venerdì 28 febbraio 2025

FESTA DEL SANTO VOLTO DI GESU' * Martedì prima delle Ceneri di mercoledì 4 marzo


 FESTA ISTITUITA DAL PAPA PIO xii  NEL 1958

Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto; il tuo volto, Signore, io cerco”  (Sal 26, 8-9).




“Gli dice Filippo: “Mostraci il Padre e ci basta”. Gli dice Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e non mi hai conosciuto Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?”(Gv 14,8 ).

Dalla lettura di questo brano evangelico si evince che vedere Gesù equivale a vedere il volto del Padre, ma, ovviamente, ciò non significa che fissare lo sguardo su una bella immagine che ritrae il volto di Gesù possa mostrare anche l’ineffabile visione di Dio Padre, anche perché, se così fosse, sarebbe precluso ai non vedenti di poter ammirare tante belle immagini che ritraggono il volto di Cristo, come ad esempio l’immagine del Gesù misericordioso di santa Faustina Kowalska. Il volto di Gesù, che è anche il volto del Padre, quel volto che guarda ogni uomo con infinito amore, è impresso nel profondo dell’anima di ognuno, ed è lì che deve essere cercato. Pertanto, solo anelando e implorando la grazia di poter vedere quel volto, che è la delizia degli angeli ( Mt 18,10-11) e dei beati nel cielo, si può ottenere il dono della vista interiore, quella spirituale, di gran lunga superiore a quella materiale, che consente di scoprire l’immagine di Dio riflessa in se stessi (Gn 1,26).

“Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?”(Sal 41) . Chi riceve, dal Signore, la sublime grazia di poter contemplare il suo volto, e di vivere sotto il suo sguardo amorevole può gustare, già in questa vita terrena, un anticipo di quella gioia che proverà nella visione beatifica di Dio nei secoli dei secoli. “Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto” (1 Cor13,12).

San Francesco d’Assisi capì quanto fosse importante che lo sguardo dell’uomo incrociasse lo sguardo di Dio al punto di formulare la sua celebre benedizione: Il Signore ti benedica e ti custodisca. Ti mostri la sua faccia e abbia misericordia di te. Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore ti benedica”, che si riallaccia alla benedizione che il Signore diede a Mosè per benedire il popolo di Israele: “Ti benedica il Signore e ti protegga Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace” (Nm 6,24).

Ogni uomo non può eludere il fatto di trovarsi davanti a due scelte: fissare il volto di Cristo oppure volgere lo sguardo al volto del male. Contemplare il volto di Dio rende lo sguardo limpido e luminoso, come quello di un bambino: “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti” (Sal 34,6). Contemplare il volto di Dio consente di vedere tutte le cose con i suoi occhi e di poter vivere nella sua pace; invece, la visione del volto del male incupisce lo sguardo e fa vivere nell’inquietudine, nella confusione mentale, nell’aggressività: ”Il Signore disse allora a Caino: “Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?” Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto?”(Gn 3,6). Chi fissa il volto del male resta “pietrificato”, come chi si trovava di fronte alla testa di Medusa, quella figura della mitologia greca; e rimanere “pietrificati” significa divenire incapaci di muovere i propri passi sulla via del bene. Bisogna tener conto che, purtroppo, anche il volto del male ha un suo potere di ammaliare: lo sperimentarono Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, e ne fa esperienza ogni uomo che subisce l’attrattiva del maligno, il quale sa nascondere il suo volto mostruoso dietro l’apparenza di angelo di luce (quello che una volta era stato), facendo sembrare bene ciò che è male. Il demonio è da compiangere, perché se avesse visto solo per un attimo il volto di Dio non si sarebbe mai allontanato da Lui e non si sarebbe trasformato nel mostro che egli è.

Tra quelli che erano saliti per adorare durante la festa c’erano alcuni Greci. Essi abbordarono Filippo, quello di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: “Signore vorremmo vedere Gesù”. Filippo va a dirlo ad Andrea. Andrea e Filippo vanno a dirlo a Gesù. Gesù risponde loro: “Ѐ venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità vi dico: Se il grano di frumento, caduto per terra, non muore, resta esso solo. Ma se muore, porta molto frutto. Chi ama la propria vita la perde, e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna”(Gv12,20-26).

Gesù rispose a quegli uomini in modo enigmatico, affrontando un discorso che parlava di morte, di vita e di glorificazione nella morte, e parlando in quel modo intendeva dire che per vederlo bisognava essere disposti a dare la propria vita, vale a dire far morire l’uomo vecchio per rinascere in Lui e gustare la vita eterna. Chi non contempla il volto di Dio sperimenta un’angosciosa solitudine -come il grano di frumento che se non muore resta solo- perché, anche se ha mille relazioni umane, nel suo intimo avverte di sentirsi solo al mondo, come recita quella famosa poesia di Salvatore Quasimodo: “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”.

Anche Mosè voleva vedere Dio (Es 33,18), e Dio gli rispose che non era possibile vedere il Suo volto e rimanere in vita. Ora, invece, è possibile “vedere” Dio senza morire fisicamente, perché possiamo vederlo in Gesù.

“Quando sarà che potrò contemplare, o buon Gesù, il tuo benigno viso? Credo che mi faresti liquefare, e non vorrei altro Paradiso. Fammelo un poco, o dolce amor, gustare, a ciò che il mio cuore non sia diviso da te, mio bene, mia vita e mia dolcezza, per la soavità della tua bellezza. Credo che se tutto il mondo mi donassi, il cielo e la celeste compagnia, e il paradiso aperto mi mostrassi con ogni gloriosa gerarchia, e poi il tuo bel viso mi celassi, per nulla sarei soddisfatta: inferno mi sembrerebbe il paradiso se non possedessi il tuo bel viso”(alcune strofe tratte dalla Lode della visione di Cristo, di santa Camilla Battista da Varano).

