sabato 20 agosto 2011

Genesi Biblica - COSI' CHIARI' IL SUO "FIAT". Primo ‘giorno’. (1°)



“È una rivelazione come a Mosè”

 § 48 – È UNA RIVELAZIONE COME A MOSÈ – mi venne suggerito
dentro da una Voce di donna.
“Che cosa sono io? Un Mosè? Ah! È troppo per essere
vero. Io vaneggio!”. Non capivo che l’accostamento riguardava
la visione e non la persona.
Voltandomi dalla parte opposta, verso i fornelli:
 “Stupido, imbecille, – imprecai contro di me – cosa ti
prende? La megalomania? Tieniti nelle tue pezze! Un moscerino
di fronte a una fortezza volante...”.
Mi ricordavo i versi del Salmo 130: “Non vado in cerca di
cose grandi superiori alle mie forze”. Chiusi gli occhi, me li
strofinai ripetutamente...
“Non sono ubriaco né sonnambulo, voglio vedere se mi
passa”.
Passai la mano sulla fronte, sulla testa con energia, sulle
orecchie e il collo, tutto per distogliere quella luce che credevo
un’allucinazione, ma la luce era anche dentro di me:
la vedevo in ogni punto del mio cervello e in modo strano in
tutto il mio corpo e, quando aprii gli occhi, era più densa di
prima nella stanza, tanto che non distinguevo più, neppure
approssimativamente, i mobili e gli oggetti.
Mi vennero in mente le parole di Sofonia: “Cose troppo
difficili, chi le può capire?”; e un altro passo della Sacra
Scrittura: “Non pretendere di investigare le cose troppo alte
e difficili per te”; e mia mamma che mi ripeteva le stesse
cose: “Non metterti a studiare cose impossibili”.


“Io Sono: ti insegno a leggere e a interpretare
il Libro che tieni in mano”


§ 49 – QUESTA È UNA RIVELAZIONE, UNA VISIONE
REALISTICA DELLE COSE, RACCONTATE E NON, NEL
LIBRO CHE TIENI IN MANO. – E dopo alcuni secondi:
– IO SONO. TI INSEGNO A LEGGERE E INTERPRETARE
QUEL LIBRO. –

Seguirono altre parole che mi esortavano a sintonizzarmi,
cioè a riportarmi all’altezza dei tempi, secondo il racconto
genesiaco perché, mi spiegava la Voce:



§ 50 – È UNA RIVELAZIONE CHE NON HO FATTO
NEMMENO AI CONVENUTI NEL CONCILIO. – In quel
momento mi si presentò alla mente la fotografia dei Padri
del Concilio nella Basilica Vaticana.
– No, Signore! Non fate questo torto a tutti quei Padri...!
Là ci sono santi, dotti ed esperti che reggono le sorti de...
stavo per dire “della Chiesa”, ma mi interruppe dicendo:



§ 51 – DOVRESTI ESSERE SODDISFATTO CHE RIVELO
A TE COSE CHE NON HO RIVELATE AD ALTRI. HO
SCELTO TE. NON SONO FORSE LIBERO? –
Replicai sottovoce:
– Rinuncio volentieri alla mia soddisfazione per loro. Non
sono il tipo adatto, non godo ascendente, sono un calunniato,
perseguitato, disprezzato; non sciupate una cosa così
importante con questo povero uomo! –

Questa rivelazione non deve sostituire la Genesi
mosaica, ma integrarla e chiarirla

§ 52 Avrei potuto da quella mia posizione scostare da sotto il
tavolo la sedia più vicina alla credenza per sedermi e guardare
la scena, invece vi girai dietro e passai oltre, volgendo
il dorso alla credenza per evitare la vista della vetrina e
della scena che vi si svolgeva. Mi sentivo contrariato. Qui
feci il gesto come per gettare la Bibbia sul canapè, ma mi fu
detto dentro con fermezza:
– TIENI IL LIBRO. –
Fui sorpreso nel sentire che già lo stringevo forte.
Capii che se dovevo trattenere il Libro, questa rivelazione
non doveva sostituire quella mosaica, ma integrarla e chiarirla.



