martedì 12 febbraio 2013

In vista del conclave uniamoci TUTTI per una FORTE preghiera e supplica allo Spirito Santo attraverso la potente intercessione del CUORE IMMACOLATO DI MARIA!



Così percossa, attonita, la Terra al nunzio sta.

"Dal Blog : Messa in latino"
Cari lettori,

ci voleva un evento epocale, come la rinuncia di Benedetto al pontificato, per farmi tornare a scrivere sul nostro blog dopo lunga assenza. Perché ho amato, e amo, il nostro papa Benedetto, è la venerazione per lui che mi risprona ad una battaglia che è stata anche la sua. Scrivo 'venerazione', sì, perché son convinto ch'egli assurgerà agli onori degli altari, e certo non solo per via dell'opinabilissima tendenza moderna a santificare tutti i papi "a prescindere". Ritengo anzi che un giorno diverrà perfino dottore della Chiesa.

Pressoché tutto ammiro nel suo tratto e nella sua personalità: il garbo, la timidezza, la correttezza, l'onestà, il senso del dovere, le capacità di studioso, ma soprattutto l'intelligenza, la lucidità, l'indipendenza di giudizio e il buon senso: validi antidoti in un'epoca ecclesiale di vuoti slogan e di ideologia.

Vivo questa notizia con profondo rammarico e preoccupazione. Comprendo che il peso del governo della Chiesa sia insopportabile per spalle umane, specie nella fralezza senile; ma un Papa, giustamente, non dovrebbe essere sovra-umano? Non perché fornito di un 'fisico bestiale', ma perché divinamente assistito anche nell'estrema debolezza del corpo e, forse, perfino della mente. Papa Ratzinger lo sa (ecco le sue stesse parole: "bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando"), ma ritiene che a questa 'essenza spirituale' di testimonianza orante (e paziente) si debba accompagnare un certo vigore "in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato".  

Questa affermazione mi turba. Nel nostro tempo di rapidi mutamenti e perturbato da gravi questioni per la vita - la sopravvivenza? - della fede, è il ruolo stesso del Papa che quindi muta. Fino a ieri, più simbolo che governante; più testimone, fino all'estrema agonia, che efficiente amministratore; più monarca che primo ministro; più padre che tutore. Ora, invece, un papa che, oltre ad avere una "messa di inaugurazione" (in luogo della ben più pregnante incoronazione) avrà pure una cerimonia di commiato in occasione delle dimissioni, come fosse un amministratore delegato che va in pensione o, peggio ancora, un arcivescovo di Canterbury in scadenza. Si tratta altresì di un ulteriore appiattimento (dopo la rinunzia alla tiara) del ruolo petrino su quello degli altri vescovi: non a caso nell'allocuzione di ieri il Papa ha usato l'espressione ingravescente aetate, la quale forma anche l'incipit del motu proprio di Paolo VI che impose il pensionamento ai vescovi.

Pensiamo anche a come questo precedente potrà giustificare pressioni sui futuri pontefici, non appena questi saranno percepiti come anziani o poco 'performanti' o non più telegenici.

Se qualcosa ci hanno insegnato questi ultimi decenni è che la Chiesa vive di simboli e nei simboli. Mutamenti in astratto comprensibili e in apparenza inessenziali, come abbandonare il latino, abolire il digiuno del venerdì, girare gli altari, hanno avuto un effetto sociologicamente ed antropologicamente devastante per i fedeli: la fede, già ontologicamente insidiata dal dubbio (giacché essa non è conoscenza diretta, ma solo sostanza di cose sperate, e argomento delle non parventi), vive di sicurezze trasmesse e perennemente riconquistate. Se la vita della Chiesa è un cantiere in perenne mutazione, come alimentare la vacillante fede? E che dire se il ruolo stesso di Pietro, consolidato in duemila anni che videro solo sporadiche e di solito traumatiche abdicazioni o deposizioni, si trasforma dastatus esistenziale a semplice 'incarico' con diritto al pensionamento?

Di qui la mia preoccupazione: la sacralità della Pietra su cui la Chiesa è fondata mi appare intaccata, allorché un dolce Cristo in terra, un Vicario di Cristo, un infallibile arbitro della fede e della morale, può tornare ad una normale quotidianità. Questa preoccupazione aumenta viepiù al pensiero che a Papa Benedetto questi rischi non sono certamente sfuggiti; sicché se si è deciso egualmente al 'gran rifiuto', gravi preoccupazioni a noi ignote devono averlo mosso; o quanto meno, una situazione interna ai Sacri Palazzi di completa deliquescenza, tale da costringerlo a gettare la spugna.

E sì, perché il gesto del Papa ha, purtroppo, l'insopprimibile apparenza di un'ammissione di impotenza e di fallimento, già solo per il fatto di sopravvenire dopo un periodo di straordinaria difficoltà nella conduzione della barca di Pietro e dopo un insieme di sfaceli che hanno trovato nel casoVatileaks l'ultimo esempio.

