sabato 18 maggio 2019

Ascendit Deus in jubilatione


18 maggio 2019 – Ascensione (Solennità)
PADRI MONASTICI

Dal secondo Sermone per l’Ascensione di San Bernardo (2.3)

Pensate, fratelli quanto dolore e quanto timore abbia invasi i cuori degli apostoli quando
videro che (il Signore) veniva loro strappato, e portato in cielo, non servendosi di scale,
non sollevato con funi, ma accompagnato dall’omaggio della schiera degli angeli, non
sostenuto dal loro aiuto ma innalzandosi solo per la grandezza della sua propria forza. 

Si compì ciò che aveva loro detto: Dove vado io, voi non potete venire. Ovunque fosse
andato sulla terra lo avrebbero seguito, senza dividersi da lui, o avrebbero seguito sul
mare, immergendosi con lui, come fece una volta Pietro. Ma qui non potevano seguirlo
perché un corpo corruttibile appesantisce l'anima e la tenda d'argilla grava la mente dai
molti pensieri. Era un dolore davvero troppo grande il vedere sottratto ai loro sensi e ai
loro sguardi colui per il quale avevano lasciato tutto. 

I figli dello Sposo non potevano non
piangere, poiché era stato sottratto loro lo Sposo; erano anche timorosi, perché venivano
lasciati orfani in mezzo ai giudei, non ancora confermati di potenza dall’alto. Mentre
dunque li benediceva veniva portato in cielo, e forse le sue viscere erano commosse da
uno speciale sentimento di misericordia poiché lasciava abbandonati i suoi, e povera la
sua comunità; ma andava a preparare un posto per loro, ed era necessario che fosse loro
sottratta la sua presenza corporale.

Resp Ascendens Christum in altum,


Dalle Meditazioni di Guglielmo di St. Thierry (VI)

Quando vediamo due o tre di questa sulla terra, riuniti nel tuo nome, e Tu che stai in
mezzo a loro, se vediamo il loro stare insieme così buono e lieto, così pieno dell’unzione
dello Spirito Santo, così che è chiaro per tutti che tu là mandi la tua benedizione, quanto
più perfettamente questo è vero là dove hai radunato i tuoi santi, che hanno custodito la
tua alleanza offrendo un sacrificio, e sono divenuti come i cieli che annunziano la tua
giustizia? Non è solo il tuo discepolo amato ad aver trovato la strada per salire lassù, e non
solo a lui è stata mostrata la porta aperta nel cielo. 

Pubblicamente l’hai dichiarata a tutti,
non attraverso un banditore o un qualsiasi profeta, ma tu stesso, dicendo: Io sono la porta,
se qualcuno entrerà per me sarà salvo. Tu dunque sei la porta. E quando dici: Se qualcuno
entrerà per me, ti si vede aperto a tutti coloro che vogliono entrare.

Ma se anche vediamo la grande porta aperta nel cielo, noi che siamo sulla terra, a cosa ci
giova, se là non possiamo salire? Paolo risponde: Colui che ascende è lo stesso che anche
discende. E chi è? L’Amore. E davvero Signore l’Amore che è in noi sale verso di te là in 
alto, perché l’Amore che è in te è disceso qui fino a noi. Poiché ci hai amato sei disceso fino
a noi; amandoti saliremo lassù, dove sei.

Resp. Non turbetur,


Dal sermone per l’Ascensione del Beato Guerrico

Ma cosa pensiamo, fratelli: come potrà in quel momento levarsi subito in volo dalla terra
ai cieli colui che non avrà imparato sin d'ora a svolazzare col quotidiano esercizio e uso?

Se ti chiedi con quale maestro e con quale guida, forse che oggi Cristo non incitava come
aquila i suoi aquilotti a volare, quando volava intorno sopra di loro, ovvero quando si
elevava davanti ai loro sguardi, e quelli lo seguivano continuamente con gli occhi, mentre
se ne andava in cielo? 

Poteva senz'altro venir subito rapito in un batter d'occhio lontano
dai loro occhi e trovarsi ovunque volesse. Ma apertamente, come aquila che incita i suoi
aquilotti a volare e vola intorno su di loro, si sforzava di sollevare in alto dietro a sé i loro
cuori con l'amore per lui e prometteva con l'esempio del proprio corpo che i loro corpi
potevano similmente sollevarsi; come dice anche l'Apostolo che conosce i misteri eterni:
anche noi saremo rapiti sulle nubi incontro a Cristo che ritorna.

Resp. Cumque intuerentur


Dai Sermoni del Beato Elredo, Abate (XIII,34-36)

E bene sono chiamati Galilei, cioè “coloro che passano oltre”, cioè coloro che passano dalle
osservanze carnali della legge a quelle spirituali. 

Coloro che prima della Passione del
Signore avevano ascoltato: «Non andrete nella via delle genti e non entrerete nelle città dei
samaritani (ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa di Israele)» a loro stessi
viene comandato un passaggio ulteriore, poiché il Signore dice loro: «Andate in tutto il
mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura». 

E gli angeli a loro «Uomini di Galilea,
perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,
tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». Grande
consolazione. Così verrà. Come? Con la medesima carne, con la medesima forma, le stesse
cicatrici, le stesse ferite che porterà in cielo. 

Lo vedranno, e vedendolo saranno presi da
compunzione. I Giudei vedranno quel volto che avevano velato. Vedranno colui che
disprezzavano e guardandolo scuotevano il capo.


IN ASCENSIONE DOMINI SERMO

Sermones de la Ascencion del Señor

San Bernardo

De evangelica lectione

Quomodo ascendit super omnes caelos, ut adimpleret omnia

De intellectu et affectu

De diversis ascensionibus

De magnanimitate et longanimitate et unanimitate

De intellectu et affectu



AMDG et DVM

Nessun commento:

Posta un commento