatore del cielo e della terra, una sola cosa, divina, con il Padre e lo Spirito Santo. Io sono co­lui che parlava ai patriarchi e ai profeti, colui che essi attendevano. È per soddisfare i loro desideri, secondo la mia promessa, che mi sono fatto uomo senza peccato né concupiscenza, entrando nel seno della Vergine, simile a un sole splendente che attraversa il vetro puro e tra­sparente. E, così come il sole attraversa il vetro senza danneggiarlo, la carne di Maria non è stata lesa né offe­sa, quando ho assunto attraverso lei la mia umanità. Ora, ho assunto l'umanità senza tuttavia smettere di es­sere divino. E sebbene fossi nel ventre della Vergine come essere umano, non di meno ero una cosa sola, divina, con il Padre e con lo Spirito Santo, guidando e colmando tut­te le cose, tanto che, così come lo splendore non si se­para mai dal fuoco, allo stesso modo la mia natura divi­na non si è mai separata dalla natura umana, nemmeno nella morte». Libro 1, 1

Maria intercede per i peccatori

...Allora la Madre di Dio, la Santa Vergine Maria, che all'inizio era rimasta in silenzio, parlò in questi ter­mini: «Mio Signore e amatissimo Figlio, nel mio ventre sei stato vero Dio e vero uomo; mi hai santificata con la tua bontà, io che ero un semplice vaso di terra. Ti pre­go, abbi pietà di loro ancora una volta». Allora nostro Signore rispose alla Madre: «Benedet­te siano le parole della tua bocca! Essa si è innalzata verso Dio come un profumo aromatico. Tu sei la gloria e la Regina degli angeli e dei santi, poiché hai in un cer­to qual modo consolato la divinità e rallegrato tutti i santi. E poiché la tua volontà è stata, sin dall'inizio della tua giovinezza, unita alla mia, farò ancora una volta quello che mi chiedi». E disse all'amata celeste: «Poiché hai combattuto con generosità, mi placherò di nuovo grazie alla tua carità. Salverò e guarirò chi è stato op­presso dalla violenza, l'onorerò con una forza cento vol­te superiore alle calunnie espresse nei suoi confronti. Darò la pace e la misericordia a quanti si faranno vio­lenza e mi chiederanno misericordia; e quelli che li di­sprezzeranno sentiranno e proveranno su di sé la mia giustizia». Libro 1, 5

Come lodare Maria e suo Figlio

«Io sono la Regina del cielo. Bisogna cercare con cu­ra il modo in cui lodarmi. Siate certi che qualsiasi lode a mio Figlio è una lode anche a me, e che quanti l'onora­no onorano anche me. Infatti ci siamo amati vicendevol­mente con tanto fervore che siamo stati un cuore solo; egli ha onorato in modo particolare me che ero un sem­plice vaso di terra, e mi ha esaltata al di sopra degli an­geli. È questo dunque il modo in cui dovete lodarmi: Benedetto sii tu, Dio! Creatore di tutte le cose, che ti sei degnato di scendere nel seno della Vergine Maria senza disagio, e di assumere da lei una carne umana sen­za peccato! Benedetto sii tu, Dio! che ti sei incarnato nella Vergine Santa e sei nato da lei senza peccato, col­mando di sussulti di gioia ineffabile la sua anima e tutte le sue membra! Benedetto sii tu, Dio! che hai rallegrato la Vergine Maria, tua Madre, dopo l'Ascensione, dando­le tante meravigliose consolazioni, e che l'hai visitata consolandola in modo divino! Benedetto sii tu, Dio! che hai portato in cielo il corpo e l'anima della Vergine Ma­ria, tua Madre, e che l'hai posta con onore accanto alla divinità, al di sopra di tutti gli angeli. Abbi misericordia di me grazie alle mie preghiere innamorate». Libro 1, 8

