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lunedì 13 febbraio 2023

Maria Rosa Mystica

 

Maria Rosa Mystica approvato il culto! Sarà costruito un nuovo Santuario

RICORDIAMO IL PROFETICO MESSAGGIO CONSEGNATO DALLA VERGINE AL MONDO PER TRAMITE DELLA VEGGENTE PIERINA GILLI
Alle Fontanelle di Montichiari la Madonna avrà un nuovo Santuario
. Lo


ha deciso il vescovo di Brescia con il placet della Santa Sede. La costituzione verrà ufficializzata solennemente il prossimo 7 dicembre quando mons. Pierantonio Tremolada farà pellegrinaggio alle Fontanelle e presiederà la santa Messa. Il nuovo tempio sarà dedicato a Maria Rosa Mistica ed è impossibile evitare un riferimento alle Visite della Santa Vergine testimoniate proprio in questo luogo e sotto questo titolo, nel 1966, da un’umile donna della terra bresciana. Eppure, è del tutto prematuro parlare adesso di un riconoscimento delle apparizioni.

Pierina Gilli, conosciuta come la veggente di Montichiari che ha speso la sua vita prima come infermiera e successivamente in una forma personale di radicale consacrazione a Dio, ha sempre fedelmente dato conto ai confessori e con gli scritti fin dal 1944, anno delle prime manifestazioni soprannaturali, alla morte, avvenuta nel 1991, di una costante esperienza mistica che la porta a incontri e dialoghi con la Madonna e il Signore Gesù. Al pari di altre figure a lei similari, come santa Gemma Galgani, che prima di tutto ricevette le visite celesti di san Gabriele dell’Addolorata, questi appuntamenti con la Madre e il Figlio le vengono preannunciate e introdotte da suor Maria Crocifissa di Rosa, la fondatrice delle Suore Ancelle della Carità di Brescia, vissuta nell’Ottocento, un secolo prima della nostra, che quando inizia ad apparire a Pierina è beata, ma che in seguito, nel 1954, viene proclamata santa da papa Pio XII.

La Gilli, nel corso di questa sorprendente esistenza spirituale, è assurta agli onori delle cronache in due distinti momenti, nel 1947 e nel 1966, quando alcuni avvenimenti eclatanti ruppero il muro di nascondimento che si era edificata attorno, in obbedienza all’autorità della Chiesa che mai incoraggia la divulgazione di eventi di siffatta natura. Si seppe e si scrisse allora che l’infermiera di Montichiari era stata destinataria di due cicli di apparizioni e messaggi della Madonna. Nel primo caso, culminato l’8 dicembre 1947, l’Immacolata le era apparsa dentro al Duomo su una Scala Santa che conduceva al Cielo; nel secondo la Vergine si era portata alle risorgive delle Fontanelle, nella campagna adiacente il borgo, benedicendo una sorgente con le sue mani la Domenica in Albis del 1966, nel giorno in cui oggi per volere di papa Giovanni Paolo II si celebra la Festa della Divina Misericordia, promettendo per l’appunto particolari grazie di misericordia nel corpo e nello spirito a chi si fosse colà bagnato e dissetato con fede. In quello stesso luogo, quello stesso anno apparve anche il 13 maggio, per l’anniversario di Fatima, e il giorno del Corpus Domini.

La Madre di Dio, presentandosi come Maria Rosa Mistica e Madre del Corpo Mistico la Chiesa, si mostrava a Pierina in vesti candide e tre rose sul petto, che spiegò corrispondere alle preghiere sacrifici e penitenze richieste alla veggente e a chi avesse creduto a questa sua venuta per riparare i torti di tre specifiche categorie di consacrati: di quanti cioè vengono meno alla loro vocazione, di coloro che vivono in peccato mortale e dei sacerdoti che tradiscono Gesù, come Giuda.

Per una conoscenza completa del messaggio e della mariofania trasmessi da Pierina rimando allo studio del biblista Enrico R. Galbiati Maria Rosa Mistica e Madre della Chiesa, di cui mi sono occupato dell’edizione postuma per Ares insieme con Rosanna Brichetti Messori, e ai Diari della Gilli, la cui pubblicazione ho curato per lo stesso editore raccogliendo anche molti documenti utili per una piena comprensione della vicenda. Qui basti sapere che, tralasciando il contenuto delle numerose rivelazioni private, ricchissime di spunti per un approfondimento della vita di fede, il messaggio dei due cicli di apparizione del 1947 e del 1966 sono un accorato appello alla Chiesa perché, a partire dai consacrati, gli uomini evitino «il più grande castigo» – così lo definisce la Madonna – che da soli si infliggono abbracciando «l’ateismo».