Anche il Signore desidera ardentemente vedere il volto dell’amata, che spesso si nasconde come si nascosero Adamo ed Eva dopo aver peccato (Gn 3, 8-11). ”O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro” (Ct 2,14-15).

L’uomo ama tanto scattare fotografie o dei selfie, perché in tal modo restano impresse per sempre le sue emozioni provate dinanzi a delle immagini. Come sarebbe emozionante avere tra le mani una fotografia del Signore, oppure un selfie in cui compare il volto del Signore insieme al nostro! A qualcuno è accaduto!


Q uesta fotografia di Gesù è conosciuta in tutto il mondo, ma ben pochi conoscono il miracolo che l’ha generata. Nel 1978, alla NASA, un gruppo di scienziati appartenenti allo S.T.U.R.P. ( The Shroud of Turin Research Project) sottopose la Sacra Sindone a numerose analisi scientifiche. Una di queste era finalizzata alla ricostruzione del santo Volto di Gesù prima della sua passione e morte in croce. Tutti sanno che nella sacra Sindone il volto di Gesù ha gli occhi chiusi,ebbene, il fotografo ufficiale dello STURP, al “settimo” trattamento fotografico, vide il Volto di Gesù con gli occhi aperti! In seguito a questo straordinario miracolo, avvenuto in presenza di alcuni dei più grandi scienziati del mondo (quelli della NASA), se ne aggiunse un altro: il fotografo, da ateo che era, divenne credente! Quel fotografo della NASA si convertì non tanto per quel prodigio verificatosi sotto i suoi occhi, ma perché vide il suo volto riflesso in quello di Cristo.

Ogni cristiano, che abbia ricevuto la grazia di specchiarsi nello sguardo di Cristo, dovrebbe divenire un Apostolo del Suo Volto, guardando il suo prossimo con uno sguardo lucente simile a quello di Mosè quando scendeva dal monte (Es 34,29), o, per meglio dire, con lo stesso sguardo di Gesù. Apostolo del Santo Volto lo si diventa asciugando, come la Veronica, il volto di Gesù sofferente, riflesso in tante anime sfigurate dal peccato, e incoraggiare, tali anime, a sottoporsi ad un “lifting dell’anima” per ritrovare la perduta bellezza e giovinezza. Se un peccatore potesse vedere, solo per qualche attimo, come appare la sua anima, resterebbe inorridito come quando si assiste alla riesumazione di un cadavere! Apostolo del Santo Volto lo si diventa imitando santa Teresina del Bambino Gesù e del Volto santo, la quale, quando scoprì la bellezza del Volto di Gesù che traspariva nei tratti sfigurati dalla sua dolorosissima Passione, ne rimase folgorata ed estasiata.

 

Preghiera al Santo Volto di Santa Teresina di Gesù Bambino e del Santo Volto

O Gesù, che nella tua crudele passione divenisti “l’obbrobrio degli uomini e l’uomo dei dolori”, io venero il tuo Volto divino, sul quale splendevano un tempo la bellezza e la dolcezza della divinità e che ora è divenuto per me come il volto di un lebbroso. Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il tuo infinito amore e mi consumo dal desiderio di amarti e di farti amare dagli uomini. La lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi tuoi mi appaiono come perle preziose, che mi è caro raccogliere, per riscattare, col loro infinito valore, le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il cui volto adorabile rapisce il mio cuore, ti supplico d’imprimere in me la tua somiglianza divina e d’infiammarmi del tuo amore, affinché io possa giungere a contemplare in cielo il tuo volto glorioso”. Amen.


 

PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

rivelate a suor Maria di san Pietro ( 1816-1848), suora carmelitana di Tours, in Francia.

 

Per l’offerta del mio Santo Volto all’Eterno Padre, nulla sarà rifiutato, otterrete la conversione di molti peccatori.

Con il mio Sacro Volto opererete prodigi, placherete l’ira di Dio e farete scendere la misericordia sui peccatori.

Tutti coloro che onoreranno il mio Volto in spirito di riparazione svolgeranno il compito della pia Veronica.

In base all’attenzione che avrete nel riparare il mio Sacro Volto, sfigurato dai bestemmiatori, allo stesso modo io avrò cura delle loro anime sfigurate dal peccato. Il mio Volto è il sigillo della Divinità che ha il pregio di riprodurre nelle anime l’immagine di Dio.

Tutti coloro che difenderanno con le parole, con le preghiere e con la scrittura la mia causa nell’Opera di Riparazione, in particolare i miei sacerdoti, li difenderò davanti al Padre mio, e darò doro il mio Regno.

Come in un regno tutto si acquista con una moneta sulla quale sia impressa l’effige del Re, così con la preziosa moneta della mia Santa Umanità, cioè col mio Volto adorabile, voi otterrete nel Regno dei Cieli quanto vi aggrada.

Coloro che sulla terra contempleranno le ferite del mio Volto lo ammireranno in Cielo radioso e pieno di gloria.

Essi riceveranno nelle loro anime un’irradiazione luminosa e costante della mia Divinità e, a somiglianza con il mio Volto, brilleranno di uno splendore particolare in Cielo.

Li difenderò, li proteggerò e assicurerò loro la perseveranza finale.

