martedì 11 febbraio 2014

Da un prete per tutti i preti, ma valido anche per i laici


sabato 8 febbraio 2014


Da un prete per tutti i preti. Bello, semplice, chiaro e valido per molte cose anche per i laici.




Nel momento del Sacrificio, non una parola né un gesto in sacrestia. La vittima e il prete si preparano.
Corporale, purificatoio, manutergio, senza difetti, bianchi candidi, è il minimo per l’Agnello! Usciresti con indosso una camicia con le maniche e il collo sporchi?
Che gli ornamenti siano all’altezza di quelli che il direttore d’orchestra e i musicisti indossano per una serata di gala all’Opéra di Parigi o la Staatsoper di Vienna. Ed è ancora troppo poco sapendo quale sinfonia fantastica dirige il prete!
Vestendo gli ornamenti per la celebrazione della santa messa, ricordati che il tuo essere, in se stesso e per come appare, deve far piombare il Cielo sulla terra.

Alba immacolata, cingolo annodato, casula brillante, tovaglie ultracandide, copricalice, candelabri d’oro o d’argento, la croce come si deve al centro dell’altare, canti appropriati, fumi d’incenso, cuore in fiamme, tutto è pronto per servire la Bellezza incarnata.
Il coro della chiesa in cui dimorano gli angeli – la tua fede lo ha forse dimenticato? – è un luogo sacro in cui Dio si dona e abita. Per crederlo e rendere a Dio tutta la gloria, il suo accesso deve essere riservato. Non c’è ragione alcune perché la Gioconda non possa essere raggiunta dalla mano dell’uomo e il tabernacolo sia accessibile.

La messa non ti appartiene. È di Cristo e della sua sposa, la Chiesa, che vegliano su di lei con il loro amore geloso. Rispettala ricevendola nei suoi riti.
Vano il tempo dedicato a ricostruire la liturgia intorno a un tavolo, a riscrivere il messale, a cercare tre canti in due ore per la messa della domenica! Non occorre più di un quarto d’ora per sistemare ciò che lo è già.
Non perdere il tuo tempo sulle questioni liturgiche. Sono regolate dal Santo Padre che desidera vedere l’amore di Cristo indorarsi sotto la luce sacra di un rito al tempo stesso ordinario e straordinario.

Prendi la messa come si prendono i voti, con il corpo, con l’anima e muori e resuscita sull’alatare, e fai in modo che questo si senta e si veda!
Su un solo inchino si contempla tutta la fede del prete.
Un po’ di brio, per pietà, durante tutta la messa, senza silenzi né esitazioni nel tono di voce, cordiale ed espressivo! Il sangue corre e salva, e Cristo è ardente.
All’alare, non esiste più nessuno al di fuori di Colui che è, e a cui tu parli.
L’improvvisazione, verbale o gestuale, in materia di liturgia è un non senso inaccettavile. Quale attore oserebbe andare in scena modificando il suo ruolo e il suo testo?
È vietato manipolare la persona di Cristo a proprio piacimento, aggrappato ai riti come ai bordi del suo mantello.

Al momento della consacrazione, rallenta, Cristo è senza fiato, sta per morire. Dai al Corpo Sacro e al prezioso Sangue il tempo di diffondersi sulla moltitudine attraverso la lentezza del tuo gesto.
Pronunciando il più lentamente possibile le parole della consacrazione, il prete segnala e rivela l’improvvisa venuta di Gesù sull’altare. Non affrettarti tra le tante parole. Fai respirare il Verbo all’orecchio dei tuoi fedeli la cui tendenza è relativizzare il Mistero.
Consacrazione spedita, messa fallita! Certo valida, ma, ti prego, non attenerti al legalismo che fa orrore a Cristo! il puro adempimento non Gli è mai piaciuto. Dare anima alle cose, ecco che cosa Lo trattiene, all’interno della materia.
Ostia bianca per il Cristo di Luce, il segno dice il reale.
Niente contrazioni o rigidità nei tuoi gesti, ma una gravità abitata dall’incredibile che si compie – e che deve essere creduto!

È impossibile che la messa faccia addormentare o annoi. Se ciò accade, evidenziato dai banchi vuoti, ripeti a te stesso che l’essenziale riposa nelle mani del celebrante. Da lui deriva tutta la grazia.
Lo urlerò fino alla morte alla nostra umanità sensibile: è attraverso la forma che si accede al fondo che rivela.


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- Tratto da I tiepidi vanno all'inferno. Piccolo trattato sul sale della vita di don Michel-Marie Zanotti-Sorkine , Mondador, 2014.


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