domenica 1 settembre 2019

PERDONO, MIO DIO !

PERDONO, MIO DIO !
NOI TI SEGUIAMO PASSO, PASSO.
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5 settembre 2009
Morte e resurrezione di Madre Teresa al Cielo

GESÙ:   Figlia Mia, Io ti ho promesso di darti la Mia Santa Parola. Essa ti sarà data per tutti, ma per ordine. Siate pazienti ! Voi dovete seguirMi.

IO SONO nel Santo Tabernacolo della Mia Chiesa; e se vi sono presente, è per la Stessa Mia Santa VOLONTÀ.

Io nutro il Mio Popolo con il Mio Sangue Divino e con la Mia Carne Immacolata e Divina, perché DIO è il nutrimento di questo Popolo che senza di ME, si indebolisce.

Per uscire da ogni cuore, dove sono prigioniero del Mio AMORE, Io aspetto.

Aspetto da tanto tempo quel giorno in cui Mi si chiamerà per uscire, per venire a presentarMi davanti ad ognuno come Colui che viene invitato in Verità, con tutto il cuore.

La Santa Eucaristia è il vostro DIO ben VIVO, che viene a nutrirvi con la Sua Carne e con il Suo Sangue, affinché il Santo Gesù che vive in voi, possa alimentarSi tramite voi, tramite ciò che voi diventate grazie a Lui, voi che cominciate ad essere realmente, poco a poco, ciò che il Padre attende:  dei figli a Immagine del Suo DIVIN FIGLIO.

È nella Conoscenza di DIO che si ritrova ugualmente il Mistero della Mia Divina Crescita in Voi.

Il Signore prende Vita e forza in voi, mediante la Sua DIVINA Eucaristia che è AMORE. Egli è nutrito del Suo AMORE che cresce in voi,

prendendo la Sua Carne... che è AMORE,
prendendo il Suo Sangue... che è AMORE.

Quando sarete bene nutriti,”forti del Mio AMORE”, Io reclamerò dalla vostra libertà, la «Mia Santa Libertà»,  « per liberarMi, per liberare Me Stesso, attraverso voi».

Ma voi non siete ancora ben nutriti.  È nel momento in cui si completerà la Mia Santa Crescita in voi, alimentata dal Signore della Santa Eucaristia, che DIO uscirà da voi.

Ecco il Dono del Padre che vi viene dato attraverso la Sua Santa Chiesa: “Il Suo Divin FIGLIO Gesù Cristo, che cresce in voi”. DIO è nutrimento.

Ora, dopo tanti secoli di oscurità, DIO spiega a tutto questo Popolo incredulo, perché Egli ha istituito la Sua Chiesa in mezzo a voi. Lo ha fatto per donarvi il Meglio di Se Stesso: “Il Suo DIVIN FIGLIO” e per donare Se Stesso, tramite LUI, in LUI e con LUI, a tutti i Suoi che sono già in agonia, senza avere compreso niente di tutto questo. Tutti i Suoi figli hanno bisogno di questo Suo Santo e Unico Cibo per vivere con DIO, per DIO e in DIO, perché ogni vita è Divina, in Cielo come sulla Terra.

DIO, tutta la Sua Creazione, l’ha creata “DIVINA”. Essa viene da Lui e non può vivere che tramite Lui.
Io sono la Vita. Sono la vostra VITA, che può vivere solo in ME !  Perciò DIO ha istituito sulla Terra la SUA DIVINA EUCARISTIA. Ecco perché anche la Mia Santa Parola è un alimento Santo.

“Voi sarete nutriti da ogni Parola che esce dalla Mia bocca”, dice Gesù il Grande Santo.

Coloro che ancora non vengono alla Mia Santa Tavola per mangiare la Mia Carne e il Mio Sangue, saranno nutriti, per sussistere, da ciò che esce dalla Mia Bocca: la Mia Santa PAROLA, fino a quando il Mondo non comprenderà che IO SONO nella Santissima Eucaristia.
DIO ha tanto amato il Mondo !
Il Padre Mio ha amato così tanto i Suoi figli
da sacrificare il Suo Stesso Figlio, il Suo IO, in quanto Io sono anche in LUI,
affinché tutti i Suoi figli possano VIVERE
mediante il Suo Santo e Sublime Nutrimento
che è il FIGLIO Suo Unigenito, il Bene-Amato,
che è DIO Egli Stesso, DIO con lo Spirito Santo.

Fino ad oggi e fino all’ultimo Suo figlio, DIO chiama il Suo Popolo a comprenderLo.

Voi siete un Popolo di Sacerdoti, di Profeti e di Re, perché Gesù Cristo, morto sulla CROCE e risuscitato, è SACERDOTE – PROFETA – e RE !

