giovedì 26 aprile 2018

SACRO CUORE DI GESU'


28 aprile 2009
È LA CONFERMA DELLA TERRA
 AL SUO SIGNORE E DIO ONNIPOTENTE.
I TRE GIORNI DI TENEBRE.
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In virtù della Sua Autorità che ricevette dal Padre Suo, CRISTO GESÙ mediante il Suo Battesimo nel Giordano, conferì alla Terra il suo Battesimo personale.

È giunto il Tempo in cui la Terra, con tutti i suoi figli, si trova nell’obbligo di soffrire molto.  Su di essa si abbatte con forza la CROCE del Suo Signore, che essa ha il dovere di accettare e di portare, alfine di confermare davanti a tutto l’Universo di essere in verità «LA SANTA TERRA» dell’AMORE di DIO e degli Uomini. E di accettare con tutta la sua FEDE il SUO DEGNO SACRIFICIO fino alla sua FINE.

« È IL GIORNO DELLA SUA CONFERMA .»

La Terra sa che tutti gli Elementi che la circondano, le ordinano di rifiutare questa Umanità orgogliosa e crudele che non rispetta più niente. Essi la detestano, si sentono traditi dagli uomini. Allora, la Terra risponde loro che non si separerà da nessuno di loro, perché deve mantenere la PROMESSA FATTA A DIO: continuare a proteggerli, nutrirli e amarli.

Gli Elementi cercano allora di distruggere la Terra allo scopo di danneggiare  più rapidamente questa generazione: la più malvagia e la più ipocrita che il mondo ha dovuto sopportare fino ad ora. Essi vogliono la morte dell’uomo.

Allora, per imitare il SUO SIGNORE E SUO DIO, in testimonianza di quel Grande Amore che nutre verso il SUO DIO E GLI UOMINI, la Terra si avvia verso il Golgota, portando la sua CROCE, che sono tutti i suoi figli nel suo seno. Essa sale tra le urla di tutti gli Elementi scatenati. È colpita da ogni parte, è scossa e flagellata dai venti violenti. La pioggia, la grandine e la neve la soffocano e la imbavagliano per impedirle di respirare.

Con grande difficoltà, essa continua a dare rifugio ai suoi figli, come la chioccia che ricopre i suoi pulcini con le sue ali. Ma lo sfinimento la colpisce, fino a farla cadere infine nell’acqua melmosa e sui sassi aguzzi della via... Le rocce circostanti scricchiolano e crollano frantumandosi su di essa. Povera Terra! che tuttavia continua a dare rifugio e a proteggere questi figli che DIO vuole trasformare, per dare loro la SUA STESSA IDENTITÀ. Come procederà DIO? « Farmi amare da loro anche per un poco, mi è stato fino ad oggi, impossibile. E malgrado tutto, io li amo.» dice allora questa povera Terra, nutrice degli uomini.

Ed ecco che il fulmine si abbatte sugli alberi facendoli cadere a pezzi. Il cielo scuro, nero come l’inchiostro, è solcato dai lampi. E la Terra arriva finalmente al Golgota, una povera Terra, malata ed estenuata, sofferente e in lacrime. Allora, i figli la guardano e in quella notte nera scoprono una CROCE immensa che, all’improvviso, si è messa a risplendere più forte del Sole di mezzogiorno. Nel cielo infinito, non si vede altro che quella CROCE, che allora parla e dice con voce alta affinché tutti la intendano:  «TUTTO È COMPIUTO !»

In quell’istante, la nostra Terra crolla. I figli cominciano allora a rendersi conto che essa non si muove più. Il suo soffio si è fermato, come se la morte l’avesse portata via, l’avesse colpita. Tutti gli uomini, tutte le donne, tutti i figli della Terra, che sono a migliaia, migliaia e ancora migliaia, gridano:  «È morta! Che ne sarà di noi?  Tutto si ferma senza di essa!»

Finalmente, se ne rendono conto, cominciano a piangere e si vedono così come erano: PROFITTATORI, SFRUTTATORI e SENZA RISPETTO verso la loro Madre nutrice, che essi hanno reso sfinita, esaurita, maltrattata, abbandonata, fino a renderla malata e lasciata senza cure. Essa li aveva portati fino alla CROCE del PENTIMENTO, affinché DIO li perdonasse. Compresero, finalmente, e chiesero PERDONO A DIO. Si ricordarono, allora, della richiesta di perdono che bisognava rivolgere a DIO ! Si sentirono pieni di rimorsi e si misero a gridare verso il Cielo:

«Signore, rendici la nostra Terra!
Signore, rendici la nostra innocenza!
Vogliamo diventare migliori, perfetti, generosi. Aiutaci!»