Questo retrogusto amaro di inefficienza non rischierà di rafforzare quel naturale effetto "pendolo", per cui i cardinali in conclave saranno portati a scegliere qualcuno che possa adottare una ben diversa linea del predecessore? L'effetto pendolo era stato determinante nell'elezione di Ratzinger, allorché la impietosa delibazione dello stato disgraziato della Chiesa ... aveva indotto i cardinali a votare qualcuno che aveva la lucidità e l'intelletto necessari per riconoscere i problemi e individuare (nel ritorno all'ortodossia, alla continuità e alla Tradizione) la soluzione. 

E ora invece? Una generazione migliore di sacerdoti sta crescendo, e i corifei della 'primavera conciliare' sono sulla via della pensione, se non del redde rationem. Ma quest'abdicazione del Papa giunge comunque troppo presto: se avesse resistito ancora una manciata di anni, o in alcuni casi anche solo pochi mesi, non avremmo un conclave nel quale siederanno invece e voteranno presuli come Daneels e Mahoney (quest'ultimo, fresco di ostracismo da parte del suo successore a Los Angeles per malagestione), Lehmann e Kasper, Monterisi e Tettamanzi. Mentre un Moraglia (patriarca di Venezia), un Nichols (arcivescovo di Londra) o un Chaput (arcivescovo di Filadelfia) ne sono ancora fuori.

E' tempo dunque che lo Spirito Santo si prepari a fare il Suo lavoro in vista del conclave. E per noi, di pregare. Mitiga l'amarezza la gratitudine per Benedetto XVI, il rispetto della sua difficile scelta e, in fondo in fondo, l'intimo sentimento che la sua ponderata decisione possa essere stato il minore dei mali possibili.

Enrico

GARABANDAL !



La famosa Profezia "dei tre Papi" di Garabandal: Papa Wojtyla corrisponde all'ultimo Papa prima della "FINE DEI TEMPI". Il 20 dicembre 1962, la Madonna rivelò alla ragazzina spagnola Conchita Gonzales,


durante una delle sue numerose apparizioni, un "segreto" che ella confidò alla madre il 3 giugno 1963, in occasione della morte di Papa Giovanni XXIII. Fu allora che Conchita disse apertamente a sua madre e poi ad altri:«Ora restano solo tre Papi». «Ma come fai a saperlo?», le chiese la madre. «Me l’ha detto la Madonna». «Allora sta per venire la fine del mondo?». «La Madonna non ha parlato di "fine del mondo", ma di "FINE DEI TEMPI"». «E che differenza c’è?». «Questo non lo so. So solo che mi ha detto che dopo questo Papa ce ne saranno altri tre, poi giungerà la "FINE DEI TEMPI"».

Dunque, secondo tale profezia, dopo Papa Wojtyla giungerà la "FINE DEI TEMPI": da ciò si può facilmente dedurre che quest'ultima fase tragica e conclusiva prevista sin dall'Apocalisse di Giovanni inizia col Papa successivo ai "tre", Benedetto XVI, in accordo con la Profezia di San Malachia.La Vergine parlò di questo argomento durante un'estasi di Conchita.



L'asserzione della Vergine fu in realtà una rettifica a una domanda posta dalla ragazza a proposito di qualcosa che aveva udito ma non capito bene: «Dice Mercedes (la scrittrice Mercedes Sali­sachs, lì presente) che, secondo le profezie di San Malachia sui pa­pi, ne restano solo due». E questo annuncio profetico, giunto in risposta a una palesemente errata interpretazione della Profezia di San Malachia, non è mai stato smentito da Conchita, che al contrario l'ha ripetuto, per iscritto e oralmente, ogni volta che è stato necessario. Non è pertanto ragionevole pensare, vista la sua precisione compromettente, che questa di­chiarazione possa essere stata frutto di delirio, o un inganno della ra­gazza. 

Dunque a Garabandal, fin dal 1963, siamo stati avvertiti con chiarezza, di nuovo, del fatto che stiamo per giungere a ore decisive, forse le ultime che l'orologio della Storia segnerà... E, come vedremo nelle prossime sezioni, i dettagli forniti a riguardo dalla Madonna in occasione delle sue numerose apparizioni in vari posti del mondo sono numerosi, molto interessanti e tutti complementari fra loro. 

Garabandal può essere considerato un vero faro di luce per il mondo, non solo per il suo passato immediato, ma perché la sua eredità segna un percorso per percorrere le difficili vicende di un mondo travagliato, questo piccolo e umile in una zona montuosa del nord della Spagna dove ancora oggi conserva i valori di una volta, con una profonda tesori religiosi e spirituali gli eventi miracolosi degli anni '60.


r&jmJM

Il monaco Basilio fu un profeta russo .......