Gesù chiama tutti i Preti a realizzare con LUI questa Santa e sublime Verità, in ogni Chiesa di DIO:
« Ognuno di voi è SACERDOTE, PROFETA e RE.

Voi dovete rassomigliare a ME, per nutrire il Mio Popolo. Dovete essere a Mia Santa Immagine, Immacolata nella vostra carne, Santa, come la Mia Santa Verità. Voi siete Profeti della Mia Santa Parola e Re della Mia Santa Vita, che è la Mia Santissima Eucaristia, DONO del Padre Eterno.

Miei Preti Santi ! Voi siete Preti come Io lo sono fino al Santo Sacrificio. Siete “unici”, perché solo voi potete donarMi ai Miei figli.

Io sono in voi e con voi, per il Mio Popolo, che muore di fame e di sete, senza DIO !
Io sono davanti a voi e in voi.
Io sono davanti al prete, che è diventato “ME STESSO”.
Io Mi dono, attraverso voi, ad ognuno che è davanti a DIO e che Mi aspetta.

Il merito di ognuno è la FEDE.»


Il vostro Santo Gesù è il Prete per Eccellenza, nel Padre e nello Spirito, con tutti i Suoi Preti della Sua Santa Chiesa.

La Mia Santa Chiesa deve essere il “Nido d’infanzia” di tutte le Mie anime che vengono ad Essa come dei piccoli bimbi, perché insegni loro a crescere, fortificandoli. Come deve essere anche il “Vivaio” che accoglie i giovani alberelli che hanno bisogno di un sostegno che li raddrizzi, ogni qualvolta si piegano prendendo una direzione diversa da quella indicata dal Cielo: la “rettitudine” che è DIO.
Nella Mia Santa Verità c’è la Mia Parola che è,
con il Mio PANE, VITA Eterna.
Amen.

AMDG et DVM

Sant'Agostino: SUL SALMO 25 ESPOSIZIONE I

SUL SALMO 25

ESPOSIZIONE I

È il Signore che giustifica.
1. [v 1.] Dello stesso David. Il titolo "di David" può attribuirsi non solo all'Uomo Mediatore Cristo Gesù, ma a tutta la Chiesa già perfettamente costituita in Cristo.
2. Fammi giustizia, o Signore, giacché io ho camminato nella mia innocenza. Giudicami, o Signore, poiché dopo la misericordia che tu per primo mi hai usata, ho qualche merito per la mia innocenza la cui via ho custodita. E sperando nel Signore non sarò smosso. Tuttavia, non sperando in me, ma nel Signore, resterò in Lui.
3. [vv 2.3.] Mettimi alla prova, o Signore, e sperimentami. Mettimi alla prova e sperimentami, o Signore, perché nulla in me rimanga nascosto; rendimi noto, non a te, cui niente è nascosto, ma a me e agli uomini. Saggia al fuoco i miei reni e il mio cuore. Applica come fuoco la medicinale purificazione ai miei piaceri e ai miei pensieri. Poiché la tua misericordia è davanti ai miei occhi. Perché, per non essere consumato da tale fuoco, davanti ai miei occhi non sono i miei meriti ma la tua misericordia, per la quale a questa vita mi hai condotto. E mi sono compiaciuto nella tua verità. E poiché mi è dispiaciuta la mia menzogna, mentre gradita mi fu la tua verità, io stesso con essa ed in essa mi sono compiaciuto.
4. [v 4.] Non mi sono seduto nel consiglio della vanità. Non ho scelto di riporre il mio cuore con coloro che si sforzano di prevedere in che modo possano essere felici con il godimento dei beni effimeri, il che non può accadere. E non avrò parte con coloro che commettono iniquità. E poiché [la vanità stessa] è la causa di ogni ingiustizia, non avrò complicità occulta con coloro che commettono iniquità.
5. [v 5.] Ho avuto in odio il convegno dei maligni. Ma per giungere a quel consiglio della vanità, si formano i raggruppamenti dei maligni, che io ho avuto in odio. E non mi siederò con gli empi. E perciò, in tale consiglio non mi siederò con gli empi, cioè non sarò d'accordo con loro. E non mi siederò con gli empi.
6. [v 6.] Laverò tra gli innocenti le mie mani. Purificherò tra gli innocenti le mie opere; laverò tra gli innocenti le mie mani, con le quali abbraccerò le tue altezze. E starò attorno al tuo altare, o Signore.
7. [v 7.] Per udire la voce della tua lode. Per apprendere in qual modo lodarti. E narrare tutte le tue meraviglie. E quando avrò imparato, narrerò tutte le tue meraviglie.
8. [v 8.] Signore, ho amato la bellezza della tua dimora, cioè della tua Chiesa. Ed il luogo dell'abitazione della tua gloria, dove, mentre dimori, sei glorificato.
9. [v 9.] Non perdere con gli empi la mia anima. Non perdere dunque insieme con coloro che ti hanno odiato la mia anima, che ha amato la bellezza della tua casa. E la mia vita con gli uomini sanguinari: con coloro che hanno odiato il loro prossimo. Con questi due precetti infatti è resa bella la tua dimora.
10. [v 10.] Nelle cui mani sono le infamie. Non mi perdere insomma insieme con gli empi e con gli uomini sanguinari, le cui opere sono inique. La loro destra è ricolma di doni. E quanto è stato dato loro per ottenere la salvezza eterna, essi l'hanno convertito in mezzo per ottenere i doni di questo secolo, ritenendo la pietà un mestiere lucrativo 1.
11. [v 11.] Io invece ho camminato nella mia innocenza; riscattami ed abbi pietà di me. Mi valga per il conseguimento della liberazione il prezzo tanto grande del sangue del mio Signore; e nei pericoli di questa vita, non mi abbandoni la tua misericordia.

