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lunedì 11 agosto 2014

ANNUNZIAZIONE E INCARNAZIONE - MARIA VERGINE E MADRE.



- «Mandate, o Signore, ve ne scongiuro, colui che dOvete mandare», dice Mosè a Dio (Exod. IV, 13). E il desiderio di Mosè, i voti dei patriarchi, le promesse di Dio furono adempite. Consultate S. Luca e vi narrerà che, giunta la pienezza del tempo, «fu mandato da Dio l'angelo Gabriele ad una vergine di nome Maria, abitante in Nazareth, città della Galilea. Come l'angelo fu entrato dov'ella trattenevasi, le disse: Io ti saluto, o piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra tutte le donne» (LUC. I, 26-28).


«Io vi saluto, esclama qui S. Gregorio taumaturgo, tempio del Dio vivente; perché voi darete alla luce la suprema gioia del mondo; sarete la gloria delle vergini, il giubilo delle madri (Serm. II de Annunt.)».



Gratia plena; piena di grazia, perché la grazia si versò sopra di lei dalle sorgenti divine, a guisa d'immenso fiume che tutta l'involse: i santi non n'ebbero a suo paragone che rigagnoli. Ella, come la prediletta di Dio, ricevette tutte le grazie di ogni sorta. Sì, essa è piena di grazia, - gratia plena; - e di qual grazia mai, commenta S. Pier Crisologo: «di quella grazia che diede gloria al paradiso, un Dio alla terra, la fede alle genti, la morte ai vizi, l'ordine alla vita, una regola ai costumi. Questa è la grazia che apportò l'angelo, questa è la grazia che ricevette la Vergine destinata ad essere il faro di salute a tutti i secoli (Serm. CXLIII)». 


Al saluto di Gabriele « Maria è riempita di grazia, dice S. Agostino, Eva è mondata dalla sua colpa; la maledizione di Eva si cangia nella benedizione di Maria (Serm. XVIII de Sanctis)». Una giovane verginella concepisce un Dio e lo riceve nel suo seno immacolato, per dar pace al mondo,. trionfo al cielo, salute agli uomini, vita ai morti; per congiungere l'uomo a Dio, per abbassare Dio fino all'uomo e fare di questo quasi un Dio.


Il Signore è teco - Dominus tecum. - Queste parole spiegano la pienezza delle grazie di cui fu arricchita Maria; il Signore l'assiste, è con lei in modo affatto speciale, per compiere l'opera divina dell'incarnazione del Verbo. Perciò, S. Agostino, commentando questo passo, così si esprime: Il Signore, o Maria, è con voi, con voi perché nel vostro spirito, con voi perché nel vostro seno, con voi perché vostro sostegno (Serm. XVIII de Sanct). 


Osserva S. Bernardo a questo proposito: «E che meraviglia, se è chiamata piena di grazia colei con la quale era il Signore? Piuttosto dobbiamo stupirci che colui il quale aveva mandato l'angelo alla Vergine, fu trovato dall'angelo già presente in Maria. Dio fu più agile dell'angelo, lo prevenne. Sì, Dio è con tutti i santi; ma egli era in modo particolare con Maria alla quale si congiunse con un vincolo così stretto, che non solo le si unì di volontà, ma di corpo; come se dalla sua sostanza e di quella della Vergine formasse un solo Cristo il quale, senz'essere interamente l'opera o tutta di Dio o tutta di Maria, fosse nel medesimo tempo tutto di Dio e tutto di Maria, e non formasse due figli, ma un solo figlio dell'uno e dell'altra (Serm. II I super Missus est)».