Essi compresero  che la loro Terra aveva finito di fare la sua Via Crucis, come Gesù Cristo l’aveva già fatta un tempo per salvare le loro anime da una morte certa. Nostro Signore mostrava loro così

CHE EGLI  LO  AVEVA  FATTO, UN TEMPO, PER TUTTI
E UNA VOLTA PER TUTTE !

E la direzione che aveva preso la Terra, ricordava loro l’Insegnamento del Nostro Salvatore, perché nessuno deve deridere DIO. Noi dobbiamo tutti glorificare il NOME DEL SIGNORE, per somigliare a Lui e prendere la Sua Identità... perché DIO è BUONO e Misericordioso.

Allora, dopo avere riconosciuto tutti i loro peccati e dopo avere chiesto perdono a DIO per ognuno di loro e implorato il ritorno alla vita della loro Terra, essi si addormentarono per tre giorni, accanto a quella Terra che si era addormentata per prima.

Dopo tre lunghi giorni e tre lunghe notti, si svegliarono un bel mattino e... credevano tutti di sognare: la Terra era adornata e abbellita di tutti i suoi colori... Tutto era verde... Tutto cantava la Santa Gloria di DIO; sorpresi, lo erano tutti!

Diventati giovani e belli,
puri come fanciulli,
pieni d’AMORE GLI UNI PER GLI ALTRI,
 erano guariti dai loro peccati.
Si misero in ginocchio a pregare DIO e
a ringraziarlo per tutti i Suoi Benefici.
Allora, essi videro scendere dal Cielo, come un volo di bianche colombe,
tutti i Santi del Paradiso che accompagnavano quella Luce sfolgorante,
che nessun occhio aveva potuto vedere fino a quel momento:
il Signore DIO con la Sua Santissima Mamma.

Oh Trinità Beata!
Che Gioia sarà per ognuno in quel Giorno,
quando noi saremo con tutto il Cielo Nuovo,
su questa Terra Nuova, che dobbiamo meritare!
Santa Trinità, aiutateci!
Santa Maria, aiutaci!
Amen.

GESÙ ci parla. 
Gloria a DIO, Gloria e Grazie a MARIA che vengono a  noi.

†   †   †

VediMi in ognuno


"Per poter amare tutto il prossimo vedimi in ognuno”. 

E’ molto difficile poter vedere Te in alcuni! (…) 

E’ vero. Troppo prossimo, anche esteriormente cristiano, è l’opposto, in tutto o in parte, di ciò che Io sono. 
Ma tu sforzati a vedere Me in ognuno. Un atto di fede che possa provocarti un atto d’amore per quelli che, in verità, non meritano il tuo amore. 
Ama Me nella loro anima. L’anima viene da Dio, quindi ancora da Me. L’anima, almeno per un momento, fu tempio dello Spirito di Dio, quindi sa ancora di Me.
 
Sai pur credere che Io sono sotto le apparenze di un poco di farina ridotta a sottile ostia, con tutto il mio Corpo, il mio Sangue, la mia Anima e la mia divinità! 



Allora ugualmente credimi celato sotto l’imperfetta materia di molti. 
In alcuni sono come in sepolcro ….(…)
In altri sono nascosto, proprio come il SS. Sacramento che è nei templi ma non si vede …..(…)
Altri mi hanno come un sole in stagione instabile ….(…)


Ma tu vedimi in tutti, per poter avvicinare anche i demoni-uomo, i lebbrosi-uomo, i delinquenti-uomo. Io te ne premierò venendo a te per consolarmi del loro disgustoso vivere (…)

E là dove sono come in un sepolcro, chiamami alla risurrezione col tuo amore serafico.
E là dove sono nascosto in un ciborio che viene dimenticato, richiama il dimentico a onorare l’ospite nascosto, e fallo col tuo amore intrepido.
E là dove, divino Sole, non posso raggiare perché le nebbie dell’umanità son tali da nascondermi sovente, disperdi col tuo amore di fortezza queste nebbie nemiche. (…)


Col tuo amore al prossimo, pensando che in esso Io sono, (tutto è nel Cristo), purificali, lavali, salali, perché non siano sozzi e inutili come cose senza sapore. 11.9.49 


AMDG et DVM

LA CONSOLAZIONE DELLA VERGINE MARIA

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Capitolo II
LA CONSOLAZIONE DELLA VERGINE MARIA

 1) 
Il figlio. Ora, mia Signora, ti prego di parlare un po' con me. Apri la tua bocca in
nome del tuo Figlio, che ti ha colmata di ogni grazia spirituale. 

