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mercoledì 15 gennaio 2014

La verità è sempre una.


INNO ALLA CHIESA UNA

«Il cristianesimo - scrive Ernest Hello — parla continuamente di unità. L'epiteto di unam è uno di quelli che la Chiesa da a se stessa nel Credo. E notare che la Chiesa non solo proclama la sua unità, ma la canta, perché l'unità è il carattere della legge e il carattere della gloria. L'unità vera e vivente ha diritto al canto e al grido perché essa è il battito stesso del cuore».

L'unità della Chiesa cattolica, che si oppone a qualunque forza di divisione e di disgregazione, è la qualità che maggiormente meraviglia i credenti (anche se talvolta non sanno sufficientemente apprezzarla e difenderla) e sconcerta gli avversari.

Unità nella sua fede che si oppone a tutte le divergenze centrifughe di filosofie ed opinioni umane e che, come da un'alta specola, tutte le osserva, tutte le critica e, in quello che contengono di errore, tutte le condanna.

Unità nel suo governo, come un corpo che è retto e governato da un solo capo e da un solo cervello; come un esercito che dipende da un solo stato maggiore; come una famiglia sana e ordinata che aspetta il cenno del padre.

Unità soprattutto nel magistero e nella dottrina che rotano ambedue intorno alla verità. La verità è sempre una. Se non fosse una non sarebbe verità. L'unità e l'indivisibilità del vero sono due condizioni inseparabili dalla sua essenza. Infatti ciò che è vero o è uno, o non èo è vero per tutti, o è errato per tutti. La Chiesa cattolica è l'opera della volontà salvifica di Dio stabilita nel mondo: per questo nella Chiesa cattolica noi dobbiamo trovare l'unità di quel magistero che insegna, inculca, sostiene, difende la verità.

Cambiano gli uomini di Chiesa, ma non cambia la Chiesa. Cambia la cornice esterna in cui la Chiesa, società divino-umana, vive, si trova, si muove, agisce, soffre... ma la Chiesa resta immutata oggi come era cento, duecento anni fa, al tempo dell'illuminismo, al tempo del Rinascimento, nel medioevo, nell'impero romano, al tempo degli Apostoli, il giorno della Pentecoste quando essa venne alla luce.

Stat crux dum volvitur orbis.

C'è bisogno di dire che fuori della Chiesa cattolica non c'è unità né di fede, né di indirizzo morale?

Dalle origini della Chiesa fino agli ultimi tempi l'eresia sarà sempre l'antagonista più tenace della dottrina rivelata, ma insieme, per la legge dei contrasti e per disposizione provvidenziale di Dio, la controprova più efficace e luminosa della sua verità.

Scrive Chesterton: « È facile essere pazzi, come è facile essere eretici. È sempre facile che un'epoca si metta alla testa di qualche cosa, difficile è conservare la propria testa. È sempre facile essere modernisti, come è facile essere snob. Cadere in uno dei tanti trabocchetti dell'errore che da una moda all'altra, da una setta all'altra, sono stati aperti lungo il cammino storico del cristianesimo, questo sarebbe stato semplice. È sempre semplice cadere. C'è un'infinità di angoli a cui si cade, c'è un angolo solo a cui ci si appoggia. Perdersi in un qualunque capriccio, dallo gnosticismo alla Christian Science, sarebbe stato ovvio e banale. Ma l'averli evitati tutti è l'avventura che conturba. E nella mia visione il carro celeste vola sfolgorante attraverso i secoli, mentre le stolide eresie si contorcono prostrate. L'augusta verità oscilla, ma resta in piedi... »




MARIA MADRE E TIPO DELLA CHIESA

La dottrina del corpo mistico annunciata nelle lettere paoline non è mai stata facile a capirsi. La parola 
«mistico» viene dalla stessa radice della parola « mistero », che significa una realtà appartenente al segreto piano salvifico di Dio ora rivelatoci in Cristo. Nel caso, il termine « mistico » serve anche a distinguere la Chiesa dal corpo fisico di Cristo senza per altro ridurre tutto a una semplice nozione di unione morale.