In pratica la Vergine, nell’immediato dopo guerra, paventava una grande crisi di fede che avrebbe colpito il cuore della Casa di Dio nei suoi figli prediletti, i consacrati, denunciando l’esigenza di una nuova loro conversione di fronte al dilagare dell’indifferenza e di gravi peccati. E forse proprio per questo Pierina Gilli fu guardata con preoccupazione e imbarazzo non dai sacerdoti e dai religiosi della parrocchia che la conobbero da vicino, ma dai membri della gerarchia per cui allora, in un’epoca di seminari ancora pieni, era forse impensabile ciò che poteva suonare come un richiamo tanto esplicito verso le proprie mancanze e negligenze.

Sta di fatto che sulle apparizioni il giudizio del primo vescovo coinvolto, mons. Giacinto Tredici, rimase sospeso, anche per l’ostilità aprioristica del suo cancelliere di Curia, chiamato a condurre in sua vece le indagini di rito sui fatti del 1947, il quale non diede peso ai pareri autorevoli del primario psichiatra degli Spedali di Brescia e di alcuni illustri pastori, fra cui due futuri vescovi, che dichiararono la Gilli perfettamente sana, intelligente, onesta e di buone intenzioni... e la liquidò, invece, come disturbata e visionaria. E, nei decenni a venire, i successori sulla cattedra di sant’Anatalone lasciarono le cose ugualmente in sospeso senza ordinare ulteriori approfondimenti di studio. Anzi, se fecero qualcosa, fu di richiedere con mons. Bruno Foresti nel 1984 alla Congregazione per la Dottrina della Fede di informare le Diocesi di tutto il mondo che non c’è un riconoscimento delle apparizioni.

Questo atto era in parte dovuto, poiché per vie misteriose in cui si può anche leggere il dipanarsi di un disegno provvidenziale, la notizia della mariofania di Montichiari si è diffusa nei cinque continenti, favorendo ovunque una devozione molto forte per Maria Rosa Mistica e il ritorno di testimonianze da ogni dove di un costante verificarsi di grazie e guarigioni, a detta degli interessati, assolutamente inspiegabili. Il Vescovo, pertanto, in via prudenziale, era tenuto a comunicare che tutto questo movimento di preghiera, di conversione, di vite rinnovate che fluttuava dalla Germania alla Cina, dall’Uganda al Messico fino agli Stati Uniti… non era (e non è) riconducibile a un fatto che avesse goduto di adeguato studio e attenzione da parte della Chiesa. D’altra parte, si resta sorpresi di come, al tempo stesso, l’autorità competente, in considerazione delle novità insorte negli anni – su tutte il nuovo ciclo di apparizioni del ’66 e questa messe di frutti buoni o buonissimi non saprei, ma certamente da saggiare – non abbia dato subito impulso a ulteriori studi e supplementi di indagine.

Questo impasse, tuttavia, è stato interrotto dagli ultimi tre vescovi di Brescia che non sono rimasti evidentemente insensibili al sensus fidei che accompagna la vicenda di Montichiari: da mons. Sanguineti, che nel 2001 ha riconosciuto alle Fontanelle il culto mariano di Maria Rosa Mistica; da mons. Monari che fra gli ultimi atti pubblici nel 2017, prima di lasciare l’incarico, ha fatto pellegrinaggio alle Fontanelle e che, nel 2014, ha voluto la Fondazione Maria Rosa Mistica in cui sono compresenti membri della Curia e rappresentanti delle associazioni di preghiera legate a Pierina Gilli; e da mons. Tremolada che ha promosso nuovi percorsi di approfondimento e discernimento di natura storica, scientifica e teologica sulla mariofania e la figura di Pierina Gilli.

La costituzione del Santuario si colloca, pertanto, in un processo che inizia da lontano, che ora riconosce la presenza di una devozione sana, di grazie particolari e di molti frutti buoni di conversione, ma che non è detto porti, almeno in tempi rapidi, al riconoscimento delle apparizioni e del messaggio, che pure la Madonna, a detta di Pierina, auspicava avvenisse subito qui come in altri luoghi a Lei cari per il bene delle anime. In ogni caso, una cosa è certa: che il Santuario si sarebbe fatto era stato predetto.