12. [v 12.] Il mio piede è rimasto nella rettitudine. Il mio amore non si è allontanato dalla tua giustizia. Nelle chiese ti benedirò, o Signore. Non nasconderò a coloro che hai chiamato, la tua benedizione, Signore, poiché congiungo al tuo amore l'amore del prossimo.

AMDG et DVM

sabato 31 agosto 2019

Pensiero ruminativo...

Overthinkig: autodistruggersi pensando

Ecco perché la scienza mette in guardia da un eccesso di riflessione

MARCO MANAGÒ
L'
overthinking (o pensiero ruminativo) è una patologia mentale tipica del mondo attuale e coinvolge, con forme di stress e depressione, moltissimi individui. Il pensare troppo, il rimuginare su eventi trascorsi o il riflettere eccessivamente su questioni delicate, limitandosi soltanto all’individuazione delle cause, infatti, è deleterio e può produrre effetti devastanti sulla psiche. La patologia conduce a un aumento del cortisolo (l’ormone dello stress) senza dar modo di risolvere e uscire dall’ansia generante.

Da riflessione a ossessione

Gli studi effettuati, in particolare dalla dottoressa Susan Nolen-Hoeksema (psicologa presso l’Università statunitense di Yale, nel Connecticut), che ha dedicato l’intera vita (fino alla morte, avvenuta nel 2013) al pensiero ruminativo, dimostrano come ne siano più soggette le donne. Un certo grado di riflessione e di valutazione dei propri trascorsi, specie se infelici, è salutare e può avviare verso comportamenti diversi in modo di non ripetere l’errore. Quando la riflessione, però, diventa ossessione e si punta esclusivamente alla propria colpevolezza o al mito della perfezione, si giunge a uno stato patologico. La presenza fissa di un pensiero, inoltre, finisce per rubare tempo e spazio agli altri temi che, per esigenze contingenti, si trovano in uno stato di priorità. Questosquilibrio di “importanza” potrebbe lasciare “scoperti” alcuni argomenti o alcuni impegni sui quali, invece, c’è bisogno di una riflessione almeno essenziale.

L'influenza sulle relazioni

Le relazioni più interessate da questa patologia sono, ovviamente, quelle interne alla famiglia, in cui i diversi ruoli di genitore, figlio, fratello, nonno, zio, generano un’infinità di casistiche e di problematiche alle quali non sempre si è convinti di aver dato la risposta migliore o di aver agito nel modo più corretto; da qui il rimuginare. Altro aspetto in cui si sviluppa maggiormente l’overthinking è quello sentimentale, in cui è difficile, a volte, trovare un equilibrio e intorno al quale si concentrano pensieri assillanti e ingiustificati. In questo caso, il rischio di alimentare problemi inesistenti o marginali, di innescare sospetti e fraintendimenti è notevole. Occorre, quindi, la massima chiarezza reciproca, una notevole serenità interiore, il consiglio di una persona fidata e positiva, cercare di distrarsi mentalmente e fisicamente per non pensare troppo allo stesso elemento. A volte, la pretesa di immedesimarsi completamente nell’altro e di interpretare alla perfezione ogni gesto, ogni parola e ogni pausa altrui, può lasciare spazio a incomprensioni o esagerazioni di negatività che non sussistono. La ripetitività del pensiero nasce anche da frustrazione interna, da insoddisfazione, da un senso di inferiorità o per ingiustizie patite; molte volte sorge per il rammarico di non aver saputo rispondere per bene al momento adatto dinanzi ad accuse o affermazioni non gradite. Non vi sono, infatti, solo la razionalità e il senso di responsabilità a far scattare tali rimuginazioni; in alcuni casi è presente un’esigenza insaziabile di vendetta.

