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lunedì 16 settembre 2013

4 - Il Cuore divino della Madre di Dio



4 - Il Cuore divino 
della Madre di Dio

l . Il Cuore spirituale di Gesù è il Cuore di Maria per la più intima unione di spirito e di volontà tra loro.
Se sta scritto dei primi Cristiani ch'essi «erano un cuor solo e un'anima sola» (At 4, 32), a più ragione quest'unione è verissima tra Gesù e Maria. 

Se S. Bernardo dice arditamente ch'egli non aveva che uno stesso cuore con Gesù: «Ego vere cum Jesu cor unum habeo» Maria, non può dire, a più forte ragione: «Il Cuore di mio Figlio è il mio cuore, ed Io non ho che uno stesso cuore con Lui»?

È questo che Gesù significò a S. Brigida: «Io, che sono Dio e Figlio di Dio da tutta l'eternità, mi son fatto uomo nella S. Vergine, il cui Cuore era come il mio cuore. Per questo posso dire che mia Madre ed io abbiamo operato la salute dell'uomo con uno stesso cuore, in certo modo, quasi «cum uno corde». Io, grazie alle sofferenze che ho sopportato nel mio Cuore e nel mio corpo. Lei con l'amore e i dolori del suo Cuore.


2. Il Cuore di Gesù, cioè lo Spirito Santo, è il Cuore di Maria. Poiché, se questo Divino Spirito è stato donato da Dio a tutti i cristiani, per essere loro Spirito e loro cuore, (Ez 36, 26) - quanto più non sarà stato donato alla Madre di tutti i cristiani?
Si può dunque dire in verità che il Cuore della SS. Vergine è Gesù.

La Madonna disse a S. Brigida: 
«Siate pure certi, che Io ho amato mio Figlio così ardentemente e ch'Egli mi ha amato così teneramente che Lui ed Io non formavamo che un sol cuore: Quasi cor unum ambo fuimus».

 «Mio Figlio era veramente il mio cuore: ecco perché quando uscì dal mio seno, nascendo a questo mondo, mi parve che metà del mio cuore uscisse da me. E quando Egli soffriva, lo ne sentivo le pene come se il mio cuore
fosse sottoposto agli stessi suoi tormenti.

«Quando mio Figlio fu percosso e torturato coi flagelli, il mio cuore si sentì torturare e flagellare con Lui.
«Quando mi guardò dalla Croce, lo pure lo guardai e dai miei occhi sgorgarono lagrime cocenti. Al vedermi così oppressa dal dolore, Egli risentì un'angoscia così violenta, che alla vista della mia desolazione gli parve quasi che il dolore delle sue piaghe si fosse attutito. Perciò oso dire che il suo dolore era il mio dolore, così come il suo cuore era il mio
cuore. Adamo ed Eva, per un pomo rovinarono il mondo: perciò mio Figlio volle sua madre cooperatrice nel grande riscatto, dovuto ad uno stesso cuore: quasi cum uno corde!» (Revel., l. I, cap., 35). 

È evidente, dunque, che il Figlio di Dio è il cuore, la vita di sua Madre nella più perfetta maniera che si possa immaginare. Difatti, se questo adorabile Salvatore deve talmente vivere in tutti i suoi servi da rendersi manifesto nel loro stesso esteriore: «Vita Jesu manifestetur in carne nostra mortali» (2 Cor 4), chi potrà immaginare in quale modo e
con quale abbondanza e perfezione Egli abbia comunicata la sua vita umanamente divina e divinamente umana alla Madre sua? Egli è vivente nell'anima di Lei, nel corpo di Lei; è tutto vivo in sua Madre, che è quanto dire che tutto ciò che vive in Gesù è vivente in Maria.

Il Cuor di Gesù vive nel cuore di Maria, l'anima di Gesù nella sua anima, lo spirito di Gesù nel suo spirito; la memoria, l'intelletto, la volontà di Gesù sono viventi nella memoria, nell'intelletto, nella volontà di Maria; i suoi sensi interiori ed esteriori vivono nei sensi di Lei; le sue passioni nelle passioni di Lei; le sue virtù, i suoi misteri, i suoi divini attributi, tutti vivono nel cuore di Lei e regneranno sovranamente in Lei; vi opereranno
affetti meravigliosi e incomprensibili a noi mortali, e v'imprimeranno l'immagine vivente di Gesù stesso.

