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"Dignare me laudare Te Virgo sacrata. Da mihi virtutem contra hostes tuos". "Corda Iésu et Marìae Sacratìssima: Nos benedìcant et custòdiant".
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Beato Giovanni Paolo II, nella Lettera Enciclica: "Rosarium Virginis Mariae", ha riaffermato il valore del Rosario per i tempi moderni, anche con la sua personale testimonianza:
“Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova. Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto.
Ventiquattro anni fa, il 29 ottobre 1978, ad appena due settimane dall'elezione alla Sede di Pietro, quasi aprendo il mio animo così mi esprimevo: Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”.
190: “Temporibus enim laetitiae sicut et tristitiae Nos est corona haec precatoria comitata, cui tot commendavimus sollicitudines, in qua magnam semper repperimus consolationem. Viginti quattuor abhinc annos, die XXIX mensis Octobris anno MCMLXXVIII, duabus vix hebdomadis ab electione Petri ad Sedem, aperientes animum fere Nostrum sic sumus elocuti: «Carissima Nobis precatio Rosarium est. Oratio mirabilis! Miranda nempe sua in simplicitate atque etiam altitudine”,
in: IOANNES PAULUS PAPA II, Litt. Ap. Rosarium Virginis Mariae, 2003 oct. 16, in: Acta Apostolicae Sedis, an. 95 (2003), n.2.
La Rosarium Virginis Mariae, al n. 19, ha lasciato alla “libera valorizzazione” dei fedeli, la possibilità, il giovedì, di sostituire ai Misteri Gaudiosi, i Misteri della Luce, ovvero i Misteri della Vita pubblica di Gesù, che vanno dal Battesimo nel Giordano all’Istituzione dell’Eucaristia.
"Questa aggiunta, si specifica nella Lettera Apostolica, è un’integrazione, senza, tuttavia, in alcun modo, modificarne la struttura 191 . (Vedi pag. 752 del primo volume della "Storia del SS. Rosario e Vita del Beato Alano della Rupe o.p." a cura di don Roberto Paola)
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NB. Ed io voglio aggiungere una mia riflessione sull'argomento: Se il Santo Padre ce li ha regalati questi nuovi cinque misteri un motivo ci sarà, e forse anche grave e urgente. Da 400 anni nessun Papa aveva mai aggiunto nulla di nuovo e sostanziale al Santo Rosario.
Perciò questa aggiunta o integrazione acquista per me un grande valore e risalto, considerando che questi nuovi 5 misteri, negli anni che viviamo oggi, vengono come combattuti e/o apertamente trascurati: 1. Battesimo... 2. Santo Matrimonio... e Mediazione di Maria SS.ma che ci da il consiglio/comando più completo che una Madre possa dare ai suoi figli: "Fate tutto quello che Egli vi dirà". C'è poi l'indicazione 3: Il Regno di Dio si sta avvicinando velocemente: "Dominus prope est" (Filip. 4,4): il Signore è vicino. La fine di questi tempi malvagi deve spingerci a prepararci alla seconda Venuta di Gesù nella Gloria, da non confondersi affatto con la fine del mondo che avverrà tra miliardi e miliardi di anni. C'è poi una considerazione notevole all'episodio 4° della Trasfigurazione sul Tabor seguita dal comando di tacere fino alla morte di Gesù. E dulcis in fundo il 5° episodio: l'Istituzione della Santa Eucarestia, cuore di tutto il Santo Vangelo.
Tutto considerato a me pare che il Signore Gesù abbia voluto riservare//sottolineare questi misteri per i nostri tempi avendone noi particolare bisogno. E facciamoli allora conoscere per meditarli e costantemente viverli.
AVE MARIA!
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Maria Rosa Mistica: svolta sul caso Montichiari-Fontanelle
dal Numero 8 del 23 febbraio 2020Sebbene la Chiesa mantenga sulle apparizioni un prudenziale silenzio, è ora approvato e benedetto il culto che migliaia di persone offrono a Maria Rosa Mistica in spirito di preghiera e riparazione per la Chiesa e i consacrati.
