sabato 14 aprile 2018

Nascosto in piena vista per secoli

Scoperto un antico altare nascosto nel Santo Sepolcro di Gerusalemme

PD
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Si pensa che una pietra usata per molto tempo per i graffiti dei turisti sia dell'epoca delle Crociate

Esperti greci e ricercatori israeliani potebbero aver scoperto un antico altare nella chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, “nascosto in piena vista” per secoli.
“Appoggiata a un muro in un angolo buio [della chiesa] del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la grande roccia nuda invitava turisti e pellegrini a scarabocchiarci sopra”, ha affermato la rivista Smithsonian, segnalando che era nota tra i turisti come la “pietra dei graffiti”.
Victorgrigas | CC BY-SA 3.0
L’altare avrebbe continuato a passare inosservato se non fosse stato per i lavori degli ultimi anni per puntellare l’Edicola, la “chiesa dentro una chiesa” che protegge il luogo di sepoltura di Gesù.
Un’équipe greca di ingegneri e architetti ha restaurato da poco l’Edicola, per molto tempo in pericolo di crollare. Nel corso dei lavori, la squadra ha usato una gru per sollevare un blocco di due tonnellate, noto come “pietra dei graffiti” per l’inclinazione dei visitatori a lasciarvi sopra la propria firma, per inserirla in una struttura di acciaio, girandola nel processo ma relegandola in un altro angolo buio.
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Beata Liduina Meneguzzi


Beata Liduina (Angela Elisa) Meneguzzi Religiosa
Giarre, Abano Terme, 2 settembre 1901 - Dire-Dawa, Etiopia, 2 dicembre 1941
Dimostra fin da giovane attenzione agli altri e capacità di dono. Attratta da un ideale di consacrazione totale a Dio sceglie la religiosità delle suore di San Francesco di Sales, che a Padova hanno la sede generalizia. Vi entra a 25 anni e una volta professata la sua fede assume il nome di suor Liduina. Nel 1937 viene inviata in Etiopia tra gli ammalati e i feriti di guerra dell’Ospedale di Dire-Dawa, come infermiera. Qui morirà nel 1941 per un tumore, il 2 dicembre.

Martirologio Romano: Nella città di Dire Dawa in Etiopia, beata Liduina (Elisa Angela) Meneguzzi, vergine dell’Istituto di San Francesco di Sales, che, divenuta autentico specchio di umiltà e di carità cristiana, rese manifesta con la sua benignità la misericordia di Dio tra i poveri, i malati e i prigionieri. 

   Nasce in località Giarrre di Abano Terme, provincia di Padova, il 12 settembre 1901 e la battezzano con i nomi di Elisa Angela. Insieme al latte materno succhia abbondanti dosi di fede ed onestà, che sono poi le uniche ricchezze della sua umile e modesta famiglia contadina. 
    Cresce all’ombra del campanile non tanto geograficamente parlando (ci sono due chilometri di strada, da percorrere rigorosamente a piedi, per raggiungere la chiesa) quanto perché dalla parrocchia si sente irresistibilmente attratta come da una calamita. 
  Ogni giorno la messa e il catechismo, prima per impararlo e poi per insegnarlo, e alla sera ancora con tutta la famiglia attorno al grande tavolo della cucina a sgranare il rosario.

A 14 anni va a lavorare fuori casa, come persona di servizio nelle famiglie dei signorotti e negli alberghi che ad Abano Terme non mancano di certo, ma a 25 anni lascia tutto per entrare tra le suore di San Francesco di Sales (le “suore Salesie” ) che hanno la Casa Madre proprio a Padova. Qui le danno il nuovo nome di Suor Liduina e qui ritrova le mansioni umili in cui già si è esercitata a casa. 
   Così, con disinvoltura e una semplicità che incanta, passa dal ruolo di guardarobiera a quello di infermiera, dai compiti di sacrestana a quelli di assistente nel collegio femminile: in ogni posto e in ogni incarico un tocco di umanità, un sorriso, tanta disponibilità. Sarà per questo che le ragazze del collegio trovano in lei un’amica e una confidente e la cercano per la tenerezza, la serenità e la pazienza che si sprigionano da lei.

Ha il desiderio, per troppo tempo inappagato, di andare in missione e i superiori le fanno fare anticamera fino al 1937, quando finalmente la mandano in Etiopia. Approda a Dire-Dawa, una città cosmopolita, caratterizzata dalla presenza di gente dalle origini, costumi e religioni diverse. La suora italiana si inserisce in questo mosaico di razze e di religioni con la sola arma che possiede, la bontà., distribuita a piene mani nell’ospedale in cui opera come infermiera premurosa, attenta, tenerissima. 

