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venerdì 15 luglio 2022

San Simone Stock Sacerdote carmelitano

 





IL PROFETA ELIAS NEL PAESE DI GALAAD






San Simone Stock Sacerdote carmelitano

16 maggio

+ Bordeaux, Francia, 16 maggio 1265 circa

Simone Stock fu un Priore Generale dell'Ordine Carmelitano di nazionalità inglese, venerato per la sua santità, e morto verso il 1265 a Bordeaux in Francia. Dopo la sua morte, i pellegrini che visitarono la sua tomba hanno registrato i suoi miracoli, dando così nel sec. XIV inizio ad un culto locale. Verso il sec. XV, nei Paesi Bassi, emerse una leggenda circa un certo "San Simone" che aveva avuto una visione della Nostra Signora, nella quale Lei gli appariva con lo scapolare promettendogli: "Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo." In pochi anni, i due racconti furono uniti e a Simone Stock, il Priore Generale, fu accreditata la visione della Nostra Signora. Il nuovo racconto fu rapidamente elaborato con dettagli biografici immaginari circa la vita di Simone, come la sua nascita a Kent in Inghilterra, la sua vita eremitica vissuta in un tronco di un albero, e la composizione del Flos Carmeli (un inno carmelitano molto bello alla Nostra Signora che in realtà era noto già nel sec. XIV, e dunque prima della leggenda). Il culto verso San Simone Stock e la devozione allo scapolare si diffusero rapidamente nei sec. XV - XVI e numerosi fedeli furono iscritti allo Scapolare. Lungo i secoli, pittori da tutto il mondo tradussero in immagine il racconto della visione dello scapolare, opere d'arte che si trovano in tutte le chiese carmelitane dell'Ordine. Nel sec. XVI, il culto a San Simone Stock fu inserito nel calendario liturgico di tutto l'Ordine.

Martirologio Romano: A Bordeaux nella Guascogna, in Francia, beato Simone Stock, sacerdote, che fu dapprima eremita in Inghilterra e, entrato poi nell’Ordine dei Carmelitani, ne fu in seguito mirabile guida, divenendo celebre per la sua singolare devozione verso la Vergine Maria.


Quanta sapienza racchiudono le parole di Cicerone, quando afferma che la Storia è “testimone del tempo, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera del passato”! Esse si applicano in modo speciale ai grandi personaggi, ma soprattutto se erano santi, poiché il ricordo del cammino di virtù da loro percorso nel passato illumina il presente e proietta una luce per il futuro.

Un filone di profetica devozione mariana
Elia, il tesbita, è una di queste figure paradigmatiche. Nato nel 900 a.C., egli “appare all’improvviso nella storia del regno di Israele, e già con una luce prodigiosa: ‘Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. (Sir 48, 1)”.
Avendo consumato la sua esistenza nello “zelo per il Signore, Dio degli eserciti” (I Re 19, 14), unse Eliseo come suo continuatore, essendo poi elevato con “un carro di fuoco e cavalli di fuoco” e salì “nel turbine verso il cielo” (II Re 2, 11). Egli “ancora non è morto, secondo una consacrata tradizione nella Chiesa Cattolica”, e prima della seconda venuta di Cristo, “vicina al grande e terribile giudizio universale, Elia dovrà ritornare”.
Tra i suoi fatti mirabili c’è la terribile siccità da lui imposta a Israele per le sue infedeltà e il ritorno della pioggia, preannunciata dalla “nuvoletta, come una mano d’uomo” (I Re 18, 44) che aveva intravisto dalla cima del Monte Carmelo. Essa è considerata da molti esegeti come una prefigurazione di Maria Santissima.
In quella regione rocciosa, Elia e i suoi discepoli diedero inizio a un filone di profetica devozione alla Madonna, che raggiunse il suo apogeo nel Nuovo Testamento. Esso costituisce, pertanto, “una specie di ponte, dall’inizio della devozione a Maria Santissima, secoli prima che Lei nascesse”, fino ai suoi ultimi devoti, alla fine del mondo.
Col trascorrere degli anni, sorsero tra i seguaci del tesbita gruppi di eremiti che lì, in Palestina, avrebbero dato origine ai primordi dell’Ordine del Carmelo. Quando esso si trasferì in Europa, nel XIII secolo, uno dei primi regni a riceverlo fu quello dell’Inghilterra, che gli ha dato uno dei suoi membri più illustri: San Simone Stock.

Consacrato a Maria nel seno materno
Figlio di nobile famiglia di baroni inglesi, nacque nel 1164 nel Castello di Harford, contea del Kent, di cui suo padre era governatore. Complicazioni durante la gestazione, derivanti dalla robusta costituzione del nascituro, facevano temere la perdita della vita materna al momento della sua nascita. Ciò nonostante, la pia baronessa consacrò il bambino alla Madonna e lui venne al mondo senza particolari difficoltà. E, “fin dalla culla, Simone ebbe per la Madre di Dio la più tenera devozione”.
In segno di gratitudine, la madre era solita, prima di allattarlo, rinnovare la sua offerta pregando in ginocchio un’Ave Maria. Quando si dimenticava, per distrazione, il piccolo si rifiutava di alimentarsi. Si racconta che il bambino si asteneva dal latte materno il sabato e alla vigilia delle feste mariane, e che per calmarlo per un qualche malessere bastava presentargli un’immagine della Vergine Maria.
Dotato di rara intelligenza, prima di compiere un anno di vita sapeva l’Ave-Maria e imparò a leggere non appena cominciò a parlare. Seguendo l’esempio dei genitori, cominciò molto presto a recitare il Piccolo Ufficio alla Santissima Vergine, costume che non abbandonò mai. A sei anni comprendeva il latino e, infiammato d’amore, pregava i Salmi diverse volte al giorno, inginocchiato per rispetto alla Parola di Dio.