Il medesimo dottore insegna ancora come la Santissima Trinità tutta si trova in Maria. «Né si trova in voi, dice, solamente Dio il Figlio, che vestite della vostra carne; ma ancora Dio lo Spirito Santo, per cui virtù concepite e Dio Padre che generò colui che voi concepite. Con voi è il Padre il quale ha fatto figlio vostro il figliuol suo; con voi è il Figlio, il quale compie l'ammirabile mistero dell'incarnazione; con voi è lo Spirito Santo il quale d'accordo col Padre e col Figlio santifica il vostro seno verginale (Serm. III super Missus est)



Tu sei benedetta tra le donne - Benedicta tu in mulieribus. ­ «Veramente benedetta, dice S. Pier Crisologo, è colei che fu più sublime del cielo, più potente della terra, più grande dell'universo; colei che sola contenne colui che il mondo intero non può contenere. Essa portò colui che porta il mondo; generò il suo proprio creatore; nutrì colui che nutre ogni creatura. Fu già tempo in cui la benedizione dei patriarchi invocava la pinguedine della terra; ora ecco che la terra nostra, il seno di Maria, ha dato il suo frutto divino (Serm. CXIV)». 


«Siate dunque benedetta, o vergine avventurata, dice S. Brigida, siate benedetta voi, nella quale l'Onnipotente si è fatto bambino; voi, nella quale il Signore eterno è divenuto il figlio nel tempo; voi nella quale Dio, il creatore invisibile, si è fatto creatura visibile!» (Revel. lib. III, c. XXIX).


«Com'ebbe Maria udito la voce dell'angelo, si turbò alle sue parole, e pensava che cosa volesse dire quel saluto. Ma l'angelo le soggiunse: Non temere, Maria; tu hai trovato grazia presso il Signore» (Luc. I, 29-30). 

«Ah non temere, o Maria, commenta qui S. Bernardo: non stupirti se viene un angelo, perché viene a te Colui che è ben più grande dell'angelo. Come mai ti sorprende la venuta di un angelo, mentre hai con te il Signore degli angeli? Forse che non sei degna di vedere un angelo, tu che vivi da angelo? Perché non potrà un angelo visitare una compagna della sua vita? E certo, vita veramente angelica è la verginità, poiché la Scrittura dice che chi rimane vergine sarà come un angelo di Dio (Serm. in Nativ. B. M. V.)». Venite, o Signore Gesù, togliete gli scandali dal vostro regno che è l'anima mia, e regnate in lei da assoluto padrone! Venite, Signore Gesù, per mezzo di Maria, a salvarci!....


«In prova di questo tu concepirai, continuò l'angelo a Maria, e partorirai un figlio, a cui porrai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre; ed egli regnerà in eterno su la casa di Giacobbe e il suo impero non vedrà confine. - E Maria rispose: - Come può questo avvenire, mentre io non conosco uomo? E l'Angelo le replicò: - Su di te verrà lo Spirito Santo e tu sarai adombrata dalla virtù dell'Altissimo. Perciò il frutto santo che nascerà dalle tue viscere, sarà chiamato Figliuolo di Dio» (Luc. I, 35).



Lo Spirito Santo verrà sopra di te: per conseguenza la concezione di Gesù Cristo è santa. Come uomo Gesù è santo, non solamente in forza dell'unione sua ipostatica col Verbo, ma ancora in virtù della sua divina concezione, poiché fu concepito non da uomo o da angelo, ma di Spirito Santo. Per il suo divino concepimento, Gesù non era punto il figlio di Adamo, non poteva ereditare da lui il peccato originale e nascere peccatore, ma era tutto puro e tutto santo.



«Un Dio, osserva S. Bernardo, non poteva nascere che da una Vergine; una Vergine non poteva né concepire né partorire altri che un Dio (Homil. II sup. Missus est)». S. Clemente di Gerusalemme avverte che il Signore volle nascere da una vergine, per significare che i membri suoi nascerebbero, secondo lo Spirito Santo, dalla Chiesa vergine (Catech. XII).



E la virtù dell'Altissimo ti adombrerà, cioè come commenta S. Gregorio, il Verbo di Dio prenderà in te un corpo che sarà come ombra della divinità, che la velerà e nasconderà come ombra (Moral. lib. XXXIII, c. II). Per la parola ombra, S. Ambrogio intende la vita presente e mortale che lo Spirito Santo ha dato a Gesù Cristo; essa infatti è come l'ombra della vera vita dell'eternità (In psalm. CVIII, Serm. V). 