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Il monaco in questione, poco o nulla nominato all' attenzione della gente comune e curiosa, in questo periodo, collegato a profezie che si stanno avverando e avverate, sta riscuotendo un buon successo e quindi...parliamo di quest' uomo, della sua vita e delle profezie che riguardano tutti noi: Il monaco Basilio fu un profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande. Nato a Mosca nel 1660, Basilio rinunciò a famiglia e carriera per rinchiudersi nel convento ortodosso di Kalnin. Era solito offrire pane e consolazione ai poveri e recarsi a pregare nella cattedrale del Beato Basilio, appena fuori il Cremlino. Durante queste "estasi divine" iniziò ad avere delle visioni del futuro, che scrisse in prosa. Molte si sono già avverate:
"Quando il Mille si aggiungerà al Mille, gli uomini voleranno e le immagini di quello che succede a Mosca si potranno vedere allo stesso tempo a Kiev e a Costantinopoli".



Il sant’uomo predisse anche l’incendio che nel 1737 distrusse parte di San Pietroburgo, la caduta degli zar ("con il sangue dei ricchi si laveranno le scale dei poveri") e l’avvento del comunismo in Russia ("vi verrà promessa la terra dei lavoratori, ma vi verrà data la terra degli schiavi...").
Basilio morì nel 1722, ma ancora oggi vengono studiate le sue profezie, dette di San Pietroburgo. Eccone alcuni stralci:
"Quando il secondo millennio del cristianesimo sarà prossimo alla fine, ogni casa vorrà accendere la sua candela, ma il buio dominerà. Sangue e lacrime bagneranno la terra dei popoli slavi".
Come poteva sapere Basilio che negli anni ‘90 sarebbe avvenuta una guerra fratricida tra Serbi e Croati? "Breve sarà il tempo dello zar che zar non è". Si tratta forse di un riferimento ad Elzin, che i cronisti di tutto il mondo hanno ribattezzato "Zar"? Speriamo che altre profezie del monaco rimangano disattese, come quella che parla della conquista di Mosca e di gran parte dell’Occidente ad opera mussulmana ("Scomparirà la stella e la falce della Luna si poserà sul Cremlino"), o l’altra che recita "sarà ancora guerra, tutto avverrà quando il mondo intero festeggerà la pace". Di notevole interesse, comunque, le previsioni inerenti la fine dei tempi e il mondo a venire. Quando la misura sarà colma - afferma il monaco - giungerà un personaggio chiamato enigmaticamente l’uomo di Colosse.
"Sarà un uomo inviato da Dio per unire i frammenti del mondo e aprire le porte d’un tempo nuovo... Egli sarà l’avanguardia del Governo Universale".
Chi è l’uomo di Colosse? Il Governo Universale in questione è forse il "New World Order"?
Incredibilmente precise le profezie sull’inquinamento e il degrado ambientale:
"Alla fine del millennio un prato verde non lordato dall’uomo e una pianta non avvelenata saranno una rarità... l’uomo sarà attorniato da cibo e da acque, ma morirà di fame e sete, perché l’erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l’aria che respira...".
Basilio inoltre rimprovera il genere umano, accusandolo di aver bruciato il "sangue della Terra", ovvio riferimento al petrolio.
"All’uomo era stata affidata la Terra affinché la custodisse come un tesoro del creato: invece, quando le macchine voleranno come uccelli e l’uomo ucciderà l’uomo con i raggi del Sole, essa sarà uno straccio sporco e lacero".


A parte i precisi riferimenti ad aerei e laser, colpiscono le accuse di Basilio, dure ma motivate.
"Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra... Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna".
Non v’è dubbio che il santo uomo si riferisca alla caduta di un enorme meteorite, mentre il cambio di "percorso" del Sole e della Luna sarebbe da addebitarsi ad una alterazione del piano orbitale terrestre, in seguito confermata:
"Arriverà un giorno nel quale troverete il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture del Volga, perché tutto verrà mutato... All’uomo verrà consegnata una Terra arata pronta per la semina, in cui sarebbe follia cercare Mosca, San Pietroburgo o Kiev... Dove un tempo regnava il ghiaccio ora brucerà il Sole, e gli agrumi più gustosi verranno raccolti sulla terra della Santa Madre Russia, mentre sulle coste settentrionali dell’Africa regnerà il ghiaccio".
Basilio quindi scrive che quando tutto sarà passato, "i popoli della Terra saranno veramente fratelli, i superstiti scenderanno dai monti e si abbracceranno, perché il nuovo alito di vita non verrà dai mari, ma dai monti".
Molti addotti hanno riferito che gli alieni consigliavano loro di andare a vivere in campagna o in montagna: è solo un caso? È interessante sottolineare che, a differenza dell’Apocalisse di Giovanni, qui i disastri non sono mandati dall’Eterno per punire l’uomo, ma per "ridisegnare la Terra distrutta dall’uomo."
Un Dio ecologista e decisamente meno vendicativo di quello biblico, che infine sulla fronte dell’uomo scriverà la parola umiltà, perché "deve ricordarsi che non è una creatura superiore, ma creatura tra le creature della Terra. A lui verrà dato il compito di lavorare la Terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne...".
Il vegetarianismo entrerà dunque nel novero dei comandamenti? Tornano alla mente le analisi dei laboratori militari di Wright-Patterson, in cui le EBE venivano catalogate come vegetariane.
Infine, Basilio annuncia: "Piccolo uomo del duemila, non sforzarti di capire che cosa sarà il tempo nuovo: il tuo sforzo è inutile, perché la tua mente è chiusa ai disegni dell’Eterno. Sappi solo che l’uomo del Tempo dei Giusti non nascerà piangendo, verrà deposto nella culla della felicità, camminerà sul sentiero della pace, parlerà con lo spirito e non avrà bara".