2) 
La MadreIo sono la Madre 
della misericordia, piena di carità e di dolcezza; sono la scala dei peccatori,
la speranza e il perdono dei colpevoli, il conforto degli afflitti e la gioia particolare dei
santi. Venite a me voi tutti che mi amate, e vi sazierete al seno delle mie consolazioni,
perché sono buona e misericordiosa per tutti coloro che mi invocano. 

3)
 Venite tutti,
giusti e peccatori, e io pregherò il Padre per voi. Pregherò anche il Figlio, perché si
riconcili con voi nello Spirito Santo. Invito tutti, aspetto tutti, desidero che tutti
vengano a me. Non disprezzo nessun peccatore; e anzi, per un peccatore che si
converte, io gioisco con grande amore insieme agli angeli di Dio nel cielo. Perché non
è stato versato invano il sangue prezioso del mio Figlio per il mondo. 

4) 
Avvicinatevi
dunque a me, figli degli uomini: osservate il mio zelo per voi presso Dio e presso il
mio Figlio Gesù Cristo. Ecco, prenderò su di me la sua ira e placherò con le mie
ferventi preghiere Colui, che sapete di avere offeso. 

5)
 Convertitevi e venite; fate
penitenza, e io impetrerò il perdono per voi. Ecco: io sto fra il cielo e la terra, tra Dio e
il peccatore; e ottengo con le mie preghiere, che questo mondo non perisca. Però non
vogliate abusare della misericordia di Dio e della mia clemenza; ma state lontani da
ogni peccato, perché non scenda su di voi la sua ira e la sua tremenda vendetta. 

6)
Esorto i miei figli, scongiuro i miei diletti: siate imitatori di mio Figlio e della Madre
vostra. Ricordatevi di me, che non posso dimenticarmi di voi, perché ho compassione
di tutti gli infelici e sono misericordiosissima avvocata di tutti i fedeli. 

7) 
Il figlio.
Parole meravigliose, piene di ogni celestiale dolcezza! Voce sublime che scende dal
cielo come celeste rugiada, recando conforto ai peccatori e gioia ai giusti; melodia
celeste che si diffonde nella coscienza dei disperati. E chi sono io, perché la Madre del
mio Signore parli a me? Sii benedetta, Madre Santissima, e siano benedette le tue
parole. Esse sono latte e miele sulla tua lingua e il loro profumo supera tutti gli altri
profumi. 

8) 
L'anima mia si è profondamente commossa alle tue parole, o Maria. Ecco,
non appena la tua voce consolatrice è giunta alle mie orecchie, l'anima mia ha esultato
di gioia, il mio spirito ha ripreso vigore e tutto il mio cuore è stato inondato di nuovo
gaudio, perché oggi mi hai annunziato cose buone e gioconde. Ero triste, ma ora sono
felice per le tue parole. La tua voce è dolce alle mie orecchie: ero oppresso e
sfiduciato, ma ora sono lieto e veramente confortato. 

9) 
Mi hai teso la mano dall'alto e
mi hai toccato; così io sono guarito dalle mie miserie. A mala pena potevo parlare,
mentre ora ho voglia di cantare e di ringraziarti. Mi era venuta a noia la vita, ora
invece non ho paura nemmeno della morte, perché so che tu sei la mia avvocata presso
il Figlio tuo, alla cui misericordia mi raccomando da questo momento e per ogni 
istante della mia vita futura. Da quando hai parlato al cuore del tuo desolato orfano,
immediatamente sono cambiato in meglio e mi sento profondamente trasformato
nell'intimo. Giacevo come disperato, ma tu ti sei avvicinata a me, mi hai consolato e
sollevato, parlandomi con grande amore. 