Non sempre la dottrina del corpo mistico ha avuto nella Chiesa il posto che ha oggi. Anche i dogmi hanno la loro storia fatta di alti e bassi, di chiarezze e oscurità, di dimenticanze e di ritorni. Questa alternanza non tocca evidentemente la verità rivelata in sé, che rimane sempre uguale, ma la sua manifestazione e conoscenza da parte dei credenti. A una fase di intuizione confusa succede una fase di conoscenza più chiara, di discussione, di approfondimento, anche di contrarietà, finché interviene l'autorità infallibile della Chiesa con la sua definizione solenne e la discussione, almeno in campo cattolico, è finita.

Il binomio Chiesa-corpo mistico, che ha il suo fondamento teologico in S. Paolo e la sua spiegazione e applicazione più geniale in S. Agostino, dopo secoli di silenzio è tornato oggi di attualità con l'enciclica Mystici Corporis di Pio XII (1942), con gli studi teologici di Jungmann, di Grazioso Ceriani, del cardinale Charles Journet e di altri. Il duplice carattere divino ed umano della Chiesa di Cristo è veduto nella sua giusta luce e collocato nella sua giusta misura esattamente attraverso la dottrina del corpo mistico.

La Chiesa si presenta strutturata su una base giuridica umana dovendo essa vivere e operare fianco a fianco, anzi nel bel mezzo della città terrena; deve avere una base economica e perciò anche un'amministrazione finanziaria perché gli uomini che la compongono non sono ancora angeli; circondata dai « figli delle tenebre » sempre avversi e nemici di lei perché nemici di Dio, deve adottare una sua politica umana per attuare il programma di apostolato che le è stato affidato e non frustrare gli scopi della sua fondazione. Tutti questi aspetti umani della Chiesa non sempre la fanno apparire quale veramente è, una e santa.

Ma la Chiesa è anche e soprattutto divina perché è il corpo mistico di Cristo. Nella divinità del corpo mistico anche la parte umana della Chiesa viene in certo senso assorbita nella divinità. Nel corpo infatti abbiamo il capo e le membra. Il capo della Chiesa è Cristo, e le membra siamo noi, i battezzati. Il capo non esiste e non è pensabile senza il corpo, e il corpo non è concepibile senza il capo. Il mistero della Chiesa umana si trasfigura nella storia divina della Chiesa una e santa che nel decorso dei secoli, in mezzo al crollo di ciò che è unicamente umano, si trasmette sempre uguale, sempre viva, sempre indefettibile, sempre divina.

Nella riflessione teologica della Chiesa, corpo mistico, si fa oggi più visibile e più marcata la funzione e la presenza di Maria, Madre e tipo della Chiesa nel corpo mistico, tanto che Paolo VI sulle tracce del Vaticano II arriva fino a vedere l'azione della Chiesa nel mondo come un prolungamento delle sollecitudini di Maria: 
«II richiamo ai concetti esposti nel Concilio Vaticano II... permetterà ai fedeli di riconoscere più prontamente la missione di Maria nel mistero della Chiesa e il suo posto eminente nella Comunione dei Santi; di sentire più intensamente il legame fraterno che unisce tutti i fedeli, perché figli della Vergine e figli altresì della Chiesa, che ambedue concorrono a generare il corpo mistico di Cristo... di percepire, infine, più distintamente che l'azione della Chiesa nel mondo è come un prolungamento della sollecitudine di Maria. Infatti l'amore operante della Vergine a Nazareth, nella casa di Elisabetta, a Cana, sul Golgotha — tutti momenti salvifici di vasta portata ecclesiale — trova coerente continuità nell'ansia materna della Chiesa, perché tutti gli uomini giungano alla conoscenza della verità... » (PAOLO VI, Marialis Cultus, 2 febbraio 1974, n. 28).