lunedì 27 gennaio 2025

I MISTERI LUMINOSI

 

Seconda corona: I MISTERI LUMINOSI
(il giovedì)
Primo mistero luminoso: il battesimo di Gesù

Dieci spunti contemplativi per la recita meditativa delle dieci Ave Maria:

 

1. Sulle rive del Giordano vi sono molti uomini vestiti in maniere diverse. Alcuni paiono popolani, altri dei ricchi, non mancano alcuni che paiono farisei per la veste ornata di frange e galloni. Giovanni Battista parla annunciando il Messia ed esortando a preparare i cuori alla sua venuta estirpando da essi gli ingombri e raddrizzando i pensieri.

2. Gesù è solo. Cammina lentamente, venendo avanti alle spalle di Giovanni, il quale nota che Gesù emana una spiritualità speciale, per cui scende dal masso che gli faceva da pulpito e va sveltamente verso Gesù e si fissano per un momento.

3. Giovanni, dopo averlo scrutato col suo occhio penetrante, esclama: “Ecco l’Agnello di Dio. Come è che a me viene il mio Signore?”. Gesù risponde placido: “Per compiere il rito di penitenza”. Mai, mio Signore. Io sono che devo venire a Te per essere santificato, e Tu vieni a me?”.

4. E Gesù, mettendogli una mano sul capo, perché Giovanni s’era curvato davanti a Gesù, risponde: “Lascia che si faccia come voglio, perché si compia ogni giustizia e il tuo rito divenga inizio ad un più alto mistero e sia annunciato agli uomini che la Vittima è nel mondo”. Giovanni lo battezza versando sul capo l’acqua del fiume. 

5. Gesù  è proprio l’Agnello. Agnello nel candore della carne, nella modestia del tratto, nella mitezza dello sguardo. Mentre Gesù risale la riva e dopo essersi vestito si raccoglie in preghiera, Giovanni lo addita alle turbe, testimoniando d’averlo conosciuto per il segno che lo Spirito di Dio gli aveva indicato quale indicazione infallibile del Redentore.

6. Giovanni non aveva bisogno del segno per se stesso. Il suo spirito, presantificato sin dal ventre di sua madre, era possessore di quella vista di intelligenza soprannaturale che sarebbe stata di tutti gli uomini senza la colpa di Adamo.

7. Il Signore non aveva bisogno del battesimo. Ma la sapienza di Dio aveva giudicato essere quello l’attimo e il modo dell’incontro. E traendo Giovanni dal suo speco  nel deserto e Me dalla mia casa, ci unì in quell’ora per aprire su Gesù i Cieli e farne scendere Sé stesso, Colomba Divina, su colui che avrebbe battezzato gli uomini con tal Colomba, e farne scendere l’annuncio, ancor più potente di quello angelico perché del Padre Mio: “Ecco il mio Figlio diletto col quale mi sono compiaciuto”. Perché gli uomini non avessero scuse o dubbi nel seguire il Signore.

8. Le manifestazione del Cristo sono state molte. La prima, dopo la Nascita, fu quella dei Magi, la seconda nel Tempio, la terza sulle rive del Giordano.

9. Dopo la manifestazione del Giordano ne vennero infinite altre, poiché i miracoli sono manifestazioni della natura divina di Gesù, sino alle ultime della Resurrezione e Ascensione al Cielo.

10. Anche ora le manifestazioni di Gesù si ripetono. Ma, come allora, il mondo non le accoglie. Anzi non accoglie le attuali e dimentica le passate. Ebbene il Signore non desiste, perché si ripete per salvarci, per riportarci alla fede in Dio.

 

1 Pater. 10 Ave Maria. 1 Gloria


Secondo mistero luminoso: le nozze di Cana

 

Dieci spunti contemplativi per la recita meditativa delle dieci Ave Maria:

1. La casa è alla periferia di Cana: casa di proprietari contadini, i quali vivono in mezzo al loro  poveretto. La campagna si stende oltre la casa con le sue lontananze verdi e placide. Si festeggiano i due sposi e la Madonna è conosciuta dagli ospiti.


2. Quando Gesù arriva, dopo aver detto ai due discepoli: “Andiamo a far felice mia Madre”,  il solito, messo di sentinella, avvisa gli altri. Il padrone di casa, insieme al figlio sposo ed a Maria, scende incontro a Gesù e lo saluta rispettosamente, insieme a Giovanni e Giuda Taddeo, e lo sposo fa lo stesso. Il saluto di Maria è pieno di amore e di rispetto per il Figlio accompagnato dalla frase: “La pace è con Te”.

3.  Gesù domina col suo aspetto e con la sua statura tutti quanti. E’ l’ospite, ma pare il re del convito, più dello sposo, più del padrone di casa. Per quanto sia umile e condiscendente, è colui che si impone. Gesù prende posto alla tavola di centro con lo sposo, la sposa, i parenti degli sposi e gli amici più influenti. Il convito comincia.

4. Maria si accorge che i servi parlottano col maggiordomo e che questo è impacciato, e capisce cosa c’è di spiacevole. “Figlio”, dice piano, richiamando l’attenzione di Gesù con quella parola. “Figlio, non hanno più vino”. “Donna, che vi è  più fra Me e te?” Gesù, nel dirle questa frase, sorride ancor più dolcemente, e sorride Maria, come due che sanno una verità che è loro gioioso segreto, ignorata da tutti gli altri

5. Maria ordine ai servi: “Fate quello che Egli vi dirà”. Maria ha letto negli occhi sorridenti del Figlio l’assenso, velato dal grande insegnamento a tutti i “vocati”.