Ecco perché noi possiamo dire con tutta verità: Maria SS. ha un cuore tutto divino. Ed è questo il Cuore ammirabile che deve formare l'oggetto delle nostre lodi e della nostra venerazione.
COR MARIAE IMMACULATUM
INTERCEDE PRO NOBIS


sabato 8 giugno 2013

Terribile vizio

Cor Mariae Immaculatum
intercede pro nobis

Nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù il Celebrante nell'omelia ha detto che  Gesù oggi viene ancora vilipeso, flagellato e ferito nel suo corpo mistico. 
Quel che fa soffrire il suo Cuore divino è l'atteggiamento permissivo tenuto da tanti Sacerdoti e da alcuni Vescovi, che giustificano anche i più gravi atti di impurità.  
...Ma come si fa ad accogliere all'altare tanti poveri figli, consumati da questo terribile vizio, ed incoraggiarli pubblicamente a proseguire sulla strada del peccato impuro contro natura?

Gli atti impuri contro natura sono peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.
Questi peccati attirano su di noi e sulle nostre nazioni le fiamme della Giustizia di Dio.

E' giunto il tempo di proclamare a tutti, con chiarezza e con coraggio, che il sesto comandamento dato da Dio a Mosè: <<non commettere atti impuri>>, ha ancora tutto il suo valore e deve essere osservato anche da questa generazione corrotta e pervertita.

OGNI PASTORE che , in qualsiasi maniera, giustificasse questi peccati, attira sulla sua persona e sulla sua vita il fuoco ardente della divina giustizia.
La coppa della iniquità è ormai colma, stracolma e trabocca da ogni parte.

E' urgente pertanto moltiplicare ardenti preghiere riparatrici, e offrire al Cuore Immacolato di Maria e al SS. Cuore di Gesù le nostre vite, profumate dalla virtù della purezza.
... Il mondo presto tornerà ad essere un nuovo giardino di luce, di purezza e di santità. 
S. Giacinta prega per noi

venerdì 29 marzo 2013

M.Valtorta: Ultima Cena: quattro ammaestramenti principali.


Dice Gesù:

«Dall'episodio della Cena, oltre la considerazione della carità di un Dio che si fa Cibo agli uomini, risaltano quattro ammaestramenti principali.

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Primo:la necessità per tutti i figli di Dio di ubbidire alla Legge.
La Legge diceva che si doveva per Pasqua consumare l'agnello secondo il rituale dato dall'Altissimo a Mosè, ed Io, Figlio vero del Dio vero, non mi sono riputato, per la mia qualità divina, esente dalla Legge. Ero sulla Terra: Uomo fra gli uomini e Maestro degli uomini. Dovevo perciò fare il mio dovere di uomo verso Dio
come e meglio degli altri. I favori divini non esimono dall'ubbidienza e dallo sforzo verso una sempre maggiore santità. Se paragonate la santità più eccelsa alla perfezione divina, la trovate sempre piena di mende, e perciò obbligata a sforzare se stessa per eliminarle e raggiungere un grado di perfezione per quanto più è possibile simile a quello di Dio.



Secondo: la potenza della preghiera di Maria.
Io ero Dio fatto Carne. Una Carne che, per essere senza macchia, possedeva la forza spirituale per
signoreggiare la carne. Eppure non ricuso, anzi invoco l'aiuto della Piena di Grazia, la quale anche in quell'ora di espiazione avrebbe trovato, è vero, sul suo capo il Cielo chiuso, ma non tanto che non riuscisse a strapparne un angelo, Lei, Regina degli angeli, per il conforto del suo Figlio.
Oh! non per Lei, povera Mamma! Anche Lei ha assaporato l'amaro dell'abbandono del Padre, ma per questo suo dolore offerto alla Redenzione m'ha ottenuto di potere superare l'angoscia dell'orto degli Ulivi e di portare a termine la Passione in tutta la sua multiforme asprezza, di cui ognuna era volta a lavare una forma e un mezzo di peccato.




Terzo: il dominio su se stessi e la sopportazione dell'offesa, carità sublime su tutte, la possono avere unicamente quelli che fanno vita della loro vita la legge di carità che Io avevo bandita. E non bandita solo, ma praticata realmente.

Cosa sia stato per Me aver meco alla mia tavola il mio Traditore, il dovere darmi ad esso, il dovere umiliarmi ad esso, il dovere dividere con esso il calice di rito e posare le labbra là dove egli le aveva posate, e farle posare a mia Madre, voi non potete pensare. 