 

PREGHIERA PER OFFRIRE IL SACRO VOLTO DI GESÙ A DIO PADRE, PER PLACARE LA SUA GIUSTIZIA E FAR SCENDERE SU DI NOI LA SUA MISERICORDIA

Onnipotente ed Eterno Padre, poiché piacque al Nostro Divino Salvatore di rivelare all’umanità di oggi il potere che risiede nel Suo Sacro Volto, ora noi ci avvaliamo di questo tesoro per i nostri più grandi bisogni. Poiché il Salvatore stesso ha promesso che, offrendo a Te il Sacro Volto sfigurato nella Passione, noi possiamo ottenere la soluzione di tutti gli affari della nostra famiglia a che nulla ci sarà negato, ora noi veniamo davanti al tuo trono. Eterno Padre, distogli il tuo sguardo pieno d’ira dal nostro popolo peccatore il cui volto è diventato ripugnante ai Tuoi occhi.
Guarda invece al Volto del Tuo Diletto Figlio, perché questo è il Volto di Colui nel quale Ti sei compiaciuto. Ora noi Ti offriamo questo Suo Sacro Volto ricoperto di sangue, sudore, polvere, sputi e vergogna, in riparazione dei peggiori crimini della nostra epoca: l’ateismo, la bestemmia, la profanazione dei giorni di precetto…
Speriamo così di poter placare la Tua giusta ira provocata contro di noi. Il Misericordiosissimo Avvocato apra la Sua bocca per perorare la nostra causa: ascolta il Suo pianto, guarda le Sue lacrime, o Dio, e attraverso i meriti del Suo Santo Volto ascolta quando intercede per noi miseri peccatori.
Amen.

LITANIE DEL SACRO VOLTO DI GESÙ

Ti saluto, ti adoro e ti amo, o adorabile Volto del mio amato Gesù, nobile sigillo della Divinità, nuovamente oltraggiato dai blasfemi. Ti offro per mazzo del Cuore della tua S.S. Madre l’adorazione di tutti gli Angeli e i Santi, supplicandoti umilmente di riparare e rinnovare in me e in tutti gli uomini la Tua immagine sfigurata dal peccato.

O Volto adorabile che sei stato adorato con profondo rispetto da Maria e Giuseppe quando ti videro per la prima volta, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che rapisti di gioia nella grotta di Betlemme gli Angeli, i pastori e i Magi, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che hai trafitto con un dardo d’amore, nel Tempio, il santo vecchio Simeone e la profetessa Anna, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che hai riempito d’ammirazione i Dottori della legge quando sei entrato nel Tempio a dodici anni, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che brilli di una bellezza sempre antica e sempre nuova, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che sei il Capolavoro dello Spirito Santo, nel quale l’Eterno Padre si compiacque, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che sei lo specchio ineffabile delle perfezioni divine, abbi pietà di noi.

O adorabile Volto di Gesù che ti chinasti misericordiosamente sulla croce il giorno della Tua Passione per la salvezza del mondo, anche oggi, per pietà, chinati con misericordia verso di noi poveri peccatori. Posa su di noi il tuo sguardo pieno di compassione e donaci la Tua pace

O Volto adorabile che brillavi come il sole e radiavi di gloria sul monte Tabor, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che piangesti e ti affliggesti sulla tomba di Lazzaro, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che ti rattristasti nel vedere Gerusalemme e piangesti su quell’ingrata città, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che ti prostrasti nel Giardino degli Ulivi e ti copristi di confusione per i nostri peccati, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che fosti coperto di sudore e di sangue, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che fosti colpito da un vile servo, coperto da un velo di vergogna e profanato dalle mani sacrileghe dei tuoi nemici, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che con il tuo sguardo divino colpisti il cuore di Pietro con un dardo di dolore e di amore, abbi pietà di noi.

Abbi pietà di noi! Non disprezzare le nostre preghiere quando in mezzo alle nostre afflizioni invochiamo il Tuo Santo Nome e cerchiamo con amore e fiducia il Tuo adorabile Volto.

O Volto adorabile che fosti lavato e unto da Maria e dalle pie donne e poi coperto con un sudario, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che risplendevi di gloria e bellezza il giorno delle Risurrezione, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che ti nascondi nell’Eucaristia, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che alla fine dei tempi apparirai in cielo con grande potenza e maestà, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che farai tremare i peccatori, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che riempirai di gioia i giusti per l’eternità, abbi pietà di noi.

O Volto adorabile che meriti tutta la nostra riverenza, i nostri omaggi e la nostra adorazione, abbi pietà di noi.

Signore mostraci il Tuo Volto e saremo salvi.

Signore mostraci il Tuo Volto e saremo salvi.

Signore mostraci il Tuo Volto e saremo salvi.

AMDG et D.V.MARIAE

giovedì 27 febbraio 2025

APPARIZIONI A LA SALETTE - 1846

 Apparizioni di La Salette – Signora, perché piangi?

Il pomeriggio del 19 settembre del 1846, due pastorelli videro una Signora di splendente bellezza. Non nascondeva le sue lacrime. Cosa le provocava?

«Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore» (Lam 1,12). Le toccanti parole di Geremia, piamente attribuite alla Madre Addolorata ai piedi della Croce, possono anche rappresentare l’epiteto più perfetto della Vergine di La Salette.

Nelle Alpi francesi, Maria Santissima è apparsa come “Mater Lacrimosa”. Sembrava che la spada di dolore Le trapassasse nuovamente l’anima

Sulle Alpi francesi, Maria Santissima Si degnò di apparire nelle dolorose vesti di Mater Lacrimosa a due candidi pastorelli provenienti da un villaggio vicino a Grenoble. Il suo maestoso sembiante non nascondeva le abbondanti lacrime che Le scendevano fino all’altezza delle ginocchia, sfaldandosi in scintille di luce. Sembrava addirittura che la spada di dolore che era stata conficcata nell’anima della Regina dei Martiri durante la Passione le trafiggesse di nuovo il petto mentre contemplava l’indifferenza di innumerevoli figli, manifestata nell’aperta violazione della Legge di Dio, e il terribile castigo che sarebbe sopravvenuto sul mondo peccatore. «Chi non piangerebbe al vedere la Madre di Cristo in tanto supplizio?», canta lo Stabat Mater.