Il dolce amore di Gesù per la Vergine

«Io sono la Regina del cielo. Amate mio Figlio, poi­ché è onestissimo; e quando egli sarà in voi, sarete one­sti. Egli è amabilissimo; e quando sarà in voi, avrete tut­to ciò che è amabile. Amatelo perché è virtuosissimo; e quando sarà in voi, avrete ogni virtù. Desidero dirvi con quante delizie ha amato il mio corpo e la mia anima, e quanto ha onorato il mio nome. Ora, avendo io un corpo, Dio, al momento di creare la mia anima, l'ha calata nel mio corpo, e d'un tratto la mia anima e il mio corpo sono stati santificati, anima che gli angeli hanno custodito e conservato giorno e notte non appena è stata creata; e quando la mia anima è stata santificata e unita al mio corpo, mia madre ha provato così tanta gioia che è impossibile esprimere a parole. Dopo avere compiuto la mia esistenza, per pri­ma cosa egli ha innalzato la mia anima, che dominava il corpo, verso Dio, in grado sommamente superiore agli altri, e poi il mio corpo, tanto che il corpo di nessuna creatura è così vicino a Dio come il mio. Potete vedere, dunque, quanto mio Figlio abbia amato il mio corpo e la mia anima. Eppure alcuni hanno uno spirito maligno, e negano che io sia stata elevata verso Dio nel corpo e nell'anima. Potete vedere anche quanto mio Figlio abbia onora­to il mio nome: il mio nome è Maria, come si legge nei Vangeli. Quando gli angeli odono il mio nome, si ralle­grano in cuor loro e rendono grazie a Dio, che ha con­cesso loro una grazia e un favore tali che, attraverso me e con me, essi vedono l'umanità di mio Figlio glorificata in Dio. Quando gli angeli buoni sentono pronunciare il mio nome, si avvicinano subito agli uomini giusti di cui sono i custodi, e gioiscono meravigliosamente dei progressi dei loro protetti. [...] Anche i diavoli temono il nome di Maria e lo riveri­scono, poiché, quando lo odono, abbandonano imme­diatamente l'anima che tengono prigioniera, come un uccello rapace che stringe la preda fra gli artigli e nel becco, e la lascia se viene disturbato». Libro 1. 10