Sono cieco

§ 53 Da quel momento non vidi più nulla, neanche nello schermo.
Un senso di profonda angoscia mi prese.
– Sono cieco. Questo è un castigo per la mia presunzione.
Signore Benedetto! – esclamai – cosa mi succede? Io
mi sento ancora robusto, non può essere effetto di senilità.
Sono finito? Vi ho chiesto perdono della mia presunzione
ai piedi dell’altare poche ore fa e mi pareva che mi aveste
perdonato. Adesso, invece, mi trovo in mano ancora questo
Libro e non so perché. –

L’Invisibile Interlocutore continuò:

§ 54 – IO SONO: L’HO VOLUTO. NON REAGIRE.
ADEGUATI.

– Mi ricordai, allora, della chiamata e dell’ordine perentorio
ricevuto e vidi la mia ostinata contrarietà.
– Sì – risposi – e adesso mi castigate, accecandomi. –
Sentii delle Voci femminili che dicevano delle parole di protesta:
– NON DIRLO!... NON DIRLO!... –
Poi la solita Voce di uomo disse forte:

§ 55 – EH, GUIDO! COSA DICI? TI VOGLIO BENE; COME
POTREI FARTI DEL MALE?18 –

(18 Quando don Guido ripeteva questa frase usava
un tono di voce di immensa affettuosità
ed ogni volta si commuoveva.)

Ricordai che anche Teresa Neumann di Konnersreuth,
passata per Dont quand’ero parroco in quel paese dello
Zoldano, mi disse fra l’altro: “Il Signore le vuol bene. Se
lo ricordi quando dovrà sopportare dei dispiaceri”. Le risposi
che il Signore vuol bene a tutti. Insistette dicendo: “Il
Signore ha dei disegni di Misericordia sopra di lei”.
E concluse: “Se lo ricordi! Se lo scriva!”.

Incoraggiato insistetti:
– Oh, Signore, ascoltatemi! – E piangevo davvero. E mi
si presentò alla mente l’immagine della mia povera mamma
quando, all’età di 85 anni, la vidi piangere perché non
poteva più leggere i libri di meditazione e la ‘Famiglia
Cristiana’...
– IO SONO. SONO QUI. TI ASCOLTO – mi disse, ed era
vicinissimo.
– Fatemi questa grazia. Conservatemi la vista se sapete
che io possa fare ancora un po’ di bene in questo mondo. Vi
prometto di non curiosare più nei segreti della Bibbia. –
Non potei finire la frase perché mi interruppe di nuovo:
– NON TEMERE, RILASSATI. SEI SANO, SEI NORMALE,
POTRAI LEGGERE E SCRIVERE. –


§ 56 All’udir queste parole mi cessò il senso di angoscia e mi
sentii contento, quasi euforico. Potevo nuovamente vedere
la scena che si svolgeva sullo schermo. La luce rosea e densa
che mi avvolgeva tutto non mi permetteva però di vedere
null’altro.
Intanto mi ero curvato profondamente completando il giro
del tavolo per avvicinarmi, a passetti di mezzo piede, alla
sedia che guardava il quadro visivo e che voltava le spalle
alla porta della biblioteca.
Non riesco ancora a capire il perché di quei passetti.
Anche al buio mi sarei mosso con disinvoltura in ogni posto
della casa. Ora forse temevo di inciampare? O, come
se Egli fosse intento ad una macchina da proiezione, non
volevo interferire tra Lui e il quadro visivo? Oppure il fatto
di curvarmi quanto più possibile era dovuto al peso insolito
che mi gravava sulle spalle?
Era piuttosto la Sua Maestà che incombeva sopra di me.
M’incuteva rispetto, ma me La sentivo Amica.
Gli Apostoli e i Profeti si prostravano alla Presenza manifesta
di Dio. Io, non so perché, sono stato da principio più
refrattario.



Primo ‘giorno’. Monogenesi dello spazio:

‘In principio Dio creò’

1° giorno della Creazione. Gustavo Doré


§ 69 Dallo stesso angolo di sinistra, dove prima c’era l’Alfa e
dove erano rimasti solo i puntini, vidi uscire in un ventaglio
di luce la figura di una mano aperta, rosea e trasparente,
senza braccio, con le dita unite e distese e dalle estremità
del dito medio e anulare vidi scendere verso il buio una favilla
piccolissima, rossa, lucente come di fuoco, che si moltiplicò
fino a formare un pennacchio triangolare sempre più
lungo ed espanso.

Lungo e sopra la linea superiore del pennacchio vi erano
ancora i 4+2 puntini di luce più chiara che poi scomparvero
assorbiti dal pennacchio.