E del famoso introvabile libro... date ancora uno sguardo sfuggevole....

LA DEVASTAZIONE DELLA TERRA E LE GRANDI PESTILENZE
"L'uomo diventerà predone e la terra sarà saccheggiata. Alla fine del millennio un prato verde, non lordato dall'uomo, e una pianta non avvelenata saranno una rarità. Vedrete campi di grano brillare sotto i raggi del sole, ma quel grano, nato da terra avvelenata sarà veleno e darà una lenta morte e quel sole aprirà sulla pelle dell'uomo e sulla crosta della terra ferite infette. L'umanità irresponsabile e suicida ha eretto un tempio a Mara: quel tempio devasterà la terra e gli uomini. L'uomo sarà attorniato da cibi e da acque, ma morirà di fame e sete, perché l'erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l'aria che respira perché in essa sarà l'alito di Satana. Depravata generazione di predoni! Tramanderai ai tuoi figli un'eredità di dolore e morte, perché hai bruciato il sangue della terra. All'uomo era stata affidata la terra, affinché la custodisse come un tesoro del creato: invece, quando le macchine voleranno come uccelli l'uomo ucciderà l'uomo con i raggi del sole, essa sarà uno straccio sporco e lacero. L'uomo che poteva saziarsi di piante e di frutti, ha preferito saziarsi di veleni, dolci come il miele, pur sempre mortali. Ecco perché la terra dovrà essere lavata, ma con acqua diversa dall'acqua della terra, un'acqua capace di penetrare fino alla settima piaga della putrefazione, che toglierà l'ultima pestilenza, perché al veleno della terra si aggiungerà la pestilenza dell'uomo".

TUTTO ROVINERÀ, PERCHÉ MANCHERANNO L'AMORE E LA FEDE


"L'amore si consuma nel tempo e quando il Millennio sarà finito, l'amore tra gli uomini non sarà più che una parola priva di significato sulla quale si faranno mille ricami, nel tentativo di scoprire l'antico valore. Chi possederà ancora il dono dell'amore sarà visto come un diverso, un sopravvissuto a una guerra combattuta da un popolo dalla vista corta, contro il sentimento dell'amore. L'uomo non sarà più capace di sopportare niente, per questo diverrà sempre più fragile e dimenticherà la gioia di vivere. Mancheranno l'amore evangelico e la fede: per questo il mondo andrà in rovina. Ci sarà la fede delle parole, ma mancherà quella del cuore: e ci sarà una grande confusione tra quello che fiorisce sulle le labbra e quello che muore nel cuore. Nelle chiese voleranno parole e tra gli uomini germoglieranno promesse, ma parole e promesse rimarranno tali. Tra le pieghe della terra ci sarà un dolore nascosto che uomini di chiesa e di scienza copriranno diligentemente, perché i signori della terra, al servizio delle potenze infernali, vogliono confondere le idee facendo credere ai pochi puri di spirito che questo è il nuovo paradiso terrestre che deve ancora giungere sulla terra. E scenderà sulla Santa Madre Russia, nella terra tra i due fiumi.
Solo allora l'uomo nuovo scenderà dalle montagne per vivere nell'amore e nella fede. L'amore sarà il pane della vita e la fede la strada maestra che condurrà nell'unico porto sicuro".


Quando il Papa porterà sulla schiena due apostoli: ossia
"Quando il vescovo di Roma assumerà due nomi un impero sarà prossimo a crollare: quello della bestemmia. Ma sarebbe follia esultare di gioia, perché non sarà la fine ma l'inizio dei dolori: lo spettro cupo della miseria volteggerà nel cielo come nube impazzita e getterà ombra su molti popoli. Mancherà il pane anche nei paesi ricchi, le guerre strisceranno sulla terra come serpenti velenosi: tutto rovinerà perché tutti parleranno d'amore, ma nessuno conoscerà più l'amore per il prossimo.


I cristiani saranno numerosi, ma avranno dimenticato la legge cristiana e la loro fede sarà di parole. Ai patriarchi, al vescovo di Roma che bagnerà la terra con il suo sangue, il cielo affiderà il compito di riportare la chiesa alle origini.