La Vergine Maria parla di sé a sua figlia Brigida

«Io sono la Regina del cielo, la Madre di Dio... Da quando, all'inizio dell'infanzia, conobbi il Signore, fui sempre attenta e timorosa per la mia salvezza e la mia obbedienza a lui. Quando seppi che Dio era il mio crea­tore e il giudice di tutte le mie azioni, l'amai intimamen­te; in ogni momento temetti di offenderlo con le mie parole e le mie azioni. Poi, quando seppi che aveva dato la legge e i suoi comandamenti al popolo, e che con essi aveva compiuto molte meraviglie, decisi risolutamente nella mia anima di non amare altri che lui; e le cose del mondo mi davano grande amarezza. Quando, venni a conoscenza anche del fatto che Dio avrebbe riscattato il mondo e sarebbe nato da una Vergine, mi sentii com­mossa e animata da così tanto amore nei suoi confronti, che pensavo solo a lui e non desideravo altri che lui. Mi allontanai il più possibile dai discorsi di tutti i giorni, e dalla presenza di genitori e amici; diedi ai poveri tutto ciò che avevo, e tenni per me solo un abito semplice e poche cose per vivere. Non mi piaceva nulla che non fosse Dio. Nel mio cuore nutrivo il desiderio incessante di vivere fino al giorno della sua nascita, per meritare di essere la serva della Madre di Dio, sebbene non mi rite­nessi degna di ciò. Dentro di me feci voto di rimanere vergine, se ciò era gradito a Dio, e di non possedere nient'altro al mondo. Ora, se la volontà di Dio fosse stata diversa, avrei desiderato che fosse fatta la sua volontà, non la mia, perché temevo che egli non potesse e non volesse niente che fosse utile per me; per questo, dunque, mi rimisi al­la sua volontà. Poiché si avvicinava il tempo della pre­sentazione delle vergini al Tempio, secondo la legge, che i miei genitori rispettavano, venni presentata con le altre fanciulle; dentro di me pensavo che nulla fosse im­possibile a Dio; e poiché egli sapeva che non desideravo né volevo altri che lui, poteva conservarmi nella vergi­nità, se ciò gli era gradito; diversamente, che fosse fatta la sua volontà. Dopo avere udito al Tempio ogni disposizione ed essere tornata a casa, bruciavo ancora di più dell'amore di Dio, ed ogni giorno ero accesa da un nuovo fuoco e da nuovi desideri di lui. Per questo mi allontanai più del consueto da tutti, rimanendo sola giorno e notte, con il grande timore che la mia bocca dicesse e che le mie orecchie udissero qualcosa contrario all'amore di Dio, o che i miei occhi vedessero qualcosa di delizioso. Temevo, inoltre, che il mio silenzio mi impedisse di esprimere quello che invece dovevo dire, ed ebbi cura di non fare quest'errore; essendo così turbata nel mio cuore e riponendo ogni mia speranza in Dio, d'un tratto mi ricordai di pensare all'immensa potenza divina, al modo in cui gli angeli e tutto il creato lo servono, e a quanto la sua gloria sia ineffabile e infinita. In estasi, vidi tre meraviglie: un astro, ma non come quello che splende in cielo; una luce, ma non come quel­la che brilla nel mondo; e sentii un profumo, ma non co­me quello delle erbe o di qualche sostanza aromatica, bensì soavissimo e ineffabile, un profumo di cui fui col-ma; ed ebbi un fremito di grande gioia. A quel punto, udii una voce profonda, ma non era una voce umana; e, dopo averla sentita, ebbi il timore che fosse stata un'illu­sione. D'improvviso mi apparve un angelo, simile a un uomo bellissimo, ma non di carne, che mi disse: «Ti salu­to, piena di grazia...». Dopo averne udito le parole, cer­cai di capirne il significato, o il motivo per cui mi avesse salutato in questo modo, poiché ero persuasa di essere indegna di una cosa simile e di qualsiasi bene mi venisse offerto, ma non ignorai il fatto che nulla era impossibile a Dio, e che egli poteva fare di me ciò che desiderava. Allora l'angelo mi disse per la seconda volta: «Colui che nascerà da te è santo, e si chiamerà Figlio di Dio (cfr. Lc 2); e sarà fatta la sua volontà». Io non credevo di esserne degna, e non chiesi all'angelo perché o quan­do si sarebbe compiuto tale mistero; tuttavia mi infor­mai sul modo in cui sarebbe avvenuto, poiché ero inde­gna di essere la Madre del Signore, e non conoscevo uo­mo; come ebbi pronunciato queste parole, l'angelo mi rispose che nulla era impossibile a Dio, e che ogni suo desiderio si sarebbe realizzato. Dopo aver udito l'angelo, provai un immenso desi­derio di essere la Madre di Dio, e mi sentii ricolma di un grande amore; la mia anima parlava con uno smisu­rato amore incomparabile. Per questo pronunciai le pa­role: 'Sia fatta in me la tua volontà'. A queste parole, il Figlio di Dio fu immediatamente concepito nel mio seno; la mia anima avvertì una gioia ineffabile e tutte le membra del mio corpo ebbero un sussulto. Lo custodivo in me e lo portavo senza dolore, senza pesantezza, senza disagio; mi umiliavo in ogni co­sa, sapendo che colui che portavo in me era onnipotente. Quando lo diedi alla luce, lo partorii senza dolore e senza peccato, così come l'avevo concepito, ma con una tale gioia nello spirito e nel corpo che i miei piedi quasi non toccavano la terra. E così come era entrato in tutte le mie membra con la gioia universale della mia anima, allo stesso modo ne uscì senza ledere la mia verginità, mentre le mie membra e la mia anima trasalivano di gioia ineffabile. Considerando e ammirando la sua bel­lezza, la mia anima era colma di gioia, poiché sapevo che ero indegna di un simile Figlio. Quando guardavo le sue mani e i suoi piedi nel pun­to in cui sarebbero stati conficcati i chiodi, poiché ave­vo sentito che, secondo i profeti, sarebbe stato crocifis­so, i miei occhi si scioglievano in lacrime, e la tristezza mi straziava il cuore. E quando mio Figlio mi vedeva così sconsolata e lacrimosa, si rattristava tantissimo. Ma quando pensavo alla potenza divina, mi consolavo di nuovo, poiché sapevo che Dio voleva ciò e che era op­portuno che le profezie si avverassero; allora conforma­vo la mia volontà alla sua; così il mio dolore si fondeva sempre con la gioia». Libro 1, 9