Il medesimo S. Ambrogio, S. Agostino e parecchi altri padri così spiegano le citate parole del Vangelo: Ombra rinfrescante, la grazia dello Spirito Santo, vi riparerà, o Vergine benedetta, dalle fiamme della concupiscenza carnale, affinché concepiate Gesù, sotto la sola impressione di un amore purissimo.


S. Agostino dà ancora quest'altra spiegazione: «La virtù dell'Altissimo vi coprirà con la sua ombra, cioè si attaccherà a voi, si adatterà al vostro essere come ombra al corpo, perché la debolezza umana non varrebbe a sopportare tutta la forza e l'effetto di questa virtù» (Lib. Vet. et Nov. Testam. c. LI). Consimili espressioni adopera S. Ilario: «La virtù dell'Altissimo vi coprirà della sua ombra, cioè vi proteggerà e vi ravvalorerà perché possiate provare la forza dello Spirito Santo nel grande, impareggiabile prodigio del concepimento del Figliuolo di Dio».



Lo Spirito Santo vi coprirà della sua ombra, cioè nasconderà, il segreto dei segreti, il mistero dei misteri che in voi si compie, o Maria! Egli velerà ad ogni occhio il più stupendo dei miracoli; la sua ombra farà l'effetto di una nube. Questa nasconde il sole e produce la pioggia, ricopre la terra e la feconda bagnandola; così è di voi, o Vergine immacolata; coprendovi, l'ombra dello Spirito Santo vi renderà feconda, secondo quelle parole d'Isaia: «Versate, o cieli, la vostra rugiada, piovete, o nubi, il giusto; aprasi la terra e germogli il Salvatore» (ISAI, XL V, 8).



S. Bernardo dice: «La meravigliosa incarnazione del Verbo è un mistero che la Trinità ha voluto operare da se stessa in Maria sola e con Maria sola. Solo alla Beata Vergine fu dato comprendere quello ch'ella sola doveva provare. Quando l'angelo, all'interrogazione da lei mossale com'avverrebbe questo prodigio, rispose: Lo Spirito Santo vi adombrerà, è come se avesse detto: Perché chiedere a me quello che ben presto troverete in voi? Voi lo saprete di certa scienza e lo saprete a vostra grande ventura; ma lo saprete dall'autore medesimo del prodigio. La mia missione è solo quella di annunziarvi il vostro concepimento verginale e divino (Serm. IV sup. Missus est)».



Perciò il frutto che nascerà da te, sarà chiamato il Figliuolo di Dio. Egli sarà santo in virtù dell'operazione dello Spirito Santo ed in forza dell'unione sua ipostatica col Verbo: sarà il Figlio di Dio per natura, a differenza di noi che lo siamo solamente per grazia, per adozione... 


«Ed ecco, continua il messaggero celeste, che la cognata tua Elisabetta ha concepito anch'essa un figlio nella sua vecchiaia» (Luc. I, 36). L'angelo conferma il miracolo dell'incarnazione con un altro miracolo, «affinché, dice S. Bernardo, con l'aggiungersi miracolo a miracolo, si aumenti la gioia sicché tocchi il colmo (Ib.)». Poiché niente è impossibile a Dio (Ib. 37). «In Dio, come osserva il citato S. Bernardo, la parola non si differenzia dall'intenzione, perché è la verità; né l'opera dalla parola, perché egli è l'onnipotenza; né il modo dal fatto, perché è la sapienza (Ib.)».


A questo punto l'inviato di Dio si arresta e tace, rispettosamente aspettando il consenso e la risposta di Maria. 