Quei sei puntini erano il simbolo dei sei ‘giorni’ della
creazione: quattro fasi in cielo e due epoche sulla Terra.

Non ricordo se alla prima favilla se ne fossero aggiunte altre
o se il pennacchio fosse l’evoluzione di quell’unica favilla;
il fatto è che, in breve, tutto il quadro visivo fu invaso
da una miriade fittissima di scintille le quali, a brevissimi
intervalli, apparivano e scomparivano come minutissime e
brulicanti lucciole, o meglio, come minutissime foglie o scaglie
di polvere-porporina di rame lasciate cadere nell’aria.
Quella nube di scintille aveva il colore del rame lucidato
con riflessi color oro.

Mi chiedevo come facessero a moltiplicarsi quella, o quelle
prime faville, dato che non c’era reazione fisica col nulla.

Era come un seme creato da Dio che nella Mano di Dio

cresceva col Suo Calore e la Sua Presenza. E quell'atto di
creazione e di conservazione continua anche adesso.



§ 70 ‘In principio’, prima di quel principio, c’era il nulla infinito,
buio, freddo, silenzioso, impenetrabile alla luce, al ca-
lore, al suono. Solo Dio esisteva, da sempre, Pensiero Puro,
inimmaginabile.

Dio nel primo ‘giorno’ aveva creato lo ‘spazio’ e il ‘tempo’,
pronti ad accogliere la creazione intera.
Mi guardai intorno. La solita luce rosea che invadeva la
stanza mi lasciava ora intravedere il profilo dei mobili. La
cornice luminosa era là: non era opera di uomo.
A voce normale dissi:
– Signore, se viene da Voi, fate che io capisca, perché sono
un povero uomo. –
Il mio sguardo tornò sul video contornato da quella impalpabile
cornice rosea.
La massa delle scintille di fuoco rosso-rame procedeva da
sinistra verso la mia destra. Una di queste mi raggiunse la
mano sul dorso lasciando il segno di quell’ustione come una
crosticina che dopo quasi dieci anni porto ancora
 ( Don Guido scrisse queste pagine nel 1981).
.
Voleva, forse, il Signore che all’indomani io non dubitassi
dell’autenticità della Sua rivelazione credendola frutto di
autosuggestione?

Quando l’ambiente delimitato dal video fu pieno e brulicante
di queste scintille color rosso-rame, vidi, sempre
proveniente da sinistra, una scintilla più grande delle altre,
dalla forma di bastoncino (come quelli che sulle stampe
rappresentano i microbi) della lunghezza di due o tre millimetri,
color giallo-oro che ‘passava’ in primo piano. Non ve
n’erano altre di simili. La ricordo bene perché era vicina, in
primo piano.
Sparirono la massa delle faville e la scintilla più grande e
si fece buio.

(Contin.)


AMDG et BVM

venerdì 19 agosto 2011

Teresa Musco nel 35mo della sua nascita al Cielo








A un'inferma che le chiese: "Perché il Signore mi fa tanto soffrire?" Teresa rispose:

"Non sapete che il Signore Gesù per dimostrarci il suo amore è morto per noi in croce? Non sapete che anche noi, con i nostri peccati, abbiamo gridato e voluto la morte di Gesù?
Beati noi se sappiamo soffrire e offrire tutto al Signore. Niente va perduto. Il Signore non si tiene niente e saprà ben ricompensarci delle nostre sofferenze".

Furono le sue ultime parole: testamento, messaggio, sintesi della sua vita.
Morì la sera del 19 agosto 1976, a 33 anni, come spesso aveva predetto.

E' passata tra noi come un miracolo: nella debolezza è brillata la forza, nell'ignoranza la sapienza, nell'odio l'amore, nell'egoismo la generosità, nel mondo che affoga nella melma del peccato lo splendore d'una purezza immacolata e della santità.
Sopratutto ci ricorda che non c'è salvezza senza la Croce.

Nelle comunicazioni di Teresa Musco con Gesù e più ancora con la Madonna, affiora spesso una tenera sollecitudine per i sacerdoti "domestici di Dio" e "i miei figli prediletti".

Uscendo da una visione: "Raccomando ai sacerdoti di stare attenti al momento della consacrazione, perché Gesù è lì in persona, accanto a loro e prende in prestito le mani, le labbra, la lingua del sacerdote".

"Se passerà un'ora della giornata senza aver pregato per i sacerdoti, sappi, figlia, che è un giorno perduto".