Piacevole conversazione fra Maria e suo Figlio

La Madre di Dio dice al Figlio: «Figlio mio, sei re della gloria; sei Signore su tutti i signori; hai creato il cielo, la terra e tutto ciò che contengono: per questo si compia il tuo desiderio e sia fatta la tua volontà». Risponde il Figlio: «Come dice il vecchio proverbio, quello che si è imparato in gioventù, lo si ricorda nella vecchiaia. Così per te, Madre mia! In gioventù hai im­parato a seguire la mia volontà, rinunciando alla tua per amore mio; è per questo che hai detto bene: 'Sia fatta la tua volontà'. Sei come l'oro prezioso che viene adagiato e sagomato sull'incudine, poiché sei stata forgiata da ogni sorta di tribolazioni e hai sofferto mille mali duran­te la mia indicibile Passione; infatti, quando il mio cor­po era spezzato sulla croce dall'intensità del dolore, il tuo cuore ne era ferito come se fosse stato trafitto con un ferro che strazia, e avresti permesso che fosse lacera­to, se solo lo avessi voluto; in verità, ti saresti opposta alla mia Passione e avresti desiderato la mia vita solo se ciò fosse stato conforme alla mia volontà. Perciò dici a ragion veduta: 'Sia fatta la tua volontà'». Libro 1, 20

La Chiesa riceve la misericordia di Dio per intercessione della Vergine Maria

Il Padre eterno rivolse le seguenti parole all'intera corte celeste che lo ascoltava: «Davanti a voi mi lamen­to: ho dato mia figlia (la Chiesa) a un uomo che l'afflig­ge troppo e la tiene miseramente in ceppi, tanto che tut­to il suo midollo scorre ai suoi piedi». Il Figlio gli rispo­se: «È colei che ho riscattato con il mio sangue e che ho sposato per amore; ma ora mi viene sottratta con violen­za?». Poi la Madre di Dio disse: «Voi siete mio Dio e mio Signore, e il mio corpo ha accolto le membra di tuo Figlio e del mio vero Figlio. Ora, non vi ho rifiutato nulla quando ero sulla terra: per questo abbiate pietà di vostra figlia per amore delle mie preghiere». Allora il Padre rispose al Figlio: «Figlio mio, le tue lamentele sono le mie, le tue parole le mie, le tue opere le mie. Sei in me ed io sono in te in modo inseparabile. Sia fatta la tua volontà». Poi, disse alla Vergine Santa, Madre di Dio: «Poiché non mi hai rifiutato nulla quan­do eri sulla terra, io non voglio rifiutarti nulla ora che sei in cielo. Sia fatta la tua volontà». Libro 1, 24