Crescita in scienza e virtù
Sentendosi incapace di orientare gli studi di un figlio così precoce, dopo averlo guidato nelle prime lettere, suo padre lo portò a Oxford, dove “fu saggio nell’età in cui i bambini iniziano a studiare”. La scienza dei Santi, tuttavia, attirava Simone più che quella degli uomini e, con ciò, i suoi direttori gli permisero di partecipare ai Sacramenti nell’età in cui “il bambino comune discerne appena il bene dal male”.
A mano a mano che cresceva in scienza, si purificava la sua devozione alla Madonna. A dodici anni, leggendo un trattato dell’Immacolata Concezione – sette secoli prima della proclamazione del dogma! –, sentì un tale impeto di amore che, mosso dal “desiderio di avere una certa somiglianza con la più pura delle vergini, che ha sempre considerato come sua Madre, consacrò la sua verginità a Dio”.
La delicatezza della sua coscienza e la paura di macchiare la sua purezza lo aiutarono a evitare persino quello che aveva la parvenza del peccato. E la sua ascesi lo faceva fuggire dalla vigilanza paterna per prendere, come penitenza, una razione giornaliera di erbe crude, insalata di legumi e frutti selvatici, con pane e acqua.
Tutto questo suscitò una grande invidia nel suo fratello maggiore che, a dispetto dei consigli paterni, conduceva una vita dissoluta e mondana. La santità del giovane Simone era quindi per lui un rimprovero costante. Inizialmente, tramava insidie contro la sua innocenza, seguite da prese in giro per la sua pietà, per poi passare alla persecuzione aperta, con calunnie e maltrattamenti.

Lungo periodo di solitudine
Temendo di cadere nelle seduzioni del mondo e mosso da un moto interiore della grazia nei suoi pochi dodici anni Simone decise di abbracciare la solitudine, rifugiandosi in una vasta foresta vicina a Oxford. Trovò lì un albero di dimensioni straordinarie con un’ampia cavità nel tronco e in essa improvvisò una cella. Un crocefisso e un’immagine della Madonna, unici oggetti che aveva portato con sé, servirono da ornamento per la sobria abitazione. Come cibo raccoglieva erbe, radici amare e frutti selvatici.
In mezzo a consolazioni cominciava per Simone una nuova via, di tentazioni e prove. Il demonio gli provocava scrupoli, timori e crudeli rimorsi per peccati mai commessi. Per vincerli, intensificava le sue austerità e preghiere e, con l’aiuto della Santissima Vergine, usciva sempre vincitore. “Alcuni autori affermano che gli Angeli si ricreavano in sua compagnia e addolcivano con la loro presenza gli orrori del suo isolamento”.
Il tempo scorreva veloce! Molto favorito da grazie speciali, ricevette una visita della Madonna, che gli manifestò la contentezza di Dio per i venti anni di vita solitaria già trascorsi. A seguire gli rivelò che era stato scelto per unirsi all’Ordine del Carmelo quando questo venisse dalla Terra Santa in Inghilterra, e che avrebbe affrontato le contraddizioni di cui l’ordine sarebbe stato oggetto sotto la sua direzione.

Ingresso nell’Ordine del Carmelo
Al fine di prepararsi al meglio per questi eventi futuri, Simone tornò a Oxford per completare i suoi studi di teologia e ricevere il ministero sacerdotale. Ciononostante, i piani di Dio non sono governati da ritmi umani: i primi carmelitani avrebbero tardato ancora quindici anni prima di mettere piede sul suolo inglese…
Nel frattempo, il nostro Santo era tornato alla vita solitaria e, ad aumentare la sua perplessità, nel 1207 il Regno d’Inghilterra era caduto in una funesta interdizione papale. Il disaccordo tra il Re Giovanni Senza Terra e Papa Innocenzo III, a proposito della nomina del nuovo Arcivescovo di Canterbury, si intensificò al punto da obbligare il Pontefice a una drastica decisione.
Nel 1212 arrivarono finalmente in Inghilterra i primi religiosi provenienti dal Monte Carmelo. Nel ricevere questa notizia così bene augurante, annunciata dalla stessa Santissima Vergine, Simone si affrettò a unirsi a loro, che avevano ricevuto l’incarico di dare inizio alla fondazione di monasteri nell’isola. L’interdizione papale, tuttavia, lo impedì. Nell’attesa di giorni migliori, i religiosi si ritirarono in un bosco ad Aylesford, proprietà di un frate carmelitano di origine inglese, e cominciarono a vivere come anacoreti. Lì il novizio ricevette l’abito carmelitano dalle mani del Beato Alano, allora priore della piccola comunità.
Questo superiore conoscendo i rari talenti del nostro Santo, gli ordinò di ritornare a Oxford e di specializzarsi in Teologia, malgrado la sua ripugnanza per gli ambienti mondani che sarebbe stato obbligato a frequentare. Il religioso obbedì, ma, una volta ottenuto il titolo, approfittò della circostanza favorevole offerta dalla fondazione di un eremo carmelitano nelle vicinanze di Norwich per ritornare alla vita solitaria, insieme ad altri religiosi venuti dalla Palestina.