 Sarà questo il momento di abbandonare i palazzi per ritornare nell'umiltà, nella pace delle catacombe, di rivivere la chiesa dei martiri della fede. La salvezza verrà da pochi, ma santi. Se non germoglierà l'amore, cadrà un secondo impero e con lui Roma".

IL VITELLO D'ORO VERRÀ DISTRUTTO E LE STELLE CADRANNO

"Sul vitello d'oro cadranno le stelle, ed egli diventerà cenere. Un impero cadrà e una piramide verrà scrollata dal terremoto, perché dell'Eterno è stato fatto uso blasfemo. L'oro diventerà polvere e la polvere oro: il paese nei cui fiumi scorre il miele diventerà il paese della fame, ove troveranno casa Caino e Abele. Delle stelle non rimarrà niente. Nel tempo in cui verrà demolito il vitello d'oro (sarà questo il tempo della bestia marina) vedrete segni in cielo e in terra. Il sole cambierà strada e la luna si perderà tra i monti, le stelle pioveranno sulla terra e da Oriente uscirà una voce che si udrà sino a Occidente. Montagne invisibili passeranno nel cielo e, quando una di queste si vedrà , mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna. Nel tempo della bestia marina il cielo invierà i suoi messaggi affinché nessun uomo giunga impreparato all'appuntamento finale. Legioni di Santi appariranno tra le nubi del cielo, quando la terra sarà assediata da Satana. Gli angeli parleranno agli uomini, ma pochi saranno capaci di udire la loro voce, e pochi di vedere le visioni angeliche. Milioni di spiriti celesti popoleranno il cielo e milioni di spiriti infernali la terra: i primi vestiti di luce, i secondi di egoismo e cattiveria. Nel giorno dei tre Santi, gli spiriti luminosi scenderanno sulla terra per portare la corona della giustizia e si udrà un pianto disperato nella valle del vitello d'oro".

Il veggente profetizzava anche una nuova "guerra santa" condotta dall'Islam a fianco di alcuni paesi ex-socialisti.
Alla fine, "la terra verrà ridisegnata dall'Eterno."

Tratto da: "Il mistero di San Pietroburgo" - il futuro della Russia e del mondo nelle profezie del monaco Basilio - di Renzo Baschera, Oscar Arcana, Arnoldo Mondadori Editore, aprile 1992, pag. 158







QUANDO LE MONTAGNE DIVENTERANNO PORTI DI MARE

“Arriverà un giorno nel quale troverete il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture del Volga, perché tutto verra mutato. E necessario sia così, perché nel tempo in cui cambieranno tutti i numeri, la terra sarà marcia e lo sarà anche l'uomo. All'uomo nuovo verra consegnata una terra arata, pronta per la semina, in cui sarebbe follia cercare Mosca o San Pietroburgo o Kiev: tutto sarà passato. Nuove saranno le montagne e nuovi i fiumi. Nuove le piante e le pietre. Su tutto passera l'angelo del Signore per infondere l'alito della vita. La terra verra sbucciata come un frutto. Molti fiumi e molti mari verranno inghiottiti dalla terra e nuovi fiumi e nuovi mari dalla terra sorgeranno. Le reliquie della Santa Madre le ritroverete sulle spiagge del mar Nero e quelle di Kiev tra i monti. Quando tutto sarà cambiato i popoli della terra saranno veramente fratelli, i pochi superstiti scenderanno dai monti e si abbracceranno, perché il nuovo alito della vita non verra dai mari, ma dai monti. Quando le tre civiltà saranno finite, l'uomo ritornerà alla civiltà della grotta e imparerà a vivere.”



Paragrafo b Totale 26°
STORIA DELL'OTTAVO GIORNO

“E all'ottavo giorno l'Eterno ritornerà a disegnare la terra, perfettamente lavata, perché la vecchia era stata distrutta dall'uomo. Saranno create per prime erbe e piante, che daranno frutti particolari, assegnandole in posti nuovi, perché per la nuova terra ci sarà un nuovo sole. sarà così che dove un tempo regnava il ghiaccio ora brucerà il sole, e dove bruciava il sole regnerà il ghiaccio. Gli agrumi più gustosi verranno raccolti sulla terra della Santa Madre Russia, mentre sulle coste settentrionali dell'Africa regnerà il ghiaccio. Poi verranno creati gli animali, che saranno liberi, si ciberanno di erbe e frutti e saranno scaldati dal sole e lavati dall'acqua piovana. Infine sarà creato l'uomo, sulla cui fronte verra scritta la parola “ umiltà ”, perché nel tempo deve ricordarsi che non e una creatura superiore, ma creatura tra le creature della terra. A lui verra affidato il compito di lavorare la terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne. Le sue gioie saranno quelle dello spirito, perché nella nuova terra la carne sarà solamente un vestito di poco valore. Non si ripeterà più l'evento di Caino e Abele, perché gli uomini della nuova terra si chiameranno solamente Abele. LEterno non si pentirà di avere creato l'uomo, perché egli sarà l'ombra dell'Eterno. Il governo mondiale non sarà più nelle mani dell'uomo, ma nelle mani della Giustizia Divina, la cui bilancia avrà pesi sinora sconosciuti agli uomini. La santa legge verra da levante e si estenderà fino a oriente e lo spirito dominerà su ogni cosa.”