La Vergine Maria parla dell'umiltà

(Nel paragrafo precedente, la Vergine parla della su­perbia che paragona a una signora seduta su uno scanno molto alto, dove può sedere soltanto da sola,' per raggiun­gerlo bisogna passare per tre porte che corrispondono a tre livelli d'orgoglio sempre maggiori) «Io che sono umilissima», dice la Vergine Maria, «siedo in un luogo spazioso, e sopra di me non ci sono né la luna né il sole, bensì una serenità inestimabile e meravigliosa, che deriva dalla maestà divina. Sotto di me non ci sono né terra né pietre, ma un incomparabile riposo in seno alla divina verità. Accanto a me non ci sono mura, ma la gloriosa compagnia degli angeli e del­le anime beate. Sebbene io sia seduta così in alto, odo i gemiti e vedo le lacrime dei miei amici sulla terra. Vedo che le loro pene e la loro forza sono più grandi di quelle di chi combatte per signora Superbia; per questo andrò a visitarli e li metterò sul mio trono, che è spazioso e può contenerli tutti. Tuttavia essi non possono ancora raggiungermi fin tanto che due muri ci separano, muri attraverso cui li condurrò di sicuro, affinché arrivino al mio trono. Il primo muro è il mondo stretto e severo; perciò consolerò i miei servitori. Il secondo è la morte: ma io sono la loro cara Signora e Madre, li guiderò; li assisterò durante il trapasso affinché, nella morte, trovi­no conforto e consolazione. Li terrò accanto a me sul trono della gioia celeste, perché, con dilettazione perpe­tua e gloria eterna, riposino per sempre con gioia ine­sprimibile». Libro 1, 29

La Vergine adorna di una corona e di altri ornamenti

La Santa sposa Brigida vede la Madre di Dio, Regi­na del cielo, che porta sul capo una corona inestimabile. I suoi capelli, luminosi e bellissimi, ricadono sulle spal­le. La Vergine indossa una tunica d'oro scintillante e un mantello blu come il cielo; Brigida cade in un'estasi contemplativa, come se la vita interiore l'alienasse da se stessa. D'un tratto le appare San Giovanni Battista, che le dice: «Ascolta con attenzione: sto per rivelarti il signi­ficato di tutto ciò. La corona indica che la Santa Vergine è Regina, Si­gnora, Madre del Re degli angeli. I capelli sparsi signifi­cano che è vergine purissima e assolutamente perfetta. Il suo mantello blu come il cielo denota che per lei tutte le cose temporali sono morte. La sua tunica d'oro sim­boleggia che ha provato un amore e una carità ardenti, sia interiormente che esteriormente. Suo Figlio ha posto nella sua corona sette gigli, il primo è la sua umiltà; il secondo il timore; il terzo l'ob­bedienza; il quarto la pazienza; il quinto la serenità; il sesto la dolcezza, poiché dare a chiunque chieda si addice a coloro che sono dolci; il settimo è la misericordia nel bisogno: in qualsiasi necessità si trovino gli uomini, essi si salvano se la invocano. Il Figlio di Dio ha posto fra questi sette gigli sette pietre preziose: la prima è la sua eminente virtù, poi­ché negli spiriti non c’è virtù tale che questa Vergine Santa non abbia in sé in sommo grado; la seconda è una purezza perfetta, poiché questa Regina del cielo è stata così pura che in lei non c'è mai stata la minima macchia di peccato, e nessun demone è riuscito a tro­vare in lei alcuna impurità. Ella è davvero purissima, perché era opportuno che il Re della gloria riposasse unicamente in un vaso purissimo e di prima scelta, al di sopra degli angeli e degli uomini. La terza pietra preziosa è la bellezza, tanto che i santi lodano Dio per la bellezza di sua Madre, e si compie così la gioia di tutti gli angeli, di tutti i santi e di tutte le sante. La quarta pietra preziosa della corona è la saggezza della Vergine Madre, poiché, essendo adorna di fulgore e di bellezza, ella è stata colmata e dotata di ogni saggezza da Dio. La quinta è la forza, poiché ella è così forte at­traverso Dio che può distruggere e disperdere tutto ciò che è stato creato. La sesta pietra è il suo sfavillìo e la sua luminosità, poiché gli angeli, i cui occhi sono più chiari della luce, ne sono illuminati, e i demoni, abbacinati dalla sua bellezza, non osano guardare il suo splendore. La settima pietra è la pienezza di ogni dilettazione, di ogni dolcezza spirituale, presente in lei con tale ricchezza che non c'è gioia che non sia accre­sciuta dalla sua, né dilettazione che non si completi con la sua vista beata; poiché ella è stata colmata di grazia al di sopra di tutti i santi; poiché è vaso di pu­rezza in cui si trovano ogni dolcezza e ogni bontà. Suo Figlio ha posto queste pietre fra i gigli che erano sulla corona della Vergine. Onorala, dunque, sposa del Fi­glio! e lodala con tutto il cuore, perché ella è degna di ogni onore e di ogni lode». Libro 1, 31

