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venerdì 12 ottobre 2018

MESSAGGIO DI GIOIA: Grandezza del santo ROSARIO

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L'Abbate Guerangé ci parla di Maria Santissima
FESTA DEL SANTO ROSARIO

Devozione della Chiesa per Maria.

La Liturgia nel corso dell'anno ci ha mostrato più volte che

Gesù e Maria sono così uniti nel piano divino della Redenzione che
si incontrano sempre insieme ed è impossibile separarli sia nel culto pubblico che nella divozione privata. La Chiesa, che proclama Maria Mediatrice di tutte le grazie, la invoca continuamente per ottenere i frutti della Redenzione che con il Figlio ha acquistati. 


Comincia sempre l'anno liturgico col tempo di Avvento, che è un vero mese di Maria, invita i fedeli a consacrarle il mese di maggio, ha disposto che il mese di ottobre sia il mese del Rosario e le feste di Maria nel Calendario Liturgico sono così numerose che non passa un giorno solo dell'anno, senza che Maria in qualche luogo della terra sia festeggiata sotto un titolo o sotto un altro, dalla Chiesa universale, da una diocesi o da un Ordine religioso.



La festa del Rosario.

La Chiesa riassume nella festa di oggi tutte le solennità dell
'anno e, con i misteri di Gesù e della Madre sua, compone come
un'immensa ghirlanda per unirci a questi misteri e farceli vivere
e una triplice corona, che posa sulla testa di Colei, che il Cristo
Re ha incoronata Regina e Signora dell'universo, nel giorno del
suo ingresso in cielo.
Misteri di gioia che ci riparlano dell'Annunziazione, della Visitazione, della Natività, della Purificazione di Maria, di Gesù ritrovato nel tempio; 
Misteri di dolore, dell'agonia, della flagellazione, della coronazione di spine, della croce sulle spalle piagate e della crocifissione; 
Misteri di gloria, cioè della Risurrezione, dell'Ascensione del Salvatore, della Pentecoste, dell'Assunzione e dell'incoronazione della Madre di Dio. Ecco il Rosario di Maria.


Storia della festa.

La festa del Rosario fu istituita da san Pio V, in ricordo della
vittoria riportata a Lepanto sui Turchi. È cosa nota come nel secolo
xvi, dopo avere occupato Costantinopoli, Belgrado e Rodi, i
Maomettani minacciassero l'intera cristianità. Il Papa san Pio V, alleato con il re di Spagna Filippo II e la Repubblica di Venezia, dichiarò la guerra, e Don Giovanni d'Austria, comandante della flotta, ebbe l'ordine di dar battaglia il più presto possibile. Saputo che la flotta turca era nel golfo di Lepanto, l'attaccò il 7 ottobre del 1751 presso le isole Echinadi. 

Nel mondo intero le confraternite del Rosario pregavano intanto con fiducia. I soldati di Don Giovanni
d'Austria implorarono il soccorso del cielo in ginocchio e poi, sebbene inferiori per numero, cominciarono la lotta. Dopo 4 ore di
battaglia spaventosa, di 300 vascelli nemici solo 40 poterono fuggire e gli altri erano colati a picco mentre 40000 turchi erano morti.


L'Europa era salva.

Nell'istante stesso in cui seguivano gli avvenimenti, san Pio V

aveva la visione della vittoria, si inginocchiava per ringraziare il
cielo e ordinava per il 7 ottobre di ogni anno una festa in onore della Vergine delle Vittorie, titolo cambiato poi da Gregorio XIII in quello di Madonna del Rosario.

Il Rosario.

L'uso di recitare Pater e Ave Maria risale a tempi remotissimi,

ma la preghiera meditata del Rosario come noi l'abbiamo oggi è
attribuita a san Domenico. È per lo meno certo che egli molto lavorò con i suoi religiosi der la propagazione del Rosario e che ne
fece l'arma principale nella lotta contro gli eretici Albigesi, che nel
secolo xiii infestavano il sud della Francia.


La pia pratica tende a far rivivere nell'anima nostra i misteri

della nostra salvezza, mentre con la loro meditazione si accompagna la recita di decine di Ave Maria, precedute dal Pater 
e seguite dal Gloria Patri. 


A prima vista la recita di molte Ave Maria può parere

cosa monotona, ma con un poco di attenzione e di abitudine, la meditazione, sempre nuova e più approfondita, dei misteri della nostra salvezza, porta grandiosità e varietà. 
D'altra parte si può dire che nel Rosario si trova tutta la religione e come la somma di tutto il cristianesimo.


Il Rosario è una somma di fede : Riassunto cioè delle verità che

noi dobbiamo credere, che ci presenta sotto forma sensibile e vivente.
Le espone unendovi la preghiera, che ottiene la grazia per meglio
comprenderle e gustarle.


Il Rosario è una somma di morale: Tutta la morale si riassume

nel seguire e imitare Colui, che è « la Via, la Verità, la Vita » e con la preghiera del Rosario noi otteniamo da Maria la grazia e la forza
di imitare il suo divino Figliolo.