Le conseguenze

Occorre smantellare la convinzione per la quale più si spremono le meningi, più ci si sofferma sulle cause del problema maggiormente sarà possibile capirle e sanarle. Tutto questo è sbagliato, infruttifero e, addirittura, patologico. Gli effetti sfociano in uno stato di cefalea e ansia fino ad arrivare, nei casi più gravi, a forti forme di stress, insonnia, depressione e uso di farmaci. Il fenomeno non deve essere sottovalutato: la depressione può determinare atti gravissimi, il tutto in un clima ostile sia per se stessi sia per il prossimo. Si può guarire da tale male opprimente attraverso lo svolgimento di attività diverse, cambiando il proprio stile e le abitudini di vita, rinunciando al mito della perfezione e cercando di stimolare endorfine attraverso l’attività fisica. La società moderna è molto ingannevole: riduce sensibilmente i periodi di riflessione, li spezzetta in modo sistematico e continuativo. L’individuo finisce, così, per rimuginare un po’ per tante volte al giorno senza avere la lucidità e il tempo necessario per riflettere, consapevolmente, una volta per tutte. La frammentazione della riflessione conduce a un nulla di fatto e a un ristagno su concetti in cui il rammarico e l’immobilismo regnano incontrastati e per nulla forieri di soluzioni. La società moderna è allergica ai pensatori ma è ben disposta nei confronti di iper-pensatori, specie se fossilizzati sempre sugli stessi temi personali.

Cosa fare?

Il contributo alla comunità dovrebbe essere quello, costruttivo, di pensare e agire (il “pensiero e azione” di mazziniana memoria), senza soffermarsi a vita su un problema. Essere immobili su una questione inibisce l’azione, l’idea e l’inventiva. Un mondo che pensa troppo è poco creativo, ristagna e non offre contributi di soluzione, di progresso spirituale e materiale. Si tratta di un mondo ripetitivo che, in una sorta di moviola, torna sempre sugli stessi passi, per giunta senza risolvere.

https://www.interris.it/benessere/overthinkig--autodistruggersi-pensando

Buon umore.


