domenica 28 ottobre 2012

Padre Gianfranco Maria Chiti o.f.m.cap., già granatiere sul fronte russo 1942-43



“Il mio amico non è ritornato
dal campo di battaglia, Signore.
Chiedo l’autorizzazione di andare
a cercarlo” disse un Soldato
al suo Tenente.
“Autorizzazione negata”, risponde
l’Ufficiale, “non voglio rischi
la tua vita per un uomo che
probabilmente è morto.”
Il Soldato incurante del divieto, va, ed un’ora
dopo ritorna all’accampamento, mortalmente
ferito, con il cadavere del suo Amico.
L’Ufficiale era furioso:
“Te lo avevo detto che era morto.
Dimmi, valeva la pena andare fin là
per ritornare con un cadavere?”
Il Soldato moribondo, rispose:
“Certo che si, Signore! Quando l’ho
Trovato era ancora vivo ed ha
potuto dirmi:
“ero sicuro che saresti venuto.”
“Un Amico è colui che arriva
quando tutti se ne sono
andati”

Padre Gianfranco Maria Chiti o.f.m.cap.
Generale dell’Esercito a riposo

Memento semper finis et quia perditum non redit tempus.


Beato Angelico - Annunciazione_prado_Vergine.jpg 
Memento semper finis et quia perditum non redit tempus.
Sine sollicitudine et diligentia numquam acquires virtutes. 
Si incipis tepescere, incipis male habere. 
Si autem dederis te ad fervorem, invenies magnam pacem et senties leviorem laborem propter Dei gratiam et virtutis amorem. 
Homo fervidus et diligens ad omnia est paratus.
Maior labor est resistere vitiis et passionibus, quam corporalibus in-
sudare laboribus. 
Qui parvos non devitat defectus paulatim labitur ad maiora. 
Gaudebis semper de vespere, si diem expendes fructuose.
Vigila super teipsum, et quidquid de aliis sit, non negligas teipsum.
Tantum proficies, quantum tibi ipsi vim intuleris. Amen. 
(De Imitat. Christi, lib. I, cap. 1°)


COR SANCTISSIMUM MARIAE
FONS LUCIS ET GRATIAE
FONS AETERNAE VITAE
ora pro nobis

sabato 27 ottobre 2012

Voi aspettate la primavera, dopo un lungo inverno. Vi dico che l’attesa non sarà ancora lunga, perché il Mio Cuore vuole abbreviare il tempo del dolore e dare quello della vera Gioia.



Opera scritta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi

19.10.12


Eletti, amici cari, voi aspettate la primavera, dopo un lungo inverno. Vi dico che l’attesa non sarà ancora lunga, perché il Mio Cuore vuole abbreviare il tempo del dolore e dare quello della vera Gioia.



Amata sposa, scruta nel passato della storia umana e diMMi ciò che vedi.

Mi dici: “Adorato, Adorato, adorato Gesù, vedo lunghi tempi di dolore, sempre guerre e sofferenze, di ogni genere.”

DiMMi, piccola sposa: qual è stata la causa di tanto dolore nelle diverse generazioni?

Mi dici: “Amore Santissimo, nel cuore umano c’è la radice della superbia, dell’invidia, dell’ira. Insieme, hanno operato queste forze negative ed hanno reso dura ed amara la vita umana in ogni periodo della storia. Se la Tua Dolcissima Misericordia non avesse operato con Potenza, gli uomini si sarebbero distrutti con le proprie armi e nessuno più sopravviverebbe, come è avvenuto di certe civiltà che sono scomparse misteriosamente. Nel presente la Tua Misericordia vuole che sulla terra vivano miliardi e miliardi di uomini. Questo, Tu, Santissimo, hai voluto. È un tempo speciale, preparato dal Padre caro, per un Progetto, misterioso e meraviglioso, che nessuno conosce bene, ma che fa pensare a cose meravigliose, progettate da una Mente Santissima tutta Amore. Negli intimi colloqui mi hai rivelato cose stupende e meravigliose che mi hanno ricolmato di viva emozione; poi hai detto: “Tienile ben chiuse nel cuore, come pietra preziosissima che si mostra a tempo opportuno”. Dolce Amore, il pensiero delle Meraviglie che verranno rende sopportabile il tempo presente, come avviene quando da un Cielo nero, nero esce un raggio di splendida luce e chi vede non trema, ma sorride, dicendo: “È un bel segno. Tra poco le nubi scompariranno ed il Cielo sarà solo splendida luce.”

