martedì 14 aprile 2015

14. La devozione a Maria. "Il segreto di Maria"


4 − La devozione a Maria (SM 24-34)

Le diverse devozioni

24. - In realtà vi sono parecchie vere devozioni alla santa Vergine.
Non intendo parlare qui delle false.


25. - La prima è quella di compiere i doveri di cristiano: evitare il
peccato mortale, agire più per amore che per timore, pregare ogni
tanto Maria e onorarla come Madre di Dio, senza altra speciale devozione verso di lei.

26. - La seconda è quella di avere sentimenti più perfetti di stima,
amore, fiducia e venerazione verso la santa Vergine. Tale forma di
devozione induce ad entrare nelle confraternite del santo rosario, a 
rendere onore alle immagini ed agli altari di lei, a divulgare le sue
lodi e ad iscriversi alle sue associazioni. Questa devozione è buona,
santa e lodevole perché esclude il peccato; eppure non è tanto perfetta né tanto efficace da distaccare le anime dalle creature e da se stesse per unirle a Gesù Cristo.

27. - La terza devozione alla santa Vergine, conosciuta e praticata da pochissime persone, è quella che sto per rivelarti, anima predestinata.

La consacrazione a Gesù per Maria

28. - La perfetta devozione consiste nel darsi interamente, in qualità
di schiavo, a Maria e a Gesù per mezzo di Maria; e poi nel fare
ogni cosa con Maria, in Maria, per mezzo di Maria e per Maria.
Spiegherò questi termini.

29. - Occorre scegliere una data importante per darsi, consacrarsi
e sacrificare volontariamente e per amore, senza costrizione, interamente, senza limitazioni, il corpo e l’anima, con i beni esteriori di fortuna - come la casa, la famiglia e le proprie rendite - e con quelli interiori dello spirito i meriti, le grazie, le virtù e le soddisfazioni.
Qui occorre notare che con questa devozione si fa sacrificio a Gesù
per mezzo di Maria di tutto ciò che un’anima ha di più prezioso e che nessun istituto religioso fa sacrificare, cioè del personale diritto di disporre di sé e del valore delle proprie preghiere, elemosine, mortificazioni e soddisfazioni. 
Se ne abbandona alla Vergine l’intera disposizione, perché applichi tutto secondo la sua volontà alla maggior gloria di Dio che soltanto lei conosce perfettamente.

30. - Si mette a sua disposizione tutto il valore soddisfattorio ed
impetratorio delle buone opere. Perciò, dopo aver fatto tale offerta,
pur senza voto, non si è più padroni del bene che si compie, e Maria Vergine lo può applicare sia ad un’anima del purgatorio da consolare o da liberare, sia ad un povero peccatore da convertire.

31. - Con questa devozione si mettono nelle mani della Vergine
santa i propri meriti, ma soltanto perché li conservi, li aumenti, li abbellisca.
Infatti i meriti in ordine alla grazia santificante e alla gloria 
non si possono cedere ad altre persone. Le si offrono invece tutte le
preghiere e le buone opere personali in quanto sono impetratorie e
soddisfattorie, affinché le distribuisca e le applichi a chi vorrà. Se,
dopo essersi consacrati in tal modo alla Vergine santa, si desiderasse aiutare un’anima del purgatorio, salvare qualche peccatore, sostenere qualche nostro amico con le preghiere, le elemosine, le mortificazioni, i sacrifici, bisognerà chiederglielo umilmente e stare a quanto ella deciderà pur senza venirne a conoscenza, convinti che il valore delle azioni potrà essere ordinato solo alla maggior gloria di Dio, poiché è amministrato dalla stessa mano di cui si serve il Signore per la distribuzione delle grazie e dei doni.

32. - Ho detto che questa devozione ci fa consacrare a Maria in
qualità di schiavi. Bisogna ricordare che esistono tre forme di schiavitù.

 La prima è la schiavitù di natura: gli uomini, buoni o cattivi, sono
schiavi di Dio in questa forma.
 La seconda è la schiavitù di costrizione: i demoni e i dannati sono
schiavi di Dio in quest’altra.
 La terza è la schiavitù d’amore e di volontà: è proprio quella con la
quale dobbiamo consacrarci a Dio per mezzo di Maria, nella forma
più perfetta di cui una creatura può servirsi per darsi al suo Creatore.

33. - Nota inoltre la netta differenza fra servo e schiavo
Il servo esige un salario per il proprio servizio, lo schiavo no. 
Il servo è libero di lasciare il padrone quando vuole e lo serve per un periodo determinato;
lo schiavo non può secondo giustizia abbandonare il padrone,
essendogli dato per sempre. 
Il servo non cede al padrone il diritto di vita e di morte sulla propria persona; lo schiavo si dà completamente, di modo che il padrone potrebbe farlo morire senza incontrare noie con la giustizia. Però è facile comprendere come lo schiavo di costrizione subisca la più stretta dipendenza, quella che di per sé ha un uomo nei confronti del suo Creatore. Ecco perché i cristiani non si procurano schiavi di tale specie, mentre li hanno solamente i turchi e gli idolatri.


34. - Felice, mille volte felice l’anima generosa che, dopo aver 
scosso da sé la tirannica schiavitù del demonio con il battesimo, si
consacra in qualità di schiava d’amore a Gesù per mezzo di Maria. 

AVE MARIA PURISSIMA!

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