6.E ai servi: “Empite d’acqua le idrie” ordina Gesù. I servi empiono le giare di acqua portata dal pozzo. Il maggiordomo mesce un poco di quel liquido con occhi di stupore, assaggiarlo con atti di ancor più vivo di stupore, gustarlo e parlare al padrone di casa e allo sposo. L’acqua si è tramutata in vino!

7. Nella sala passa un sussurrio, le teste si volgono tutte verso Gesù e Maria, c’è chi si alza per vedere meglio, chi va alle giare. Un silenzio, e poi un coro di lodi a Gesù. Ma Egli si alza e dice una parola: “Ringraziate Maria” e poi si sottrae al convito. I discepoli lo seguono. Sulla soglia ripete: “La pace sia a questa casa e la benedizione di Dio su voi” e aggiunge: “Madre, ti saluto”.

8. Gesù spiega il significato della frase: “Quel “più”, che molti traduttori omettono, è la chiave della frase e la spiega nel suo vero significato. Ero il Figlio soggetto alla Madre sino al momento in cui la volontà del Padre mio mi indicò esser venuta l’ora di essere il Maestro. Dal momento che la mia missione ebbe inizio, non ero più il Figlio soggetto alla Madre, ma il Servo dei Dio. “Che vi è più fra Me e te?”. Primo ero tuo, unicamente tuo. Tu mi comandavi, Io ti ubbidivo. Ti ero “soggetto”. Ora sono della mia missione.

9. Gesù: “Quando disse ai discepoli: “Andiamo a far felice mia Madre”, avevo dato alla frase un senso più alto di quello che pareva. Non la felicità di vedermi, ma di essere Lei l’Iniziatrice della mia attività di miracolo e la Prima Benefattrice dell’umanità”. Ricordatevelo sempre. Il mio primo miracolo è avvenuto per Maria.

10. Il miracolo di Cana è il simbolo che è Maria la chiave del miracolo. Io non ricuso nulla alla Madre mia e per sua preghiera anticipo anche il tempo della grazia. Inoltre ho voluto rendere manifesta la sua potenza al mondo insieme alla mia. Dico a voi ciò che dissi a quei convitati: “Ringraziate Maria. E’ per Lei che avete avuto il Padrone del miracolo e che avete le mie grazie, e specie quelle di perdono”.


1 Pater. 10 Ave Maria. 1 Gloria


Terzo mistero luminoso: l’annuncio del Regno e l’invito alla conversione

Dieci spunti contemplativi per la recita meditativa delle dieci Ave Maria:

 

1. Dice Gesù commentando Geremia 7,3-7: “Udite, o voi di Israele. Ecco che Io vengo a illuminarvi le parole di luce che la vostra anima offuscata non sa più vedere e capire.


2. Udite. Molto pianto scende sulla terra del Popolo di Dio e piangono i vecchi che ricordano le antiche glorie, piangono gli adulti piegati al giogo, piangono i fanciulli che non hanno avvenire di futura gloria. Ma la gloria della terra è nulla rispetto ad una gloria che nessun oppressore, che non sia Mammona e la mala volontà, possono strappare.

3. Perché piangete? Come l’Altissimo, che fu sempre buono per il popolo suo, ora ha girato altrove il suo sguardo e nega ai suoi figli di vederne il Volto? Non è più il Dio che aperse il mare e ne fece passare Israele e per arene lo condusse e nutrì, e contro nemici lo difese e, perché non smarrisse la via del Cielo, come diede ai corpi la nuvola, diede alle anime la Legge?

4. Non è più il Dio che addolcì le acque e fece venire manna agli sfiniti? Non è il Dio che vi volle stabilire in questa terra e con voi strinse alleanza di Padre a figli? E allora perché ora lo straniero vi ha percossi? Molti fra voi mormorano: “Eppure qui è il Tempio!” Non basta avere il Tempio e in quello andare a pregare Iddio.

5. Il primo tempio è nel cuore di ogni  uomo, e in quello va fatta preghiera santa. Ma santa non può essere se prima il cuore non si emenda e col cuore non si emendano i costumi, gli affetti, le norme di giustizia verso i poveri, verso i servi, verso i parenti, verso Dio.

6. Ora guardate. Io vedo ricchi dal cuore duro che fanno ricche offerte al Tempio, ma non sanno dire al povero: “Fratello, ecco un pane e un denaro. Accettalo. Da cuore a cuore, e non t’avvilisca l’aiuto come a me non dia superbia il dartelo”. Ecco: Io vedo oranti che si lamentano con Dio che non li ascolta prontamente, ma poi al misero, e talora è loro sangue, che gli dice: “Ascoltami”, rispondono con cuore di selce: “No”.

7. O voi di Israele! Il tempo della Redenzione è giunto. Ma preparatene le vie in voi con la buona volontà. Siate onesti, buoni, amatevi gli uni con gli altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non invidiate. Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti chiamati ad un destino.

8. Non chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirà, con i vostri peccati. Avete sin qui errato? Ora non più. Ogni errore cada. Semplice, buona, facile è la Legge che torna ai dieci comandi iniziali, ma tuffati in luce d’amore.

9. Venite. Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio a voi, di voi a Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è amore e figli del Padre sono coloro che sanno vivere l’amore. Io sono qui per tutti e per dare a tutti la luce di Dio. Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni concupiscenza muoia.

10. Una gloria nuova vi è porta: quella eterna, e a lei verranno coloro che faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi è cosa più grande. Ma quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione. La benedizione di Dio sia su chi volge a Lui cuore pieno di buona volontà”. 