10) 
La Madre. Che hai, figlio, chi vuole farti
del male? Non temere ci penserò io. Ci sono io e c'è mio Figlio, il tuo fratello, che sta
alla destra del Padre ed è fedele mediatore e intercessore per i tuoi peccati. In lui devi
avere totale fiducia, perché è lui che dà la vita, è lui che vince la morte. Incarnato da
me nel tempo, generato dal Padre fin dall'eternità, è stato mandato per la salvezza di
tutto il mondo. Da lui provengono la speranza e la consolazione, la fede e la vittoria.
Perciò ricordati sempre di Gesù e di Maria, e non avrai paura di alcun nemico. 

11) 
Il figlio. 
Felice quel momento in cui ti degni di avvicinarti al mio cuore preda dello
sconforto, misericordiosa Vergine Maria. Magari fosse più lungo, per poter ascoltare
le tue parole di conforto, che così fortemente mi infiammano e mi purificano, allorché
mi toccano nell'intimo e mi rinnovano profondamente. Beato il tuo seno, o Maria, che
non cessa di donare il dolcissimo latte della consolazione. Per l'abbondanza di grazia
del Bambin Gesù, che tu allattasti, non puoi negare la tua innata misericordia a chi te
la domanda. E anzi concedi spesso grazia pure ai grandi peccatori. 

12) 
O Madre di
immensa pietà, di grandissima misericordia e carità; Vergine incomparabile, amabile e
venerabile per tutti; Madre singolare del Figlio di Dio, nato da te, nonché Madre
universale di tutta la cristianità e Madre particolare e speciale in rapporto al grado di
devozione che abbiamo per te; Vergine Regina del mondo e Signora degli angeli,
attirami a te, perché non rimanga sotto il peso dei miei peccati. Dispensa la grazia,
salvifica rugiada del cielo, di cui sei la Mediatrice, perché mi meriti di sperimentare
che sei la Madre della grazia e la fontana della misericordia. 

13) 
La Madre. Io sono la
Madre del nobile amore, del casto e santo timore, del pio conforto e della soavissima
consolazione. Perciò, nell'udire il mio nome, esulta con tutto il cuore. Inchinati con
riverenza e salutami con gioia, perché onorando la Madre onori anche il Figlio, che ha
Dio per Padre. Io sono Maria, la Madre di Gesù, e questo sarà il mio nome per sempre.
E chi è Gesù? È il Cristo, il Figlio del Dio vivente, il Salvatore del mondo, il Re del
cielo e della terra, il Signore degli angeli e il Redentore dei fedeli, il Giudice dei vivi e
dei morti. 

14) 
È lui la speranza delle anime buone, la consolazione dei devoti, la pace
dei mansueti, la ricchezza dei poveri, la gloria degli umili, la fortezza dei deboli, la via
degli smarriti, la luce dei ciechi, il bastone degli storpi, il sollievo degli oppressi,
l'aiuto dei tribolati e il rifugio particolare di tutti i buoni. Benedici il Figlio con la
Madre, e sarai amato dal Padre. Ogni volta che mi renderai qualche ossequio, rendi
onore e gloria a lui, perché la sua gloria è la mia gioia, e l'omaggio reso a lui è una
lode fatta a me. Poni me e Gesù come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo
braccio. Se stai in piedi o seduto, se preghi, leggi, scrivi o lavori, Gesù e Maria siano
spesso sulle tue labbra e sempre nel tuo cuore. 

15) 
Il figlio. Ti servano tutti i popoli,
tutte le nazioni e tutte le lingue. Tutte le creature si inginocchino davanti a te. Il cielo
dica: «Rallegrati, o Maria». La terra risponda: «Ave in eterno e... oltre». Tutti i santi
glorifichino il tuo nome, e tutti i devo-ti esultino davanti a te e all'Agnello, Gesù Cristo
tuo Figlio e nostro Signore. Amen. 

AMDG et DVM

B. MARIAE VIRGINIS DE BONO CONSILIO


Die 26 Aprilis

B. MARIAE VIRGINIS DE BONO CONSILIO



Introitus

GAUDEÁMUS omnes in Dómino, diem festum celebrántes sub honóre beátae Maríae Vírginis, Boni Consílii Matris: de cujus solemnitáte gaudent Angeli, et colláudant Fílium Dei. (T. P. Allelúja, allelúja.) Ps. 44, 2 Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. V/. Glória Patri.