Fonte:

lanuovabq.it/it/alle-fontanelle…

martedì 2 luglio 2019

MARIA, ROSA MYSTICA A MONTICHIARI – FONTANELLE


PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA CON TRE ROSE SUL PETTO 
13 LUGLIO 1947



Dal diario di Pierina con omissioni:

"Erano pressappoco le ore quattro del mattino del giorno 13 luglio (nel­la camera all'ospedale di Montichiari). Ero già in preghiera essendo già
stata avvertita per tempo dalla Beata Suor Maria Crocifissa, che sarebbe venuta la Madonna. Assieme con me avevo qualche suora.

In questo frattempo venne la Beata la quale mi invitò a recitare l'atto di dolore, poi dopo un po' di silenzio, volse il capo verso destra in segno di attesa come aspettasse qualcuno. Ed ecco ad un tratto di nuovo quel leg­gero fruscio, che non so a che cosa paragonarlo, come a un delicato vento che viene verso la persona, il quale per se stesso dà già un senso di gioia senza rendersi conto del perché.

Dopo questo dolce avvertimento, vidi una bellissima luce, brillantissima, che si divise in mezzo come una nube che lascia trasparire i raggi del sole. Ecco, in mezzo a questa luce vidi apparire una bellissima Signora, vestita di bianco, come di un raso finissimo, che nello stesso splendore della candida veste aveva riflessi di luce argentei.

Un manto pure bianco, fissato sotto la gola come da un gancio, le scen­deva dal capo ai piedi, lasciando intravedere sulla fronte qualche ciuf­fetto di capelli ondulati di color castano chiaro. Sia il manto che il ve­stito erano uguali di candore e il bordo leggermente ricamato in oro. Di­co ricamato, perché era la formazione di un ricamo, ma formato da un'altra trasparenza di luce color d'oro, che formava come un ricamo.
Appena la vidi non mi vergognai di trovarmi alla sua presenza piena di peccati, anzi il suo sguardo così pieno di bontà m'infuse nell'animo tan­ta gioia, che non potei fare a meno di esclamare:

"Oh! Com'è bella!" Mi figuravo di avvicinarmi a Lei, affinché mi portas­se con sé in Paradiso (...) Dal suo sguardo capii che il mio desiderio di andare con Lei non era accettato. Allora fui io la prima a rivolgere la parola. Nonostante avessi la certezza che fosse la Madonna, volli chie­dere:
'Ditemi in canta, chi siete voi?". Che sorriso di compiacenza mi fece! Col suo atteggiamento così maestoso invitava alla confidenza e con grande dolcezza mi rispose:

"Io sono la Madre di Gesù e la Madre di tutti voi" (...) Quale volto para­disiaco era quello della Madonna! Tante persone che ho visto, mai nes­suno l'ho trovato uguale. Era tanto bello, con lineamenti molto fini, d'un colorito roseo e occhi scuri. Mi è impossibile capire la sua età. L 'aspetto della persona non era di giovinetta; il suo delicato viso era si giovane, ma dalla maestà personale si potrebbe giudicare di 20-25 e anche 30 anni.

(...) Così dicendo la Madonna aprì le braccia che fino allora teneva con­giunte. Nell'aprire le braccia e con esse il manto mi mostrava che le tre
spade, che l'altra volta aveva puntate sul cuore, ora non vi erano più. Infatti al posto di esse spiccavano tre bellissime rose: bianca, rossa e l'al­tra gialla con riflessi oro.
Mi venne spontaneo di abbassare gli occhi e vidi tre spade ai piedi del­la Madonna, in mezzo a tante rose del medesimo colore di quelle che aveva sul petto.

Alzando nuovamente gli occhi vidi che le rose si erano diramate e avevano formato come una nicchia e la Madonna si trovava dentro a que­sto bellissimo roseto, mentre prima l'avevo vista solo con la luce attorno.

Di quanta gioia fui invasa nel vedere che la Madonna non aveva più le tre spade conficcate nel cuore.
(...) Riprese a dirmi con un tono di voce "autorevole" con cui trasmetteva un comando che Essa aveva ricevuto dal Signore:
“Nostro Signore mi manda per portare una nuova Devozione Mariana in tutti gli Istituti e Congregazioni religiose, maschili e femminili, e an­che ai sacerdoti secolari” 

(...) Quando io le chiesi la spiegazione dei sa­cerdoti secolari (perché a dire il vero io credevo che Frati e Preti fossero una sola cosa), subito la Madonna mi fece un sorriso che ispirava mag­gior confidenza (...) e mi rispose:
"Essi sono coloro che vivono nelle loro case, pur essendo Ministri di Dio, mentre gli altri vivono nei Monasteri o Congregazioni".