1 Pater. 10 Ave Maria. 1 Gloria


Quarto mistero luminoso: la trasfigurazione di Cristo

Dieci spunti contemplativi per la recita meditativa delle dieci Ave Maria:

 

1. In un’alba serena di marzo Gesù con gli apostoli e i discepoli raggiungono il monte Tabor. Appena giunti, il Signore, sceglie Pietro, Giovanni e Giacomo di Zebedeo per salire sulla vetta e manda a predicare tutti gli altri nella zona. 

2. In un momento di sosta Pietro chiede col fiato grosso dove si va? E perché si deve raggiungere la vetta del monte. Gesù risponde: “Vado ad unirmi col Padre mio e vi ho voluti con Me perché vi amo. Su lesti! Agli appuntamenti di Dio si va sempre veloci”.

3. Arrivati quasi sulla vetta il Signore si mette in disparte a pregare nella stessa posa del Getsemani, mentre i tre apostoli per la stanchezza si addormentano nella frescura della vegetazione.

4. Ad un certo momento un evento inedito sveglia i tre apostoli. Li scuote una luminosità così viva che annulla quella del sole e dilaga e penetra fin sotto il verde dei cespugli e alberi sotto cui si sono messi. Aprono gli occhi stupiti e vedono Gesù trasfigurato. Egli è ora tale e quale come lo vedo nelle visioni del Paradiso. Naturalmente senza le piaghe e senza il vessillo della Croce. Ma la maestà del Volto e del Corpo è uguale, uguale ne è la luminosità, e uguale la veste che da un rosso cupo si è mutata nel diamantifero e perlifero tessuto immateriale che lo veste in Cielo. Il suo Viso è un sole dalla luce siderale ma intensissima, nel quale raggiano gli occhi di zaffiro. Sembra più alto ancora, come la sua glorificazione ne avesse aumentata la statura. Non saprei dire se la luminosità, che rende persino fosforescente il pianoro, provenga tutta da Lui o se alla sua propria si mesca quella che ha concentrata sul suo Signore tutta la luce che è nell’Universo e nei Cieli. So che è qualcosa di indescrivibile”.

5. Gli apostoli chiamano Gesù con una certa paura perché è talmente trasfigurato che non sembra sia il loro Maestro. Il Signore non risponde perché in quel momento è rapito da una visione che lo sublima. La luce aumenta ancora per due fiamme che scendono dal cielo e si collocano ai lati di Gesù. Quando sono stabilite sul pianoro, il loro velo si apre e ne appaiono due maestosi e luminosi personaggi. L’uno più anziano, dallo sguardo acuto e severo e da una lunga barba bipartita. Dalla sua fronte partono corni di luce che me lo indicano per Mosé. L’altro è più giovane, scarno, barbuto e peloso, su per giù come il Battista, al quale direi assomiglia per statura, magrezza, conformazione e severità. Mentre la luce di Mosè è candida come è quella di Gesù, specie nei raggi della fronte, quella che emana Elia è solare, di fiamma viva. I due Profeti prendono una posa di riverenza davanti al loro Dio Incarnato.

6. I tre apostoli cadono in ginocchio tremanti col volto fra le mani. Vorrebbero vedere, ma hanno paura. Finalmente Pietro parla: “Maestro, Maestro. Odimi”. Gesù gira lo sguardo con un sorriso verso il suo Pietro che si rinfranca e dice: “E’ bello lo stare qui con Te, Mosè e Elia. Se vuoi facciamo tre tende per Te, per Mosè e per Elia, e noi stiamo qui a servirvi…”. Gesù lo guarda ancora e sorride più vivamente.

7. Gli apostoli non osano dire altro. Intimoriti, tacciono. Sembrano un poco ebbri come chi è sbalordito. Ma quando un velo che non è nebbia, che non è nuvola, che non è raggio, avvolge e separa i Tre gloriosi dietro uno schermo ancor più lucido di quello che già li circondava, e li nasconde alla vista dei tre, una Voce potente e armonica vibra ed empie di sé lo spazio, i tre cadono col volto contro l’erba. <<Questo è il mio Figliuolo diletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo>>.

8. Gesù ritorna nella forma consueta e Pietro gli domanda: <<Come faremo a viverti accanto ora che abbiamo visto la tua Gloria? Come faremo a vivere fra gli uomini, e noi, uomini peccatori, ora che abbiamo udito la Voce di Dio?>>. Gesù risponde: <<Dovrete vivermi accanto e vedere la mia gloria sino alla fine. Siatene degni perché il tempo è vicino. Ubbidite al Padre mio e vostro. Torniamo ora fra gli uomini perché sono venuto per stare fra essi e per portare essi a Dio”. 

9. Gesù comanda ai tre apostoli: <<Siate santi per il ricordo di quest’ora, forti, fedeli. Avrete parte alla mia più completa gloria. Ma non parlate ora di questo che avete visto, ad alcuno. Neppure ai compagni. Quando il Figlio dell’uomo sarà risuscitato dai morti e tornato nella gloria del Padre, allora parlerete. Perché allora occorrerà credere per avere parte nel mio Regno>>.