Buon umore. 6 modi per aumentare il livello di endorfine in modo naturale

In questo articolo scoprirai 6 modi per aumentare il livello di endorfine in modo naturale e diventare subito di buon umore
Il piacere è infatti una leva biologica molto forte.  Ahimè  insieme al  dolore.
Per questo motivo tutta la vita diventa un inseguire continuo di persone, situazioni ed esperienze capaci di farci sentire bene  e sperimentare sensazioni positive. Purtroppo spesso cercandole anche in sostanze nocive che provocano dipendenza come alcool, droga oppure nel gioco d’azzardo.
Eppure dentro di noi abbiamo già  disponibile una droga naturale capace di farci provare  sensazioni positive e benessere in modo sano.
Senza avvelenarsi con alcool, sigarette  e sostanze  tossiche varie. Ed inoltre  è gratuita!
Continuando la lettura di questo  articolo scoprirai come:
  •   Provare sensazioni di euforia in modo naturale
  •  Sperimentare sensazioni di piacere e benessere.
  •  Creare buonumore e spensieratezza
Endorfine: le sostanze del piacere e buon umore
All’inizio degli anni ’70 alcuni ricercatori stavano studiando come il cervello fosse influenzato dagli oppiacei come eroina e morfina. Durante queste ricerche trovarono che gli oppiacei interagiscono con dei recettori specializzati che sono principalmente localizzati nel cervello e nel midollo spinale.
Quando gli oppiacei si “connettono” con questi recettori essi bloccano la trasmissione dei segnali di dolore. Allora gli scienziati si chiesero come mai esistessero dei recettori specializzati per queste sostanze e la risposta più plausibile fu che la loro esistenza era dovuta alla presenza di una sostanza simile a quella degli oppiacei che era prodotta naturalmente dal corpo.
Le endorfine sono un gruppo di ormoni peptidi che si presentano naturalmente nel cervello che, quando le rilascia, aumenta la soglia del corpo al dolore e influenza il modo in cui ti senti emotivamente. Le endorfine sono la nostra morfina naturale.
6 modi per aumentare il livello di endorfine in modo naturale
Il miglioramento costante delle tecnologie può aiutarci a raggiungere conclusioni migliori su cosa influenzii livelli di endorfine nel cervello. Oggi conosciamo alcune strategie per innalzare in modo naturale i livelli delle sostanze del buon umore, eccone 6:
1) Esercizio fisico.
L’attività fisica fa esplodere il rilascio di endorfine, il neurotrasmettitore del buonumore. Sonja Lyubomirsky autrice di “The How Happiness” dice che l’esercizio aiuta a sentirsi come il capitano della propria nave. Sebbene ogni tipo di attività fisica abbia benefici essi aumentano se la pratica è svolta all’aperto.
Una meta-analisi di 11 studi pubblicati su Environmental Science e Technology ha trovato che le persone che fanno esercizio fisico all’aperto si sentono più energiche e più inclini a conservare questa energia. Questa è una buona notizia perché significa che i benefici del praticare attività fisica sono cumulativi.
2) Mangia cioccolato nero.
Gli amanti del cioccolato saranno felici di sentire che la cioccolata nera fornisce protezione contro gli attacchi cardiaci e gli infarti. Grazie all’alto contenuto di polifenoli e altri antiossidanti, la cioccolata nera riduce infiammazioni, abbassa la pressione sanguigna, riduce il colesterolo LDL, aumenta il colesterolo HDL (quello buono) e protegge la salute delle tue arterie. Contiene anche sostanze chimiche che promuovono il rilascio di endorfine.
In una delle principali meta-analisi su 139 studi condotti in circa 40 anni, i ricercatori hanno concluso che il consumo di cioccolato abbassa il rischio di morte cardiovascolare di circa il 19%. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che, per avere buoni risultati non puoi strafogarti in quanto per avere un effetto benefico se ne  dovrebbe mangiare al massimo 5 gr al giorno, l’equivalente di un piccolo scacchetto 2 o 3 volte a settimana, i benefici tendono infatti a scomparire con il consumo di grandi quantità.
Un piccolo pezzetto di cioccolata nera può anche aiutare a frenare il tuo appetito per cibi poco salutari, come dimostrato da una ricerca dell’università di Copenhagen che rivela che il cioccolato nero è più saziante di quello al latte e riduce il desiderio di snack salati o dolcetti.
La chiave per mangiare cioccolata è sapere quando fermarsi. Smile
3) Ridere
Così come non c’è bisogno della scienza per spiegare come le persone si sentano meglio dopo una bella barretta di cioccolato lo stesso vale per la risata di pancia.
I bambini ridono circa 400 volte al giorno mentre alcuni adulti anche solo 5 volte in un giorno. Più ridiamo migliore sarà la nostra prospettiva, aumenterà la nostra energia e risolveremo problemi più facilmente. Ormai da secoli è stato riconosciuto che la risata è una delle migliori medicine.
La risata è una specie di “jogging interno”, infatti le ricerche hanno mostrato che può aiutare a:
  • abbassare i livelli di pressione sanguigna
  • ridurre gli ormoni dello stress
  • aumentare le funzioni immunitarie aumentando i livelli di cellule anticorpi
  • scatenare il rilascio di endorfine
  • produrre un senso di benessere generale
La terapia dell’umorismo (o clownterapia) nata negli anni ’30, quando i clown andavano negli ospedali americani per tirare su di morale i bambini ospedalizzati, è una testimonianza del potere della risata sull’umore e sulla salute. Un caso esemplare di ciò è quello del professore Norman Cousins (autore di Anatomy of an illness).
Nel 1979 dopo che gli fu diagnosticata una grave forma di spondilite anchilosante (una tremenda malattia dei tessuti connettivi delle articolazioni che lo costrinse immobilizzato in un letto d’ospedale tra atroci dolori e con una prognosi di pochi mesi di vita) Cousins seguì una terapia alternativa basata sulla risata.
Cousins soffriva di reazioni avverse alla maggior parte dei farmaci che gli venivano prescritti così decise, con la collaborazione del suo dottore, di interromperne l’assunzione. Dopo aver interrotto le cure classiche iniziò a prendere superdosi di vitamina C e a passare le sue giornate bombardandosi di film comici dei fratelli Marx, guardando gli episodi di Candid Camera e leggendo libri divertenti.
Affermò che 10 minuti di risate gli davano 2 ore di sollievo dal dolore senza assumere nessun farmaco.  Nel tempo Cousins riuscì a riprendersi quasi del tutto dalla malattia che l’aveva costretto a letto per alcuni mesi e riacquistò la maggior parte dei suoi movimenti perduti. Egli sottolineò infine che atteggiamenti e stati emotivi positivi possono influire profondamente sull’attività biochimica dell’organismo.
4) Abbracci.
Tutti sappiamo che gli abbracci fanno sentire meglio e trasmettono buonumore, infatti quando ci abbracciamo il nostro organismo rilascia endorfine, serotonina e ossitocina nel flusso sanguigno. Un abbraccio può anche aiutare a rilassare e distendere i muscoli, specialmente quelli del viso rallentando così il processo di invecchiamento.
Alcune ricerche mostrano infatti come gli abbracci aiutino a rallentare il processo di invecchiamento, aumentare il rilassamento, far vivere più a lungo, contrastare tristezza e malumore. Il contatto umano infatti è un importante componente della salute fisica, tenere in braccio un bambino piccolo ad esempio offre benefici fisiologici ed emotivi.
La Dr Christine Carter, una sociologa e esperta della felicità che lavora al Greater Good Science Center di Berkeley, afferma che una ragione per cui gli abbracci innalzano il nostro quoziente di benessere emotivo è che stimolano la produzione di ossitocina, il neurotrasmettitore noto come l’ormone dei “legami”. L’ossitocina contribuisce a creare e rafforzare un senso di connessione con le altre persone e genera la felicità.
Gli studi e le ricerche della Dr Carter hanno suggerito che dare 8 abbracci al giorno consente di riprodurre tutti i benefici della produzione di ossitocina.
Per integrare 8 abbracci nella tua quotidianità Carter suggerisce di decidere precedentemente dove e quando dare questi abbracci. Per esempio, abbraccia i tuoi bambini ogni notte prima di metterli a letto, abbraccia il tuo partner tutti i giorni prima che vada al lavoro, abbraccia un amico durante la giornata.
5) Completa la frase: “Mi sento bene quando…”
Ognuno ha  qualche attività che più di altre lo fa sorridere, divertire e stare bene.
Ad esempio per me giocare con il mio cane, rivedere una puntata di Friends, guardare video divertenti e leggere sono attività che mi fanno sentire immediatamente più felice.
Fai questo piccolo esercizio, scrivi su un foglio “Mi sento bene quando…” e completa la frase con tutte le attività che ti vengono in mente che solitamente ti aiutano a stare bene mentre le fai.
6) Mangia qualcosa di piccante.
Il sapore piccante di alcuni cibi in realtà non provoca una sensazione di piacere ma di dolore. Quando la capsaicina, il composto chimico che rende piccante il peperoncino e che causa la sensazione di bruciore, viene in contatto con la lingua il nostro organismo crede che si tratti di una sensazione di dolore e rilascia gli ormoni contro il dolore, le endorfine.
Questa potrebbe essere la ragione per cui i cibi piccanti possono dare dipendenza. Le persone iniziano a desiderarli e aumentano livelli di tolleranza verso di essi così che alcuni cibi che una volta sembravano stra piccanti iniziano a sembrarlo meno.
Un altro effetto positivo dei cibi piccanti è che uccidono gli agenti patogeni e promuovono la sudorazione,ciò può essere particolarmente utile per raffreddare la temperatura del corpo nei climi caldi.
Senza emozioni il tempo è solo un orologio che fa tic-tac…(dal film “Equilibrium) 