"I sacerdoti si trovano in pericolo: prega e offri per loro".

"Dicono che Io oscuro la gloria e l'onore di mio Figlio... Come il demonio si serve proprio di loro, raggirandoli come ha voluto".
"Io sono pronta ad accoglierli tra le mie braccia".

"Dì a tutti che ho bisogno di sacerdoti umili e coraggiosi... affinché per mezzo di essi Io possa risplendere più luminosa nella Chiesa dopo la grande purificazione".

"Figlia mia, se Io ti mostrassi l'anima di un sacerdote, vedresti che in ognuno di essi vi è il mio diletto Figlio".

La grandezza di questa umile sorella brilli sempre più nel cielo della Chiesa e dell'umanità. Teresa Musco, prega per noi.

http://profezie3m.altervista.org/ptm_musco.htm


AMDG et BVM












L'Apostolo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria: San Giovanni Eudes


San Giovanni Eudes
San Giovanni Eudes

Ritratto del santo (Biblioteca municipale di Caen)
Sacerdote
NascitaRi, 14 novembre 1601
MorteCaen, 19 agosto 1680
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione25 aprile 1909
Canonizzazione31 maggio 1925
Ricorrenza19 agosto
Giovanni Eudes (Ri, 14 novembre 1601Caen, 19 agosto 1680) fu il propagatore della devozione ai Sacri Cuori, fondatore della Congregazione di Gesù e Maria (Eudisti), dell'Ordine di Nostra Signora della Carità del Rifugio e della Società del Cuore della Madre Ammirabile: nel 1925 è stato proclamato santo da papa Pio XI.

 Biografia

Di origine contadina, studiò presso il collegio gesuita di Caen e, il 25 marzo 1623, entrò a far parte della Congregazione dell’Oratorio: venne ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625; discepolo del cardinale Pierre de Bérulle, iniziò la sua attività pastorale dedicandosi alla cura degli appestati e alle missioni popolari, guadagnandosi la fama di grande predicatore.
Fondò nel 1641 la Congregazione di Nostra Signora della Carità del Rifugio, un istituto religioso femminile destinato al recupero delle prostitute in cerca di redenzione: l’Ordine ottenne l’approvazione di papa Alessandro VII il 2 gennaio 1666.
Con l’approvazione del cardinale de Richelieu, nel 1643 Giovanni Eudes abbandonò l’Oratorio e decise di dedicarsi alla formazione del clero secondo i dettami del Concilio di Trento: a tale scopo, il 25 marzo 1643 fondò a Caen la Congregazione di Gesù e Maria, una società di vita apostolica destinata particolarmente alla direzione dei seminari e alle missioni parrocchiali; nel 1674, la congregazione ottenne la particolare protezione di papa Clemente X.
Si fece promotore e diffusore della devozione ai Sacri cuori (in onore dei quali nel 1637 scrisse il libello La vita e il regno di Gesù) e compose l’ufficio liturgico delle messe per le feste del Cuore Immacolato di Maria (celebrata per la prima volta nel 1648) e del Sacro Cuore di Gesù (1672).

 Il culto

È stato dichiarato beato da papa Pio X il 25 aprile 1909: papa Pio XI lo ha canonizzato il 31 maggio 1925.
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NEL TRATTATO "L'ammirabile Cuore di Gesù" il Santo ha scritto: "Gesù vuole che tutto ciò che è in Lui viva nelle facoltà della tua anima e domini in te: il suo spirito nel tuo spirito, il suo cuore nel tuo cuore, tutte le facoltà della sua anima nelle facoltà della tua anima, perchè anche in te si adempiano queste divine parole: "Glorificate Dio nel vostro corpo" (1 Cor 6, 20) e perchè la vita di Gesù si manifesti in te.
EGLI deve essere il solo criterio delle tue iniziative, delle tue azioni, delle tue energie e della tua vita. Tu non devi vivere che di Lui e per Lui, seguendo le divine parole: "Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore" (cfr Romani 14, 7-9). [...] Perciò devi avere con Lui uno stesso spirito, una stessa anima, una stessa vita, una stessa volontà, uno stesso sentimento, uno stesso cuore. E Lui stesso deve essere il tuo spirito, il tuo cuore, il tuo amore, la tua vita e il tuo tutto.