Nonostante sia stato annunciato parecchio tempo prima, quanto è accaduto lo scorso 7 dicembre 2019 a Montichiari (Brescia) ha superato di gran lunga le aspettative persino dei più speranzosi anche per un fatto – con ogni evidenza prodigioso – allora occorso: attorno alle 16:00 pomeridiane (certamente troppo presto per un tramonto...) il cielo si è tinto di rosso fuoco e il sole – riferiscono molti presenti che hanno testimoniato – è stato visibile a occhio nudo per uno spazio significativo di tempo.
Sua Eccellenza Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, era visibilmente commosso durante la Santa Messa da lui presieduta, in occasione dell’istituzione del Santuario diocesano Rosa Mistica Madre della Chiesa dove, dal Dopoguerra ad oggi, si è sviluppato un culto mondiale ricco di frutti spirituali: «I luoghi e le strutture presenti nella nostra Diocesi in località Fontanelle, nel territorio della parrocchia di Santa Maria Immacolata in Borgosotto di Montichiari (BS), sono diventati ormai da diversi anni un importante punto di riferimento spirituale e un luogo di pellegrinaggio per migliaia di fedeli dall’Italia e dall’Estero»(1).
Il giornalista e scrittore Riccardo Caniato, primo curatore dei diari della veggente di Fontanelle Pierina Gilli e membro ufficiale della Fondazione Maria Rosa Mistica, riconosce con gioia l’importanza di tale avvenimento: «È un fatto importantissimo sia, nello specifico, per il “caso di Fontanelle”, sia per tutta la Chiesa in generale [...]. Nell’omelia [...] il vescovo Tremolada, dopo aver espresso gioia e gratitudine per la proclamazione del nuovo Santuario diocesano dedicato alla Beata Vergine, ha usato queste parole: “Con questo atto solenne ci inseriamo in un solco aperto da chi ci ha preceduto”. Ebbene, questo “solco aperto”, è senz’altro quello tracciato dagli ultimi vescovi bresciani che hanno preparato la strada, ma, ancor di più, è il solco del sensus fidei del popolo di Dio. Perché, e mi piace pensarlo: è stata proprio la grandissima fede del popolo mariano, sparso in tutto il mondo, a rompere i pregiudizi e a mostrare questo luogo sotto una nuova luce»(2).
Da un lato è vero che il riconoscimento del culto di “Maria Rosa Mistica” non significa automaticamente il riconoscimento delle stesse apparizioni. Dall’altro, però, è da rilevare come sulle apparizioni non esiste alcun decreto di “non constat”(3), come invece si pensava. Infatti, quando l’allora vescovo, mons. Giacinto Tredici, nel 1951, si recò nella parrocchia di Montichiari e disse: «Non ci sono elementi sufficienti per riconoscere la soprannaturalità», a tale dichiarazione sospensiva, non fece mai seguito alcun decreto formale. L’attuale vescovo titolare ha dimostrato, con le sue dichiarazioni in occasione del riconoscimento del culto, che è necessario riaprire il caso con nuove e più accurate indagini, in quanto finora l’esame non è andato esente da qualche pregiudizio ed errore di valutazione.
Lo stesso Caniato, circa la devozione spontanea verso Maria Rosa Mistica diffusasi rapidamente in tutto il mondo, ricorda significativi fatti prodigiosi legati ad alcune statue e immagini di Rosa Mistica: «In Libano, per esempio, sono state trovate icone di Rosa Mistica che trasudano olio profumato, in America ci sono statue che hanno pianto lacrime e sangue, il medesimo fenomeno si è verificato in India, dove vescovi e cardinali hanno visto trasudare miele, segno di benedizione, da un’immagine della Vergine, e via dicendo... Poi ci sono i miracoli: sono nate almeno due congregazioni religiose ispirate a Rosa Mistica, che fanno riferimento a Brescia e che sono state riconosciute dai rispettivi vescovi, oltre ad una miriade di associazioni religiose. Le guarigioni e le conversioni, invece, non si contano più...»(4).