Lo scoppio della guerra trasforma quella struttura sanitaria in ospedale militare e lei deve moltiplicare la sua generosità e le sue attenzioni per i soldati feriti che le vengono portati da ogni dove e che, non appena la conoscono, vogliono solo lei al loro capezzale. 
La sua generosità si trasforma in eroismo durante i frequenti bombardamenti sulla città: incurante dei pericoli, anche sotto le bombe, corre ad estrarre i feriti dalle macerie per trasportarli nei rifugi, prestare loro le prime cure, accompagnarli nel trapasso.
In questa opera di soccorso la sua carità non ha confini e si riversa indistintamente su bianchi e neri, cattolici e copti, musulmani e pagani. Solo la malattia può fermarla: un tumore devastante se la porta via a 40 anni, il 2 dicembre 1941 e cristiani e musulmani la piangono come una mamma.
Beatificata nel 2002, Suor Liduina Meneguzzi ripete a tutti, anche oggi, che l’ecumenismo, quello autentico, si costruisce solo e sempre sulla solida base dell’amore.



Autore: Gianpiero Pettiti


Note: Il Martyrologium Romanum pone la sua festa al 1° dicembre, mentre la Diocesi di Padova la ricorda il 2 dicembre.
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AMDG et DVM

venerdì 13 aprile 2018

Il Mio Segreto

Foto:

Fatima (Portogallo), 11 marzo 1995. 
Cenacolo coi sacerdoti e fedeli del M.S.M. del
Portogallo.
Il mio segreto.

«In questo mio venerato Santuario tutti vi accolgo, miei prediletti e figli a Me consacrati, per
racchiudervi nel sicuro rifugio del mio Cuore Immacolato.

- Qui Io sono apparsa come la Donna vestita di sole, per indicarvi il cammino da percorrere, in
questo vostro secolo, così insidiato e posseduto dallo Spirito del male.

- Qui Io sono venuta dal cielo per offrirvi il rifugio, in cui ripararvi, nel momento della grande
lotta fra Me ed il mio Avversario e nelle ore dolorose della grande tribolazione e del castigo.

- Qui Io ho fatto sorgere il Movimento Sacerdotale Mariano e, per mezzo di questo piccolo
figlio, che ho portato in ogni parte del mondo, in questi anni, mi sono formata la schiera,
pronta ormai alla battaglia ed alla mia più grande vittoria.

- Qui vi voglio spiritualmente uniti a questo mio figlio, oggi in cui viene fatto un grande
Cenacolo del mio Movimento, davanti alla Immagine della vostra Mamma Celeste, posta nello
stesso luogo in cui sono apparsa ai tre bambini Giacinta, Francesco e Lucia.

- Qui vi raccolgo tutti attorno a Me e vi manifesto la mia compiacenza, per il modo con cui
avete accolto l'invito ad aderire al Movimento Sacerdotale Mariano, a consacrarvi al mio
Cuore Immacolato ed a diffondere ovunque i Cenacoli di preghiera fra i sacerdoti, i bambini, i
giovani e nelle famiglie.

Vi voglio spiritualmente Qui con Me, perché ormai entrate nell'ultimo periodo di tempo di
questo vostro secolo, in cui gli avvenimenti che vi ho predetto avranno il loro pieno
compimento.

Per questo oggi, nello stesso luogo dove sono apparsa, voglio manifestare a voi il mio segreto.

Il mio segreto riguarda la Chiesa.

Nella Chiesa sarà portata a termine la grande apostasia, che si diffonderà in tutto il mondo; lo
scisma verrà compiuto nel generale allontanamento dal Vangelo e dalla vera fede.

In essa entrerà l'uomo iniquo, che si oppone a Cristo, e che porterà al suo interno l'abominio
della desolazione, dando così compimento all'orribile sacrilegio, di cui ha parlato il profeta
Daniele (Mt. 24,15).

Il mio segreto riguarda l'umanità.

L'umanità giungerà al culmine della corruzione e della empietà, della ribellione a Dio e della
aperta opposizione alla sua Legge di amore. Essa conoscerà l'ora del suo più grande castigo,
che vi è già stato predetto dal profeta Zaccaria (Zc. 13, 7-9).

Allora questo luogo apparirà a tutti come segno luminoso della mia presenza materna, nell'ora
suprema della vostra grande tribolazione.

Da Qui la mia luce si diffonderà in ogni parte del mondo e da questa fonte sgorgherà l'acqua
della divina misericordia, che scenderà ad irrorare l'aridità di un mondo, ridotto ormai ad un
immenso deserto.

Ed in questa mia straordinaria opera di amore e di salvezza, apparirà a tutti il trionfo del
Cuore Immacolato di Colei, che viene invocata come la Madre della misericordia».