Oratio


DEUS, qui Genitrícem dilécti Fílii tui matrem nobis dedísti, ejúsque speciósam Imáginem mira apparitióne clarificáre dignátus es: concéde, quaésumus ; ut, ejúsdem mónitis júgiter inhaeréntes, secúndum cor tuum vívere, et ad caeléstem pátriam felíciter perveníre valeámus. Per eúmdem Dóminum.


Léctio libri Sapiéntiae.
Eccli. 24, 23-31


EGO quasi vitis fructificávi suavitátem odóris: et flores mei, fructus honóris et honestátis. Ego mater pulchrae dilectiónis, et timóris, et agnitiónis, et sanctae spei. In me grátia omnis viae et veritátis: in me omnis spes vitae et virtútis. Transíte ad me, omnes qui concupíscitis me, et a generatiónibus meis implémini. Spíritus enim meus super mel dulcis, et heréditas mea super mel et favum. Memória mea in generatiónes saeculórum. Qui edunt me, adhuc esúrient: et qui bibunt me, adhuc sítient. Qui audit me, non confundétur: et qui operántur in me, non peccábunt. Qui elúcidant me, vitam aetérnam habébunt.


Graduale Prov. 8, 12 et 34 Ego sapiéntia hábito in consílio, et erudítis intérsum cogitatiónibus. V/. Beátus homo qui audit me, et vígilat ad fores meas quotídie, et obsérvat ad postes óstii mei.
Allelúja, allelúja. V/. Ibid., 35 Qui me invénerit, invéniet vitam, et háuriet salútem a Dómino. Allelúja.

Post Septuagesimam, omissis Allelúja et Versu sequenti, dicitur
Tractus Prov. 8, 14, 17, et 20-21 Meum est consílium et aéquitas, mea est prudéntia, mea est fortitúdo. V/. Ego diligéntes me díligo: et qui mane vígilant ad me, invénient me. V/. In viis justítiae ámbulo, in médio semitárum judícii. V/. Ut ditem diligéntes me, et thesáuros eórum répleam.

Tempore autem Paschali omittitur Graduale, et ejus loco dicitur:
Allelúja , allelúja. V/. Luc. 1, 28 Ave, María, grátia plena: Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus. Allelúja. V/. Per te, Dei Génitrix, nobis est vita pérdita data: quae de caelo suscepísti prolem, et mundo genuísti Salvatórem. Allelúja.


+ Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam.


Luc. 1, 26-33


IN illo témpore: Missus est Angelus Gábriel a Deo in civitátem Galilaéae, cui nomen Názareth, ad Vírginem desponsátam viro, cui nomen erat Joseph, de domo David, et nomen Vírginis María. Et ingréssus Angelus ad eam, dixit: Ave, grátia plena: Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus. Quae cum audísset, turbáta est in sermóne ejus: et cogitábat qualis esset ista salutátio. Et ait Angelus ei: Ne tímeas, María, invenísti enim grátiam apud Deum: ecce concípies in útero, et páries fílium, et vocábis nomen ejus Jesum. Hic erit magnus, et Fílius Altíssimi vocábitur, et dabit illi Dóminus Deus sedem David patris ejus: et regnábit in domo Jacob in aetérnum, et regni ejus non erit finis.

Credo.

Offertorium Jerem. 18, 20 Recordáre, Virgo Mater, in conspéctu Dei, ut loquáris pro nobis bona, et ut avértat indignatiónem suam a nobis. (T. P. Allelúja.)


Secreta


SANCTÍFICA, Dómine, quaésumus, obláta libámina: et beátae Dei Genitrícis Maríae, Boni Consílii Matris, salubérrima intercessióne, nobis salutária fore concéde. Per eúmdem Dóminum.


Praefatio de beata Maria Virgine Et te in Festivitáte.


Communio Regína mundi digníssima, María Virgo perpétua, intercéde pro nostra pace et salúte, quae genuísti Christum Dóminum Salvatórem ómnium. (T. P. Allelúja.)

Postcommunio


ADJUVET nos, quaésumus, Dómine, gloriósae tuae Genitrícis sempérque Vírginis Maríae, Matris Boni Consílii, intercéssio veneránda: ut, quos perpétuis cumulávit benefíciis ; ea quae agénda sunt júgiter vidére fáciat, et ad implénda quae víderint convaléscere: Qui vivis.