Sposa cara, continua a tenere ben chiuse nel cuore le Mie Parole, le Mie Promesse; servano a darti coraggio per affrontare qualsiasi situazione. Il tuo cuore dica: “Ciò che avviene è sotto lo Sguardo di Gesù. Le ombre daranno, presto, posto alla Luce fulgida. È una Sua Promessa!”

Mi dici: “Adorato, Adorato, adorato Signore, chi crede in Te con tutto il cuore è ricco di speranza, perché sa che Tu sempre mantieni le Promesse; ma chi ha fede debole, vedendo ciò che accade intorno, dice: “Il mondo sta per finire”. Questo dice e sente amarezza nel cuore.”

Piccola Mia sposa, questo non è un tempo qualunque, è quello della raccolta: c’è chi canta per la gioia, vedendo il ricco raccolto e chi si lamenta, vedendo la scarsezza che prepara tempi duri e difficili. Amata sposa, ho ripetuto nei secoli la stessa frase: chi ben semina bene raccoglie; chi scarsamente poco raccoglie ed amara sarà la sua vita, come fiele, giorno dopo giorno. Piccola Mia, nel presente l’uomo raccoglie ciò che ha seminato. L’Umanità è, quindi, divisa tra chi ha molto e canta per la gioia e chi ha sempre meno e si lamenta per il dolore di avere perso già molto.

Mi dici: “Dolce Amore, pochi sono quelli che cantano e molti quelli che si lamentano. Spero che presto si rovesci la situazione e vi siano sulla terra, gioia, esultanza, canto.”

Sposa amata, se l’uomo si accosta al fiume di Acque limpide che faccio scorrere in ogni città, egli risanerà dai suoi mali; ma, se verrà persa anche questa occasione, la terra felice sarà di pochi e al Banchetto Nuziale molti mancheranno.

Mi dici: “Dolce Amore, aiuta gli uomini di questo tempo a capire che con Te avranno tutto, ma senza di Te perderanno ogni cosa.”

Sposa cara, concedo la Grazia di capire a chi vuole aprirsi a tale conoscenza; ma nulla avrà chi la rifiuta. Resta, felice, nel Mio Cuore, piccola sposa, e godine le Delizie d’Amore di questo nuovo giorno.           Ti amo.
Vi amo.

                                                                                              Gesù


Francisco Bayeu y Subias 1765.jpg

Opera scritta dalla Divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi


19.10.12


La Mamma parla agli eletti



Figli cari e tanto amati, apritevi alla conoscenza delle cose del Cielo e meditatele con gioia. Non è la terra la vostra patria, ma il Cielo. Le cose della terra sono come fumo che passa, ma quelle del Cielo sono stabili e durature. Piccoli cari, percorrete la via che vi conduce al Cielo: sarete felici anche durante il percorso ed Io lo sarò con voi. Insieme, adoriamo Gesù dal profondo. Vi amo.
Ti amo, angelo Mio.

                                                                                              Maria Santissima


AVE AVE AVE MARIA!


QUIERO REINAR



MENSAJES DE NUESTRO SEÑOR
JESUCRISTO PARA SUS PREDILECTOS.
(“A mis Sacerdotes” de Concepción Cabrera de Armida)


XXXII


QUIERO REINAR


“Quiero reinar en el mundo como Rey de paz y amor, quiero que se proclame por todo el universo mi realeza, mi dominio de caridad y de unión; quiero dominar pero con el cetro de paz, pacificando naciones y corazones; quiero reinar por el Espíritu Santo.

Mas para reinar crucificado y coronado de espinas, necesito vasallos santos que lo sean a mi imitación, que sean dignos de mi servicio; y esos primeros vasallos son y serán siempre mis sacerdotes santos, esa primera vanguardia que no me haga traición, sino que se desvele y cuide mis sagrados intereses como propios.

Esa legión de honor que constituye mi Iglesia debe levantar muy alto el estandarte de la paz que he traído a la tierra; mi Iglesia forma esa vanguardia, y cuida el trono de su Rey inmortal. Pero mi divisa es y ha sido siempre el amor, la caridad, la paz, unificando en un solo Pastor en rebaño que debe honrar con su fidelidad a mi Iglesia amada.