«O Vergine benedetta, esclama S. Bernardo, Adamo; Abramo, Davide, i patriarchi, i profeti, il mondo tutto prostrato ai vostri piedi, sta aspettando ansioso questo vostro consenso liberatore. E non senza grande ragione, perché dalla vostra bocca dipende la consolazione degli afflitti, la redenzione degli schiavi, la liberazione dei dannati, la salute insomma di tutti i figli di Adamo, dell'universo intero. 

Date, o Vergine incomparabile, una pronta, affermativa risposta. Deh! affrettatevi, o Signora, a proferire questa parola, che aspettano trepidando la terra, il limbo, il cielo. Ma che dico? Il Signore, il Re dell'universo. desidera anch'egli medesimo questo vostro consenso con tanto ardore con quanto si compiacque della vostra bellezza; poiché per questo consenso egli vuole salvare il mondo (Serm. VI sup. Missus)».


Cielo, limbo, terra, rallegratevi e tripudiate, Maria consente! Maria risponde: «Ecco l'ancella del Signore facciasi di me secondo la tua parola» (Luc. I, 28). Fiat, si faccia, sia come tu dici, o angelo del Signore; e al suono di questa parola, in quell'istante fortunato e supremo il Verbo si è fatto carne (IOANN. I, 14). 


A questa parola fiat, Dio si fa uomo, l'uomo diventa Dio; il cielo si abbassa, la terra s'innalza; Dio ha una madre, una vergine ha un Dio per figlio; gli angeli stupiscono, la terra esulta, freme l'inferno. Tutto è salvo!... 

Con un solo fiat il mondo è cavato dal nulla, con un solo fiat di Maria, il mondo è redento, è salvo. Divenga pure io madre, dice Maria, ma sì che rimanga a un tempo vergine; e allora del prezioso sangue della Vergine lo Spirito Santo forma il corpo di Gesù Cristo; e l'anima e la divinità si uniscono a quel corpo con quella prontezza medesima con cui l'ostia diviene il corpo e il sangue di Gesù Cristo al suono di quelle parole: «Questo è il mio corpo» - Hoc est corpus meum - 


Un fiat di Dio crea il mondo; un fiat di Adamo lo perde; un fiat di Maria permette l'incarnazione del Verbo e salva l'universo; un fiat del sacerdote pone Gesù Cristo su l'altare; un fiat dell'Onnipotente risusciterà tutti gli uomini e li trasporterà nel luogo del giudizio.
Si faccia di me secondo la tua parola; e Maria diventa in quel punto la sposa, la madre di Dio; la nostra carne, la sposa del Verbo. 

«Il Verbo si è fatto carne, esclama S. Pier Damiani; ecco quello che la natura ammira, che l'angelo riverisce, che l'uomo anela, che stupisce il cielo, che consola la terra, che sgomenta l'inferno» (Serm. da Annunt.). 

Un angelo annunzia, dice S. Bernardo, la virtù dell'Altissimo copre Maria, lo Spirito Santo sopravviene, la Vergine crede e credendo concepisce, restando vergine (Serm. I, in vig. Nativ.)».


«E l'angelo prese da lei commiato» (Luc. I, 38). L'angelo tolse congedo dopo di avere compiuto la sua missione e ottenuto il consenso di Maria, perciò dopo l'incarnazione del Verbo. Si crede che l'arcangelo Gabriele nel ritirarsi si prostrò ai piedi di Maria e per venerare la Madre di Dio e per adorare il Verbo divino in lei incarnato; appunto ad imitazione dell'angelo, noi ripetendo quelle parole - Et Verbum caro factum est - chiniamo il capo e pieghiamo il ginocchio...



S. Bernardo asserisce che la Vergine divenne degna di essere la madre di Dio, in virtù dell'atto di fede e di obbedienza che fece consentendo, dietro la parola dell'angelo, alla incarnazione del Verbo e che questo solo atto fu più meritorio che non tutti gli atti di virtù fatti dagli angeli e dai santi (Concl. LXI, c. XII, art. 1). E il Suarez, commentando queste parole, mette in rilievo che per l'atto di cui parliamo, Maria meritò la dignità di madre di Dio; dignità la quale richiedeva la più grande grazia e la più alta gloria (De B. Virg.).



