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giovedì 12 luglio 2018

C'ERA UNA VOLTA

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C'era una volta un contadino che abitava in una fattoria insieme al suo figlioletto.
Il contadino era un' uomo con così poco carattere, che faceva sempre quello che dicevano gli altri senza usare il proprio cervello.
Un giorno decise di vendere il proprio mulo che, vecchio, non era più buono a nulla cercando così di racimolare qualche quattrino.
Una mattina, legò una corda attorno al collo dell'animale e insieme al figlioletto si avvio verso il mercato. Ma poco dopo la partenza, incrociò una decina di giovani fanciulle pettegole che nel vederlo esclamarono:"Non si è mai vista una cosa così stupida, possedere un mulo e non cavalcarlo che uomo stolto." Cosi il contadino ordinò al figlioletto di salire in groppa al mulo e proseguirono finché non incontrarono un gruppo di uomini che dissero " Ma cosa fai o contadino, non vedi che pancia ha il tuo figliolo, sali tu in sella alla bestia e fai camminare il ragazzino che dimagrisce" Così l'uomo fece smontare il figlio dalla sella e salì al suo posto continuando nel  cammino finché non incontrarono un gruppo di donne che vedendo la scena incominciarono a sparlare fra di loro dicendo "Ma guarda te che padre snaturato, perchè non fa  salire suo figlio e lo fa stancare, povero piccolo" L' uomo prese le parole alla lettera e rifece salire il figliolo in sella  insieme a lui ma non riuscirono a camminare neppure per un chilometro che  incontrarono alcune persone che vedendoli malignarono subito "Che gente senza cuore, straziare così una povera bestia vecchia" Sentendo queste parole il contadino prese una pertica e con una corda vi legò le gambe dell'animale, poi mise se stesso da un capo e il figlioletto dall'altro e proseguì con l'asino appeso.
Tutte le persone che incontrava ridevano a crepapelle e dicevano "Guarda quei matti" 
Cammina cammina arrivarono sul ciglio di un ponte di legno ma quando fecero per attraversarlo il mulo si dimenò dalla paura e fini nel fiume morto annegato.

MORALE.
I cervelli si moltiplicano non si sommano e a voler dar retta a tutti si finisce per non accontentare nessuno e danneggiare se stessi.
Nella vita bisogna, sì chiedere consiglio, ma poi decidere con il proprio cervello!
AMDG et DVM

giovedì 22 febbraio 2018

C'era una volta

La parte più importante del corpo

Quando ero ragazzina, mia madre mi chiese quale fosse la parte più importante del corpo. Mi piaceva moltissimo ascoltare musica, come ai miei amici del resto. Sul momento pensai che l'udito fosse molto importante per gli esseri umani, così risposi:

- "Le orecchie".

- "Alcune persone sono sorde, eppure vivono felicemente" - rispose mia madre.

Dopo qualche tempo, mia madre mi rifece la stessa domanda:

- "Qual è la parte più importante del corpo umano?".

Io intanto ci avevo pensato e credevo di avere la risposta giusta:

- "Vedere è meraviglioso ed è molto importante per tutti, quindi... gli occhi".

Lei mi guardò e disse:

- "Molti sono ciechi e se la cavano benissimo".

Pensavo che fosse solo una specie di gioco tra me e mia madre. Poi però un giorno, tristissimo per me, morì mio nonno. Era una persona molto importante per me. L'amavo tantissimo. Ero distrutta dal dolore. Quel giorno mia madre mi disse:

- "Oggi è il giorno giusto perché tu possa capire la risposta alla domanda. La parte più importante del corpo sono le spalle". 

Sorpresa, dissi:

- "Perché sostengono la testa?"

- "No" - rispose mia madre - "Perché su di esse possono appoggiare la testa gli amici o le persone care quando piangono. Tutti abbiamo bisogno di una spalla su cui piangere, in alcuni momenti della nostra vita".

Quella volta scoprii quale fosse la parte più importante del mio corpo, perché in quel momento, quella che aveva bisogno di una spalla su cui piangere ero io.
Morale:
Abbiate spalle sempre pronte ad accogliere gli amici e le persone che amate. Le persone potranno dimenticare ciò che dite. E potranno dimenticare ciò che fate. Ma non dimenticheranno mai le spalle che accolgono il loro dolore.
AMDG et DVM