Sarebbe un’aberrazione nell’ordine della natura che un figlio rimanesse indifferente all’appello angoscioso di una buona madre. Anche lo Spirito Santo ci ammonisce a non rimanere impassibili dinanzi al gemito materno (cfr. Sir 7, 28). Ma trattandosi della Madre delle madri, quale deve essere il nostro atteggiamento? «Sarebbe comprensibile veder piangere una madre, e una tale Madre, senza impiegare tutti i mezzi immaginabili per consolarLa, per trasformare il Suo dolore in gioia?»,1 conclude Mélanie, la piccola veggente.

Vista panoramica delle Alpi francesi

Consolare l’Ambasciatrice Celeste! Sarà stato questo l’atteggiamento dell’umanità smarrita di fronte agli appelli contenuti nel messaggio e nei segreti da Lei trasmessi?

Sopra il “paradiso”, appare la Santissima Vergine

Nella soleggiata mattina del 19 settembre del 1846, la quattordicenne Mélanie Calvat e l’undicenne Maximin Giraud stavano conducendo il bestiame ai pascoli montani di La Salette. Non potevano immaginare che Dio li avrebbe scelti, nonostante fossero semplici pastorelli, per essere portavoce della Regina dei Profeti davanti agli uomini!

Curiosamente, i due si erano conosciuti il giorno prima dell’apparizione, quando un uomo del luogo aveva ottenuto dal padre di Maximin l’autorizzazione affinché il ragazzo sostituisse uno dei suoi dipendenti malati. Data la sua completa ignoranza rispetto a questo mestiere, gli fu indicato di seguire una pastorella esperta del luogo.

Il ragazzino fece presto amicizia con l’innocente Mélanie e, dopo aver accudito gli animali, chiese di giocare. Lo svago scelto fu quello di costruire un cosiddetto “paradiso”, che consisteva in una casetta di pietre ricoperta di fiori. Suonava l’Angelus mentre i due ammucchiavano ciottoli e raccoglievano piante campestri multicolori per poi, dopo un pasto frugale, dare inizio all’opera. Essa era formata da un piano terra riservato a loro due e da un piano superiore inondato di fiorellini, composizioni e rami, che era propriamente il “paradiso”. Questa costruzione puerile richiese molto tempo di lavoro, dopo il quale si addormentarono sull’erba.

Quando Mélanie si svegliò, volle subito verificare che il gregge fosse in ordine e, rassicurata che fosse al sicuro, si girò verso la piccola costruzione. In quel momento la vide risplendere di luce e riuscì appena ad esclamare: «Maximin, vedi anche tu? Oh, mio Dio!»

Era diventata il piedistallo scelto dalla Sovrana del Cielo per trasmettere le sue comunicazioni celesti. Il pomeriggio era già avanzato e contemporaneamente la Chiesa celebrava, secondo il calendario liturgico dell’epoca, i primi vespri della festa della Madonna Addolorata.

Bontà e bellezza supreme

La bella Signora delle Alpi apparve seduta con la testa tra le mani, in un atteggiamento intriso di soprannaturale. Mélanie La descrive così: «Possedeva uno sguardo dolce e penetrante; i suoi occhi sembravano conversare con i miei, ma questo dialogo nasceva da un profondo e vivo sentimento d’amore per quella sconvolgente bellezza che mi affascinava. La dolcezza del suo sguardo, la sua aria di inspiegabile bontà, mi facevano comprendere e sentire che attirava a Sé e voleva donarSi; era un’espressione d’amore che non si può esprimere con il linguaggio umano e nemmeno con le lettere dell’alfabeto».

Era dispiaciuta per l’aperta violazione della Legge di Dio e per il terribile castigo che avrebbe colpito il mondo peccatore e incallito nei suoi peccati

Il suo abito bianco-argentato era ornato da un grembiule color giallo-oro; tuttavia, come descrive la veggente, «non aveva nulla di materiale: era composto di luce e gloria». La corona regale, fatta di rose celesti, spargeva raggi dorati. Intorno al collo, attaccato a una catenina, pendeva il simbolo della Redenzione: una croce dorata con Nostro Signore splendente su di essa, che a volte pareva morto; altre volte Si manifestava con la testa sollevata e gli occhi aperti, e persino con la voglia di parlare. Accanto al crocifisso c’erano due strumenti della Passione: un martello e una tenaglia. Aveva anche una catenina più lunga composta da raggi scintillanti di gloria e molte altre rose disegnate che Le ornavano il vestito.

«Venite, figlioli, non abbiate paura. Sono qui per annunciarvi una grande notizia», furono le parole iniziali con cui la Santissima Vergine introdusse il suo discorso profetico, mentre iniziava a versare copiose lacrime.

Dolore per i peccati dell’umanità

«Se il mio popolo non vuole sottomettersi, Mi vedo costretta a lasciare libera la mano di mio Figlio. È così grave e pesante che non riesco più a trattenerla». Con questo lamento, la Madonna rivelava la necessità delle sue costanti suppliche per placare la collera divina, ma Si rammaricava perché gli uomini le consideravano con totale indifferenza: «Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, Mi vedo nella necessità di pregarLo costantemente. E a voi non importa. Per quanto preghiate, per quanto facciate, non potrete mai ricompensarMi per le pene che ho assunto per voi». E denunciava come causa dell’indignazione divina la violazione del precetto domenicale e i peccati di blasfemia in cui il popolo si lasciava andare con superficialità.


Statua di Nostra Signora di La Salette

«Se il raccolto va perso, è unicamente per colpa vostra». Infatti, in quegli anni le patate si guastarono e il grano si sbriciolò dopo il raccolto, causando danni immensi ai contadini. Ma anche dopo questo severo segnale di rimprovero della Provvidenza, non ci fu un cambio di vita. Per questo, nuovi e più grandi castighi avrebbero colpito la popolazione negli anni successivi, indicando il cammino della contrizione: «Ci sarà una grande carestia. Prima che arrivi, i bambini sotto i sette anni avranno un tremito e moriranno tra le braccia di coloro che li portano in braccio; gli altri faranno penitenza con la fame. Le noci andranno a male, l’uva marcirà».