Il Rosario è una somma di culto: Unendoci a Cristo nei misteri

meditati, diamo al Padre l'adorazione in spirito e verità, che Egli
da noi attende e ci uniamo a Gesù e Maria per chiedere, con loro e
per mezzo loro, le grazie delle quali abbiamo bisogno.


Il Rosario sviluppa le virtù teologali e ci offre il mezzo di irrobustire la nostra carità, fortificando le virtù della speranza e della fede, perchè « con la meditazione frequente di questi misteri l'anima si infiamma di amore e di riconoscenza di fronte alle prove di amore che Dio ci ha date e desidera con ardore le ricompense celesti, che Cristo ha conquistate per quelli che saranno uniti a Lui,

imitando i suoi esempi e partecipando ai suoi dolori. 
In questa forma di orazione la preghiera si esprime con parole; che vengono da Dio stesso, dall'Arcangelo Gabriele e dalla Chiesa ed è piena di lodi e di domande salutari, mentre si rinnova e si prolunga in ordine, determinato e vario nello stesso tempo, e produce frutti di pietà sempre dolci e sempre nuovi » 
(Enciclica Octohri mense del 22 settembre 1891).


Il Rosario unisce le nostre preghiere a quelle di Maria nostra 

Madre. 
«Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi poveri peccatori». 


Ripetiamo con rispetto il saluto dell'Angelo e umilmente

aggiungiamo la supplica della confidenza filiale. Se la divinità, anche se incarnata e fatta uomo, resta capace di incutere timore, quale timore potremmo avere di questa donna della stessa nostra  natura, che ha in eterno il compito di comunicare alle creature le ricchezze e le misericordie dell'Altissimo? Confidenza filiale. Sì, perchè l'onnipotenza di Maria viene dal fatto di essere Madre di Gesù, l'Onnipotentee ha diritto alla nostra confidenza, perchè è nello stesso tempo nostra Madre, non solo in virtù del testamento dettato da Gesù sulla Croce, quando disse a Giovanni: « Ecco tua Madre » e a Maria: « Ecco tuo figlio », ma ancora perché nell'istante dell'Incarnazione, la Vergine concepì, insieme con Gesù, tutta l'umanità, che egli incorporava a sè.


Membri del Corpo mistico di cui Cristo è il capo, siamo stati

formati con Gesù nel seno materno della Vergine Maria e vi restiamo fino al giorno della nostra nascita alla vita eterna.
Maternità spirituale, ma vera, che ci mette con la Madre in
rapporti di dipendenza e di intimità profondi, rapporti di bambino
nel seno della Madre.
Qui è il segreto della nostra devozione per Maria: è nostra Madre
e come tale sappiamo di poter tutto chiedere al suo amore, perchè
siamo suoi figli!
Ma, se la madre, appunto perchè madre, pensa necessariamente
ai suoi figli, i figli, per l'età, son facili a distrarsi e il Rosario è lo strumento benedetto che conserva la nostra intimità con Maria e ci fa penetrare sempre più profondamente nel suo cuore.


Strumento divino il Rosario che la Vergine porta in tutte le sue

apparizioni da un secolo in qua e che non cessa di raccomandare.


Strumento della devozione cattolica per eccellenza, in cui l'umile

donna senza istruzione e il sapiente teologo sono a loro agio, perchè vi trovano il cammino luminoso e splendido, la via mariana, che conduce a Cristo e, per Cristo al Padre.


Così considerato il Rosario realizza tutte le condizioni di una

preghiera efficace, ci fa vivere nell'intimità di Maria e, essendo essa
Mediatrice, suo compito è di condurci a Dio, di portare le nostre
preghiere fino al cuore di Dio. 
Per Maria diciamo i Pater, che inquadrano le decine di Ave Maria, e, siccome quella è la preghiera
di Cristo e contiene tutto ciò che Dio volle che noi gli chiedessimo,
noi siamo sicuri di essere esauditi.



MESSA
Epistola (Prov. 8, 22-25; 32-35). - 

"Il Signore mi possedette all'inizio

delle sue opere, fin dal principio, avanti la creazione. Ab eterno fui stabilita, al principio, avanti che fosse fatta la terra. Non erano ancora gli abissi, ed io ero già concepita. Or dunque, o figli, ascoltatemi : Beati quelli che battono le mie vie. Ascoltate i miei avvisi per diventare saggi: non li ricusate. Beato l'uomo che mi ascolta e veglia ogni giorno alla mia porta, e aspetta all'ingresso
della mia casa. Chi troverà me, avrà trovato la vita, e riceverà dal Signore la salute."
Maria nel compito di educatrice.

Non si può eludere il carattere mariano di questa pagina dei
Proverbi, obiettando che si applica al Verbo Incarnato e solo per
accomodamento la Chiesa la riferisce alla Santa Vergine. La Chiesa
non fa giochi di parole e la Liturgia non si diverte a far bisticci.
Trattandosi di vite, che nel pensiero di Dio e nella realtà sono unite
insieme, come le vite del Signore e della Madre sua unite nello stesso decreto di predestinazione, il senso accomodatizio è in sè e deve esserlo per noi uno degli aspetti multipli del senso letterale.