A Pierina Gilli la Madonna si presenta con il titolo di “Maria Rosa Mistica e Madre del Corpo Mistico, la Chiesa”, mostrandosi in vesti candide con tre rose sul petto. Fu Ella stessa a spiegare il significato di queste rose: erano le preghiere, i sacrifici e le penitenze richieste alla veggente e a chiunque avesse creduto a questa sua venuta, per riparare i torti di tre specifiche categorie di consacrati: quelli che vengono meno alla loro vocazione, quelli che vivono in peccato mortale e i sacerdoti che tradiscono Gesù, come Giuda.
Questo messaggio non poteva certo lasciare indifferenti, soprattutto il clero e le autorità ecclesiastiche. Annota ancora Caniato: «Per la Chiesa di allora, con i seminari ancora pieni, era impensabile un richiamo tanto esplicito e tanto drammatico circa le proprie mancanze e negligenze. In poche parole, nell’immediato Dopoguerra, la Madonna paventava una grande crisi di fede che avrebbe colpito il cuore della Casa di Dio nei suoi figli prediletti, i consacrati. E richiamava con forza ad una nuova conversione di fronte al dilagare dell’indifferenza e dei gravi peccati. Ebbene se, al tempo, poteva sembrare la follia di una sedicente veggente, oggi tutti possono riconoscere che in queste parole c’era una profezia»(5).
Ma come in tutte le più significative apparizioni mariane, assieme alla denuncia dei mali e la messa in guardia dai pericoli, la Vergine Maria non manca di indicare una strada percorribile per uscire dalla crisi, così anche a Montichiari-Fontanelle.
In un messaggio molto significativo della Rosa Mistica alla veggente Pierina (17 aprile 1978) si legge: «Pregate figli, pregate anche per quei vostri fratelli che fanno soffrire tanto la Chiesa del mio Divin Figlio Gesù Cristo... anch’essi hanno un’anima da salvare... offrite almeno voi figli diletti sacrifici al Signore per una loro conversione radicale... che dalla rinuncia del peccato... ritornino alla pienezza di una vita nuova di veri cristiani. E voi miei figli che siete stati fedeli all’amore del mio Divin Figlio Gesù Cristo continuate ad amare dando a questi fratelli che si sono allontanati il perdono di amore!... (qui la Madonna si dimostrò tanto dolce e maestosa). Allargo le mie braccia, apro il mio Cuore materno donando a tutti i figli il mio amore di Madre!... La gloria del Signore trionferà!...».
Non sfuggirà certo, ai conoscitori delle apparizioni mariane, un non piccolo particolare: preghiere, sacrifici, penitenze, Cuore Immacolato di Maria: sembra di sentire il messaggio di Fatima... Proprio così. Le mariofanie, infatti, sono interventi che provengono tutti da una medesima persona, l’Immacolata che, per volontà di Dio, desidera aiutare gli uomini a non perdere nell’inferno la loro anima immortale e, perciò, si intrecciano in un unico disegno di Salvezza: «C’è infatti un grandissimo legame tra le apparizioni di Fatima e le presunte apparizioni di Fontanelle. Tanto è vero che il 7 dicembre del 1947, la Madonna, apparendo a Pierina nel Duomo di Montichiari, le mostrò proprio Giacinta e Francesco di Fatima: “Essi ti saranno compagni in ogni tua tribolazione. Hanno sofferto anch’essi benché più piccoli di te [...] Ti aiuteranno. Ecco quanto desidero da te, semplicità e bontà come in questi bambini”»(6).
In ultimo, utile sapere cosa la Madonna, a Montichiari-Fontanelle, chieda a tutti noi. Le richieste sono poche, gli appelli diretti e precisi. Eccoli in uno schema essenziale:
1) L’unione mondiale della Comunione riparatrice il giorno 13 di ogni mese per tutti gli oltraggi e le offese a Gesù Eucaristia. Dice Rosa Mistica a Pierina: «Il mio Divin Figlio mi ha inviata nuovamente per chiedere l’Unione Mondiale della Comunione riparatrice e questo sia il giorno 13 di ottobre. Sia diffusa a tutto il mondo questa santa iniziativa che deve incominciare quest’anno per la prima volta e sia sempre ripetuta ogni anno».