Primi ostacoli da vincere
Passo dopo passo, si compiranno le profezie della Madonna. San Broccardo, secondo Superiore occidentale dell’ordine, conoscendo le meraviglie della grazia operate tra i solitari di Norwich, in particolare a favore di Simone, volle averlo come coadiutore, e nel Capitolo Generale del 1215 lo nominò Vicario Generale per tutta l’Europa, dove le case si erano moltiplicate in pochissimo tempo.
A causa del bene enorme fatto alla Chiesa, il padre dell’invidia infuse una tremenda persecuzione contro l’ordine: animate da falso zelo, alcune personalità cercarono di sopprimerlo, con il pretesto che andava contro i dettami del IV Concilio Lateranense.
Vigile, Simone unì tutto il Carmelo in preghiera e ricorse a Papa Onorio III. Il Pontefice inviò due commissari a informarsi della situazione in loco, ma questi si lasciarono sedurre dagli oppositori. Maria Santissima, nel frattempo, venne Lei stessa in soccorso dei suoi figli: il Papa dichiarò che la Regina del Cielo gli aveva ordinato di “approvare la regola del Carmelo, confermare l’ordine e proteggerlo contro l’attacco dei suoi avversari”. Con la Bolla Ut vivendi normam, del 1226, egli effettua le decisioni celesti e autorizza nuove fondazioni in Europa.

Raccoglimento nel Monte Carmelo
Era suonata finalmente l’ora fissata dalla Provvidenza affinché l’Ordine del Carmelo partisse dalla Terra Santa per luoghi più favorevoli, come aveva predetto la Madonna. Per disposizione del Beato Alano, ora eletto Superiore-Generale, Simone Stock si recò fino al Monte Carmelo per partecipare al Capitolo Generale, convocato per porre rimedio ai mali sofferti in Oriente, a causa dell’intolleranza saracena. Il carmelitano inglese provò una gioia indicibile a conoscere il profetico monte sul quale tutto era cominciato con Elia.
Nel Capitolo si decise, infatti, l’emigrazione di tutti i carmelitani in Europa, nonostante l’obiezione di alcuni dei presenti che dicevano di non poter abbandonare, in coscienza, i pochi cristiani dell’Oriente. San Simone ponderò, tuttavia, che era inutile esporsi a un così grave pericolo, ricordando un principio evangelico: “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra” (Mt 10, 23).
Mentre si trovavano ancora lì, si intensificò la furia dei saraceni e molti furono i cristiani che persero la vita in quella regione. Si salvarono dalla morte quelli che riuscirono a fuggire nella Ptolemaida, dove si era concentrata l’armata cristiana. Tra questi c’era il nostro Santo.
Narra la tradizione del Carmelo che egli rimase sei anni conducendo una vita di preghiera sulla montagna di Elia, in attesa di un’occasione propizia per ritornare al suo paese. Questo si verificò quando alcuni nobili inglesi, che avevano combattuto in Terra Santa, offrirono ai religiosi la possibilità di imbarcarsi nelle loro navi, per ritornare in patria, dove avrebbero dovuto distribuirsi nei vari monasteri già esistenti. San Simone e il Superiore Generale si diressero a Aylesford.

Segno di predilezione e alleanza con la Madonna
Correva l’anno 1245 quando il Beato Alano convocò il primo Capitolo Generale in Europa, durante il quale egli presentò la sua rinuncia alla carica, essendo eletto all’unanimità San Simone Stock a sostituirlo, a ottant’anni d’età. Sotto il suo governo l’ordine si espanse notevolmente, soprattutto in Francia, dove si moltiplicarono le fondazioni, grazie alla protezione di San Luigi IX.
Pur contando sulla protezione della Santa Sede, il Carmelo fu bersaglio di nuove e virulente persecuzioni che miravano a sopprimerlo. Al culmine dell’afflizione, il Santo si consegnò alla preghiera, a digiuni e penitenze, che finirono per prolungarsi per alcuni anni. Fu in questo stato di trance che compose la celebre antifona Flos Carmeli, che cominciò a recitare tutti i giorni.
Tuttavia, “nelle opere che la Madonna ama, le cose possono arrivare al punto di cadere in pezzi e frantumarsi quasi completamente. Tutto sembra perduto, ma è il momento che Ella riserva per intervenire”.
Il 16 luglio 1251, la preghiera del venerando carmelitano, “come quella del profeta Elia, aprì il Cielo e fece scendere la Regina degli Angeli”. In quella data, “la Vergine Santissima gli apparve, vestita dell’abito dell’ordine, coronata di stelle scintillanti, e tenendo il suo Divino Figlio in braccio”. Aveva in mano lo scapolare, che gli consegnava come tesoriere del suo segno di predilezione e di un’eterna alleanza.
Nello stesso giorno, San Simone consegnò a Don Pierre Swayngton, suo segretario e confessore, una lettera diretta a tutti i suoi fratelli d’abito, nella quale registrava la promessa della Madre di Dio di cui era stato depositario: “Ricevi, mio amato figlio, questo scapolare del tuo ordine, come segno distintivo e simbolo del privilegio che Io ho ottenuto per te e per tutti i figli del Carmelo; è un segno di salvezza, una salvaguardia nei pericoli e garanzia di una pace e di una protezione speciale fino alla fine dei secoli. Ecce signum salutis, salus in periculis. Chi morirà rivestito con questo abito sarà preservato dal fuoco eterno”.