Queste previsioni, rivolte soprattutto ai contadini dell’epoca, si avverarono con precisione da quel momento in poi, dalla perdita del grano, delle noci e dei vigneti, fino alla morte di migliaia di bambini. Nell’insieme, queste calamità furono un segno del potere di Maria sugli eventi, segno che invitava i suoi figli a credere nelle predizioni di portata universale che Ella avrebbe cominciato a fare.

Crisi nella Chiesa, nel clero e nella vita religiosa

Come Madre del Corpo Mistico di Cristo, la Madonna riversa su di lui i tesori del suo amore e del suo zelo, affinché compia la sua missione di guida dei popoli verso la salvezza conquistata dal Sangue redentore. Ora, il suo Cuore materno, paragonabile a un tabernacolo dove la luce non si è mai spenta o a un tempio dove non è mai entrato il disordine, soffre l’indicibile nel vedere la Santa Chiesa sprofondare in una crisi senza precedenti nella Storia. Sigillata dalla promessa di immortalità, splendente nell’anima dei giusti e gloriosa nella Gerusalemme Celeste, la dura realtà della sua eclissi nella società umana strappa dalla Verginale Signora gemiti di afflizione.

Rivolgendosi a Maximin, Maria Santissima volle rivelargli un segreto. Previde per il XIX secolo l’avanzata del male in tutti i Paesi, in proporzioni mai viste prima, e l’inizio di una grande persecuzione della Chiesa, in cui i buoni avrebbero espiato con le loro sofferenze il male che avevano fatto o che non avevano combattuto con la dovuta fermezza. Alla fine di tante lotte, si sarebbe affermata sulla terra l’unica Religione: quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

La Vergine previde l’avanzata del male in tutti i paesi, in proporzioni mai viste prima, e l’inizio di una grande persecuzione della Chiesa

La bambina, che non aveva udito le parole pronunciate al suo compagno, cominciò a ricevere anche lei una rivelazione: «Mélanie, quello che voglio dirti ora non sarà sempre un segreto; potrai pubblicarlo nel 1858». E la Madonna proseguì allora delineando il quadro di decadenza della Chiesa visibile nella persona dei suoi presbiteri e religiosi. Questo gregge eletto, chiamato a impugnare la fiaccola del fervore tra i fedeli, avrebbe in gran parte tradito la sua missione e sarebbe stato responsabile della decadenza di tutta la società.

Ecco alcune parole della Madonna: «Infelici i sacerdoti e le persone consacrate a Dio, che con la loro infedeltà e la loro cattiva vita, crocifiggono nuovamente mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio gridano al Cielo e chiedono vendetta, ed ecco che la vendetta sta alle loro porte, perché non si trova più nessuno che implori misericordia e perdono per il popolo; non ci sono più anime generose, non ci sono più persone degne di offrire la Vittima Immacolata all’Eterno in favore del mondo».

Sempre in tono molto serio, Ella indicò la trascuratezza della preghiera e della penitenza da parte di coloro che governano la Chiesa e come si permetterà al demonio di stabilire divisioni in tutte le società e in tutte le famiglie. Dio abbandonerà gli uomini a se stessi e questi perderanno gradualmente la fede, inclusi i religiosi.

Di conseguenza, il crollo si estenderà dalla sfera spirituale a quella temporale: «La totalità dei governanti civili avrà gli stessi obiettivi: abolire e far scomparire ogni principio religioso per lasciare spazio al materialismo, all’ateismo, allo spiritismo e a ogni specie di vizi», finché il mondo finirà immerso in un terribile caos, nel quale «si vedranno solo omicidi, odio, invidie, menzogne e discordie, senza alcun amore né per la patria né per la famiglia».

Venuta dei castighi e chiamata degli apostoli degli ultimi tempi

Alcune delle profezie indicavano i rispettivi anni e riguardavano proprio il XIX secolo. Tuttavia, a poco a poco la Vergine di La Salette smise di inserirle in una cronologia e cominciò ad annunciare eventi più lontani da quel periodo storico, collegati a quelli precedenti e da Lei presentati come loro logica conseguenza. Per questa ragione, il messaggio completo è oggi, senza dubbio, provvidenzialmente attuale.

Verranno tempi, disse la Madonna, in cui «le montagne e tutta la terra tremeranno di stupore, perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta del Cielo»; il mondo sarà castigato con ogni genere di pestilenze, conflitti, catastrofi naturali e i malvagi si riuniranno per governarlo, mentre la generalità degli uomini, dimenticandosi di Dio, «penserà unicamente a divertirsi». In questo contesto convulso, la Chiesa vivrà giorni di prove ancora più terribili. «I luoghi santi sono corrotti», disse Maria Santissima, e persino «Roma perderà la sua fede»…

«Rivolgo un appello urgente alla terra. Chiamo i miei figli, i miei veri devoti, coloro che vivono secondo il mio spirito»

In mezzo alla desolazione generalizzata, Ella fece un appello ai suoi figli eletti di quell’epoca, affinché predicassero la verità in tutto l’orbe: «Rivolgo un appello urgente alla terra. Chiamo a raccolta i veri discepoli del Dio vivente e regnante nei Cieli. […] Chiamo i miei figli, miei veri devoti, […] quelli che, per così dire, porto nelle mie braccia; quelli che vivono del mio spirito. Infine, convoco gli Apostoli degli ultimi tempi […]. Andate e mostratevi come miei figli prediletti. Io sto con voi e in voi, perché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di sventura». E, dopo aver profetizzato uno scontro definitivo tra le forze della luce e quelle delle tenebre, in cui San Michele Arcangelo sarebbe uscito vincitore, dettò una regola di vita per i suddetti apostoli.