   ORA -aggiunge il Santo- queste grandi verità traggono origine nel cristiano dal battesimo, vengono accresciute e rafforzate dal sacramento della confermazione e dal buon uso delle altre grazie partecipate da Dio, e RICEVONO IL LORO SUPREMO PERFEZIONAMENTO DALLA SANTA EUCARISTIA"


"Gesù, vero cuore di Maria,
attira, prendi, rapisci i nostri cuori.
Fa' che amino, desiderino,
cerchino e gustino solo Te .
Fa' che aspirino e tendano senza posa verso di Te,
non trovino riposo nè compiacimento se non in Te,
rimangano continuamente in Te:
si consumino nella fornace ardente del Tuo divin Cuore
e siano trasformati in esso, per sempre".
(di San Giovanni Eudes)

CUORE IMMACOLATO DI MARIA
TU
la fiducia, la salvezza, la vittoria
e la gioia mia!
Dacci il Tuo Cuore Mamma
per amare Gesù come L'ami Tu!"




AMDG et BVM


giovedì 18 agosto 2011

"¿QUÉ COSA ES EL ALMA?"

"Sempre fiduciosi nell'onda soave del Mio Amore ..."


03.08.11


Eletti, amici cari, lasciatevi andare fiduciosi nell’Onda Soave del Mio Amore

Vivete in Me ogni giorno della vostra vita e nulla vi mancherà.



Sposa cara, grandi cose sto facendo per i Miei eletti; di più grandi ne farò. Ho chiamato a Me ogni uomo, ma da alcuni non ho ricevuto nessuna risposta. Questo è il Mio grande Dolore: non ho ricevuto risposta! Con i Miei eletti, amici fedeli, voglio cambiare la faccia della terra.

Mi dici: “Adorato, Adorato, Adorato, non capisco come, ancora, vi sia nel mondo chi non Ti ha dato risposta. Questo è proprio difficile capirlo. Ti supplico, Dolce Gesù: non cessare di parlare al mondo, non cessare di parlare, di bussare alle porte dei cuori! Che è l’uomo senza di Te? Com’è la sua vita? Tu sai benissimo che egli senza di Te nulla può fare, conosci molto bene la debolezza umana; continua a chiamare colui che è ancora lontano da Te, non lasciare, Dolce Amore, non lasciare che si perda nel buio!”

Sposa cara, vedi molti che restano nell’incredulità; pensi, piccola Mia, che li abbia abbandonati, perché essi sono tali? No, certo! Nessun uomo da Me è abbandonato né dimenticato. Se l’uomo vuole vivere senza di Me, se fa questa terribile scelta, non per questo Io, Io, Gesù, lo abbandono. Sta certa: parlo ancora a tutti gli uomini della terra, anche se essi restano verso di Me muti e silenziosi.

Mi dici: “Dolce Amore, adorato Gesù, ho timore del Tuo Silenzio severo, quello che dài agli impenitenti alla fine della loro vita. Temo e tremo davanti al Tuo Silenzio. Vorrei che nessuno lo dovesse sperimentare, proprio nessuno: ho veduto ciò che accade nell’abisso di disperazione, ho veduto l’orrore di quel luogo, dove regna lo spirito del male! Gesù adorato, Gesù Santissimo, Dolce Amore, fa’ che nessuno cada più in tale abisso, lì, dove è scritto a lettere di fuoco fiammeggiante: “Lasciate ogni speranza voi che entrate.”

Piccola Mia sposa, sai benissimo, perché ne ho molto parlato, che provo un immenso Dolore per ogni anima che si perde. Sposa, non mando certo le anime all’inferno; ma esse, per la loro incredulità ed impenitenza, ci vanno. Esse vogliono la loro rovina e non Io, Io, Gesù, la voglio. Hai compreso, piccola sposa, tutto questo? L’hai compreso bene?