Il dolore della Vergine accanto alla Croce

«Pensa, figlia mia», diceva la Vergine Maria, «alla Passione di mio figlio, le cui membra sono state quasi le mie membra, e il cui cuore è stato quasi il mio cuore: poiché lui, come gli altri figli, ha abitato nel mio seno, ma è stato concepito con un amore fervente per amore divino. San Giovanni, suo cugino, dice a ragion veduta 'il Verbo si è fatto carne', perché con incomparabile ca­rità egli è venuto ed è restato in me. Ora, la Parola e l'Amore lo hanno creato in me. Avevo l'impressione che metà del mio cuore uscisse da me, e quando egli soffri­va, provavo il suo dolore, come se il mio cuore soppor­tasse i suoi tormenti. Infatti, così come, se si punge la parte esterna di una persona, ne risente anche il suo in­terno, così quando mio Figlio veniva percosso e flagella­to, lo stesso provava anche il mio cuore. Io sono stata anche colei che gli è rimasta più vicino durante la Passione. Non mi sono mai separata da lui e sono restata accanto alla croce; così come ciò che è più vicino al cuore è afflitto più duramente, così il suo dolo­re era più amaro per me che per chiunque altro. Quan­do egli mi ha guardato dall'alto della croce ed io gli ho restituito lo sguardo, dai miei occhi sgorgavano fiumi di lacrime; e quando ha visto che ero spezzata dal dolore delle sue piaghe, gli è parso che la sua sofferenza si cal­masse. Perciò oso dire che il suo dolore era il mio dolo­re, poiché il suo cuore era il mio cuore; così come Ada­mo ed Eva hanno venduto il mondo per una mela, così il mio caro Figlio ed io lo abbiamo riscattato con il no­stro cuore». Libro I, 35

Tutte le virtù e tutte le grazie sono custodite nella Vergine Maria

«Ci sono tre cose in particolare per cui sono pia­ciuta a mio Figlio», diceva la Madre di Dio alla sposa: «- l'umiltà, tanto che nessun uomo, nessun angelo e nessuna creatura era più umile di me; - ho eccelso nell'obbedienza, perché mi sono sforzata di obbedire a mio Figlio in ogni cosa; - ho avuto in sommo grado una carità singolare, e per questo sono stata onorata tre volte tanto da lui, poiché per prima cosa sono stata onorata dagli angeli e dagli uomini, tanto che non c’è virtù divina che non risplenda in me, sebbene egli sia l'origine e il Creatore di tutte le cose. Io sono la creatu­ra cui egli ha concesso una grazia più eminente che a tutte le altre creature. In secondo luogo, ho ottenuto una grande potenza, grazie alla mia obbedienza, tanto che non c'è peccatore, per quanto corrotto, che non ottenga il suo perdono se si rivolge a me con cuore contrito e il fermo proposito di fare ammenda. In terzo luogo, attraverso la mia carità, Dio si avvicina a me a tal punto che chi vede Dio, vede me, e chi vede me, può vedere in me, come in uno specchio più perfetto di quello degli altri, la divinità e l'umanità, e me in Dio; infatti chiunque vede Dio, vede in lui tre Persone; e chiunque vede me, vede tre Persone, dato che il Si­gnore mi ha rinchiuso dentro di sé con la mia anima e il mio corpo, e mi ha colmato di ogni genere di virtù, tanto che non c’è virtù in Dio che non risplenda in me, sebbene Dio sia il Padre e l'autore di tutte le virtù. Quando due corpi si uniscono, l'uno riceve quello che riceve l'altro: lo stesso succede tra me e Dio, poiché in lui non c'è dolcezza che non sia per così dire in me, come colui che ha il gheriglio di una noce e ne dà metà a un altro. La mia anima e il mio corpo sono più puri del sole e più lucidi di uno specchio. Così come in uno specchio si possono vedere tre persone, se fossero pre­senti, allo stesso modo è possibile vedere nella mia pu­rezza il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, poiché ho portato il Figlio nel mio seno; ora lo si vede in me con Dio e l'umanità come in uno specchio, perché sono pie­na di gloria. Sforzati dunque, sposa di mio Figlio! di se­guire la mia umiltà e di non amare altri che mio Figlio». Libro I, 42