Paragrafo c Totale 27°
UN CANTICO NUOVO


“Nel tempo degli uomini giusti, quando i confini tra Stato e Stato saranno bruciati e il mondo sarà una sola nazione e l'uomo avrà sotterrato la presunzione di essere superiore e senza tempo, il sole illuminerà cose nuove. Dal monte sul quale l'angelo mi ha portato ha visto scendere tre fiumi che attraversavano tutte le terre. Il primo, mi disse l'angelo, e di latte: e la saggezza. Il secondo e di miele: e la dolcezza. Il terzo fiume e di sangue: e l'amore. Su queste tre leggi si reggerà il Mondo dei Giusti. In questo mondo, ovunque cresceranno piante, la pianta del Bene e del Male darà frutto soltanto a San Pietroburgo, dove l'angelo accoglierà l'uomo di Roma e dove verra benedetto il Padre della nuova legge. In questo tempo il sole spunterà a ponente e tramonterà a levante, i frutti matureranno nel tempo delle nevi e la luna non sarà più sola nel cielo. Tutte le leggi della natura saranno cambiate, poiché il cantico sarà nuovo... Piccolo uomo del Duemila non sforzarti di capire che cosa sarà il tempo nuovo: il tuo sforzo sarà inutile, perché la tua mente e chiusa ai disegni dell'Eterno. Sappi solo che l'uomo del Tempo dei Giusti non nascerà piangendo, verra deposto nella culla della felicita, camminerà sul sentiero della pace, parlerà con lo spirito e non avrà bara. Nulla conoscerà dell'uomo vecchio, perché la misericordia di Dio cancellerà l'infamia di un tempo degradato e corrotto.”



Paragrafo d totale 28°
E LA MORTE VERRA BRUCIATA


“Quando tutte le cose saranno cambiate, la morte non avrà più senso: questo perché l'uomo conoscerà il fatto di essere temporale sin dalla culla e vivrà sapendo di essere tale e così lavorerà e prolificherà. Quando il binario sarà sovrano, un grande evento coinvolgerà l'intera terra e tutti gli uomini. Allora la morte verra spogliata dal suo manto di terrore e sotto questo manto che terrorizzo migliaia di generazioni l'uomo scoprirà il santo velo della felicita. Tutto cambierà nel tempo in cui lAlfa raggiungerà lOmega, si scoprirà allora che le cose sono completamente diverse, perché quella che chiamiamo vita era solo morte e quella che veniva chiamata morte era vita. Questo perché la misura del tempo binario verra fatta con lo spirito: qualcuno ritornerà, perché lEterno vuole una legge nuova, che non avrà più un tempo, ma sarà per i tempi. ...Bruciato il manto di terrore della morte, l'uomo vivrà secondo il tempo della Scrittura. Bruciato l'abito della morte anche quello del dolore e della malattia verra bruciato, perché la malattia non fu creata dall'Eterno, essa e una creatura dell'uomo e morirà con il vecchio uomo. Verra scoperto allora che la medicina, vestita di sola scienza, era il bastone di sostegno della morte. Così mi e stato svelato per i tempi coperti dall'orizzonte e così io sollevo l'orizzonte per far scorgere agli uomini di un lontano tempo, il disegno dell'Eterno...”



Paragrafo e Totale 29°
IL SERMONE SULLE COSE INVISIBILI


“All'uomo era stato donato l'occhio della carne e quello dello spirito, ma, quando il millennio sarà finito, lo spirito sarà cieco e l'uomo vedrà solamente le cose di un mondo destinato a passare. Egli dimenticherà che i mondi sono due: il primo fatto di pietre eterne cementate con l'amore e la spiritualità, il secondo di pietre che si sgretoleranno nel tempo, cementate con l'ansia del successo e l'egoismo.

 Il primo mondo e eterno, il secondo temporaneo. Questo e il grande segreto che l'uomo dimenticherà completamente, vivendo solamente per ciò che vede con l'occhio della carne, per le pietre che si sgretolano, per i muri destinati a crollare. E vivrà male. La pazzia umana preferirà il temporaneo all'eterno e l'uomo che vedrà quel sottile raggio d'amore che unisce sin dalla nascita tutti gli uomini. Non vedrà quel sottile raggio vitale che unisce tutti gli esseri viventi della terra ...l'uomo che usa solamente l'occhio della carne vivrà male e soltanto meta della sua vita, perché vedrà solo le foglie e non i fiori, ne le anime sante che ci sono accanto per consolarci e aiutarci nel momento in cui passeremo dal temporaneo all'eterno. Non vedrà l'eterna pianta che da tre frutti distinti, ma uguali: amore, bontà, felicita, ma quando le pietre saranno rinnovate e i tempi della carne sepolti, l'Eterno riaccenderà nell'uomo l'occhio dello spirito e di esso l'uomo vivrà in una dimensione di felicita angelica.”