10. I motivi profondi della trasfigurazione di Gesù sono questi: 1) A stornare le astuzie di Satana e le insidie dei futuri, e non ignoti a Dio Padre, nemici del Verbo Incarnato, Dio avvolse di aspetti comuni a tutti i nati da donna il Cristo non solo sinché fu “il fanciullo e il figlio del falegname” ma anche quando fu il Maestro. Soltanto la sapienza e il miracolo lo distinguevano dagli altri. Ma Israele, sebbene in minor misura, conosceva altri maestri (profeti) e operatori di miracoli. 2) Ciò doveva servire a provare anche la fede dei suoi eletti: gli apostoli e discepoli. Essi dovevano credere senza vedere cose straordinarie e divine. 3) Però, a confermare i tre, dopo che l’annuncio della morte futura di croce li aveva turbati, Egli ora si svela in tutta la gloria della sua Natura divina. Dopo di ciò il dubbio che la predetta morte di croce aveva insinuato nei suoi più prossimi seguaci, non poteva più sussistere. Essi avevano visto Dio. Dio nell’Uomo che sarebbe stato crocifisso. Era la manifestazione delle due Nature ipostaticamente unite. Manifestazione innegabile che non poteva lasciare dubbi. E al Figlio-Dio che si manifesta tale si unisce il Padre-Dio con le sue parole e il Cielo rappresentato da Mosè ed Elia.

 

1 Pater. 10 Ave Maria. 1 Gloria


Quinto mistero luminoso: l’istituzione dell’Eucarestia

 

Dieci spunti contemplativi per la recita meditativa delle dieci Ave Maria:

1. E’ giovedì santo e gli a apostoli si danno un gran da fare a preparare il Cenacolo per la Cena Pasquale. Giuda l’Iscariota fa delle osservazioni di valore sui calici e sulle anfore preziose date da Lazzaro. Tutti gli apostoli manifestano una certa paura per la maggiore aggressività dei farisei, scribi, sadducei ed erodiani nei confronti di Gesù durante i festeggiamenti pasquali.


2. Entra Gesù ne Cenacolo e saluta gli apostoli. Chiede a Giuda l’Iscariota se ha fatto l’offerta al tempio; “Tutto fatto di quello che avevi detto da farsi per oggi. Sta’ quieto”, risponde il traditore. Allora inizia la consumazione dell’agnello, ma prima si prendono le coppe per la purificazione e poi si dispongono intorno ad un tavolo rettangolare. Gesù afferma: “Ho ardentemente desiderato di mangiare con voi questa Pasqua”.

3. Gli apostoli chiedono a Gesù chi sarà primo fra di loro. Il Signore risponde che se uno vuole essere il primo sia l’ultimo e servo di tutti ed entreranno nel suo regno chi avrà perseverato fino alla fine. Pietro si fa avanti spavaldamente dicendo che sarà fedele fino alla fine. Ma il Signore gli fa presente che molte cose muteranno, perché Satana ha chiesto di vagliarli come il grano. E’ l’ora di demoni…

4. Gesù si alza dal tavolo e prende un ampio asciugamano e un bacile per purificare gli apostoli al nuovo rito, al cibo per lo spirito. La lavanda dei piedi precede il Banchetto divino. Molti apostoli piangono commossi dall’atto di annichilamento del Signore, atto di amore e di servizio. A termine della lavanda Gesù dice: “Ora siete puri, ma non tutti. Solo coloro che ebbero volontà di esserlo”. Giuda l’Iscariota fa finta di non udire. 

5. Celebrato l’antico rito pasquale, Gesù celebra il nuovo rito pasquale, mantenendo con l’istituzione dell’eucarestia, il miracolo d’amore promesso per cui anche se andrà in cielo, tramite l’eucarestia resterà sempre unito con i suoi. Gesù prende un pane ancora intero, lo pone sul calice colmo. Benedice e offre questo e quello, poi spezza il pane e ne prende tredici pezzi e ne dà uno per uno agli apostoli dicendo: “Prendete e mangiate. Questo è il mio Corpo. Fate questo in memoria di Me che me ne vado. Dà il calice e dice: “Prendete e bevete. Questo è il mio Sangue. Questo è il calice del nuovo patto nel Sangue e per il Sangue mio che sarà sparso per voi per la remissione dei vostri peccati e darvi al Vita. Fate questo in memoria di Me”. Il tredicesimo pezzo di pane consacrato lo porta alla madre che si trovava fuori dal Cenacolo. 

6. “Tutto vi ho detto e tutto vi ho dato”, dice Gesù. E ripeto. Il nuovo rito e compiuto. Fate questo in memoria di Me. Io vi ho lavato i piedi per insegnarvi ad essere umili e puri come il Maestro vostro. Perché in verità vi dico che come è il Maestro così devono essere i discepoli. Ricordatelo, ricordatelo. E siate puri. Per essere degni di mangiare il Pane vivo disceso dal Cielo e d avere in voi e per Esso la forza d’essere i miei discepoli nel mondo nemico che vi odierà per il mio Nome. Ma uno di voi  non è puro. Uno di voi mi tradirà. Di questo sono fortemente conturbato nello spirito… I discepoli si guardano esterrefatti e si domandano chi fosse. Giovanni chiede a Gesù chi è il traditore. E il Signore fornisce l’indizio dicendogli: “Colui a cui darò un pezzo di pane intinto nel vino”. E lo da a Giuda l’Iscariota, che subito dopo esce dietro comando di Gesù per compiere altrove quello che resta da fare.

7.  Sul tradimento di Giuda ebbe a dire Gesù: “I vostri medici hanno discusso e discutono sulla mia rapida fine e le danno origine in una lesione cardiaca dovuta alle percosse della flagellazione. Sì, anche per queste il mio cuore divenne malato. Ma lo era già dalla Cena. Spezzato, spezzato nello sforzo di dover subire al mio fianco il mio Traditore. Ho cominciato a morire allora, fisicamente. Il resto non è stato che un aumento della già esistente agonia”. 