Mi dici: “Dolce Gesù, il Tuo Cuore meraviglioso, Oceano Infinito di Amore, certo, non può che volere la salvezza di tutte le anime; ma sempre, per il Tuo Immenso Amore, Tu le hai create libere nelle loro scelte, libere di fare il Bene o il male, di salire fino alle vette più alte o scendere fino all’abisso di eterna disperazione. 
Gesù Santissimo, accogli le suppliche ed i sacrifici delle anime tutte Tue per concedere ancora un fiume di Grazie salvifiche; siano tante e tali, da essere colte da ogni uomo e la terra, arida e smarrita, divenga il Tuo bel Giardino fiorito e lussureggiante. Tu, Amore Infinito, Tu puoi ciò che vuoi e nulla Ti è impossibile: per le suppliche ed i sacrifici di alcuni, tutti Tuoi, concedi tali Doni ad ogni uomo! Tu, Dio Altissimo, spesso, per l’obbedienza di uno solo hai concesso molto a tutti, hai concesso le cose più belle: accada nel presente quello che è accaduto nel passato lontano. Veda il mondo, veda, presto, per la Tua Infinita Tenerezza, un tempo di pace e di concordia tra i popoli. Servano le grandi sofferenze presenti, servano alla purificazione dei cuori: nessuno resti freddo ed impenitente; il Tuo Fuoco d’Amore scaldi ogni cuore.”

Sposa cara ed amata, ascolta la Mia Parola e portala al mondo: per il sacrificio, la preghiera ardente e l’adorazione dei Miei piccoli, cambierò presto la faccia della terra. Lo farò, sposa cara, ed il tuo cuore esulterà vicino al Mio, Divino. Colui, però, che resta sordo e cieco non potrà godere le Delizie del Mio Amore, perché non le ha volute. Sposa amata, non si rattristi il tuo cuore per questo: l’uomo libero agisce come tale e mai sarà da Me costretto a fare ciò che non vuole. Resta, piccola Mia, adorante nel Mio Cuore. Proprio per la presenza degli adoratori fedeli, concederò ancora molto all’Umanità di questo tempo. Ti amo.
Vi amo.

                                                                                              Gesù


Opera scritta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi


03.08.11


La Mamma parla agli eletti



Figli cari e tanto amati, le suppliche dei cuori ardenti ottengono Grazia su Grazia per il mondo e voi, col vostro ardore verso Mio Figlio, potete ottenere molto per il mondo intero. Ciascuno di voi ha una grande importanza davanti a Mio Figlio. Egli vuole salvare le anime e non condannarle; capite bene che dovete impegnarvi, a fondo, perché molte si salvino e poche si perdano.


Mi dice la Mia piccola: “Madre cara e tanto amata, vorrei che nessun’anima si perdesse e tutte trovassero salvezza; ma vedo che ancora sono molte quelle lontane da Dio col pensiero e con il cuore; vedo che ci sono sulla terra persone che osano vivere come se Dio non esistesse. Madre amata, Tu vedi tutto questo e geme il Tuo Cuore. Raccogli le nostre suppliche, raccogli i nostri sacrifici e porgili a Tuo Figlio Santissimo perché non cessi il flusso di Grazie, ma continui sempre di più: solo in questo modo si salvano le anime; solo in questo modo se ne perdono poche! Penso ad un fiume ricco di acqua che passa in mezzo ad una città: chi muore di sete fra tanta abbondanza? Tutti vanno ad attingere, tutti, chi prima chi dopo: nessuno pensa di morire di sete, avendo a sua portata tanta acqua. Così avviene, Dolce Madre, alle anime, se scendono copiose le Grazie: esse, prima o dopo, certo si accostano.”


Figli amati, supplico senza interruzione Mio Figlio e porto a Lui le vostre ardenti preghiere, i sacrifici. Ecco le Sue Parole sublimi: “Madre amata, per la presenza sulla terra di queste anime ardenti, tutte Mie, che adorano il Mio Cuore notte e giorno, giorno e notte e mai cessano, faccio scendere un fiume di Grazie ogni giorno sulla terra: è come un fiume impetuoso, al quale ognuno si può accostare per dissetarsi. Il Mio Cuore vuole la salvezza delle anime, di ogni anima da Me creata per Amore, da Me creata per l’eterna Felicità. Queste le Sue Parole. Accostatevi tutti a quest’Acqua che salva! Nessuno muoia di sete fra tanta abbondanza, nessuno! Figli amati, potete avere tutto con Gesù, potete avere tutto con Lui; potete però anche perdere ogni cosa, se restate impenitenti ed ostinati nel male. 


La Madre del Cielo è accanto a voi, accanto a ciascuno di voi per sostenervi: il Padre caro lo concede. Il Suo Cuore, sublimissimo e Generoso, lo concede!
Insieme, uniamoci per la Sua lode, per il ringraziamento, per l’ardente adorazione. Vi amo tutti.
                                                                                  Ti amo, angelo Mio.

                                                                                              Maria Santissima


AMDG et BVM