Paragrafo f Totale 30°
IL TEMPO BEATO DELLE INCARNAZIONI ANGELICHE

"Quando Aph e Chemah saranno passati e tutto l'esercito di Satana risucchiato nel vortice, come foglie secche, quando ogni traccia del Maligno sarà cancellata, verranno inviate sulla Terra le incarnazioni angeliche, che cammineranno nell'ombra dei quattro custodi. Sergio, Boris, Cirillo ritorneranno sulla terra vestiti di stracci, ma colmi di gemme preziose, passeranno di casa in casa, tracciando sui muri il segno della pace nel cerchio dell'amore. Riconoscerete le sante creature dalla parola che riempirà i cuori di gioia, e dalle azioni rivolte principalmente al bene del prossimo, ma riconoscerete sopratutto le loro mani, che saneranno le ultime piaghe lasciate dal sole e dal loro incedere, perché non solleveranno polvere, pur camminando nel deserto. Nel tempo dei messaggeri di Dio, molte creature sante saranno viste contemporaneamente a Occidente e a Oriente, perché nulla sarà vietato né ai santi seminatori della nuova legge né al raccoglitore delle preghiere. La famiglia dell'Eterno avrà il compito di raccogliere sui monti gli uomini-bambini, che spegneranno l'ultimo incendio, che illuminerà la notte del vecchio tempo. Sarà questa la notte della purificazione. Poi i messaggeri del Signore ripasseranno nelle case e dove sarà rimasto il segno della pace verrà consegnato il pane degli angeli. Ma all'inizio del tempo rinnovato non tutte le bocche avranno ancora i denti per masticare questo pane benedetto, che la terra non conosceva da quando i progenitori furono cacciati dal Paradiso Terrestre, e chi mangerà il pane degli angeli diverrà creatura angelica."

Benedicite illam in toto corde vestro: * 
misericordia enim illius plena est terra.

Confessati bene. Sapessi quanto è buono il Signore!



Confessati bene. Sapessi quanto è buono il Signore!


Pigliò quella voce come rivelazione del Cielo, si fece coraggio, decisa, confessò quel peccato che tanto le faceva vergogna e per cui tanto aveva già pianto. Da quell' istante, provò tale sollievo e tanta consolazione, che andava raccontando a tutti la cosa, e ripeteva a sua volta: "Provate e vedrete quanto è buono Gesù! "



Il confessore le disse: " Ebbene, ringraziane di tutto cuore Dio e continua a confessarti bene. Guai a chi si incammina per la via dei sacrilegi. Sarebbe questa la più grande disgrazia: si continuerà così, forse fino alla morte, e si finirà per andare eternamente perduti ". È dunque gran male la confessione mal fatta? Si, è la principale causa di dannazione! 



Dite davvero,Padre? 
 È così, purtroppo! Le confessioni mal fatte sono il motivo per cui tanti perdono l' anima e vanno all' inferno.



Ma voi esagerate! 

Non esagero affatto, nè sono io che lo dico; lo affermano i santi più esperti di anime; lo ha veduto in una visione S. Teresa (dottore della Chiesa).

Stava questa Santa pregando, ed ecco ad un tratto spalancarsi davanti ai suoi occhi una voragine profondissima tutta ripiena di fuoco e di fiamme , e laggiù cadere abbondantissime, come la neve d' inverno, le povere anime. Spaventata la Santa alza gli occhi al cielo ed esclama: " Mio Dio, mio Dio! Che cosa vedo mai? Chi sono tutte quelle anime che vanno perdute? Saran certamente anime di poveri infedeli, di nemici della S. Chiesa, di grandi delinquenti, di sacrileghi....



No, o Teresa, - rispose Iddio -, no! Sappi: quelle anime che vedi in questo momento andare nell' inferno per mia permissione, sono tutte anime di cristiani come te.



...Ma dunque, saranno anime di gente che non credeva, che non praticava la Religione, che non frequentava i Sacramenti.
No, o Teresa, no! Sappi che sono anime di cristiani battezzati come te, che come te credevano e praticavano... 

 Ma dunque, non si saranno confessati mai, neppure in punto di morte...
No, sono anime che si confessavano e si sono confessate anche in punto di morte....

Come dunque, o mio Dio, vanno dannate? 
 Vanno dannate perchè si confessarono male!... 
Va, o Teresa, racconta a tutti questa visione e scongiura Vescovi e Sacerdoti a non stancarsi mai di predicare sull' importanza della Confessione e contro le Confessioni mal fatte, onde i miei cari cristiani non abbiano a convertire la medicina in veleno e servirsi in male di questo Sacramento, che è il Sacramento della misericordia e del perdono.