Parole di lode scambiate fra la Madre e il Figlio in presenza della sposa

La Vergine Maria parlava a suo Figlio, dicendo: «Sii benedetto, Figlio mio, tu che sei senza inizio e senza fi­ne; tu che sei stato l'uomo più abile e più virtuoso che sia mai esistito; tu che sei stato la creatura più degna del mondo!». Il Figlio rispose dicendo: «Madre mia, le parole che escono dalla tua bocca mi sono gradite, e nutrono i pen­sieri più segreti del mio cuore in modo dolce e soave; tu per me sei più dolce di qualsiasi altra creatura. Sebbene io ami i santi, amo te con amore ancora più ardente, più singolare e più eccelso, perché sono stato generato dalla tua carne. Sei come la mirra di prima qualità, il cui pro­fumo sale fino a Dio e lo conduce nel tuo corpo: lo stes­so profumo ha attirato a sé il tuo corpo e la tua anima. Sii benedetta, perché gli angeli si rallegrano per la tua bellezza; e, grazie alla tua virtù, chiunque ti invochi con cuore puro sarà liberato. Tutti i demoni tremeranno da­vanti alla tua luce». Libro 1, 46

Parole di lode e di benedizione scambiate tra la Madre e il Figlio

La Madre di Dio parlava a suo Figlio, dicendo: «Ca­ro Figlio mio, che il tuo nome sia benedetto in eterno con la tua divinità infinita! Nella tua divinità ci sono tre cose meravigliose: la tua potenza, la tua saggezza e la tua virtù. La tua potenza infinita è come un fuoco che arde, davanti a cui tutto ciò che è forte e rigido si spezza e si rompe, come la paglia seccata dal fuoco. La tua saggez­za imperscrutabile è come il mare, che non può inaridir­si tale è la sua grandezza, che copre le valli e le monta­gne; e come i flutti impetuosi salgono e scendono, allo stesso modo, nessuno può giungere alla conoscenza della tua saggezza, né può trovare la strada per sondarla ed arrivarci. Con quanta saggezza hai creato l'uomo e l'hai formato e messo al di sopra di ogni creatura! Con quan­ta saggezza hai disposto 'gli uccelli nell'aria, gli animali sulla terra, i pesci nel mare, dando ad ognuno di loro un tempo e un ordine! Con quanta saggezza hai reso saggi gli stolti, e stolti i superbi! La tua virtù, insigne e prodi­giosa, è come la luce del sole che splende in cielo e colma la terra del suo splendore, così come la tua virtù, che sazia le cose del cielo e della terra e le ricolma tutte. Per questo tu sii benedetto, caro Figlio mio! Tu che sei il mio Dio gentile e il mio Signore maestoso!». il Figlio rispose: «Madre amatissima, le tue parole sono dolci e piacevoli per me, perché sono pronunciate dalla tua anima, assolutamente bella e pura. Come la bella e bionda aurora, ti alzi al mattino con luminosità e serenità gettando i tuoi raggi su tutti i cieli, e la tua luce e il tuo fulgore superano ogni angelo. Con la grazia inef­fabile, hai dolcemente attirato a te il sole, ossia la mia divinità, e poiché il sole della mia divinità è giunto a te, si è legato e unito a te; e sei stata riscaldata più di chiun­que altro dal suo calore attraverso il mio amore, e grazie alla mia saggezza divina