Mi Corazón completará su reinado a medida que tenga sacerdotes como él, humildes, puros y crucificados, santos e inmolados por la causa de su soberano que reinó sobre la Cruz.

Si quieren activar mis sacerdotes mí reinado en el mundo de las almas (que debe ser el mundo del sacerdote), deben parecerse a su Rey, imitar sus virtudes y su amor al Padre. Este reinado será universal y crecerá a medida de la santidad de mis sacerdotes. Y si Yo sólo reiné en el mundo por la Cruz, mis sacerdotes vasallos deben tener también por trono la Cruz.

Pueden fracasar muchos apostolados, menos el de la Cruz que fue el mío, el que vine a enseñar a la tierra por el propio renunciamiento; y mientras más unidos a mi estén los sacerdotes, más parecidos serán al Rey del amor, que lo fue de burlas, de sarcasmos, de persecuciones y humillantes vituperios; porque es el sello característico y divino de los que son míos, el que no se falsifica, el de la Cruz.

Y si todos los cristianos deben pisar mis huellas, con más razón mis sacerdotes, mis confidentes y consentidos; es decir, el grupo escogido de mi Iglesia que debe tener la fisonomía y el corazón mismo de su Rey crucificado por amor.

Ningún sacerdote que tome el camino de la cruz se perderá, y todos los sacerdotes que voluntariamente, que amorosamente se abracen de la Cruz, se santificarán y alcanzarán eminentes grados de unión Conmigo. Éste es el gran secreto de la santidad en un sacerdote, la Cruz; este es el gran antídoto contra las tentaciones de todas clases, la Cruz.

El gran ideal del alma del sacerdote debe ser Jesús Crucificado, y su único anhelo en la tierra debe ser imitarlo, parecerse a Él interior y exteriormente. Jesús Crucificado, su libro, su meditación, su ejemplo, su ideal y su amor; porque nada hay que atice con más actividad el amor divino como las locuras de la Cruz, a las que llegó San Pablo.

Éste es el talismán precioso del sacerdote santo, Jesús, crucificado en la Cruz, crucificado en la Iglesia por mis sacerdotes, crucificado en mi Corazón, sobre todo con dolores internos e incomprensibles, místicos pero reales. En este punto debe fijar su vida el sacerdote santo: en imitar al Crucificado que le compró con toda su Sangre, desde la eternidad, su vocación; que lo sacó de entre millares con predilección infinita y que desde toda la eternidad fue escogido por amor”. 

O Bone Jesu adauge nobis
fidem, spem et caritatem
per Mariam! 

Concepción Cabrera de Armida / XLIV / VIRTUDES TEOLOGALES O Bone Jesu adauge nobis fidem, spem et caritatem per Mariam!

Charles Bosseron Chambers 1900.JPG



Mensajes de Nuestro Señor Jesucristo a sus Hijos los Predilectos



XLIV

VIRTUDES TEOLOGALES

El padre constantemente está engendrando a su Verbo en Sí mismo y obrando el misterio de la Trinidad, porque en Él nada hay pasado, sino todo presente; y eternamente está complaciéndose en Sí mismo, en su unidad de la Trinidad. Todo lo quiere atraer a esa unidad; para esto formó a su Iglesia única, en donde todas las almas deben forman una unidad con el Verbo, por el Espíritu Santo; y la misión del sacerdote consiste en traer a las almas a esa unidad. ¡Con cuánta mayor razón deben formar los sacerdotes mismos esa unidad en la Trinidad!

Dios produce Dios, no dioses, por su unidad; y en todas las cosas creadas y por crear está Él presente, entero, cabal sin repetición ni disminución. Todo Él es un conjunto-unidad, sin partes y tan entero está en un punto creado, como llenando los espacios infinitos de su unidad y de lo creado para su gloria.

Dios no puede producir más que Dios; y su reflejo es Dios; y en las creaciones está Dios que todo lo llena, que en todo se difunde, que sin salir de su unidad, se dilata en inmensidades infinitas; dándose siempre, multiplicándose en su unidad; en llenarlo todo con su presencia que es Él mismo, en envolverlo todo, en producirlo todo, en dar vida y ser a todo, con una sola voluntad y querer de las tres personas en la unidad de su esencia.