Vita longeva unita a Maria
A partire da allora, l’Ordine Carmelitano si estese prodigiosamente e alla fine del XIII secolo, pochi anni dopo la morte del Santo, già possedeva, secondo fonti dell’epoca, più settemila monasteri ed eremi, con circa centottantamila religiosi.
San Simone Stock dedicò gli anni che gli restavano per visitare i Carmeli. “L’Europa vide con ammirazione il santo anziano, nell’estrema vecchiaia, curvo sotto il peso degli anni, logorato dai rigori della vita più austera, non diminuendoli mai minimamente, anche nel corso dei suoi viaggi, percorrere con coraggio infaticabile i monasteri del suo ordine”.
Fu in diverse città del Belgio, Scozia, Irlanda e altri paesi, e nel 1265 giunse a Bordeaux, in Francia, dove il 16 maggio consegnò la sua anima a Dio. Le sue ultime parole furono le prime che aveva imparato a dire: Ave Maria.

La sua azione continua nell’eternità
Membro del profetico filone eliatico, San Simone Stock rappresenta un istmo tra il passato e il futuro. E siccome la missione dei Santi non termina su questa terra, occorre chiedersi: che farà lui ora, nell’eternità? In questo anno che commemora il centenario delle apparizioni di Fatima, non starà chiamando per la venuta del Regno di Maria lì annunciato?
Infatti, il 13 ottobre 1917, prima del famoso “miracolo del sole”, Maria Santissima Si presentò ai tre pastorelli “come Madonna del Carmelo, coronata Regina del Cielo e della terra, con il Bambino Gesù in braccio”.
Essendo proprio dello spirito della Chiesa amare le grandi sintesi, è bello contemplare come “nel momento in cui la Madonna proclama la sua regalità futura sotto la forma della regalità del Suo Cuore, appare con l’abito della sua più antica devozione, il Carmelo, facendo una sintesi del più antico e del più recente”. La singolare figura di San Simone Stock, il Carmelo e lo scapolare preannunciano, così, il trionfo del suo Cuore Immacolato!


Autore: 
Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP


Fonte:
Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2017, n. 168, pp. 32-35

giovedì 16 luglio 2020

San Simone Stock (1164-1265) rappresenta un istmo tra il passato e il futuro.

San Simone Stock: Padre e Guida dell' Ordine Carmelitano ...

San Simone Stock Sacerdote carmelitno
+ Bordeaux, Francia, 16 maggio 1265 circa
Simone Stock fu un Priore Generale dell'Ordine Carmelitano di nazionalità inglese, venerato per la sua santità, e morto verso il 1265 a Bordeaux in Francia. Dopo la sua morte, i pellegrini che visitarono la sua tomba hanno registrato i suoi miracoli, dando così nel sec. XIV inizio ad un culto locale. Verso il sec. XV, nei Paesi Bassi, emerse una leggenda circa un certo "San Simone" che aveva avuto una visione della Nostra Signora, nella quale Lei gli appariva con lo scapolare promettendogli: "Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo." In pochi anni, i due racconti furono uniti e a Simone Stock, il Priore Generale, fu accreditata la visione della Nostra Signora. Il nuovo racconto fu rapidamente elaborato con dettagli biografici immaginari circa la vita di Simone, come la sua nascita a Kent in Inghilterra, la sua vita eremitica vissuta in un tronco di un albero, e la composizione del Flos Carmeli (un inno carmelitano molto bello alla Nostra Signora che in realtà era noto già nel sec. XIV, e dunque prima della leggenda). Il culto verso San Simone Stock e la devozione allo scapolare si diffusero rapidamente nei sec. XV - XVI e numerosi fedeli furono iscritti allo Scapolare. Lungo i secoli, pittori da tutto il mondo tradussero in immagine il racconto della visione dello scapolare, opere d'arte che si trovano in tutte le chiese carmelitane dell'Ordine. Nel sec. XVI, il culto a San Simone Stock fu inserito nel calendario liturgico di tutto l'Ordine.
Martirologio Romano: A Bordeaux nella Guascogna, in Francia, beato Simone Stock, sacerdote, che fu dapprima eremita in Inghilterra e, entrato poi nell’Ordine dei Carmelitani, ne fu in seguito mirabile guida, divenendo celebre per la sua singolare devozione verso la Vergine Maria.

//Lo ricordiamo anche oggi per ovvie ragioni//
Quanta sapienza racchiudono le parole di Cicerone, quando afferma che la Storia è “testimone del tempo, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera del passato”! Esse si applicano in modo speciale ai grandi personaggi, ma soprattutto se erano santi, poiché il ricordo del cammino di virtù da loro percorso nel passato illumina il presente e proietta una luce per il futuro.