I vostri medici hanno discusso e discutono sulla mia rapida fine e le dànno origine in una lesione cardiaca dovuta alle percosse della flagellazione. Sì, anche per queste il mio cuore divenne malato. Ma lo era già dalla Cena. Spezzato, spezzato nello sforzo di dover subire al mio fianco il mio Traditore. Ho cominciato a morire allora, fisicamente. Il resto non è stato che aumento della già esistente agonia.

Quanto ho potuto fare l'ho fatto perché ero uno con la Carità. Anche nell'ora in cui Dio-Carità si ritirava da
Me, ho saputo esser carità, perché ero vissuto, nei miei trentatré anni, di carità. Non si può giungere ad una perfezione, quale si richiede per perdonare e sopportare il nostro offensore, se non si ha l'abito della carità. Io l'avevo, e ho potuto perdonare e sopportare questo capolavoro di Offensore che fu Giuda.

Quarto: il Sacramento opera quanto più uno è degno di riceverlo. Se ne è fatto degno con una costante volontà, che spezza la carne e fa signore lo spirito, vincendo le concupiscenze, piegando l'essere alle virtù, tendendolo come arco verso la perfezione delle virtù e soprattutto della carità.

Perché, quando uno ama, tende a far lieto chi ama. Giovanni, che mi amava come nessuno e che era puro, ebbe dal Sacramento il massimo della trasformazione. Cominciò da quel momento ad essere l'aquila, a cui è familiare e facile l'altezza nel Cielo di Dio e l'affissare il Sole eterno. 

Ma guai a chi riceve il Sacramento senza esserne affatto degno, ma anzi avendo accresciuto la sua sempre umana indegnità con le colpe mortali.
Allora esso diviene non germe di preservazione e di vita ma di corruzione e di morte. Morte dello spirito e putrefazione della carne, per cui essa "crepa", come dice Pietro di quella di Giuda. (Atti 1, 18). Non sparge il sangue, liquido sempre vitale e bello nella sua porpora, ma le sue interiora, nere di tutte le libidini, marciume che si riversa fuori dalla carne marcita come da carogna di animale immondo, oggetto di ribrezzo per i passanti.
La morte del profanatore del Sacramento è sempre la morte di un disperato, e perciò non conosce il placido trapasso proprio di chi è in grazia, né l'eroico trapasso della vittima che soffre acutamente ma con lo sguardo fisso al Cielo e l'anima sicura della pace. La morte del disperato è atroce di contorsioni e di terrori, è una
convulsione orrenda dell'anima già ghermita dalla mano di Satana, che la strozza per svellerla dalla carne e che la soffoca col suo nauseabondo fiato.

Questa la differenza fra chi trapassa all'altra vita dopo essersi nutrito in essa di carità, fede, speranza e d'ogni altra virtù e dottrina celeste e del Pane angelico che l'accompagna coi suoi frutti - meglio se con la sua reale presenza - nel viaggio estremo, e chi trapassa dopo una vita di bruto con morte da bruto che la Grazia e il Sacramento non confortano. 

La prima è la serena fine del santo, a cui la morte apre il Regno eterno.
La seconda è la spaventosa caduta del dannato, che si sente precipitare nella morte eterna e conosce in un attimo ciò che ha voluto perdere, né più può riparare. Per uno acquisto, per l'altro spogliamento. Per uno gioia, per l'altro terrore.
Questo è quanto vi date a seconda del vostro credere ed amare, o non credere e deridere il dono mio. questo è l'insegnamento di questa contemplazione».


Refugium est in tribulationibus
Mariae Nomen
omnibus illud invocantibus

sabato 6 agosto 2011

La fornace ardente del Suo Cuore di Mamma


Consacrandoci al Cuore Immacolato di Maria, la Mamma Celeste prende il nostro cuore nelle sue mani e lo depone dentro la fornace ardente del suo Cuore di Mamma e l’introduce nel profondo del Cuore divino del suo figlio Gesù.

ELLA ci dice:

<<Guardate a questo Cuore: è stato trafitto per voi!
Entrate nella ferita del Cuore di Gesù e lasciatevi ogni giorno trasformare dal fuoco ardente della Sua divina carità.

Questo Cuore è un mare di amore infinito e raccoglie ogni umana debolezza, brucia ogni peccato, chiama ad una sempre maggiore carità, perché l’Amore deve essere amato ed ogni dono domanda una sua risposta.