Rappresentazione dell’apparizione della Santissima Vergine ai bambini – Santuario di Nostra Signora di La Salette, La Salette-Fallavaux (Francia)

Proferiti questi ammonimenti di grande impatto, la Santissima Vergine Si rivolse ai bambini. Volle informarsi sulle preghiere quotidiane di entrambi e sullo stato del grano nella regione, che già cominciava a corrompersi. Le sue ultime parole furono un incoraggiamento a Mélanie e Maximin a diffondere il messaggio: «Dunque, figlioli miei, trasmettete questo messaggio a tutto il mio popolo». In seguito, si allontanò di qualche passo, si soffermò a guardare ciascuno di loro e cominciò ad alzarSi, scomparendo gradualmente nella luce intensa che La circondava.

Non disprezziamo le sue parole!

In tal modo la Signora attraeva i due bambini che essi avrebbero volentieri abbandonato tutto per godere della sua compagnia. Ma la loro missione di diffondere la profezia era appena iniziata e avrebbe implicato per loro durante tutta la vita le più dure calunnie, persecuzioni e un incomprensibile isolamento.

«Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?» (Gv 6, 60), fu quello che dissero diversi discepoli di Gesù a Cafarnao, di fronte alla rivelazione del sacrosanto mistero dell’Eucaristia. A rischio di incorrere nello stesso rifiuto, chiediamo a Nostra Signora di La Salette la grazia di essere annoverati tra coloro che La accettano, La consolano e La accompagnano nei giorni della Passione della Santa Chiesa, attendendo con totale fedeltà la sua gloriosa risurrezione! ◊

Note


1 I commenti di Mélanie Calvat e Maximin Giraud qui riportati tra virgolette, così come le descrizioni dell’apparizione e le parole letterali della Madonna, sono stati tratti dai resoconti ufficiali fatti dai pastorelli, trascritti nella famosa tesi di dottorato su La Salette del sacerdote Michel Corteville: CORTEVILLE, Michel. La Grande Nouvelle des bergers de La Salette. Le plus grand amour, les plus fortes expressions. Tesi di dottorato in Teologia spirituale. Pontificia Studiorum Universitas a Sancto Thoma Aquinate in Urbe. Roma, 2000, p. 204; 230-241.

https://rivistacattolica.it/apparizioni-di-la-salette-signora-perche-piangi/ 

AMDG et D.V.MARIAE

venerdì 21 febbraio 2025

12 ANNI FA: le sue ultime parole di saluto.

 

sabato 2 marzo 2013

28 FEBBRAIO 2013, ORE 20: SI CONCLUDE IL LUMINOSO PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI



Si è  "concluso" alle ore 20 del 28 febbraio 2013 il ministero ( non il Pontificato ) di Papa Benedetto XVI. 
Questo atto segna anche la chiusura di questo blog dedicato al luminoso Magistero del Santo Padre. 
Da questo momento questo spazio virtuale non verrà più aggiornato. 

Restano attivi tutti gli altri blog. 
Raffaella

giovedì 28 febbraio 2013

L'ultimo saluto di Benedetto XVI: Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità





TRASFERIMENTO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI AL PALAZZO APOSTOLICO DI CASTEL GANDOLFO E SALUTO AI FEDELI DELLA DIOCESI DI ALBANO , 28.02.2013

Poco dopo le ore 17 di questo pomeriggio, ultimo giorno del Suo Pontificato, il Santo Padre Benedetto XVI, lasciato il Palazzo Apostolico, è partito in elicottero dall’eliporto vaticano alla volta di Castel Gandolfo, dove è giunto dopo 15 minuti di volo.
Alle 17.38 il Papa si è affacciato dalla Loggia centrale del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ed ha rivolto ai fedeli della diocesi di Albano, che gremivano la piazza antistante, le sue ultime parole di saluto. Ne pubblichiamo di seguito la trascrizione:

PAROLE DEL SANTO PADRE

<< Grazie!
Grazie a voi!

Cari amici, sono felice di essere con voi, circondato dalla bellezza del creato e dalla vostra simpatia che mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto. Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti; non sono più Sommo Pontefice della Chiesa cattolica: fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più. 
Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra. Ma vorrei ancora, con il mio cuore, con il mio amore, con la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia. Andiamo avanti insieme con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo. Grazie, vi imparto adesso con tutto il cuore la mia Benedizione.
Ci benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Grazie, buona notte! Grazie a voi tutti!  >>

© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana
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AMDG et D.V. MARIAE

domenica 16 febbraio 2025

IL NEMICO E' PARTICOLARMENTE ATTENTO ALL'ITALIA


 https://www.youtube.com/watch?v=fLFKr5qp1JY

et

https://www.youtube.com/watch?v=ZzrGDi-KMXM




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iIL VOLTO DI SANTA TERESA


Il volto di Teresa 

 Dettagli Pubblicato: 28 Settembre 2015 
 Visite: 13171 di P. Angelo Lanfranchi ocd Santa Teresa 

 Il punto d’avvio della ricca e complessa iconografia teresiana è il ritratto dipinto a Siviglia nel 1576 da fra Giovanni della Miseria (Giovanni Narducci) su ordine del Padre Graciàn, allora Provinciale della Riforma. Santa Teresa vi è rappresentata a mezzo busto, di tre quarti, le mani giunte in preghiera, rivolta verso una colomba; un cartiglio circonda la testa leggermente aureolata e porta il testo latino: Misericordias Domini in aeternum cantabo (Sal 88,2; cfr. Lettera del 19 novembre 1581). L’aureola e il cartiglio risalgono all’epoca della beatificazione della Madre, mentre la colomba è stata probabilmente dipinta subito dopo la sua morte (infatti, già nel 1588 ritroviamo la stessa composizione in una stampa che s’ispira al ritratto di Siviglia). 