Molti miracoli si contengono nel miracolo dell'incarnazione. 


Il primo è che una vergine concepì rimanendo vergine...; 
il secondo fu che lo Spirito Santo coprì Maria della sua ombra, formò su l'istante in lei tutt'intero il corpo di Gesù Cristo e vi unì un'anima perfetta...; 
il terzo, che il Verbo si unì in quel medesimo tempo a quell'anima e a quel corpo...; 
il quarto, che Dio si fece uomo...; 
il quinto, che l'uomo diventò Dio...; 
il sesto, che nel punto stesso dell'incarnazione, Gesù bambino fu riempito di sapienza e d'intelligenza...; 
il settimo, che fu concepito senza macchia originale e colmo di grazia...; l'ottavo, che l'anima santa di Gesù vide, dal primo momento della sua creazione, l'essenza di Dio e a lui si offerse per soffrire il supplizio del Calvario e riscattare gli uomini...


Eva, la prima vergine, fu formata dal primo uomo vergine, Adamo: 


al contrario, Gesù Cristo, il secondo uomo vergine, fu formato dal corpo della seconda vergine Maria.







- «Giacobbe generò Giuseppe sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù che è chiamato il Cristo» (MATTH. I, 16). L'evangelista non dice, Giuseppe generò Gesù, come aveva detto degli antenati del Messia: Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, e via di seguito. E nemmeno dice: Maria generò Gesù, quantunque ciò sia vero, ma scrive: Maria dalla quale nacque Gesù. Con questo modo di parlare, indica: 

l° che Gesù nacque da Maria non per effetto di causa naturale, ma di virtù soprannaturale, per la potenza cioè e l'operazione dello Spirito Santo; 

2° che Gesù non fu generato da Giuseppe, ma che nacque da sua madre sola e per conseguenza da una vergine; 

3° che l'incarnazione è opera dello Spirito Santo, come causa precipua. Maria ne fu la causa secondaria, attivamente per il consenso che diede all'angelo; passivamente, fornendo il suo sangue perché fosse la materia del Corpo di Gesù Cristo...


Tu sei benedetta fra le donne 


Benedicta tu in mulieribus (Luc. I, 28). Queste stesse parole furono dette di Giaele che uccise Sisara e di Giuditta che abbatté Oloferne, ma in modo, ben più vero e perfetto convengono a Maria. Voi siete, o Maria, la sola specialmente benedetta fra tutte le donne, perché restando vergine, diventerete madre; e come concepirete senza compiacenza, così partorirete senza dolore l'Unigenito di Dio...


Benedicta tu in mulieribus - Tu sei benedetta fra le donne. Così l'angelo saluta Maria per indicare che vi è in lei quanto di più perfetto si trova nei tre stati della donna, che sono la verginità, il matrimonio, la vedovanza. 


Nella vergine si loda l'integrità e non la sterilità; nella vedova la libertà non la solitudine; nella sposa la buona educazione della prole, non la perdita della verginità. Solo Maria è vergine senza sterilità, è libera non ostante il suo matrimonio con S. Giuseppe ed è feconda senza scapito della verginità. Perciò si trova in lei riunito quanto vi è di buono nelle tre condizioni della donna, e schivato tutto ciò che vi è di difettoso. Ecco perché l'angelo la dichiara benedetta fra tutte le donne.


Sì, voi siete, o Vergine Santa, quella donna avventurata di cui settecent'anni innanzi Isaia aveva profetato: «Ecco che la vergine concepirà e partorirà un Figlio, il cui nome sarà Emmanuele» (ISAI. VII, 14). «Egli sarà grande, soggiunge l'evangelista che ne descrive la nascita, e sarà chiamato il Figlio dell'Altissimo; regnerà in eterno su la casa di Giacobbe, e l'impero suo non avrà confini» (Luc. I, 32-33).


<<Cor Mariæ Immaculatum, intercede pro nobis>>