Qui dentro, come l’oro nel crogiuolo, i vostri cuori vengono continuamente trasformati dalla fiamma di un’ardente carità, ed allora diventate sempre più docili, umili, miti, misericordiosi, buoni, piccoli, puri.

 

Ecco, formati
nel mare infinito del divino Amore,
nascono i vostri cuori nuovi e gli spiriti nuovi,
perché possiate essere testimoni di amore,
portare dappertutto l’amore
e diventare così voi stessi
spiriti di gioia e di consolazione per tutti>>

6.1986



Ven Espíritu Santo, ven por medio de la poderosa intercesión del Corazón Inmaculado de María, tu amadísima Esposa
MARÍA PUEDE SER LLAMADA 
DESPUÉS DE CRISTO 
LA PRIMOGÉNITA DEL PADRE




http://www.virgendegarabandal.net/MISTRABAJOS/HOMBRE%20DIOS%20W/1index.htm


AMDG et BVM

lunedì 18 luglio 2011

"Neppure una virgola tralasciate"




03.07.11


La Mamma parla agli eletti



Figli cari e tanto amati, vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo della vostra vita, vivetelo pensando all’eternità. Non sprecate un solo giorno in vanità e stoltezze, capite che ciò che avete perso mai più potete recuperarlo

Dio vi vuole dare tutto non solo alla fine, nel Paradiso, ma anche un anticipo sulla terra. Volete, figli del mondo, un anticipo di Paradiso sulla terra? Fate con gioia la Volontà di Dio, fate le scelte secondo il Suo Cuore. 

Prima di ogni scelta dite: “Piace a Gesù ciò che mi accingo a fare?” Se il cuore risponde sì, fatelo, ma se esso non dà questa risposta, rinunciate. 

Figli amati, sempre è stato molto importante fare delle buone scelte, ma nel presente esse sono più che mai significative

Figli cari, Dio sia al primo posto nella vostra vita, sia nel pensiero, nel sentimento, nel palpito dell’anima, non mettete nulla al di sopra, ma ogni cosa al di sotto. 

Figli amati, in questi anni vi ho ripetuto sempre le stesse cose, come fa il maestro che insiste su ciò che è importante sapere. Non pensate che Mi sia stancata, la Madre del Cielo non si stanca mai di aiutare i figli perché è Immenso l’Amore che ha per ognuno di loro.

 Figli cari, siate docili ed obbedienti a Dio per avere tutto, non pensate ad altro che a fare ciò che a Dio è gradito.

 

Il Cuore meraviglioso di Mio Figlio vuole ciascuno di voi, non c’è per Lui distinzione di razza o colore di pelle, tutti siete immensamente amati e creati per Amore. 

Figli cari, Dio ha voluto espandere il Suo Amore su di voi e vuole continuare a farlo, ma spesso vi vedo chiusi al Suo fiume d’Amore, non volete accoglierlo. 

Non sia più così, con Gesù la vita diviene un volo piano e soave verso un’eternità felice, ma senza di Lui, figli amati, la vita diviene un duro calvario che si conclude con la più grande rovina. Figli del mondo, le Leggi di Dio sono scritte a lettere di fuoco indelebili nel vostro cuore: seguitele tutte, chi ne tralascia solo una è come se le tralasciasse tutte. 

Capite bene le Mie Parole, neppure una virgola tralasciate. 

La Madre del Cielo è con voi, in modo speciale, perché nel mondo sono presenti grandi pericoli più che nel passato. 

Figli cari, vi voglio salvare tutti, proprio tutti. 

Venite a Me, le Mie Braccia aperte vogliono accogliervi perché siate felici. 

Vi conduco ad uno ad uno al Mio Gesù, vi orno per essere degni di comparire al Suo Cospetto, come faceva la madre della terra quando vi preparava per una festa. Figli amati, lasciatevi preparare, ornare, curare, questo voglio fare per tutti voi, per ciascuno di voi.


Mi dice la piccola figlia: 

“Madre cara, vogliamo essere belli, ornati, pronti per comparire davanti a Gesù Che desideriamo adorare giorno e notte fino all’ultimo giorno della nostra vita terrena, per poi continuare a farlo con Te, Dolce Tesoro, nell’eternità.”

Figli amati, questo è il più bel desiderio che Mi riempie il Cuore di viva Gioia.
Insieme adoriamo, adoriamo, adoriamo! Vi amo tutti.
Ti amo, angelo Mio.

                                                                                              Maria Santissima



Opera scritta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi



AMDG et BVM