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domenica 15 febbraio 2015

Una sentenza

domenica 15 febbraio 2015


Padre Volpi dovrà risarcire moralmente ed economicamente 

la famiglia Manelli per le accuse calunniose.

Un frutto della Corona di Rosari e della preghiere ferventi a Santa Maria Maggiore?
Al momento l'unica fonte è don Camillo, che so vicino alla famiglia Manelli; per cui mi fido. Lo ringrazio per la segnalazione. Testo originale [qui].

Giustizia umana più efficiente di quella ecclesiastica, quella della neo-chiesa, che sembra aver scoperto la Misericordia solo oggi?
Mi chiedo solo come può don Camillo attribuire l'accaduto a Benedetto XVI, visto che il Decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, con il quale è disposto il Commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, con la conseguente destituzione del Fondatore e Ministro generale dell’Istituto religioso (e del suo Consiglio) reca la data dell’11 luglio 2013.
Il Decreto, firmato dal cardinale prefetto João Braz de Aviz e dall’arcivescovo segretario José Rodriguez Carballo, ofm, ha esautorato i superiori dei Francescani dell’Immacolata, affidando il governo dell’Istituto ad un “commissario apostolico”, il padre Fidenzio Volpi, cappuccino. Decreto che peraltro non menziona alcuna colpa, né atti espressamente e direttamente contrari al bene dell’Istituto religioso. E senza riferimento ad alcuna questione o motivazione che riguardi propriamente né la fede, né la morale, né la disciplina.
E con tanto di rescritto di pugno del pF, che lo ha reso blindato ad ogni possibile azione di ricorso...

Non mi sono mai prestato a fare troppo eco alle vicende dei Francescani dell'Immacolata, ma una sentenza emanata dall'Organismo di Mediazione forense del Tribunale di Roma del 12 febbraio 2015, è troppo succulenta!
Il fatto:
l'8 dicembre 2013, Padre Fidenzio Volpi in una lettera scrive:

Scrive: “Cosa poi estremamente grave – ve ne porto a conoscenza ufficialmente solo ora – è stato il trasferimento delle disponibilità dei beni mobili e immobili dell’Istituto, a fedeli laici, noti figli spirituali e familiari del Fondatore P. Stefano M. Manelli, nonché ad alcuni genitori di suore”. Continua padre Volpi: “Tali operazioni gravemente illecite sotto il profilo morale e canonico, con risvolti anche in ambito civile e penale, sono state fatte dopo la nomina del Commissario Apostolico, manifestando così la volontà di sottrarre tali fondi al controllo della Santa Sede”. Il Commissario adombra misure in proposito: “Chi ha fatto o permesso tutto ciò è caduto in gravi mancanze e, se religioso, è passibile di severe sanzioni canoniche. Una simile cosa è avvenuta anche per le opere di apostolato: editrice, televisione…”.
[...] EBBENE per queste menzogne Padre Volpi patteggiando con tutta la Famiglia Manelli, lesa nell'onore, e quindi dopo aver ammesso il suo reato di diffamazione e menzogna il 12 febbraio 2015 come equo risarcimento dovrà versare 20.000 euro alla famiglia Manelli più tutte le spese legali, la pubblicazione di pubbliche scuse sui siti internet da lui gestiti, oltre a lettere circolari a tutti i frati e suore. Giustizia è fatta!


16 commenti:

Anonimo ha detto...
Come a dire,la gatta va al lardo(i soldi onesti dei francescani) ma ci lascia lo zampino.
mic ha detto...
Resta comunque l'incognita, e l'ingiustizia, sulla sorte dei Frati fedeli al carìsma originario e sulle migliaia di fedeli privati della Santa Messa VO. E nessun vescovo che dica mezza parola, a fronte di tanta arrogante arrembanza di frati ribelli e dei loro sostenitori nelle massime gerarchie.
Luís Luiz ha detto...
Dopo leggere l'articolo dell'avvocato porteño sul peronismo di Bergoglio, la mia paura è che tutto questo caos misericordioso non finisca nella prefettura di polizia.
Anonimo ha detto...
Credo che, a questo punto, sarà difficile che la volpe continui a fare il commissario apostolico: la sua figura, dopo tale condanna, che lo qualifica come "calunniatore", ne esce fortemente indebolita. Bisognerà vedere cosa escogiterà Bergoglio ora... Di sicuro, però, con questa condanna della giustizia italiana, viene meno uno dei fondamenti del commissariamento: a parte l'accusa di "cripto-lefebvrismo" (?), se non erro c'era proprio quella di cattiva gestione del patrimonio dell'Istituto. I frati fedeli potrebbero, con un po' di malizia, far leva proprio su questo elemento per chiedere alla Segnatura una revisione di tutti gli atti del Commissario... Ma forse sogno troppo...
Marco B. ha detto...
Come a dire,la gatta va al lardo(i soldi onesti dei francescani) ma ci lascia lo zampino.L'emissario di papa Francesco ha fatto flop e causato grossi danni spirituali,ora vada a lavare i panni sporchi a casa santa marta.
don Camillo ha detto...
Ho precisato la questione in termini legali più appropriati, ma la sostanza è identica.
Luisa ha detto...
Credo che chi sin dall`inizio ha seguito da vicino la triste vicenda dei FFI avrà corretto i fatti come riportati di don Camillo che attribuisce a Benedetto XVI quel che non solo non ha fatto, ma non avrebbe nemmeno poturo fare, a dire il vero, da quel che mi ricordo quando scriveva qui non è che don Camillo portasse Benedetto XVI nel suo cuore.
Da noi si dice : "quando si ama non si conta", in quel caso si potrebbe dire: "quando si detesta non si conta".


Il 6 luglio 2012 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di vita apostolica nomina mons. Vito Angelo Todisco Visitatore apostolico dei Frati Francescani dell’Immacolata, in seguito all’accusa a padre Stefano Manelli ed ai vertici dell’Ordine di «imporre» con pressioni la celebrazione in Vetus Ordo del santo Sacrificio della Santa Messa, denuncia presentata da cinque Frati (Antonio Santoro, Michele Iorio, Pierdamiano Fehlner, Massimiliano Zangheratti ed Angelo Geiger).

5 frati!
Sì, 5 frati, ma con le amicizie e le protezioni al posto giusto, ringargliarditi dal cambiamento di papa e dal clima che da subito si è imposto.
Sappiamo CHI ha preso i provvedimenti, QUANDO e PERCHÈ son stati presi, e CONTRO chi e che cosa.
Fare di papa Bergoglio un uomo influenzabile che avrebbe ceduto alle pressioni di Benedetto XVI facendogli fiducia, è semplicemente....
Alessandro Mirabelli ha detto...
Dio vede, Dio provvede. Chi semina vento raccoglie tempesta. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Mi basta la saggezza popolare per capire le turpi nequizie di chi ha annientato un Ordine fiorente di vocazioni.
Anonimo ha detto...
E non finisce qui.Se non si ravvede sul suo capo incombe una condanna ben più pesante. Notizia meravigliosa.Bobo
Anonimo ha detto...
E chissà come finisce il dossier Colafemmina.
Anonimo ha detto...
Il volpi, il grande volpi. Il devastatore del pollaio di DIO. Vengo a sfasciare tutto, poi recostruisco. Lo sfascio totale è compiuto,ma poi....poi....poi.
P. Volpi, il grande modernista.
Pregiamo per lui.
La menzogna non dura per sempre.
La vitoria viene da DIO.
lister ha detto...
E' così grande il livore di don Camillo nei confronti di Benedetto XVI che riesce ad attribuirgli azioni impossibili dispiacendosi del fatto che Bergoglio si sia "fidato" di lui...
A don Camì, ripìate!
viandante ha detto...
Ringrazio don Camillo per l'importante notizia.

Importante perché, come ai tempi di san Paolo, sembrerebbe che per poter godere di una giusta protezione giuridica si debba fare appello allo Stato!

Si può discutere su papa Benedetto e su papa Francesco, ma è un piatto già troppo spesso riscaldato.
Certamente in questi anni postconciliari la deriva pastoral-dottrinale è andata di pari passo con nomine in curia sicuramente poco opportune e che col tempo hanno insabbiato il corretto funzionamento della stessa. L'incuria e la mancata attenzione alla normale manutenzione di questi delicati ingranaggi ha portato alla deplorevole situazione attuale.
Il risultato è lì da vedere: Cristo Re deve adire alle vie legali per ottenere un misero riconoscimento della propria innocenza!
Deus, Miserere nobis!
Alessandro Mirabelli ha detto...
Tanto è' andata la volpe al lardo che ci ha lasciato lo zampino. Provare per credere.