Qui il suo sguardo si alzò, lo diffuse come abbracciasse una cosa lonta­na e sempre con il sorriso continuò a dire: "Prometto a quegli Istituti re­ligiosi o Congregazioni che più mi onoreranno: che saranno da me pro­tetti, e avranno maggior fioritura di vocazioni e meno vocazioni tradite, meno anime che offendono il Signore col peccato grave, e grande santità nei Ministri di Dio".

(...) Come dissi, il suo sguardo non era diretto solo verso di me, ma era come parlasse a tante persone, e disse:

“Desidero che il giorno 13 di ogni mese sia la Giornata Mariana, alla quale siano premesse preghiere speciali di preparazione per 12 giorni”.
Qui cambiò la sua espressione, diventò triste: "Tale giornata deve essere di riparazione per le offese commesse contro Nostro Signore dalle anime consacrate che con le loro colpe fanno penetrare nel mio cuore e nel cuore del mio Divin Figlio tre pungenti spade".

(...) Riprese il suo delicato sorriso e continuò a dire: "In tal giorno farò
scendere sugli Istituti o Congregazioni religiose che mi avranno onorata abbondanza di grazia e santità di vocazioni.

Tale giorno sia santificato con particolari preghiere, quali la S. Messa, la S. Comunione, il Rosario, l'Ora di Adorazione.

Desidero che il giorno 13 luglio di ogni anno sia festeggiato da ogni Istituto che in ogni Congregazione o Istituto religioso ci siano anime che vivono con grande spirito di preghiera, per ottenere che nessuna vocazio­ne venga tradita" (Qui pareva che la rosa bianca che era sul petto spic­casse di più per dimostrare questo significato).

Dopo un momento di pausa, sempre ferma nel suo atteggiamento e con le mani giunte continuò:
“Desidero pure che vi siano altre anime che vivano di generosità ed amore ai sacrifici, alle prove, alle umiliazioni, per riparare le offese che riceve Nostro Signore dalle anime consacrate che vivono in peccato mor­tale”. (Qui la rosa rossa che era puntata sul petto della Madonna, pare­va che spiccasse di più e dimostrasse il suo significato).
Poi la Madonna fece ancora un attimo di pausa e riprendendo disse:
“Desidero ancora che altre anime immolino totalmente la loro vita per riparare i tradimenti che riceve Nostro Signore dai sacerdoti Giuda” (Qui pure la rosa giallo-oro dava viva espressione di sé stessa).


(...) Dopo un po' di pausa la Madonna continuò, sempre con tanta de­licatezza e dolcezza, a dire:
"L'immolazione di queste anime otterrà dal mio materno Cuore la san­tificazione di questi Ministri di Dio e abbondanza di grazie sulle loro Congregazioni.
Desidero che questa mia nuova devozione sia estesa a tutti gli Istituti re­ligiosi".
Qui la Madonna stette un po' silenziosa. Poi con un sorriso di compia­cenza e con lo sguardo verso la Beata Suor Maria Crocifissa disse:

"Ho scelto questo Istituto per primo, perché la Fondatrice di esso è la 'Di Rosa" la quale ha infuso nelle sue Figlie lo spirito di carità, così che que­ste sono come tante roselline, simbolo di carità". Qui fece un sorriso di gioia: "Ecco perché mi presento circondata da un roseto".

Allora io a nome della Madre Superiora domandai alla Madonna un miracolo esterno in testimonianza della sua venuta.

La Madonna mi rispose con mestizia:
“Io non farò alcun miracolo esterno. il miracolo più evidente avverrà quando queste anime consacrate che da tempo e specie nel periodo del­la guerra si sono rilassate nello spirito, così da tradire la loro vocazione e attirare con le loro gravi colpe castighi e persecuzioni, come avviene attualmente contro la Chiesa, cesseranno di offendere gravemente No­stro Signore e torneranno a rivivere il primitivo spirito dei santi Fonda­tori".

La Madonna rimase in silenzio e lasciò la parola alla Beata Suor M. Crocifissa e le fece cenno di parlare con un gesto tanto delicato.
(...) Mentre la Beata Suor M. Crocifissa parlava e faceva le ultime rac­comandazioni, la Madonna ancora più sorridente e tanto umile pareva palesare che il suo compito di Messaggera era terminato, ma ci indica­va con leggero accenno, di fare ciò che la Di Rosa ci veniva a racco­mandare (...).

Adagio, adagio la luce si affievolì e la bella figura della Madonna e di Suor M. Crocifissa si tolsero ai miei occhi".


Maria, Rosa Mystica, Mater Ecclesiae
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