 Teresa stessa narra di una visione che ebbe un giorno, scorgendo sulla sua testa «una colomba molto diversa dalle nostre, senza penne e con le ali come a scaglie di madreperla, che davano grande splendore. Era più grande delle colombe ordinarie, e mi sembrava di udirne il frullo delle ali» (Vita 38,10). Tuttavia la grazia mistica sopra descritta non basta – da sola – a giustificarne la presenza in questo primo quadro della Santa. Tale aggiunta rivela invece una notevole audacia, poiché è la prima volta che la colomba dello Spirito Santo – generalmente evocata in tutte le circostanze in cui Egli agisce o ispira (essa è dunque l’attributo degli Evangelisti, dei Padri, in particolare S. Gregorio Magno, e dei Dottori) – viene messa in relazione con una donna, con l’intento dichiarato di attribuire al suo insegnamento un valore magisteriale pari a quello dei Dottori della Chiesa universale. 

 Il medesimo concetto è ribadito dagli altri simboli che, sin dall’inizio, vengono associati alla Santa: il libro e la penna, lo scrittoio-cattedra, il berretto dottorale. Teresa è spesso rappresentata mentre scrive, in un atteggiamento estatico d’ascolto, rivolta verso un raggio luminoso che scende verso di lei. In una tela del sec. XVII (Pastrana) Teresa parla dal pulpito, mentre un pubblico eminente di rappresentanti dei vari Ordini l’ascolta con deferenza, mentre un cartiglio recita: Ab ipsis edocta docens (Teresa istruisce, con la sua dottrina mistica, coloro stessi che l’hanno istruita). 

 Fin dal 1607, Anna di Gesù aveva concepito il progetto di realizzare una Vita di Santa Teresa in immagini. Le 25 tavole apparvero ad Anversa nel 1613 ad opera degli incisori A. Collaert e C. Galle e influenzarono non poco l’iconografia teresiana nei Paesi Bassi (il monastero delle Carmelitane Scalze di Bruxelles conserva una serie di grandi quadri a olio fortemente ispirati da tali incisioni), ma anche in Spagna e in Italia. Vari temi vi trovarono la loro formulazione essenziale pressoché definitiva. Ne ricordiamo alcuni, legati alle esperienze mistiche della Santa. Anzitutto la “trasverberazione”: evento sopravvenuto allorché Teresa era priore nel monastero dell’Incarnazione. Nella raffigurazione, Teresa si trova inginocchiata in una cappella; ritto dinanzi a lei, un Cherubino le immerge nel cuore una freccia dalla punta infiammata: «Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, cacciandomelo dentro fino alle viscere, che poi mi sembrava strappar fuori quando ritirava il dardo, lasciandomi avvolta in una fornace di amore» (Vita 29,13). Gian Lorenzo Bernini ne ha offerta una celebre versione nella grande scultura realizzata per la chiesa di S. Maria della Vittoria, a Roma. 

 Vi è poi la grazia del “matrimonio spirituale”: Cristo consegna a Teresa un chiodo della croce, quale pegno di alleanza sponsale. «Mi porse la destra e mi disse: “Guarda questo chiodo: è segno che da oggi in poi tu sarai mia sposa. Finora questa grazia non l’avevi meritata, ma d’ora innanzi tu avrai cura del mio onore non solo perché sono tuo Dio, tuo Re e tuo Creatore, ma anche perché tu sei mia vera sposa. Il mio onore è tuo, e il tuo è mio» (Relazioni Spirituali n. 35). Infine l’apparizione della Vergine e S. Giuseppe, che rivestono Teresa di un abito splendente (in genere simboleggiato dal mantello bianco delle monache carmelitane) e di una preziosa collana (Vita 33,14). La visione venne a confermare e rassicurare Teresa nelle molteplici traversie che dovette sopportare per la fondazione del monastero di S. Giuseppe, culla della riforma teresiana. Santa Teresa-001 

 A questi importanti soggetti di origine e carattere “storici”, possiamo aggiungere la rappresentazione più simbolica di Teresa che ricopre col suo mantello i suoi figli e le sue figlie del Carmelo, in una composizione che richiama l’iconografia della Vergine Maria “madre di misericordia”. Teresa è veramente Madre. L’immagine della S. teresa custodita nel convento dei Carmelitani Scalzi di Treviso valorizza il simbolo del libro che richiama insieme la produzione letteraria e il magistero di Teresa. Il volume è aperto all’ultima pagina, quasi dando per scontato che il contenuto sia stato letto e assimilato. E il testo latino recita: «Audi fili mi disciplinam patris tui et ne dimittas legem matris tuae». Si tratta di una citazione del libro dei Proverbi: «Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre» (1,8). Nel caso di Teresa è un consiglio da tenere in seria considerazione

AMDG et D.V. MARIAE

mercoledì 12 febbraio 2025

LO SCAPOLARE di Maria Giulia JAHENNY

 

ESTASI DEL 23 AGOSTO 1878


Ecco che la Madonna mi fa vedere, sul Suo Cuore Immacolato, un largo scapolare, più largo di quelli usuali, che è un po’ più largo del palmo di una mano. E’ di un bel colore viola, quasi come il colore della violetta. Ecco cosa rappresenta: in mezzo ci sono i tre chiodi che hanno crocifisso Nostro Signore sulla Croce. Essi sono uno sull'altro, ma non in forma di Croce, e la punta di ogni chiodo ha una goccia di sangue vermiglio. Sopra la capocchia c'è una specie di grossa spugna che ha come delle scorze che si sollevano quasi come delle foglie d'avena. Le tre gocce di sangue si uniscono per cadere in un piccolo calice dipinto in rosso, e il calice è circondato da una corona di spine, e sono incise tre piccole Croci sulla parte anteriore del calice.
Ecco ora la parte dello scapolare che è sul mantello della Santa Vergine. Io noto che questo scapolare è sorretto da due nastri di color violaceo, che passano su ogni spalla: ci sono tre nodi sulla spalla sinistra e due sulla destra.
L'altra parte dello scapolare rappresenta la Santa Vergine Maria seduta, che ha fra le sue braccia il Suo Figlio adorabile; la bocca e la testa di Nostro Signore riposano sul cuore della Santa Vergine. In basso dello scapolare, quasi ai piedi di Nostro Signore, c'è un Angelo vestito di bianco, con i capelli pettinati: sulla testa ha una corona bianca, e la sua cintura è rossa. Esso tiene in mano un asciugamano bianco, con cui asciuga i piedi di Nostro Signore. Vicino all'Angelo, a destra dello scapolare, c'è una scala incisa. Dietro a Nostro Signore, a sinistra, la canna della Passione dipinta in rosso, ma non c'è la spugna. Le lacrime della Madonna le colano sul petto, a destra, e si fermano ai piedi dell'Angelo. Lo scapolare ha un bordo rosso e le bretelle sono in lana.