sei stata illuminata, più di chiunque altro, dal suo splendore. Per merito tuo si so­no dissipate le spesse tenebre della terra e tutti i cieli si sono illuminati. In verità ti dico che la tua incomparabi­le purezza, che mi è piaciuta più di quella degli angeli, ti ha valso la mia adorabile divinità, affinché tu fossi in­fiammata dal fuoco di questo Spirito divino, con il qua­le hai rinchiuso in te il vero Dio e il vero uomo, e attra­verso cui ogni uomo è stato illuminato e gli angeli si so­no rallegrati. Madre mia! Sii dunque benedetta dal tuo Figlio be­nedetto. Per questo non domanderai nulla che non ti sia concesso; e per merito tuo chi mi chiederà misericordia con il desiderio di correggere i propri errori, riceverà la mia grazia, perché, così come il calore proviene dal sole, allo stesso modo attraverso te giungerà ogni misericordia: perché tu sei come una fontana che si espande ovunque e dalla quale la misericordia sgorga sui malvagi». La Madre rispose nuovamente al Figlio: «Figlio mio, che ogni gloria e ogni virtù siano con te. Tu sei mio Dio e mia misericordia. Tutto ciò che mi è caro è tuo. Tu sei come il seme che non è stato seminato, e che tuttavia è cresciuto e ha fatto frutti cento, mille volte tanto. Ogni misericordia trae origine da te; ed essendo indicibile e infinita, può giustamente essere espressa con il numero simbolico cento, sinonimo di perfezione, perché qual­siasi perfezione e qualsiasi beneficio dipende da te». Allora il Figlio disse alla Madre: «Madre mia, mi hai paragonato a ragion veduta al seme che non è stato se­minato, e che tuttavia è cresciuto, perché sono cresciuto in te con la mia divinità e la mia umanità, ed essa non è stata seminata con mescolanza, eppure è cresciuta in te, e da essa è sgorgata in abbondanza la mia misericordia in tutti e per tutti; per questo ti sei espressa bene. Ora, quindi, chiedi tutto ciò che vuoi, e ti sarà dato, perché tu invochi la mia infinita misericordia con la forza e con le dolci parole della tua bocca». La Madre gli rispose dicendo: «Figlio mio, poiché ho ricevuto ed ottenuto la tua misericordia, oso chie­derti misericordia e soccorso per i poveri miserabili. Fi­glio mio e mio Signore, concedi loro la tua misericordia attraverso le mie preghiere». Il Figlio rispose: «Chiunque invochi il tuo nome e abbia fiducia nelle tue preghiere, con la volontà di cor­reggersi e fare ammenda dei suoi errori, dapprima rice­verà queste tre cose, e poi il regno celeste, perché avver­to così tanta dolcezza nelle tue parole, che non posso ri­fiutare quello che mi chiedi; poiché anche tu desideri solo ciò che voglio io. Infine, sei come una fiamma lu­minosa e ardente, attraverso la quale le luci spente si so­no accese e il cui ardore cresce: così, grazie alla tua ca­rità, che è salita al mio cuore e mi ha attirato verso te, chi è stato sorpreso nel peccato dalla morte, rivivrà nel­la vita vivente del mio amore infinito». Libro 1, 50


AVE MARIA PURISSIMA!

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