Un filone di profetica devozione mariana
Elia, il tesbita, è una di queste figure paradigmatiche. Nato nel 900 a.C., egli “appare all’improvviso nella storia del regno di Israele, e già con una luce prodigiosa: ‘Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. (Sir 48, 1)”.
Avendo consumato la sua esistenza nello “zelo per il Signore, Dio degli eserciti” (I Re 19, 14), unse Eliseo come suo continuatore, essendo poi elevato con “un carro di fuoco e cavalli di fuoco” e salì “nel turbine verso il cielo” (II Re 2, 11). Egli “ancora non è morto, secondo una consacrata tradizione nella Chiesa Cattolica”, e prima della seconda venuta di Cristo, “vicina al grande e terribile giudizio universale, Elia dovrà ritornare”.
Tra i suoi fatti mirabili c’è la terribile siccità da lui imposta a Israele per le sue infedeltà e il ritorno della pioggia, preannunciata dalla “nuvoletta, come una mano d’uomo” (I Re 18, 44) che aveva intravisto dalla cima del Monte Carmelo. Essa è considerata da molti esegeti come una prefigurazione di Maria Santissima.
In quella regione rocciosa, Elia e i suoi discepoli diedero inizio a un filone di profetica devozione alla Madonna, che raggiunse il suo apogeo nel Nuovo Testamento. Esso costituisce, pertanto, “una specie di ponte, dall’inizio della devozione a Maria Santissima, secoli prima che Lei nascesse”, fino ai suoi ultimi devoti, alla fine del mondo.
Col trascorrere degli anni, sorsero tra i seguaci del tesbita gruppi di eremiti che lì, in Palestina, avrebbero dato origine ai primordi dell’Ordine del Carmelo. Quando esso si trasferì in Europa, nel XIII secolo, uno dei primi regni a riceverlo fu quello dell’Inghilterra, che gli ha dato uno dei suoi membri più illustri: San Simone Stock.

Consacrato a Maria nel seno materno
Figlio di nobile famiglia di baroni inglesi, nacque nel 1164 nel Castello di Harford, contea del Kent, di cui suo padre era governatore. Complicazioni durante la gestazione, derivanti dalla robusta costituzione del nascituro, facevano temere la perdita della vita materna al momento della sua nascita. Ciò nonostante, la pia baronessa consacrò il bambino alla Madonna e lui venne al mondo senza particolari difficoltà. E, “fin dalla culla, Simone ebbe per la Madre di Dio la più tenera devozione”.
In segno di gratitudine, la madre era solita, prima di allattarlo, rinnovare la sua offerta pregando in ginocchio un’Ave Maria. Quando si dimenticava, per distrazione, il piccolo si rifiutava di alimentarsi. Si racconta che il bambino si asteneva dal latte materno il sabato e alla vigilia delle feste mariane, e che per calmarlo per un qualche malessere bastava presentargli un’immagine della Vergine Maria.
Dotato di rara intelligenza, prima di compiere un anno di vita sapeva l’Ave-Maria e imparò a leggere non appena cominciò a parlare. Seguendo l’esempio dei genitori, cominciò molto presto a recitare il Piccolo Ufficio alla Santissima Vergine, costume che non abbandonò mai. A sei anni comprendeva il latino e, infiammato d’amore, pregava i Salmi diverse volte al giorno, inginocchiato per rispetto alla Parola di Dio.

Crescita in scienza e virtù
Sentendosi incapace di orientare gli studi di un figlio così precoce, dopo averlo guidato nelle prime lettere, suo padre lo portò a Oxford, dove “fu saggio nell’età in cui i bambini iniziano a studiare”. La scienza dei Santi, tuttavia, attirava Simone più che quella degli uomini e, con ciò, i suoi direttori gli permisero di partecipare ai Sacramenti nell’età in cui “il bambino comune discerne appena il bene dal male”.
A mano a mano che cresceva in scienza, si purificava la sua devozione alla Madonna. A dodici anni, leggendo un trattato dell’Immacolata Concezione – sette secoli prima della proclamazione del dogma! –, sentì un tale impeto di amore che, mosso dal “desiderio di avere una certa somiglianza con la più pura delle vergini, che ha sempre considerato come sua Madre, consacrò la sua verginità a Dio”.
La delicatezza della sua coscienza e la paura di macchiare la sua purezza lo aiutarono a evitare persino quello che aveva la parvenza del peccato. E la sua ascesi lo faceva fuggire dalla vigilanza paterna per prendere, come penitenza, una razione giornaliera di erbe crude, insalata di legumi e frutti selvatici, con pane e acqua.
Tutto questo suscitò una grande invidia nel suo fratello maggiore che, a dispetto dei consigli paterni, conduceva una vita dissoluta e mondana. La santità del giovane Simone era quindi per lui un rimprovero costante. Inizialmente, tramava insidie contro la sua innocenza, seguite da prese in giro per la sua pietà, per poi passare alla persecuzione aperta, con calunnie e maltrattamenti.

Lungo periodo di solitudine
Temendo di cadere nelle seduzioni del mondo e mosso da un moto interiore della grazia nei suoi pochi dodici anni Simone decise di abbracciare la solitudine, rifugiandosi in una vasta foresta vicina a Oxford. Trovò lì un albero di dimensioni straordinarie con un’ampia cavità nel tronco e in essa improvvisò una cella. Un crocefisso e un’immagine della Madonna, unici oggetti che aveva portato con sé, servirono da ornamento per la sobria abitazione. Come cibo raccoglieva erbe, radici amare e frutti selvatici.
In mezzo a consolazioni cominciava per Simone una nuova via, di tentazioni e prove. Il demonio gli provocava scrupoli, timori e crudeli rimorsi per peccati mai commessi. Per vincerli, intensificava le sue austerità e preghiere e, con l’aiuto della Santissima Vergine, usciva sempre vincitore. “Alcuni autori affermano che gli Angeli si ricreavano in sua compagnia e addolcivano con la loro presenza gli orrori del suo isolamento”.
Il tempo scorreva veloce! Molto favorito da grazie speciali, ricevette una visita della Madonna, che gli manifestò la contentezza di Dio per i venti anni di vita solitaria già trascorsi. A seguire gli rivelò che era stato scelto per unirsi all’Ordine del Carmelo quando questo venisse dalla Terra Santa in Inghilterra, e che avrebbe affrontato le contraddizioni di cui l’ordine sarebbe stato oggetto sotto la sua direzione.