8. Sulla potenza trasformatrice dell’Eucarestia: “Giovanni, che mi amava come nessuno e che era puro, ebbe dal Sacramento il massimo della trasformazione. Cominciò da quel momento ad essere l’aquila a cui è famigliare e facile l’altezza nel Cielo di Dio e l’affissare il Sole eterno. Ma guai a chi riceve il Sacramento senza esserne affatto degno; ma anzi avendo accresciuta la sua sempre umana indegnità con le opere mortali. Allora esso diviene non germe di preservazione e di vita, ma di corruzione e di morte. Morte dello spirito e putrefazione della carne per cui essa “crepa”, come dice Pietro di quella di Giuda (cfr. Atti 1,18). Non sparge il sangue, liquido sempre vitale e bello nella sua porpora, ma le sue interiora nere di tutte le libidini, marciume che si riversa fuori dalla carne marcita, come da carogna di animale immondo, oggetto di ribrezzo per i passanti”. 

9. Sulla morte dei profanatori dell’Eucarestia: “La morte del profanatore del Sacramento è sempre morte di un disperato e perciò non conosce il placido trapasso proprio di chi è in grazia, né l’eroico trapasso della vittima che soffre acutamente ma con lo sguardo fisso al Cielo e l’anima sicura della pace. La morte del disperato (come quella di Giuda) è atroce di contorsioni e di terrori, è una convulsione orrenda dell’anima già ghermita dalla mano di Satana che la strozza per svellerla dalla carne e che la soffoca col suo nauseabondo fiato”.

10. La grande promessa di Gesù per chi sarà perseverante: “E’ tre anni che vi parlo! Ma già in voi opera il Pane che è Dio e il Vino che è Sangue non venuto da uomo e vi dà il primo brivido di deificazione. Voi diverrete dèi se sarete perseveranti nel mio amore e nel mio possesso. Non come lo disse Satana Adamo ed Eva, ma come Io ve lo dico. E’ il vero frutto dell’albero del Bene e della Vita. Il Male è vinto in chi se ne pasce, ed è morta la Morte. Chi ne mangia vivrà in eterno e diverrà “dio” nel Regno di Dio. Voi sarete dèi se permarrete in Me”.


1 Pater. 10 Ave Maria. 1 Gloria

venerdì 24 gennaio 2025

LA PROFEZIA CHE RITRAE LA CHIESA DI OGGI...

 

La Profezia di S.Francesco ritrae la Chiesa d'oggi



Giotto - San Francesco sostiene la Chiesa che sta crollando - Basilica superiore - Assisi

Sebirblu, 4 ottobre 2016

Qualche giorno fa, riflettendo sulla ricorrenza del nostro grande Santo, ho valutato quanto fosse abissale la differenza tra Francesco d'Assisi e l'attuale Papa che ne ha assunto il nome.

Mentre il primo fu immortalato da Giotto, raffigurato in un sogno fatto da Innocenzo III, che lo vide nell'atto di sorreggere la Chiesa di San Giovanni in Laterano sull'orlo del crollo (per importanza, la Basilica di San Pietro di allora), il secondo, a quanto pare, fa di tutto per distruggerla.

Ma, andiamo per ordine... forse non tutti sanno che un crocifisso improvvisamente si animò, aprendo la bocca e muovendo gli occhi, ed iniziando a parlare all'umile Fraticello...



Giotto - Il Crocifisso di San Damiano parla a San Francesco - Assisi - Basilica Superiore

Riporta Tommaso da Celano:

«Francesco era già del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo quando un giorno passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti.

Condotto dallo Spirito, entrò a pregare, si prostrò supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla Grazia divina, si ritrovò totalmente cambiato.

Mentre egli era così profondamente commosso, all'improvviso – cosa da sempre inaudita – l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parlò, movendo le labbra,"Francesco, – gli disse chiamandolo per nome – va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina".

Francesco era tremante e pieno di stupore, e quasi perdette i sensi a queste parole. Ma subito si dispose ad obbedire e si concentrò tutto su questo invito.

Ma, a dire il vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la trasformazione ineffabile che percepì in se stesso, conviene anche a noi di coprirla con un velo di silenzio».

Tratto da «Vita Seconda di San Francesco d'Assisi» di Tommaso da Celano; QUI.



Tommaso da Celano (1200-1265) - Compagno e primo biografo di S. Francesco

Ed ecco la profezia del Poverello assisano che era già nota almeno a partire dal XVII secolo, come attesta un tomo che raccoglie le opere del Santo d'Assisi e di Sant'Antonio da Padova, pubblicato nell'anno 1641.

Il vaticinio è poi riapparso in un libro pubblicato nel 1880 dall'Imprimerìe de la Bibliothèque Ecclésiastìque de Paris – Avenue D'Orleans 32 – intitolato:

«S. Francisci Assisiatis – serafici minorum patriarchae – Opera Omnia Juxta editionem R:P. De la Haye in Gallia Minorum Procuratoris Generalis».

Il testo che segue è a sua volta contenuto nella Medi Aevi Bibliotheca Patristica,edita dalla suddetta Imprimerìe, di cui costituisce il Tomus Sextus. La profezia in latino con relativa traduzione italiana si trova a pag. 430, da visionare QUI.

Come si potrà constatare, ciò che vi è scritto trova riscontro in modo impressionante con i tempi odierni; e pensare che proviene dal lontanissimo 1226, anno in cui San Francesco trapassò.



Giotto - Morte di San Francesco - Basilica superiore - Assisi

«Poco  innanzi  la  morte  convocati  i  frati,  li ammonì delle future ambasce, dicendo:
– Diportatevi virilmente, o fratelli, fatevi animo, e aspettate pazientemente il Signore.

S'affrettano a venire i tempi di una grande tribolazione ed afflizione, ne' quali le perplessità e i pericoli temporalmente e spiritualmente inonderanno, si raffredderà la pietà di molti, e sovrabbonderà l'iniquità de' malvagi.