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mercoledì 25 aprile 2018

INCONTRARE MARIA SS.ma

 IMITAZIONE DI MARIA

Libro Primo
 INCONTRARE MARIA
Foto:
Capitolo I
COME SALUTARE LA GLORIOSA VERGINE

 1) Benché io non abbia alcun merito, e sia anzi consapevole dei miei numerosi
peccati, tuttavia ho grandissima fiducia nella tua passione, Signore Gesù, e nei meriti
della gloriosa santa Vergine Maria, Madre tua. Su di lei vorrei soffermarmi un poco,
pregando di esserne fatto degno, poiché non posso osare di accostarmi a lei senza
averne ottenuto prima il permesso. So bene che la rnia indegnità non dovrebbe
presentarsi davanti alla eccelsa dignità di Colei, che gli stessi angeli venerano con
ammirazione, esclamando: «Chi è Costei, che si innalza sul deserto del mondo e
trabocca per le delizie del paradiso?». 

2) Perciò, dolcissima Maria, è sconveniente che io, 
terra e cenere, anzi più vile della terra in quanto peccatore e molto incline a ogni
perversità, osi soffermarmi a considerare la tua bellezza e la tua magnificenza. Tu,
invece, resa più alta dal cielo, hai il mondo sotto i piedi e sei degna di onore e riverenza
per l'onore del Figlio tuo. La tua ineffabile bontà, che supera ogni immaginazione,
spesso mi incanta e attira il mio affetto, perché sei il conforto degli afflitti e sempre
pronta a soccorrere i miseri peccatori. 

3) Sono assai bisognoso di grande consolazione,
soprattutto della grazia del Figlio tuo, perché non sono assolutamente in grado di
aiutare me stesso. Ma tu, Madre misericordiosissima, se ti degnerai di considerare la
mia pochezza, in molti modi potrai soccorrermi e confortarmi con abbondanti
consolazioni. Perciò, non appena mi sentirò oppresso dalle difficoltà o dalle tentazioni,
farò subito ricorso a te, poiché dove sovrabbonda la grazia più sollecita è la
misericordia. 

4) Se poi voglio tentare di comprendere la tua gloria eccelsa e salutarti
degnamente dal profondo del cuore, devo procedere con spirito molto più puro, poiché
quanti presumono di avvicinarsi irriverentemente alla tua porta, ottengono non gloria
ma giusta vergogna. Perciò chi si avvicina a te deve procedere con grandissima
riverenza e umiltà; e tuttavia con grande speranza di essere ammesso in virtù della tua
misericordiosa clemenza. 

5) Quindi vengo a te con umiltà e riverenza, con devozione e
confidenza, portando sulle labbra il saluto di Gabriele, che ti rivolgo supplichevole: saluto
che, a capo chino per rispetto e a mani aperte con grande devozione, ripeto con
gioia, pregando che venga ripetuto per me cento, mille e più volte ancora da tutti gli
spiriti celesti. Non so, infatti, che cosa ci possa essere di più dolce e di più degno da
offrirti. 

6) E ora ascolta anche il pio innamorato del tuo nome: «Il cielo esulta e la terra
stupisce, quando dico: Ave Maria. Satana fugge, l'inferno trema, quando dico: Ave
Maria. Il mondo si fa spregevole, la carne ammorbante, quando dico: Ave Maria.
Sparisce la tristezza e ritorna la gioia, quando dico: Ave Maria. Scompare la tiepidezza
e il cuore si infiamma d'amore, quando dico: Ave Maria. Aumenta la devozione, nasce
la compunzione, cresce la speranza, aumenta la consolazione, quando dico: Ave
Maria. L'animo si rinnova e si rafforza l'impegno nel bene, quando dico: Ave Maria».

7) È così grande la dolcezza di questo saluto benedetto, da non potersi spiegare con
parole umane. Rimane infatti sempre più alto e profondo di quanto possa comprendere
ogni creatura. Perciò piego ancora le ginocchia davanti a te, Santissima Vergine 
Maria, e dico: «Ave Maria, piena di grazia». Clementissima mia Signora,
Santa Maria, accetta questo devotissimo saluto e con esso accetta anche me, perché io
possa avere qualcosa che piaccia a te, che rafforzi la mia fiducia in te, che accenda in
me un amore sempre più grande e mi conservi devoto per sempre al tuo santo nome. 