2) Sempre il 13 di ogni mese – data legata alle apparizioni di Fatima – Rosa Mistica chiede: la confessione dei peccati, la partecipazione alla Santa Messa, la Comunione, la recita del Rosario e un’ora di Adorazione eucaristica.
3) L’Ora di Grazia universale, l’8 dicembre di ogni anno, alle ore 12.00: «Con tale pratica – promette la Vergine Santissima – si otterranno numerose grazie spirituali e corporali». Oltre a questi tre appelli, sull’esempio di Pierina Gilli, la Madonna invita i fedeli ad offrire la propria vita per amore di Cristo e della sua Chiesa.
L’aggancio con i messaggi di Fatima, nonché le recenti approvazioni del culto di Rosa Mistica, fanno di questo avvenimento mariano un tesoro per la Chiesa e per le anime, da scoprire magari programmando di recarsi in pellegrinaggio sui luoghi, per toccare con mano la potenza e la bontà di quella Immacolata che Dio ci ha donato in questi tempi difficili e di «diabolico disorientamento» (Suor Lucia di Fatima al padre Augustin Fuentes).
NOTE
1) Mons. Pierantonio Tremolada, Lettera aperta alla Diocesi, 21 novembre 2019.
2) Costanza Signorelli, Maria e il Suo popolo. Svolta storica sul “caso Fontanelle” (intervista a Riccardo Caniato), 10.12.2019: https://lanuovabq.it/it/maria-e-il-suo-popolo-svolta-storica-sul-caso-fontanelle
3) Esistono tre possibili giudizi alla fine di un’indagine ecclesiastica su presunti fatti soprannaturali: constat de supernaturalitate, con cui si afferma l’origine soprannaturale degli eventi; non constat de supernaturalitate, con cui si esprime l’insufficienza dei dati e degli elementi a disposizione per affermare o negare il carattere soprannaturale di una presunta rivelazione privata; constat de non supernaturalitate, con cui si nega il carattere soprannaturale dei fatti presi in esame.
4) Riccardo Caniato, Maria e il Suo popolo. Svolta storica sul “caso Fontanelle”.
5) Ibidem.
6) Ibidem.

San Vincenzo Ferreri
sacerdote (1350-1419)
La memoria liturgica si celebra il 5 aprile, ma all’Ordine domenicano è stato concesso di posticiparla al 5 maggio, poiché quest’ultima data non cadendo in Quaresima consente alla Famiglia Domenicana di celebrare tale ricorrenza con maggiore enfasi.
San Vincenzo Ferreri nacque a Valencia nel 1378. ordinato sacerdote nel 1378, quando scoppiò lo scisma d’Occidente con le due sedi pontificie di Roma e di Avignone, egli, in buona fede, si schierò con il papa illegittimo; ma fu sempre comunque pieno di zelo, predicando in varie nazioni, affinché si ristabilisse l’unità della chiesa.
Il santo parlava in madrelingua castigliana, ma tutti lo comprendevano nella propria.
Fu un grande predicatore e una guida spirituale molto pratica. Una volta venne da lui a chiedere consiglio una donna sposata: “ Padre, ditemi come devo fare con mio marito, sempre violento appena apro bocca …”. San Vincenzo le diede una boccetta piena di acqua, dicendole: “ E’ un’acqua preziosa questa; appena tuo marito accenna ad infuriarsi, bevetene un buon sorso e tenetela in bocca finché non si sia calmato …”.
