Visualizzazione post con etichetta il velo in Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il velo in Chiesa. Mostra tutti i post

venerdì 6 marzo 2015

Il velo delle donne: origine, significato e prassi ecclesiale



Il velo delle donne:
origine, significato e prassi ecclesiale


Perché è bene che le donne stiano a capo velato in presenza di Dio








Oggi in molti pensano che portare il velo in Chiesa sia sciocca bigotteria anacronistica, inutile ostentazione di religiosità, gesto comunque non più obbligatorio e non richiesto né da Dio né dalla Chiesa. Le cose, come vedremo subito, non stanno affatto a così. Sia la Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, sia le disposizioni delle massime autorità della Chiesa (san Lino Papa successore di san Pietro), sia anche i voleri dell'Alto pervenutici tramite rivelazioni private, affermano esattamente il contrario. Vediamo come.

1) SACRA SCRITTURA

Prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1 Cor 11, 1-6.13-16)


"Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l`uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capomanca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l`uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio."


Il testo può sembrare non molto comprensibile a noi uomini del XXI secolo, comunque non è poi tanto difficile comprenderne il senso. Bisogna cominciare dagli ultimi versetti: i capelli lunghi sono "gloria della donna" ovvero segno esteriore della sua bellezza e, sovente, anche espressione della sua vanità, mentre per l'uomo vale esattamente il contrario. Per cui è segno di mortificazione e umiliazione davanti a Dio - per una donna - radersi o portare i capelli corti (come fanno le suore), mentre per gli uomini farsi crescere i capelli (tradizione universale, come è noto, nelle Chiese di oriente dove tutti i monaci hanno il divieto assoluto di tagliare i capelli, mentre in Occidente vige la regola - negli istituti di stretta osservanza - di radersi a zero). 

Ora mentre per un uomo coprirsi il capo sarebbe mancare di rispetto a Cristo (e infatti durante la Messa celebrata da un Vescovo gli viene tolto anche lo zucchetto prima della preghiera eucaristica), per una donna sarebbe mancanza di rispetto gloriarsi della sua bellezza esteriore davanti a Dio, non riconoscendo il primato dello spirito e dello spirituale sulla vanità dell'esteriore. Per questo san Paolo afferma che non è conveniente che una donna faccia la preghiera davanti a Dio a capo scoperto. 

C'è anche un'altra motivazione, senz'altro meno nobile, ma non meno importante: la donna è soggetta all'uomo (cioè al marito), nel senso che appartiene a lui e a lui solo. Una donna senza velo e ben acconciata, inevitabilmente attira l'attenzione degli uomini che la guardano. Questo, oltre che essere quanto mai inopportuno in Chiesa, è anche mancanza di rispetto verso il marito, a cui, solo, appartiene la moglie (fermo restando che è vero anche il contrario). Per cui portare il velo, almeno in Chiesa, è segno esteriore con cui si riconosce il primato dello spirito (unica cosa che conta davanti a Dio), si mortifica la vanità esteriore (destinata a sciogliersi come brina al sole col passare inesorabile del tempo), si esalta e si afferma la santità intemerata e incorruttibile dell'unione nuziale. In Chiesa gli uomini non devono guardare le donne, meno che mai quelle degli altri, ma pensare a Dio e a pregare. E basta. E per chi ha il gusto della contestazione vale il monito conclusivo dell'Apostolo: tra i figli di Dio questa consuetudine (oggi così diffusa) non c'è. La lasciamo ai figli del primo contestatore, ai suoi servi e ai suoi schiavi.




2) DISCIPLINA DELLA CHIESA

Il successore di san Pietro, San Lino, sancì con l'autorità di Sommo Pontefice questo obbligo per tutte le fedeli cattoliche. Riporto semplicemente quello che si legge nel BREVIARIUM ROMANUM del 1962, nel giorno 23 Settembre, festa liturgica di san Lino Papa e Martire. Prima la mia traduzione dal latino, poi l'originale per chi volesse controllarne l'esattezza.