« Giova a noi, per onorare Maria, considerarLa agente della

nostra educazione soprannaturale. Noi non siamo mai grandi per
Dio, ne per la nostra madre, ne per la Madre di Dio. Come non vi
è cristianesimo senza la Santa Vergine così se l'amore di Dio non è
accompagnato da un tenero amore per la Santa Vergine qualsiasi
vita soprannaturale è in qualche modo mancante.
« Maria è tutto quello che Essa insegnerà a chi l'ascolta e l'ama:
l'esempio, la carità, l'influenza persuasiva...
« Maria ha educato il Figlio ed educherà noi. Non si resiste ad
una Madre» (Dom Delatte, Omelie sulla Santa Vergine, Plon, 1951).




Parole benedette.

Il Vangelo è quello del Santo nome di Maria del 12 settembre.
È il Vangelo dell'Incarnazione del quale rileggiamo volentieri le
parole. Parole benedette perchè vengono da Dio: L'Angelo infatti
ne è soltanto il messaggero; parole e messagio gli sono stati affidati
da Dio. Parole benedette perchè vengono da Maria, che, sola, potè
riferire con ferma precisione di dettagli, che rivelano un testimonio
e una esperienza immediata.

Messaggio di gioia.

« Questo messaggio è un messaggio di gioia. La gioia mancava

nel mondo da molto tempo: era sparita dopo il primo peccato. Tutta
l'economia dell'Antico Testamento e tutta la storia dell'umanità

portavano un velo di tristezza, perchè era continuamente presente
all'uomo la coscienza di una inimicizia nei suoi rapporti con Dio, che doveva ancora essere espiata. Il messaggio è preceduto da un
saluto pieno di gioia e da una parola pacifica, carezzevole: Ave.
Questo Ave, primo elemento del messaggio, detto una volta, verrà
poi ripetuto per l'eternità.
La fede di Maria.

« La fede di Maria fu perfetta e non dubitò della verità divina
neppure nel momento in cui chiedeva all'Angelo come si poteva
compiere il messaggio. Gabriele rivelò il modo verginale della con-
cezione promessa, sollecitando il consenso della Vergine per l'unione ipostatica, perchè, per l'onore della Vergine e per l'onore della natura umana. Dio voleva avere da Maria il posto che avrebbe occupato nella sua creazione. E allora fu pronunziata con libertà e
con consapevolezza la parola, che farà eco fino all'eternità: « Io sono l'umile ancella del Signore: sia fatto secondo la sua volontà » (Dom Delatte. Opere citate).


Preghiera alla Vergine del Rosario:

   <<Ti saluto, o Maria, nella dolcezza del tuo gioioso mistero e
all'inizio della beata Incarnazione, che fece di te la Madre del Salvatore e la madre dell'anima mia. Ti benedico per la luce dolcissima che hai portato sulla terra.
   O Signora di ogni gioia, insegnaci le virtù che danno la pace
ai cuori e, su questa terra, dove il dolore abbonda, fa' che i figli camminino nella luce di Dio affinchè, la loro mano nella tua mano materna, possano raggiungere e possedere pienamente la meta cui 
il tuo cuore li chiama, il Figlio del tuo amore, il Signore Gesù.
   Ti saluto, o Maria, Madre del dolore, nel mistero dell'amore più
grande, nella Passione e nella morte del mio Signore Gesù Cristo.
Unendo le mie lacrime alle tue, vorrei amarti in modo che il mio
cuore, ferito come il tuo dai chiodi che hanno straziato il mio Sal-
vatore, sanguinasse come sanguinano quelli del Figlio e della Madre.
   Ti benedico, o Madre del Redentore e Corredentrice, nel purpureo
splendore dell'Amore crocifisso, ti benedico per il sacrificio, accettato al tempio ed ora consumato con l'offerta alla giustizia di Dio, del Figlio della tua tenerezza e della tua verginità, in olocausto perfetto.
   Ti benedico, perchè il sangue prezioso che ora cola per lavare i peccati degli uomini, ebbe la sua sorgente nel tuo Cuore purissimo.
   Ti supplico, o Madre mia, di condurmi alle vette dall'amore che solo l'unione più intima alla Passione e alla morte dell'amato Signore può far raggiungere.
   Ti saluto, Maria, nella gloria della tua Regalità. II dolore della
terra ha ceduto il posto a delizie infinite e la porpora sanguinante
ti ha tessuto il manto meraviglioso, che si addice alla Madre del Re
dei re e alla Regina degli Angeli. Permetti che levi i miei occhi verso di te durante lo splendore dei tuoi trionfi, o mia amabile Sovrana, e diranno i miei occhi, meglio di qualsiasi parola, l'amore di figlio, il desiderio di contemplarti con Gesù nell'eternità, perchè tu sei Bella, perchè sei Buona, o Clemente, o Pia, o Dolce Vergine Maria.>>

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