8) Volesse il cielo che, per soddisfare il desiderio di onorarti e di salutarti in eterno dal
profondo del cuore, tutte le mie membra si trasformassero in lingue e le lingue in voci
di fuoco. Madre di Dio, vorrei poterti rivolgere questo saluto come pura e santa offerta
di preghiera, espiatrice di tutte le mie colpe, per le quali ho meritato l'ira divina,
contristato gravemente il tuo Figlio, disonorato e offeso molto spesso te e tutta la
Corte celeste. 

9) Poiché la mia vita è fragile e labile a causa di tutti i miei eccessi, di
tutte le mie negligenze, di tutti i pensieri vani, immondi e perversi, volesse il cielo che
tutti i beati spiriti e le anime dei giusti, con purissima devozione e ardentissima
preghiera, ti rivolgessero, o Beatissima Vergine Maria, e ripetessero cento volte in tuo
onore l'altissimo saluto, con cui il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vollero per primi
salutarti per mezzo dell' angelo. In qualche maniera troverei così un incenso degno di
odore soave, poiché in me non c'è nulla di buono e nulla che meriti ricompensa. 

10)Ma ora mi prostro davanti a te, spinto da sincera devozione; e, tutto acceso da venerazione
per il tuo nome soave, ti ripeto la gioia di quel saluto nuovo, mai udito fino allora,
quando l'arcangelo Gabriele, mandato da Dio, entrò nei penetrali della tua stanza e,
piegando con riverenza le ginocchia, ti rese onore dicendo: «Ave, piena di grazia, il
Signore è con te». Questo saluto, secondo il prezioso costume dei fedeli e per quanto
possa con labbra pure, desidero rivolgerti io; come desidero dal profondo del cuore,
che te lo rivolgano allo stesso modo tutte le creature: «Ave, Maria, piena di grazia. Il
Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù
Cristo. Amen». 

11) Questo è il saluto angelico, composto su ispirazione dello Spirito
Santo, del tutto congruo con la tua dignità e la tua santità. È una preghiera povera di
parole, ma ricca di misteri. Breve come discorso, ma profonda come contenuto; dolce
più del miele e preziosa più dell' oro, da ripetersi frequentissimamente con tutto il
cuore, devotamente e con labbra pure, perché, risultando di pochissime parole, si
diffonde in un torrente amplissimo di celeste soavità. 

12) Ma guai a coloro che se ne
infastidiscono, che pregano senza devozione, che non riflettono sulle parole preziose
più dell'oro, che non ne gustano le coppe di miele, che tante volte recitano l'Ave Maria
senza attenzione e riverenza. O dolcissima Vergine Maria, preservami da una così
grave negligenza e disattenzione, perdona il mio passato disimpegno. Sarò più devoto,
più fervoroso e più attento nel dire l'Ave Maria, in qualunque luogo possa io trovarmi.

13) Ora, dopo queste considerazioni, che cosa ti domanderò, mia carissima Signora?
Che cosa vi è di meglio per me, peccatore indegno, di più utile, di più necessario che
trovare grazia davanti a te e al tuo dilettissimo Figlio? Domando perciò la grazia di
Dio per tua intercessione, poiché, come afferma l'angelo, tu hai trovato la pienezza
della grazia davanti a Dio. 

14) Nessuna richiesta è più preziosa e di nessun'altra cosa
necessito, se non della grazia e della misericordia di Dio. Mi basta la sua grazia e non
ho bisogno d'altro: poiché, senza la grazia, a che approderebbe ogni mio sforzo? Cbe
cosa può essermi impossibile, invece, se mi assiste e mi aiuta la grazia? Ho tante e
diverse deficienze spirituali, ma la grazia di Dio è una medicina efficace contro tutte le
passioni. E se si degnerà di soccorrermi, le mitigherà tutte. 

15) Ho anche una povertà
di sapienza e di scienza spirituale, ma la grazia di Dio è somma maestra e 
dispensatrice della disciplina celeste. Quindi mi basta a istruirmi in tutte le cose
necessarie; e mi dissuade dal chiedere qualunque cosa oltre il necessario e dal voler
conoscere cose al di là del lecito. Ma ammonisce e insegna a umiliarsi e ad accontentarsi
soltanto di lei. 16) O clemente Vergine Maria, impetrami dunque questa
grazia, che è così nobile e preziosa: che io non desideri e non chieda nient' altro che la
grazia per la grazia. 
AMDG et DVM