endorfine

Per concludere.

Le endorfine sono le tue  sostanze del piacere interno, diffondono gioia nella tua  vita e colorano le tue giornate. Quando il tuo cervello produce endorfine il mondo è una giostra entusiasmante da vivere.
P.S. Se vuoi  fare schizzare alle stelle il livello di endorfine nella tua vita in modo veloce e automatico  utilizzando i processi più avanzati nel campo della crescita personale, non esiste niente di più potente ed efficace di questo sistema. Scoprilo qui.

MAGNIFICAT (10): Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles!


Ecco a voi, di san Giovanni Eudes, l'eccellente commento/Spiegazione del settimo versetto del Magnificat:

Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles

Essendo giunto il tempo, in cui piacque al Padre delle misericordie  di compiere il disegno che aveva da tutta l’eternità di salvare il genere umano, la sua Divina Sapienza - i cui consigli sono imperscrutabili -, volle impiega­re, a questo fine, i mezzi che apparentemente non avevano alcuna attitudine né conformità con l’altezza di questa grande opera. 

Quali sono questi mezzi? Manda il suo unico Figlio in questo mondo, in uno stato passibile e mortale e in una tale abiezione e bassezza che Egli stesso dice: «Ego sum vermis, et non homo: Sono un verme, non un uomo» Sal. 21,7 e porta quale titolo onorifico nelle Scritture: «Novissimus vìrorum: l’ultimo di tutti gli uomini» Is. 53,3.

Questo Padre adorabile vuole che il Figlio suo, nato da tutta l’eternità dal suo seno, e che è Dio come Lui, nasca da una Madre, che è davvero San­tissima, ma sì abietta e piccola ai suoi propri occhi e agli occhi del mondo, da con­siderarsi e ritenersi come l’ultima di tutte le creature.

Inoltre, questo Padre Divino, volendo offrire al Figlio suo dei coadiutori e dei cooperatori che lavorassero con Lui alla grande opera della Redenzione dell’universo, gli dà dodici poveri pescatori, senza scienza, senza eloquenza e senza alcuna qualità che li ponga in rilievo davanti agli uomini.