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Zaccaria 13,7-9

7 Insorgi, spada, contro il mio pastore,
contro colui che è mio compagno.
Oracolo del Signore degli eserciti.
Percuoti il pastore e sia disperso il gregge,
allora volgerò la mano sopra i deboli.
8 In tutto il paese,
- oracolo del Signore -
due terzi saranno sterminati e periranno;
un terzo sarà conservato.
9 Farò passare questo terzo per il fuoco
e lo purificherò come si purifica l'argento;
lo proverò come si prova l'oro.
Invocherà il mio nome e io l'ascolterò;
dirò: «Questo è il mio popolo».
Esso dirà: «Il Signore è il mio Dio».

Ciò ch'è scritto è scritto

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Segreto di Fatima

Ecco il testo del Segreto di Fatima in italiano
Il testo comincia con le sigle JMJ, e la data: “Tuy, 1/4/1944”.
E continua così:
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Adesso vado a rivelare il terzo frammento del segreto; questa parte è l’apostasia nella Chiesa. Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come ‘il “Santo Padre’, davanti a una moltitudine che stava lodandolo.

Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male.

Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio.

Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960.

Nel regno di Giovanni Paolo II la pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima.

Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima.

La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima.

Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta.
Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9,24-25 e Matteo 21, 42-44”.
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Così terminava il messaggio. 
La parte relativa a Matteo è la seguente:
42 “Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: ‘La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri’? 43 Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti. 44 Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà”.

Mentre invece la parte relativa a Daniele è questa: 
“24 Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all’empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi”.
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http://www.traditioninaction.org/Questions/B352_Secret.html

http://www.marcotosatti.com/2017/04/08/fatima-presentazione-a-madrid-la-perita-calligrafa-nega-che-il-testo-pubblicato-da-zavala-sia-una-falsificazione/

http://www.arcsanmichele.com/index.php/apparizioni/51-fatima/8692-nuovo-testo-apocrifo-su-fatima-ma-intanto-quelli-autentici-sono-sconvolgenti-e-sono-ignorati

AMDG et DVM

L'EUCARISTIA E MARIA SANTISSIMA


UN FATTO A SE STANTE

Quale è, Signore, la partecipazione della Mamma tua al Mistero Eucaristico ? 

" La stessa del Mistero dell'Incarnazione. E' di comunione perfetta, vivendo Lei di Me ed Io di Lei: Lei della mia natura divina, Io della sua natura umana. 

Ho detto che viviamo in una comunione perfetta: dove sono Io, Lei pure è. 

Figlio, basterebbe questo per rendere più accessibile alle anime la grandezza della mia e vostra Madre. 

Per mezzo suo l'innesto di Me, Verbo eterno di Dio nella natura umana; per mezzo suo è stato reso realtà il Mistero della salvezza. 

E' un Mistero in pieno svolgimento. Per mezzo di Lei, Satana è stato vinto e l'uomo di buona volontà, se vuole, può salvarsi ". 

La comunione, scaturita dal Mistero dell'Incarnazione, continua nel Mistero Eucaristico e continuerà in eterno. 

Io sempre vivrò della sua natura umana, e Lei sempre vivrà della mia natura divina. (p. 19) 
Questa comunione è un fatto a se stante, non più ripetibile. 

Non ha riscontro nella comunione mia con le anime in grazia, anche se pure quest'ultima è una cosa da non potersi umanamente descrivere per la sua soprannaturale bellezza. 

Avvolti nella oscurità dal rapporto intercorrente tra Dio Uno e Trino e la Madre mia derivano fatti sublimi, unici e irripetibili: - la sua maternità inseparabile dalla sua verginità, - il suo immacolato concepimento, - la sua esenzione dalla corruzione della carne, - la sua assunzione e la sua regalità sopra tutte le potestà del Cielo e della terra, - il suo potere sopra le stesse forze dell'Inferno che, alla fine, sconfiggerà definitivamente. 

Gli uomini, nel loro presuntuoso semplicismo, non vedono la grandezza e la potenza della Madre mia che è pure Madre loro. 

Non hanno ascoltato i suoi materni richiami. 

Gli uomini, se si rivolgessero a Lei pentiti, se la pregassero, potrebbero evitare la valanga che li minaccia e che è già in moto. 

Ubriachi di piaceri e di beni materiali, vivono (p. 20) invece avvolti nella oscurità, come se Dio non fosse e come se non fosse la Madre mia. 

Gli uomini, ed anche molti miei ministri, non hanno capito, perché non hanno approfondito, l'amore senza dimensione della loro Madre Celeste. 

Se l'avessero capito e se vi avessero corrisposto, quanti mali evitati ai singoli e ai popoli; come sarebbe stato sereno per tutti il pellegrinaggio sulla terra! (p. 21) 28 luglio 1975 

AMDG et DVM