La vita del sacerdote domenicano spagnolo S. Vincenzo Ferreri è legata al mondo angelico. Egli stesso, a livello iconografico, viene assai spesso rappresentato come un angelo vestito da domenicano, con le ali dietro le spalle e una tromba in mano. Questo perché un giorno durante una predica in cui commentava il passo dell’Apocalisse “ Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo. Egli gridava a gran voce: Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio” ( Ap. 14, 6-7) affermò di esser lui l’angelo di cui parlava il libro sacro ed esortò i suoi uditori a dare gloria all’Altissimo perché il Suo Giudizio non era un avvenimento poi tanto lontano. Fra Vincenzo era un uomo e non un angelo ma sentì quel giorno di esserlo perché sentì improvvisamente data a sé una funzione che Dio dà ad alcuni angeli, in genere appartenenti al coro degli arcangeli, quella di annunciare grandi eventi.
Personalmente devoto agli Angeli custodi, suo e delle persone che incontrava egli non perdeva occasione di magnificare dinnanzi ai fedeli la missione benefica loro affidata e di invitare caldamente a corrispondervi con gratitudine e docilità; e raccomandava caldamente la recita dell’invocazione Angelo di Dio, affermando che chi si lascia guidare dal suo angelo custode non smarrisce la propria strada. Dio volle esortarlo un giorno ad aver devozione anche agli Angeli custodi delle città e delle nazioni. S. Vincenzo era un predicatore itinerante ed aveva ricevuto inconsapevoli aiuti nelle suo peregrinare da questi Angeli.
Le cronache narrano che stando un giorno per entrare a piedi insieme a un gruppo di fedeli nella città di Barcellona per ammaestrarne gli abitanti si fermò improvvisamente davanti alla porta della città detta allora Puerta del Orbs o Puerta Els e guardando in alto disse in dialetto catalano: Angel de Déu ¿Qué fas aquí? Che fai qui Angelo di Dio?
Dopo un po’, come se avesse ricevuto una risposta soddisfacente, era entrato in Barcellona attraverso la Porta. A chi gli chiedeva che cosa avesse visto e con chi avesse parlato raccontò di aver visto un grande Angelo con una spada nella mano destra e una corona regale nella mano sinistra che aveva affermato, sempre in dialetto catalano, di esser l’ Angelo protettore di Barcellona per ordine dell’Altissimo che gli avrebbe dato aiuto. Dobbiamo credere che da allora S. Vincenzo non entrò più in nessuna città europea senza salutarne prima l’Angelo protettore.
Gli abitanti di Barcellona, saputa la visione di S. Vincenzo, ribattezzarono subito Puerta del Orbs Puerta del Angel. Nel 1466 fu costruita presso di essa una cappella contenente una statua dell’Angelo di Barcellona. Oggi non esistono né la Porta né la cappella. Il professore Antonio
Adinolfi nella sua relazione sull’iconografia angelica al meeting sugli angeli del 2010 a Campagna (Sa), parla di tre xilografie che raffigurano la visione di S. Vincenzo che sono state riportate su tre cartoline con annullo filatelico nel 1966 in occasione dell’ XI esposizione filatelica e numismatica di SAINTS-HOSTAFRANCS (che è un nuovo quartiere di Barcellona) per ricordare il V centenario della costruzione della cappella. In esse l’Angelo vi appare maestoso. In due di esse dalla bocca di S. Vincenzo esce scritta la domanda che fece all’angelo, dalla bocca dell’Angelo la sua risposta.
Nel Museo della Cattedrale di Barcellona – precisa il prof. Adinolfi – c’è un retablo quattrocentesco di Jaime Huguet in cui si vede l’angelo custode di Barcellona insieme non a S. Vincenzo Ferreri ma al sacerdote francescano italiano S. Bernardino da Siena. Come mai? Il prof. Adinolfi lo spiega col fatto che S. Bernardino conobbe da giovane S. Vincenzo quando questo predicava in Piemonte.
Lo andò ad ascoltare ad Alessandria. Il Ferreri vedendolo tra la folla dei suoi uditori disse con accento profetico: “Io torno ad evangelizzare la Francia e la Spagna perché c’è tra voi un frate Minore ( N.B. Bernardino non era ancora frate) che predicherà per tutta l’Italia la parola di Dio come non si è mai sentito”. Canonizzato nel 1450, Bernardino fu raffigurato da Jaime Huguet pochi anni dopo insieme all’Angelo di Barcellona.