Manda questi dodici pescatori per tutta la terra, per distruggere una religione che è del tutto conforme alle inclinazioni umane e che è radicata da molte migliaia di anni nei cuori di tutti gli uomini, per stabilirne un’altra tutta nuova, oppo­sta alla prima e contraria a tutti i sentimenti della natura.

Questi dodici poveri pescatori vanno in tutto il mondo, per predicare e fondare questa nuova religione e distruggere la prima. Ma come sono rice­vuti? Tutto il mondo si erge contro di loro, i grandi, i piccoli, i ricchi, i pove­ri, gli uomini, le donne, i sapienti, gli ignoranti, i filosofi, i sacerdoti dei falsi dèi, i re, i principi: tutti gli uomini in genere, mettono in atto tutte le loro in­dustrie per opporsi alla predicazione del Vangelo che questi dodici poveri pescatori si sforzano di diffondere. 
Costoro vengono presi, gettati nelle pri­gioni, con i ferri ai piedi e alle mani, vengono trattati come degli scellerati e dei maghi; vengono flagellati, scorticati vivi completamente, bruciati, lapi­dati, crocifissi, in una parola vengono inflitti loro i più atroci supplizi.

Ma che cosa accade loro? Dopo tutte queste torture riportano la vittoria, trionfano gloriosamente sopra i grandi, i potenti, i sapienti e tutti i monarchi della terra. Annientano la religione o piuttosto l’irreligione e l’idolatria abominevole che l’inferno aveva diffuso per tutta la terra, e fondano la Fede e la Religione Cristiana in tutto il mondo. Infine, diventano i padroni dell’u­niverso e Dio dona loro il principato della terra: «Constitues eos principes super omnem terram» Sal. 44,17. 

 Rovescia i troni dei re e le cattedre dei filoso­fi; dà la prima autorità del mondo ad un povero pescatore, che eleva ad un sì alto grado di potenza e di gloria che i re e i principi ritengono grande onore baciare la polvere del suo sepolcro e i piedi dei suoi successori. Che cos’è tutto ciò, se non il compimento della profezia della Beata Vergine: «Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles: Ha rovesciato i potenti dai loro troni, ha innalzato gli umili»?

Notate che, sebbene queste parole, come le altre che sono contenute in questo divino Cantico, sono espresse in un tempo passato: «Deposuit», esse comprendono, tuttavia, il passato, il presente e l’avvenire, poiché sono pro­nunciate da uno spirito profetico. E infatti il compimento di questa profezia è apparso in modo evidente nei secoli passati e apparirà sempre più nei seco­li che verranno e sino alla fine del mondo.

Nei secoli passati, la Divina Potenza non ha forse deposto il superbo Saul per porre l’umile David al suo posto? Non ha confuso e distrutto l’arrogante Aman e la superba Vasti per mettere l’umile Mardocheo e la pia Ester al loro posto? Giosuè
 non ha sterminato più di trenta re cananei, per porre i loro reami
in possesso del popolo d’Israele?

Il nostro Divin Salvatore non ha forse liberato il genere umano dalla schiavitù dei demoni, che prima della sua Incarnazione avevano asservito tutto il mondo alla loro crudele tirannia? Non ha bandito l’angelo ribelle dal Cielo e l’uomo rivoltoso dal Paradiso? E costui, essendosi umiliato per la penitenza, non è stato ristabilito nella grazia dal suo Creatore?

Non ha strap­pato l’empio Diocleziano dal suo trono imperiale, per mettervi il pio Costan­tino? Non ha cacciato l’arrogante Eugenio, per dare il trono dell’impero all’umile Teodosio? Non ha sterminato i grandi sacerdoti degli Ebrei, gli Scribi e i Farisei, per dare la loro autorità a dei poveri pescatori e farli sedere con Lui sul trono della sua Divina Giustizia, comunicando loro il potere che il Padre suo gli ha dato di giudicare gli uomini e gli angeli?