Ingresso nell’Ordine del Carmelo
Al fine di prepararsi al meglio per questi eventi futuri, Simone tornò a Oxford per completare i suoi studi di teologia e ricevere il ministero sacerdotale. Ciononostante, i piani di Dio non sono governati da ritmi umani: i primi carmelitani avrebbero tardato ancora quindici anni prima di mettere piede sul suolo inglese…
Nel frattempo, il nostro Santo era tornato alla vita solitaria e, ad aumentare la sua perplessità, nel 1207 il Regno d’Inghilterra era caduto in una funesta interdizione papale. Il disaccordo tra il Re Giovanni Senza Terra e Papa Innocenzo III, a proposito della nomina del nuovo Arcivescovo di Canterbury, si intensificò al punto da obbligare il Pontefice a una drastica decisione.
Nel 1212 arrivarono finalmente in Inghilterra i primi religiosi provenienti dal Monte Carmelo. Nel ricevere questa notizia così bene augurante, annunciata dalla stessa Santissima Vergine, Simone si affrettò a unirsi a loro, che avevano ricevuto l’incarico di dare inizio alla fondazione di monasteri nell’isola. L’interdizione papale, tuttavia, lo impedì. Nell’attesa di giorni migliori, i religiosi si ritirarono in un bosco ad Aylesford, proprietà di un frate carmelitano di origine inglese, e cominciarono a vivere come anacoreti. Lì il novizio ricevette l’abito carmelitano dalle mani del Beato Alano, allora priore della piccola comunità.
Questo superiore conoscendo i rari talenti del nostro Santo, gli ordinò di ritornare a Oxford e di specializzarsi in Teologia, malgrado la sua ripugnanza per gli ambienti mondani che sarebbe stato obbligato a frequentare. Il religioso obbedì, ma, una volta ottenuto il titolo, approfittò della circostanza favorevole offerta dalla fondazione di un eremo carmelitano nelle vicinanze di Norwich per ritornare alla vita solitaria, insieme ad altri religiosi venuti dalla Palestina.

Primi ostacoli da vincere
Passo dopo passo, si compiranno le profezie della Madonna. San Broccardo, secondo Superiore occidentale dell’ordine, conoscendo le meraviglie della grazia operate tra i solitari di Norwich, in particolare a favore di Simone, volle averlo come coadiutore, e nel Capitolo Generale del 1215 lo nominò Vicario Generale per tutta l’Europa, dove le case si erano moltiplicate in pochissimo tempo.
A causa del bene enorme fatto alla Chiesa, il padre dell’invidia infuse una tremenda persecuzione contro l’ordine: animate da falso zelo, alcune personalità cercarono di sopprimerlo, con il pretesto che andava contro i dettami del IV Concilio Lateranense.
Vigile, Simone unì tutto il Carmelo in preghiera e ricorse a Papa Onorio III. Il Pontefice inviò due commissari a informarsi della situazione in loco, ma questi si lasciarono sedurre dagli oppositori. Maria Santissima, nel frattempo, venne Lei stessa in soccorso dei suoi figli: il Papa dichiarò che la Regina del Cielo gli aveva ordinato di “approvare la regola del Carmelo, confermare l’ordine e proteggerlo contro l’attacco dei suoi avversari”. Con la Bolla Ut vivendi normam, del 1226, egli effettua le decisioni celesti e autorizza nuove fondazioni in Europa.

Raccoglimento nel Monte Carmelo
Era suonata finalmente l’ora fissata dalla Provvidenza affinché l’Ordine del Carmelo partisse dalla Terra Santa per luoghi più favorevoli, come aveva predetto la Madonna. Per disposizione del Beato Alano, ora eletto Superiore-Generale, Simone Stock si recò fino al Monte Carmelo per partecipare al Capitolo Generale, convocato per porre rimedio ai mali sofferti in Oriente, a causa dell’intolleranza saracena. Il carmelitano inglese provò una gioia indicibile a conoscere il profetico monte sul quale tutto era cominciato con Elia.
Nel Capitolo si decise, infatti, l’emigrazione di tutti i carmelitani in Europa, nonostante l’obiezione di alcuni dei presenti che dicevano di non poter abbandonare, in coscienza, i pochi cristiani dell’Oriente. San Simone ponderò, tuttavia, che era inutile esporsi a un così grave pericolo, ricordando un principio evangelico: “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra” (Mt 10, 23).
Mentre si trovavano ancora lì, si intensificò la furia dei saraceni e molti furono i cristiani che persero la vita in quella regione. Si salvarono dalla morte quelli che riuscirono a fuggire nella Ptolemaida, dove si era concentrata l’armata cristiana. Tra questi c’era il nostro Santo.
Narra la tradizione del Carmelo che egli rimase sei anni conducendo una vita di preghiera sulla montagna di Elia, in attesa di un’occasione propizia per ritornare al suo paese. Questo si verificò quando alcuni nobili inglesi, che avevano combattuto in Terra Santa, offrirono ai religiosi la possibilità di imbarcarsi nelle loro navi, per ritornare in patria, dove avrebbero dovuto distribuirsi nei vari monasteri già esistenti. San Simone e il Superiore Generale si diressero a Aylesford.