Il potere dei demònii sarà disciolto più dell'usuale, e la purezza immacolata della Religione nostra e delle altre sarà deformata in tal guisa, che pochissimi de' cristiani con cuor sincero e carità perfetta obbediranno al vero Sommo Pontefice e alla Chiesa Romana.

Un taluno non eletto canonicamente, assurto al Papato nel momento di quella tribolazione, coll'astuzia del suo errore macchinerà di porger la morte (spirituale; ndr) a molti.

Allora si moltiplicheranno gli scandali; la nostra Religione verrà divisa e parecchie delle altre saranno del tutto abbattute, perché non si opporranno all'errore, ma gli presteranno l'assenso.

Vi saranno tante e sì gravi opinioni e scismi nel popolo, nei Religiosi e nel Clero, che se non fossero accorciati quei giorni, secondo la parola evangelica, (se fosse possibile) sarebbero ingannati gli stessi eletti, se non fossero sostenuti, in sì grande tempesta, dall'immensa misericordia di Dio.

Allora la nostra Regola e vita sarà da certuni fierissimamente combattuta (Cfr. QUI; ndr). Sopravverranno istigazioni immense: quelli che allora saranno stati privati, riceveranno la corona di vita: ma guai a coloro che affidandosi alla sola speranza della Religione s'intiepidiranno, e non resisteranno costantemente alle tentazioni permesse (da Dio; ndr) a prova degli eletti.

Coloro poi che fervorosi di spirito per la carità e per lo zelo della verità coltiveranno la compassione, soffriranno persecuzioni ed ingiurie, come (fossero; ndr)disobbedienti e scismatici.

Perocché i loro persecutori, agitati dagli spiriti maligni, diranno che si rende un grande onore a Dio coll'uccidere (spiritualmente; ndr) e cancellar dalla terra uomini così pestilenti.

Il Signore però sarà allora il rifugio degli afflitti, e li salverà, perché posero la speranza in Lui. E per rendersi conformi al loro Capo agiranno con fiducia, e colla morte comprandosi la vita eterna, eleggeranno di ubbidire piuttosto a Dio che agli uomini; e ricusando acconsentire alla falsità e alla perfidia, non paventeranno punto il morire.

Allora, la verità da alcuni predicatori verrà taciuta, da altri sarà conculcata e negata(Cfr. QUI; ndr). La santità della vita sarà posta in derisione verso quelli che la professano: per questo il Signore Gesù Cristo manderà loro un degno, non pastore, ma sterminatore.»

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Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it



LITANIE IN ONORE DI SAN FRANCESCO

 

Litanie in onore di san Francesco d'Assisi

LITANIE IN ONORE DI S. FRANCESCO D'ASSISI
Patriarca dell'Ordine Serafico a cura di don Antonino Marino
Imprimatur
S E.Rev.ma Mons. Lorenzo Loppa
Vescovo di Anagni-Alatri
8 maggio 2003


