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domenica 19 giugno 2016

AMMAESTRATE


"Secondo l’espressione paolina, la Chiesa ha un «capo» e un «corpo», dal momento che è un organismo vivente. Un corpo senza capo non è più un corpo vivo, ma un cadavere.
Il capo della Chiesa è però Cristo.
Questo è il contenuto più profondo e l’essenza più intima del sacramento, che devono essere difesi ben al di là d’ogni sondaggio d’opinione e senza dei quali la Chiesa e l’umanità sarebbero solo dei cadaveri.
La parola di Cristo non è mai stata affatto così banale, così zuccherosa e sentimentale come vorrebbe far credere una certa lettura pseudoromantica della figura di Gesù. Essa proveniva dallo sguardo acuto dell’amore vero, che non si lascia separare dalla verità, e l’ha perciò condotto fin sulla croce.
Essa fu pietra d’inciampo per la pubblica opinione d'ogni partito, e oltre qualsiasi misura; e da allora nulla è cambiato a questo proposito.
Ma quando ci si vuole dare a intendere che la storia del magistero ecclesiastico sia stata unicamente la storia d’una resistenza ottusa contro il progresso, e che soltanto la storia delle eresie rappresenti la storia della vera « illuminazione » dell’umanità, allora a quest’interpretazione si oppone l’intera schiera dei santi: da Paolo a Giovanni, da Clemente Romano e Ignazio d’Antiochia fino a Massimiliano Kolbe e a tutti gli altri martiri cristiani di questo secolo.
E quando siamo continuamente martellati dalla propaganda ideologica della pubblicistica marxista, secondo la quale l’autorità non è che potere e il potere nient’altro che uno strumento d’oppressione, allora è tempo di opporsi decisamente a tale mescolanza confusa di verità e di falsità.
Il potere ha oggi più di un volto.
Una delle sue forme principali è il potere di formare le opinioni, e di incatenare gli uomini ai ceppi dei grandi opinion- makers (i « professionisti dell’opinione pubblica »). Questo potere « sociale » non esiterà a fare a pugni con chiunque lo voglia contraddire; ma proprio quest’essere « segno di contraddizione » san Paolo l’ha indicato come la posizione e la condizione fondamentale dell’apostolo e del testimone di Gesù Cristo nel mondo (cfr. ICor 4,12s)."
(Zeitfragen und christlicher Glaube, pp. 23ss)