Segno di predilezione e alleanza con la Madonna
Correva l’anno 1245 quando il Beato Alano convocò il primo Capitolo Generale in Europa, durante il quale egli presentò la sua rinuncia alla carica, essendo eletto all’unanimità San Simone Stock a sostituirlo, a ottant’anni d’età. Sotto il suo governo l’ordine si espanse notevolmente, soprattutto in Francia, dove si moltiplicarono le fondazioni, grazie alla protezione di San Luigi IX.
Pur contando sulla protezione della Santa Sede, il Carmelo fu bersaglio di nuove e virulente persecuzioni che miravano a sopprimerlo. Al culmine dell’afflizione, il Santo si consegnò alla preghiera, a digiuni e penitenze, che finirono per prolungarsi per alcuni anni. Fu in questo stato di trance che compose la celebre antifona Flos Carmeli, che cominciò a recitare tutti i giorni.
Tuttavia, “nelle opere che la Madonna ama, le cose possono arrivare al punto di cadere in pezzi e frantumarsi quasi completamente. Tutto sembra perduto, ma è il momento che Ella riserva per intervenire”.
Il 16 luglio 1251, la preghiera del venerando carmelitano, “come quella del profeta Elia, aprì il Cielo e fece scendere la Regina degli Angeli”. In quella data, “la Vergine Santissima gli apparve, vestita dell’abito dell’ordine, coronata di stelle scintillanti, e tenendo il suo Divino Figlio in braccio”. Aveva in mano lo scapolare, che gli consegnava come tesoriere del suo segno di predilezione e di un’eterna alleanza.
Nello stesso giorno, San Simone consegnò a Don Pierre Swayngton, suo segretario e confessore, una lettera diretta a tutti i suoi fratelli d’abito, nella quale registrava la promessa della Madre di Dio di cui era stato depositario: “Ricevi, mio amato figlio, questo scapolare del tuo ordine, come segno distintivo e simbolo del privilegio che Io ho ottenuto per te e per tutti i figli del Carmelo; è un segno di salvezza, una salvaguardia nei pericoli e garanzia di una pace e di una protezione speciale fino alla fine dei secoli. Ecce signum salutis, salus in periculis. Chi morirà rivestito con questo abito sarà preservato dal fuoco eterno”.

Vita longeva unita a Maria
A partire da allora, l’Ordine Carmelitano si estese prodigiosamente e alla fine del XIII secolo, pochi anni dopo la morte del Santo, già possedeva, secondo fonti dell’epoca, più di settemila monasteri ed eremi, con circa centottantamila religiosi.
San Simone Stock dedicò gli anni che gli restavano per visitare i Carmeli. “L’Europa vide con ammirazione il santo anziano, nell’estrema vecchiaia, curvo sotto il peso degli anni, logorato dai rigori della vita più austera, non diminuendoli mai minimamente, anche nel corso dei suoi viaggi, percorrere con coraggio infaticabile i monasteri del suo ordine”.
Fu in diverse città del Belgio, Scozia, Irlanda e altri paesi, e nel 1265 giunse a Bordeaux, in Francia, dove il 16 maggio consegnò la sua anima a Dio. Le sue ultime parole furono le prime che aveva imparato a dire: Ave Maria.

La sua azione continua nell’eternità
Membro del profetico filone eliatico, San Simone Stock rappresenta un istmo tra il passato e il futuro. E siccome la missione dei Santi non termina su questa terra, occorre chiedersi: che farà lui ora, nell’eternità? In questo anno che commemora il centenario delle apparizioni di Fatima, non starà chiamando per la venuta del Regno di Maria lì annunciato?
Infatti, il 13 ottobre 1917, prima del famoso “miracolo del sole”, Maria Santissima Si presentò ai tre pastorelli “come Madonna del Carmelo, coronata Regina del Cielo e della terra, con il Bambino Gesù in braccio”.
Essendo proprio dello spirito della Chiesa amare le grandi sintesi, è bello contemplare come “nel momento in cui la Madonna proclama la sua regalità futura sotto la forma della regalità del Suo Cuore, appare con l’abito della sua più antica devozione, il Carmelo, facendo una sintesi del più antico e del più recente”. La singolare figura di San Simone Stock, il Carmelo e lo scapolare preannunciano, così, il trionfo del suo Cuore Immacolato!

Autore: 
Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP

Fonte:

Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2017, n. 168, pp. 32-35

Benedicat nos Virgo Maria

mercoledì 15 luglio 2015

L'Abitino

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO
LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE

PER CHI PORTA L"'ABITINO"


La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA' IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».
Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte. 

CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA 

1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra­zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani. 
2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa­mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa. 
3) È necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna. 

ALCUNI CHIARIMENTI

L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmeli­tani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso.
L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione. 
Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo. 
L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.
Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugl'indumenti, purché sia messo al collo. 
Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo pregale per noi».
Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.


IL PRIVILEGIO SABATINO 

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.
Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme­litana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno. 
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima­na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore. 

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO 

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa. 
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani. 
3) Osservare la castità secondo il proprio stato. 
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale. 
La S. Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine. 

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
  Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con­sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu­dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of­frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu­scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO
Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen. 3 Ave, 3 Gloria.  