Kyrie eleyson
Christe eleyson
Kyrie eleyson
Christe audi nos
Christe exaudi nos
Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, che sei un solo Dio abbi pietà di noi
S. Maria, Regina gloriosa degli Angeli prega per noi
S. Maria, Signora più nobile dei Serafini prega per noi
S. Maria, Donna esaltata più dei Cherubini prega per noi (La recita è a cori alterni) prega per noi
S. Francesco, il cui nome è libero, non schiavo prega per noi
S. Francesco, figlio di Pietro di Bernardone e di Giovanna detta Pica prega per noi
S. Francesco, la cui madre fu sospinta al parto dall'Alto prega per noi
S. Francesco, generato nella stalletta di casa ad Assisi prega per noi
S. Francesco, il cui Natale fu simile a quello del Redentore prega per noi
S. Francesco, indicato al mondo da un misterioso pellegrino prega per noi
S. Francesco, alla cui nascita fu predetta la tua futura santità prega per noi
S. Francesco, predetto come uno dei migliori del mondo prega per noi
S. Francesco, battezzato Giovanni: Dio fa grazia prega per noi
S. Francesco, cresciuto col fratello Angelo, mercante di stoffe prega per noi
S. Francesco, detto giovane prodigo e re dei conviti prega per noi
S. Francesco, guerriero armato che scendi in battaglia prega per noi
S. Francesco, sconfitto e sconvolto da una febbre prega per noi
S. Francesco, a vent'anni prigioniero e in catene in cella prega per noi
S. Francesco, cui il Signore diede di cominciare a convertirsi da una vita disordinata all'ordine della grazia prega per noi
S. Francesco, cui l'Altissimo rivelò di vivere secondo il Vangelo prega per noi
S. Francesco, che eri come un cavallo o un mulo, privo di senno prega per noi
S. Francesco, che andavi errando prima di essere umiliato prega per noi
S. Francesco, liberato con riscatto ed assistito dai tuoi prega per noi
S. Francesco, che hai imparato l'obbedienza dalle cose patite prega per noi
S. Francesco, che chiedi a Dio fede diritta, speranza certa e carità perfetta prega per noi
S. Francesco, che chiedi a Dio senno e conoscenza prega per noi
S. Francesco, che chiedi: io faccia il tuo santo e verace comandamento prega per noi
S. Francesco, cui era amaro vedere i lebbrosi prega per noi
S. Francesco, condotto da Dio verso gli appestati prega per noi
S. Francesco, cui l'amarezza fu cambiata in dolcezza prega per noi
S. Francesco, il cui bacio al lebbroso sfiorò il volto di Cristo prega per noi
S. Francesco, cui il Crocifisso dice: va e ripara la mia casa prega per noi
S. Francesco, che ricostruisci la chiesa del Signore prega per noi
S. Francesco, che ti proclami araldo del gran Re prega per noi
S. Francesco, rinchiuso in ceppi da tuo padre prega per noi
S. Francesco, liberato dalle mani della madre prega per noi
S. Francesco, come un passero scampato al laccio prega per noi
S. Francesco, che rendi a tuo padre le tue vesti e ogni avere prega per noi
S. Francesco, che libero invochi: Padre nostro che sei nei cieli prega per noi
S. Francesco, nudo, rinasci a vita nuova prega per noi
S. Francesco, generato dallo Spirito di Dio prega per noi
S. Francesco, ricoperto del manto del vescovo Guido prega per noi
S. Francesco, reso spettacolo del mondo, accolto dalla Chiesa prega per noi
S. Francesco, istruito sulla via di Dio dai figli di S. Benedetto prega per noi
S. Francesco, ti consacri eremita, con cintura di cuoio prega per noi
S. Francesco, riparatore di brecce e di rovine prega per noi
S. Francesco che riedifichi l'eredità devastata prega per noi
S. Francesco, ispirato dalla vocazione degli apostoli ad agire prega per noi
S. Francesco, che ti vesti di sacco, scalzo, rasato con una corda ai fianchi prega per noi
S. Francesco, che inizi a predicare con cuore semplice e magnifico prega per noi
S. Francesco, il cui desiderio di vita è appagato prega per noi
S. Francesco, che può giovarti di più, il padrone o il servo? prega per noi
S. Francesco, tu lasci il servo per il Padrone prega per noi
S. Francesco, tu chiedi: Signore, cosa vuoi che io faccia? prega per noi
S. Francesco, il cui cuore effonde liete parole prega per noi
S. Francesco, che canti al Re il tuo poema prega per noi
S. Francesco, la cui lingua è stilo di scriba veloce prega per noi
S. Francesco, scelto tra i figli dell'uomo prega per noi
S. Francesco, nelle tue labbra è diffusa la grazia prega per noi
S. Francesco, ti ha benedetto Dio per sempre prega per noi
S. Francesco, prode che cingi la spada al tuo fianco prega per noi
S. Francesco, fortissimo cavaliere di Cristo, cui arride la sorte prega per noi
S. Francesco, che avanzi per la verità, la mitezza e la giustizia prega per noi
S. Francesco, la cui destra ti mostra prodigi prega per noi
S. Francesco, le cui frecce sono acute prega per noi
S. Francesco, le cui frecce colpiscono al cuore prega per noi
S. Francesco, sotto di te cadono i popoli prega per noi
S. Francesco, Dio ti ha dato un trono che dura per sempre prega per noi
S. Francesco, è scettro giusto lo scettro del tuo Regno prega per noi
S. Francesco, che ami la giustizia e l'empietà detesti prega per noi
S. Francesco, Dio, il tuo Dio ti ha consacrato prega per noi
S. Fnancesco, unto con olio di letizia tra i tuoi eguali prega per noi
S. Francesco, figlie di re tra le tue predilette prega per noi
S. Prancesco, ascolta, figlio; guarda, porgi l'orecchio prega per noi
S. Francesco, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre prega per noi
S. Francesco, al Re è piaciuta la tua bellezza prega per noi
S. Francesco, Dio è il tuo Signore: prostrati a Lui prega per noi
S. Francesco, i più ricchi del popolo cercano il tuo volto prega per noi
S. Francesco, la figlia del Re è presentata in preziosi ricami prega per noi
S. Francesco, con Lei le vergini compagne a te sono condotte prega per noi
S. Francesco, che guidi con gioia ed esultanza prega per noi
S. Francesco, che entri insieme ai tuoi figli nel palazzo del Re prega per noi
S. Francesco, ai tuoi padri succederanno i tuoi figli prega per noi
S. Francesco, i tuoi figli tra i capi di tutta la terra prega per noi
S. Francesco, i tuoi figli faranno ricordare il tuo nome per tutte le generazioni prega per noi
S. Francesco, i popoli ti loderanno in eterno prega per noi
S. Francesco, i cui primi soci sono Bernardo, Pietro ed Egidio prega per noi
S. Francesco, che accogli fino a dodici uomini penitenti prega per noi
S. Francesco, visto in sogno da Papa Innocenzo terzo al Laterano come un pilastro prega per noi
S. Francesco, approvato a voce dal Vicario di Gesù Cristo prega per noi