E così che umilia e distrugge i grandi e i potenti della terra, che abusano del loro potere, ed eleva i piccoli e gli umili che praticano le parole del suo Apostolo: «Humiliamini sub potenti manu Dei, ut vos exaltet: Umiliatevi sot­to la potente mano di Dio, perché [egli] vi esalti» 1 Pt 5,6.  È ciò che ha sempre fat­to, sin dall’inizio del mondo ed è ciò che farà sino alla consumazione dei secoli e fino al tempo dell’Anticristo, che per la sua abominevole superbia vor­rà elevarsi perfino al di sopra di Dio: "Supra omne quod dicitur Deus" 2Ts 2,4.  Ma Colui che si è annichilito per confondere gli arroganti e per esaltare gli umi­li, lo ucciderà con il soffio della sua bocca: «Interficìet eum spirìtu oris sui»2Ts 2,8  e lo precipiterà nel più profondo degli abissi; dopo aver risuscitato i suoi due profeti Elia ed Enoc, li farà salire pubblicamente e gloriosamente nel Cielo, a vista e confusione dei loro nemici.
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Volete conoscere un altro effetto meraviglioso di questa grande profezia della Regina del Cielo? 
Ascoltate quanto è riportato da sant’Antonino, e da molti importanti Autori, di Giuliano l’Apostata.

Quest’empio, mentre partiva per andare in guerra contro i Persiani, af­fermò che al suo ritorno avrebbe sterminato i cristiani, di cui era nemico mortale. Ma san Basilio, avendo compassione del popolo che vedeva atterri­to dalle minacce di quest’apostata, fece radunare tutto il clero e tutti i fedeli, compresi le donne e i bambini, in una chiesa dedicata alla Vergine Santissi­ma, ove rimasero per tre giorni digiunando e pregando incessantemente que­sta Madre di bontà di proteggerli dal furore di questo tiranno.           Ora, mentre erano nel fervore delle loro preghiere, san Basilio vide una grande moltitu­dine di angeli, nel mezzo della quale vi era la Regina del Cielo, seduta su un trono glorioso, comandare che facessero venire Mercurio, il quale, qualche anno prima, aveva, da soldato, ricevuto la corona del martirio. In quello stesso istante questo santo Martire si presentò con le armi in pugno a questa grande Principessa, che gli disse: «Va’ e giustizia l’apostata Giuliano, il quale bestemmia contro Dio e contro mio Figlio».
Subito san Mercurio giunse nel mezzo dell’armata di Giuliano, lo colpì con un colpo di lancia e scomparve all’istante. Nel frattempo, questo mise­rabile principe, lanciando orribili grida e vomitando la sua anima tra i fiotti di sangue che uscivano dalla sua piaga, cadde morto sul colpo, proferendo orribili bestemmie contro il nostro Salvatore.
San Basilio, che aveva visto in visione tutti questi fatti, andò a trovare i cristiani, che si trovavano ancora riuniti, e assicurò loro che l’Apostata era morto e che Mercurio l’aveva ucciso per ordine della Regina del Cielo. Li esortò, dunque, a ringraziare Dio e la Beata Vergine. Dopo questi eventi, san Basilio e molti altri andarono alla tomba del santo Martire, presso il quale si custodivano le sue armi, e vi trovarono la sua lancia, rossa del sangue dello sventurato Apostata. E, pochi giorni dopo, un gentiluomo che veniva dall’esercito, raccontò come era avvenuto il fatto e in che modo quel mise­rabile era stato trafitto da un colpo di lancia, vibrato da un soldato scono­sciuto.
È così che Dio strappò dal suo trono questo superbo e detestabile impe­ratore, e fece trionfare l’umiltà  e la pietà, di san Basilio e di tutti i fedeli, dell’empietà e del furore di questo terribile mostro dell’inferno. È così che la Divina Provvidenza atterra i superbi ed innalza gli umili.

Il santo abate Blosio (Monil. Spirit. 90) riferisce di santa Gertrude, benedettina, che l’umiltà aveva preso un così pieno possesso del suo cuore, che ella si stima­va indegna di tutti i doni di Dio. Ella si considerava e si trattava come l’ultima di tutte le creature. Credeva, inoltre, che tutti gli altri rendessero più servizi e onori a Dio con un solo pensiero e con l’innocenza della loro con­versazione di quanto ella non facesse con tutte le sue occupazioni ed eserci­zi.
Un giorno, mentre camminava per il monastero, parlava a Dio così: «Ah, mio Signore! Uno dei più grandi miracoli che Voi fate in questo mondo è di permettere che la terra sorregga una miserabile peccatrice, quale sono io». Al che questo benignissimo Salvatore diede questa risposta: «È a buon dirit­to che la terra ti sostiene, poiché tutto il Cielo attende e desidera ardente­mente l’ora beata in cui ti accoglierà e ti reggerà». Ora, se questa Santa ave­va un così basso concetto di sé, giudicate voi quale sarà stata l’umiltà della Regina di tutti i santi.

O Regina dei cuori degli umili, distruggete interamente in noi la male­detta superbia e fate regnare nei nostri cuori l’umiltà del vostro Figlio e la vostra, affinché i figli abbiano qualche somiglianza con il loro adorabile Pa­dre e la loro amabilissima Madre.

AVE MARIA!
Cor humillimum Mariae
ora pro nobis