La Madonna mi disse: «Adesso ti do’ la spiegazione di questo scapolare. Io mi rivolgo a te, mia vittima e al mio servitore (proba­bilmente il direttore spirituale di Maria Giulia). 

Figli miei della Croce, da tanto tempo Io e mio Figlio volevamo far conoscere questo scapolare di benedizione. Figli miei, esso è fatto sul mio Cuore, perchè il mio Cuore è l'emblema della semplicità e dell'umiltà, perciò ha questo colore viola. I chiodi che hanno forato i piedi e le mani di Mio Figlio sono poco venerati, e lo devono essere, e per questo motivo Mio Figlio, nella Sua Saggezza Divina, fece dipingere i tre chiodi sulla parte anteriore dello sca­polare. Queste tre gocce di sangue e il calice rappresentano i cuori generosi che raccolgono il sangue del Mio Figlio Divino. La spugna rossa rappresenta il Mio Divin Figlio che beve i peccati dei suoi figli, ma che la sua bocca adorabile rifiuta di bere. Io desidero che il colore predominante dello scapolare sia violetto, ma che i chiodi, il calice, la spugna e la corona siano su un pezzetto di fla­nella rossa scura. Questa prima apparizione di questo sca­polare sarà una nuova protezione per il periodo dei cas­tighi, delle calamità e delle carestie. Tutti coloro che ne saranno rivestiti potranno passare sotto i temporali, le tempeste e le tenebre e avranno la luce come in pieno giorno. Ecco la potenza di questo scapolare sconosciuto».

La Madona presenta lo scapolare a Nostro Signore che dice a sua volta:  
   «Io mi rivolgo a te, mia vittima ed anche alle altre vittime ed al mio servitore, che siete i figli della mia Croce, Io voglio e vi do un'idea ed un pensiero profondo: 
      Quando fui deposto dalla Croce mi si mise in braccio a Mia Madre, e questo fatto, questo pensiero e questa devozione sono poco conosciuti. Io vorrei che per mezzo di questo scapolare tutto ciò passi nel cuore dei figli della Croce, che mi saluteranno con queste tre invocazioni:

 << Ti saluto, Gesù Crocifisso, per avermi concesso la Vita. >>

 << Ti saluto con tutta la gioia degli Angeli e dei Santi nel momento in cui fosti deposto dalla Croce. >>

 << Ti saluto con la tristezza di Tua Madre quando riposavi sul Suo Cuore Immacolato e grembo immacolato. >>

* Figli miei, poche anime pensano di asciugare le piaghe ado­rabili dei miei piedi quando il sangue cola, ed Io vorrei che voi ve ne ricordaste. 
** Si pensa anche poco alle lacrime versate da mia Madre durante la mia Passione. ***Queste lacrime sono ai piedi dell'Angelo che asciuga i miei piedi sacri. 
****Con questo scapolare, io vorrei che voi pensaste a questa scala, a questa canna e a questi chiodi della mia Passione.

Figli miei, ogni anima, ogni persona che possiederà questo scapolare sarà protetta con la sua famiglia, la sua casa sarà anche protetta prima di tutto dagli incendi che non vi penetreranno mai. 
Questo scapolare folgorerà gli ingrati che bestemmieranno il mio Nome nella casa in cui esso sarà esposto. 
Se un empio vi entrerà, ne sarà talmente colpito, che la sua conversione sarà vicina. 
Tutti coloro che porteranno questo scapolare saranno pre­servati dal fulmine, dalla morte improvvisa e dagli incidenti
Essi saranno protetti durante i castighi.

Chi lo metterà nel Sacro Tempio, ne allontanerà gli empi e le profanazioni. 

Nostro Signore aggiunge ancora che, ricordando questo scapolare ad un'anima ostinata al momento della morte, saranno risvegliate in lei la fede e la fiducia, e così pure a tutti coloro che ci penseranno e l'ameranno saranno risparmiate le pene dell'anima, e che tutti coloro che lo porteranno saranno ris­parmiati da ogni pericolo, come se possedessero il Cielo. Infine, questo scapolare sarà come un parafulmine su cui non si appesan­tiranno i colpi della Collera Divina.

Nostro Signore dice ancora: «Ogni Sacerdote potrà benedire questo scapolare... Tu, mia vittima, potrai fare il modello... Portando questo scapolare si potrà dire per 5 o 7 volte la «CRUX AVE» e meditare da 1 a 3 minuti la mia Santa Passione... Accorderò delle grandi grazie a colui che desidererà portare questo scapolare».
****
*Si può ricevere questo Scapolare
con La Croce del Perdono e
la Medaglia di Nostra Signora della Buona Guardia
anche scrivendo al Segretario dell'Associazione degli
"Amici di Maria Giulia Jahenny".
M. Germain GIRAUD
20, rue des Illeaux
F. 85670 PALLUAU
CCP "Associazione degli Amici di Maria Giulia Jahenny" Nantes 359-65 B.
Dio la benedica e la Vergine la protegga.

*Per trovare in EBAY lo scapolare di Association Le Sanctuaire de Marie-Julie Jahenny :

AMDG et D.V. MARIAE