Dunque, sono proprio molte le Confessioni mal fatte?



S. Alfonso, S. Filippo Neri, S. Leonardo da Porto Maurizio, S.Pio da Pietrelcina sono d' accordo nel dire che, purtroppo, le Confessioni mal fatte sono senza numero. Essi che passarono la vita al confessionale e al letto dei moribondi, sapevano di dire la pura verità.




UN EPISODIO RACCONTATO DA S.PAOLINO DA NOLA !!!!!!



Un giorno mentre il santo Vescovo stava nel confessionale, si presentarono due uomini insieme. Naturalmente il Vescovo fece presente che era consentito ad uno solo di stare nel confessionale, poichè la Confessione deve essere individuale. Il secondo però insistette dicendo che era suo diritto essere presente durante la confessione del primo. Il Vescovo ribatte che un tale diritto non esiste e invitò il secondo ad allontanarsi, ma costui, con ferma insistenza ribadì il suo diritto. Il santo insospettito chiese chi fosse lui, per vantare un tale diritto. La risposta fu: "sono il demonio". E tu che ci fai qui? Sono venuto a restituire la vergogna che gli avevo tolto al momento di fare il peccato, gliela restituisco adesso al momento di confessarlo, per questo ti ho detto che era mio diritto, perchè era un atto di giustizia restituire ciò che era stato tolto.



S. AGOSTINO:
Se tu ti accusi, Dio ti scusa. Se tu ti scusi Dio ti accusa.

S. FRANCESCO DI SALES

È una regola quasi generale che quando noi facciamo sovente una stessa mancanza è segno che non abbiamo desiderio e volontà di emendazione.


Scrive P. Gabriele di S.M. Maddalena o.c.d.:

La confessione prevede l' accusa dei propri peccati. Ma più ancora che l' accusa, l' anima deve preoccuparsi del dolore dei propri peccati in quanto sono offesa a Dio, Bontà infinita; che sia un dolore proveniente dall' amore, ossia il pentimento del figlio il quale, più che pensare alla sua vergogna e ai castighi meritati, si affligge per il dispiacere arrecato ad un Padre che tanto lo ama e di cui deve ricambiare l' amore.



Il dolore è talmente necessario per la validità del sacramento che, se mancasse, l' assoluzione sarebbe nulla e, d'altra parte, quanto più è perfetto il dolore, tanto più l' assoluzione distrugge non solo il peccato, ma anche la pena temporale da esso contratta. Quanto più il penitente porta alla confessione un cuore contrito, tanto più il Sangue di Gesù lo purifica, lo rinnova, lo arricchisce di forza, di carità, di grazia.



Scrive S. CATERINA da SIENA:

" Gesù dolce, l' anima mia desidera ardentemente di vedersi tutta bagnata e annegata nel Sangue tuo.....Perchè nel tuo Sangue trovo la fonte della misericordia; nel Sangue la clemenza; nel Sangue il fuoco; nel Sangue la pietà; nel Sangue è fatta giustizia delle nostre colpe; nel Sangue è saziata la misericordia; nel Sangue si dissolve la durezza nostra; nel Sangue le cose amare diventano dolci e i grandi pesi leggeri. E poichè, o Cristo, nel Sangue tuo maturano le virtù, inebria e annega nel Sangue l' anima mia, affinché si vesta delle vere e reali virtù "

P.Pio a Don Nello C. nella settimana di Pasqua 1959:



Padre, nei giorni scorsi della settimana santa, ho confessato parecchio, ed io, Padre ho assolto tutti i penitenti. Considerando come fate voi, Padre, vorrei un consiglio, come devo comportarmi con queste anime.... che tornano sempre con le medesime colpe gravi? 
P.Pio risponde: Figlio mio, tu non puoi fare come faccio io. Però al penitente, che si presenta con lo stesso peccato, potrai dare l' assoluzione, una prima volta.... una seconda volta, ma la terza, vuoi tu profanare un sacramento, che costa il sangue di Cristo ?

P.Pio a Don Domenico Labellarte:



Io tremo, ogniqualvolta , devo scendere al confessionale, perché lì devo amministrare il sangue di Cristo.


Che tristezza, vedere che oggi la Confessione è diventata la 
"confusione", si va a fare una chiacchierata nel confessionale, magari riportando i peccati degli altri, giustificando se stessi, senza essersi accusati di nessun nostro peccato, e poi si riceve anche l' assoluzione. Come fa il penitente a pentirsi e dolersi dei peccati che non ha confessati e di fuggire le occasioni prossime degli stessi? Il Sacerdote è come un medico che deve aiutare il paziente a scoprire le proprie malattie e non dirgli va in pace che stai benissimo. 

S. Veronica Giuliani riferisce che nel terzo piano profondo dell' inferno ha visto le anime dei confessori che hanno ingannato i propri penitenti.

Virgo Maria, Mater Boni Consilii:
Nos benedicat et custodiat.