S. Francesco, a colloquio divino coi santi Domenico e Angelo sull'Aventino prega per noi
S. Francesco, dotato di profezia e di preghiera prega per noi
S. Francesco, dotato del carisma della visione e della sapienza prega per noi
S. Francesco, che predichi: l'Amore non è amato prega per noi
S. Francesco, che resti saldo nella purezza avvolto nudo tra le spine del roseto prega per noi
S. Francesco, ricco di altissima povertà, folle per Cristo prega per noi
S. Francesco, che conversi con gli angeli del Signore prega per noi
S. Francesco, che chiedi di essere calpestato da frate Bernardo prega per noi
S. Francesco, che ti ritiri in preghiera nel cavo delle rocce prega per noi
S. Francesco, che fai Quaresima con due pani su un'isola prega per noi
S. Francesco, che ti glori se non nella Croce di Gesù Cristo prega per noi
S. Francesco, che ti reputi grande peccatore e discepolo del Signore prega per noi
S. Francesco, umile, cui tutto il mondo viene dietro prega per noi
S. Francesco, che distribuisci gli uffici con grandissima carità prega per noi
S. Francesco, che nella preghiera sprigioni fiamme d'amore prega per noi
S. Francesco, pellegrino a San Giacomo di Compostela prega per noi
S. Francesco, predicatore e martire di desiderio prega per noi
S. Francesco, dei cui figli cinque furono martiri in Marocco prega per noi
S. Francesco, che con un soffio sospingi frate Masseo per aria prega per noi
S. Francesco, povero con Cristo sulla croce, con Cristo sepolto prega per noi
S. Francesco, povero con Cristo risorto, con Cristo salito al cielo prega per noi
S. Francesco, cui appaiono in orazione i santi Pietro e Paolo prega per noi
S. Francesco, che tagli i capelli a sorella Chiara d'Assisi prega per noi
S. Francesco, che instauri in S. Damiano vita povera e felice prega per noi
S. Francesco, che consigli il lavoro come una grazia prega per noi
S. Francesco, che condividi la mensa con santa Chiara prega per noi
S. Francesco, la cui umile mensa sprigiona un fuoco divino prega per noi
S. Francesco, eletto da Dio per la salute del mondo prega per noi
S. Francesco, visto a colloquio con Cristo e la Vergine Maria prega per noi
S. Francesco, che tieni il capitolo delle stuoie con oltre cinquemila frati prega per noi
S. Francesco, i cui figli come campo ed esercito dei cavalieri di Dio prega per noi
S. Francesco, che hai rubato al mondo un gregge bello e devoto prega per noi
S. Francesco, padre di tutti i frati e generale ministro prega per noi
S. Francesco, che inizi i frati all'obbedienza verso la santa madre Chiesa prega per noi
S. Francesco, i cui frati vennero sfamati dalle città intorno Assisi prega per noi
S. Francesco, che edifichi San Domenico con la tua fede nella Provvidenza prega per noi
S. Francesco, che insegni a perdonare per amore di Dio prega per noi
S. Francesco, che ti ritieni minore di tutti gli uomini prega per noi
S. Francesco, che mitighi le penitenze corporali dei frati prega per noi
S. Francesco, per cui a Rieti la vigna devastata abbondò di vino prega per noi
S. Francesco, che appronti i nidi alle tortore selvatiche prega per noi
S. Francesco, anima santissima che ci ottieni il perdono d'Assisi prega per noi
S. Francesco, che hai predicato agli uccelli attenti sui rami prega per noi
S. Francesco, semplice e piccolo per la perfetta letizia prega per noi
S. Francesco, che liberi Arezzo dai demoni della discordia prega per noi
S. Francesco, che conduci ammansito il lupo di Gubbio prega per noi
S. Francesco, che annunci il Vangelo al Sultano d'Egitto prega per noi
S. Francesco, che richiami con dolcezza i tre ladroni cacciati prega per noi
S. Francesco, dal cui volto traspare il candore della vita prega per noi
S. Francesco, che a Greccio fai rivivere il Natale del Signore prega per noi
S. Francesco, che indichi a tutti la regola del Vangelo prega per noi
S. Francesco, in cerca dell'amato Signore sul sasso della Verna prega per noi
S. Francesco, assistito da un falcone per le ore di preghiera prega per noi
S. Francesco, cui appare luminoso un serafino alato prega per noi
S. Francesco, segnato a sangue dalle piaghe del Crocifisso prega per noi
S. Francesco, reso cieco da lacrime copiose prega per noi
S. Francesco, che inneggi a Dio con un cantico nuovo prega per noi
S. Francesco, che annunci e porti pace e bene a tutti prega per noi
S. Francesco, che gioisci nel dolore per un futuro di bene prega per noi
S. Francesco, acclamato nuovo evangelista prega per noi
S. Francesco, specchio del mondo tutto serafico in ardore prega per noi
S. Francesco, la cui regola è approvata da Onorio terzo prega per noi
S. Francesco, chiamato "il mio santo" da frate Antonio prega per noi
S. Francesco, che hai vinto il principe di questo mondo con l'Amore prega per noi
S. Francesco, nudo, adagiato sulla nuda terra, con la sinistra sul costato prega per noi
S. Francesco, servo cinto si fianchi, con la lampada accesa prega per noi
S. Francesco, obbediente fino alla morte alla Porziuncola prega per noi
S. Francesco, il cui spirito era intento a quella gloria prega per noi
S. Francesco, il cui costato era rosso come rosa a primavera prega per noi
S. Francesco, che porti nel tuo cuore il segreto del Re prega per noi
S. Francesco, la cui anima sale al cielo come stella prega per noi
S. Francesco, alla cui morte volarono in canto le allodole sul tetto prega per noi
S. Francesco, canonizzato ad Assisi da Gregorio nono prega per noi
S. Francesco, il cui sepolcro è sul colle del paradiso prega per noi
S. Francesco, le cui reliquie onorano la Chiesa prega per noi
S. Francesco, patrono d'Italia, dei mercanti e della natura prega per noi
S. Francesco, la cui discendenza è nella luce della Donna prega per noi
S. Francesco, la cui vita è beata nel Padre prega per noi
S. Francesco, il cui corpo segnato è dal Figlio prega per noi
S. Francesco, il cui spirito si libra nello Spirito Santo prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo ascoltaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Prega per noi S. Francesco d'Assisi 
Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo..

PREGHIAMO

Ti lodiamo o Dio Padre nostro con lo stesso cantico del tuo servo san Francesco d'Assisi, che hai donato alla tua Chiesa come uomo nuovo e restauratore della vita ispirata alla perfetta letizia del vangelo del tuo Figlio Gesù Cristo e Nostro Signore che vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Roma, 29 marzo 2003


AMDG et D.V.MARIAE