Lo mismo está en el cielo que en el infierno; lo mismo llena un átomo con toda su inmensidad, como mundos y almas y creaciones; sin salir de Sí mismo, saliendo; sin moverse, moviéndose en la inmutabilidad de su Ser, sabiéndolo todo y teniendo presente todo, sin pasado ni futuro; concentrándolo todo y a Sí mismo también en un solo punto infinito de su Sabiduría, Fecundidad, Poder y de su Ser de amor único.

Todo lo que es y lo que produce Dios es amor, porque el amor es la sustancia de su Ser; y el amor es fecundidad, y el amor es bondad, es caridad, lo es todo. El amor es Dios, es Dios unidad con sustancia de amor; ese amor es el Espíritu Santo en la Trinidad.

¿Qué el haber venido la Divinidad a la tierra a vestirse el Verbo de humanidad no es amor? Si Yo, la segunda Persona divina, tomé carne en María fue por amor, para atraer la carne a la Divinidad, divinizada, purificada. Y si establecí mi Iglesia comprada con la Sangre divina de un Dios-hombre, fue por amor a mi Padre y a las almas, fue para llevar a la Divinidad lo que las almas tienen de divino. Y si los cuerpos en la resurrección irán al cielo, será porque en mi Cuerpo purifiqué la carne y compré su glorificación con la pureza y con la Sangre del Mío.

¡Cuánto debe el hombre a las divinas Personas y que poco piensa en agradecer los favores y el amor infinito de todo un Dios! ¡Como todos los cristianos, pero especialmente los sacerdotes, debieran vivir y respirar las virtudes teologales, su savia divina, sin las cuales no hay salvación! ¡En muy poco se estiman, y menos se practican estas virtudes, cimiento y vida de la Iglesia y pase para el cielo!

¡Cómo deben los sacerdotes predicar sobre la fe y practicarla!¡En qué valor deben tener y hacer apreciar la virtud de la esperanza, que es la virtud del dolor, que tanto amo! ¡Y con qué ardor y con cuánto fuego y constancia incansable deben infundir la caridad, reina de todas las virtudes, enamorando a las almas del Amor, impregnándolos de amor, que es impregnarlas de Dios mismo!

¡Pero mis sacerdotes para dar , tienen que recibir, que abrirse a la acción de Dios, que ser dignos receptáculos de los tesoros del cielo y que vivir de María, transformados en Mí!

Es mi voluntad que se haga hincapié en mis sacerdotes sobre el constante ejercicio de las virtudes teologales; por descuidarlas languidecen las almas de los sacerdotes; por no actuarse en ellas, se entibian, se humanizan; por no entender su reinado en las almas, se pierden muchas desesperadas y muertas a la gracia.

Hermosas e indispensables como ningunas otras son las virtudes teologales, que simbolizan a las tres divinas Personas. Al Padre en la fe, al Hijo en la esperanza y al Espíritu Santo en la caridad. Y tienen esas virtudes tal trabazón y unión, por venir de la unidad en la Trinidad, que quien ejercite y posea una, las tiene todas.

Mucha falta hace en el mundo la práctica de estas virtudes, y con tristeza en mi Corazón digo que también faltan en muchos de mis sacerdotes. Que se corrija este defecto tan capital y arda t luzca la fe, como radiante faro; que no languidezca la esperanza en los míos, humanizados; y que la caridad los una a Mí, los una entre sí, a mis Obispos, sacerdotes y almas para su unificación y salvación.

Muchos sacerdotes se preocupan en difundir en las almas la práctica de otras virtudes y descuidan las principales que son las teologales, fuente de todas las otras y las que les dan la vida y los méritos para el cielo. Mucho recomiendo este punto descuidado en muchos sacerdotes, que se impone, hoy más que nunca, en las almas desorientadas por los vicios y falsas doctrinas y humanizadas en grado extremo por la vida animal y natural, sin que divinicen sus actos, sin que se eleven de la tierra, sin que sobrenaturalicen su vida, sin que piensen en una eternidad que les espera, sin que teman los eternos castigos, y sobre todo, sin que me amen a Mí, que vine al mundo solo con el fin de unir a todos en la unidad de la Trinidad por el Espíritu Santo, es decir, por el Amor”.

O Bone Jesu adauge nobis 
fidem, spem et caritatem 
per Mariam!