Bernardino ha la stesso atteggiamento con cui sarà raffigurato Vincenzo Ferreri canonizzato dopo Bernardino: libro sacro aperto nella mano sinistra, braccio destro alzato e indice della mano destra che indica il cielo.
L’Angelo di Barcellona di Huguet ha una tunica candida con una sottile stola incrociata sul petto ed è coperto da un elegantissimo mantello sui cui bordi, che gli scendono dai polsi, sono ricamate verticalmente figure di santi. Nella mano destra ha la spada ma nella sinistra ha uno scudo crociato e non una corona come aveva nell’apparizione a S. Vincenzo. E’, nello stesso tempo, un angelo sacerdote e un angelo-guerriero. Il Ferreri morì a Vannes in Francia nel 1419, egli è il protettore dei predicatori e dei costruttori e lo si invoca contro l’epilessia, contro i fulmini e i terremoti.
don Marcello Stanzione
TIMETE DEUM ET DATE ILLI HONOREM
“L’Angelo dell’Apocalisse”
Modo di predicare
“Nelle prediche e nelle esortazioni usa un linguaggio semplice e una conversazione familiare per spiegare i doveri particolari. Insisti sugli esempi quanto più puoi, perché qualsiasi peccatore che ha commesso un determinato peccato si senta scosso come se tu predicassi per lui solo.
Parla in modo tale che le parole non sembrino provenire da un animo superbo ed indignato, ma piuttosto da sentimenti di carità e di pietà paterna. Comportati come un padre che si duole dei figli traviati, o che soffre per una loro grave infermità. Procedi come chi cerca di tirar fuori e liberare da una fossa profonda coloro che vi si trovano e curali come una madre. Trattali insomma come uno che gode del loro progresso e spera di portarli alla gloria del paradiso.
Tale atteggiamento suole essere proficuo agli ascoltatori, mentre un discorso generico sulle virtù e sui vizi tocca poco gli ascoltatori.
Così pure nelle confessioni, sia che tu conforti con dolcezza i pusillanimi, sia che incuta terrore agli incalliti nel male, mostra sempre sentimenti di carità perché il peccatore capisca che le tue parole derivano da un sincero amore.
Le parole caritatevoli e dolci siano sempre preferite a quelle che pungono.
Tu, dunque, che desideri essere utile alle anime del prossimo, per prima cosa ricorri a Dio con tutto il cuore e chiedi a lui con semplicità questa grazia, che si degni di infondere in te quella carità, che è la perfezione delle virtù, e per mezzo della quale tu possa compiere ciò che desideri.”
Dal trattato « Sulla vita spirituale » di san Vincenzo Ferrer, sacerdote (Cap. 13; ed. GargantaForcada, pp. 513-514)
O Dio, che hai suscitato nella Chiesa san Vincenzo Ferreri come predicatore infaticabile del Vangelo, per richiamare gli uomini all’attesa vigilante del giudizio, concedi anche a noi di prepararci alla venuta del Signore, per contemplarlo nella gloria del suo regno. Per il nostro Signore.
Opere e scritti
De moderno schismate, trattato teologico-canonico, che mira a dimostrare la legittimità di Clemente VII; De vita spirituali, trattato di spiritualità, probabilmente il più diffuso al termine del Medioevo; Sermones, dicorsi suddivisi secondo i tempi liturgici e del calendario.
Fra gli scritti: De supponitionibus dialecticis; Quaestio solemnis de unitate universalis; Tractatus novus et valde compendiosus contra perfidiam iudaeorum; Tractatus consolatorius in tentationibus circa fidem; Liber de sacrificio Missae; Ordinaçions y establisements pera la Confraria de la preçiosa Sanch de J. C., anomenada dels disciplinants.
Fra gli opuscoli: De suppositionibus terminorum; De unitate universalis; De moderno Ecclesiae schismate.
AVE MARIA!