LODE ALLA MADONNA DEL CARMELO 

L'abitino che io porto
è sicuro mio conforto,
e lo stimo mio tesoro più d'argento, gemme e oro. 
Da Voi spero, Gran Signora, ciò che voi diceste allora
a Simone Vostro amato, dando l'abito sacrato.
Prometteste, certamente,
a chi il porta piamente,
esentar da cruda sorte ed in vita e dopo morte. 
Ed il sabato che viene, esentarlo dalle pene
col sovrano Vostro zelo e condurlo poi nel Cielo.
Orsù dunque, Verginella,
Madre, Sposa, tutta bella, me infelice liberate d'ogni male e consolate. 
Aiutatemi nei guai mentre afflitto sono assai,
specialmente, allora, quando il mio fiato sta spirando.
Allora sì datemi aiuto,
d'impetrar l'eterna vita, e sfuggire in tutti i modi di Lucifero le frodi.
Fate allora che io gioiendo e con gli Angeli godendo, canti dolce melodia,
Viva, viva del Carmine Maria. Salve Regina
Chi può, diffonda questo foglio tramite fotocopie. 

TESTIMONIANZA SULLA POTENZA DELLO SCAPOLARE

Sulla Piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una Statua monumentale in bronzo dell'Immacolata, con questa iscrizione:

«In memoria della liberazione dei due ossessi - Teobaldo e Giuseppe Burner - ottenuta per l'inter­cessione della B.V. M. Immacolata - Anno del Signore 1869».

Questi due fratelli furono invasi dal demonio per circa quattro anni (1864-69; curati inutilmente e visitati da molti Medici e specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch e persone importanti, tra cui il Deputato Sig Ignazio Spies.
Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all'età di 16 anni. Giuseppe morì più tardi - 1882 - a 25 anni. 

Molti fatti diabolici sono pure registrati nel Vangelo e in molte Vite di Santi.
Quindi non è fantasia: il demonio esiste, come l'Inferno!!!

I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari, per es.:
- Torcere il collo o le gambe all'indietro, in modo straziante.
- Arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che non si rompevano.
- Vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la casa.
- Parlavano tutte le lingue e dialetti.
- Svelavano colpe segrete o delitti di persone presenti, che fuggivano.
- Quando i visitatori si erano prima Confessati, i ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile (la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze!
- Al contrario quando si presentavano coloro che vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!... Che brava gente! Dovrebbero essere tutti così!... Risparmiano fatica al nostro padrone, e 'gli guadagnano molte anime. - ecc...
- Quando la camera o altre cose, a loro insaputa, venivano benedette con l'Acqua santa, dicevano: l'hanno spalmata col lordume!...
Bestemmiavano Dio, Gesù, l'Eucarestia, La Chiesa, i Santi... e mai la Madonna.
Fu loro chiesto: Perché bestemmiate Tutti... e mai la Madonna?
- Perché la Marionetta (Gesù) sulla Croce ce lo ha proibito!
Che pensate dell'Immacolata Concezione?
- Vattene alla malora con la tua Grande Signora!
Gli si mise addosso l'Abitino della Madonna del Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse.
Ma tosto egli gridò: toglimi questo strazio! Mi brucia...!
- Non è uno straccio - si rispose - e te lo toglierò solo quando tu mi dirai cos'è.
L'Abitino della Grande Signora!
Un'altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate di più nei Cristiani?
- ... La Devozione alla Grande Signora!... - fu risposto. 

Capite? Oh! Come dobbiamo essere grati alla Mamma del Cielo, che ci vuol vestire del Suo Santo Abitino: lo Scapolare!!!  

AVE MARIA PURISSIMA!

venerdì 13 luglio 2012

Flos Carmeli vitis florigera, splendor coeli, Virgo puerpera, / singularis.



Chiesa cattolica: il 16 luglio, la Madonna del Carmelo

(di Cristina Siccardi) Il prossimo 16 luglio ricorrerà una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. 
Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro.

Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.
Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta. (Cristina Siccardi)
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L'antichissima sequenza "Flos Carmeli" riassume i punti salienti della devozione mariana del Carmelo: Maria, fior del Carmelo, Vergine e Madre singolare, a Lei, Stella del mare, i Carmelitani chiedono guida e soccorso nella tempeste della vita.


28300S


Flos Carmeli
vitis florigera,
splendor coeli,
Virgo puerpera, / singularis.

Mater mitis,
sed viri nescia,
Carmelitis
esto propitia, / Stella maris.

Radix Iesse
germinans flosculum,
nos adesse
tecum in saeculum / patiaris.

Inter spinas
quae crescis lilium
serva puras
mentes fragilium, / tutelaris!

Armatura
fortis pugnantium
furunt bella,
tende praesidium / scapularis.

Per incerta
prudens consilium,
per adversa
iuge solatium / largiaris.

Mater dulcis
Carmeli domina,
plebem tuam
reple laetitia / qua bearis.

Paradisi
clavis et ianua,
fac nos duci
quo, Mater, gloria / coronaris.
Amen.


Traduzione in lingua italiana:


Fior del Carmelo,
vite fiorente;
luce del cielo,
sei tu soltanto / Vergine Madre.

O Madre mite
intemerata,
ai figli tuoi
sii propizia, / Stella del mare.

Ceppo di Jesse
che doni il Fiore,
a noi concedi
di rimanere / con te per sempre.

Giglio sbocciato
tra acute spine
conserva puri
i nostri cuori / e dona aiuto.

Forte armatura
là dove infuria
la dura lotta:
offri a difesa / lo Scapolare.

Per noi incerti
tu sei la guida;
a noi provati
concedi ognora / consolazioni.

O dolce Madre,
Signora nostra:
colma del gaudio
di cui sei piena / i figli tuoi.

O chiave e porta
del Paradiso,
fa' che giungiamo
dove di gloria / sei coronata.
Amen.

AVE MARIA PURISSIMA!