"Lino Papa, nato a Volterra in Toscana, fu il primo dopo Pietro a governare la Chiesa. Fu di così grande fede e santità, che non solo scacciava i demoni, ma anche richiamava a vita ai morti. Scrisse gli atti del beato Pietro, in particolare e soprattutto quello che fece contro Simon Mago. Decretò che nessuna donna entrasse in Chiesa se non CON IL CAPO VELATO. Questo Pontefice fu decapitato per la costanza della sua fede, su ordine del malvagio e ingrato governatore Saturnino, la cui figlia aveva liberato dalla vessazione del demonio. Fu sepolto in Vaticano, presso la tomba del Principe degli Apostoli, il 23 Settembre. Regnò per undici anni, due mesi e 23 giorni, sono stati creati, e due volte, nel mese di dicembre, ordinò quindici vescovi e diciotto sacerdoti".


Testo originale latino:


Linus Póntifex, Volatérris in Etrúria natus, primus post Petrum gubernávit Ecclésiam. Cuius tanta fides et sánctitas fuit, ut non solum dæmones eiíceret, sed étiam mórtuos revocáret ad vitam. Scripsit res gestas beáti Petri, et ea máxime quæ ab illo acta sunt contra Simónem magum. Sancívit ne qua múlier, nisi veláto cápite, in ecclésiam introíret. Huic Pontífici caput amputátum est ob constántiam fídei, iussu Saturníni ímpii et ingratíssimi consuláris, cuius fíliam a dæmonum vexatióne liberáverat. Sepúltus est in Vaticáno prope sepúlcrum Príncipis Apostolórum, nono Kaléndas Octóbris. Sedit annos úndecim, menses duos, dies vigínti tres, creátis, bis mense Decémbri, epíscopis quíndecim, presbyteris decem et octo.



Per la cronaca, nessun Pontefice, né tanto meno il Concilio Vaticano II (sempre messo in mezzo come il prezzemolo da coloro che pensano di sapere tutto ma che invece sono molto "ignoranti", nel senso etimologico del termine, cioè non sanno quello che dicono) ha mai abrogato o cancellato questa disposizione disciplinare, che non è certamente un dogma di fede ma ha radici apostoliche (come chiaramente si vede nel testo della lettera ai Corinzi) e vanta un'obbligatorietà canonica sancita dal primo successore di san Pietro. E qui mi si permetta di stigmatizzare una delle solite stranezze dei modernisti: stanno sempre a invocare e sbandierare la Chiesa primitiva, a dire che bisogna tornare agli usi della Chiesa delle origini... Più primitiva tradizione di questa quale sarebbe? Viene il sospetto che si invochi "la tradizione degli antichi" solo quando fa comodo...



3) LA MADONNA AFFERMEREBBE DI GRADIRE, ANZI DI VOLERE IL VELO PER TUTTE LE DONNE CATTOLICHE

Ho usato il condizionale per rispetto alla Chiesa, perché i messaggi della Madonna su questo argomento provengono da apparizioni non ancora ufficialmente riconosciute dalla Chiesa (ma non condannate) che il sottoscritto, pur senza voler in nessun modo prevenire il giudizio definitivo della Chiesa a cui anzi si rimette e sottomette fin d'ora, reputa attendibili. Si tratta delle apparizioni di Maracaibo (Venezuela). Non sono riconosciute ufficialmente, ma nel luogo è stato eretto un luogo di culto autorizzato dall'autorità ecclesiastica, cosa che equivale, come è noto, a una sorta di riconoscimento implicito. Per chi volesse approfondire il tema, trova tutto il materiale - sia in PDF per la lettura che in Mp3 per l'ascolto - a questo indirizzo:http://www.parrocchiasanmichele.eu/download/category/128-venezuela.html

Mi limito a riportare i messaggi relativi alla materia che stiamo trattando. Dapprima la Madonna dà delle ammonizioni relative alla DECENZA NEL VESTIRE nei luoghi sacri, rivolte prima agli uomini e poi alle donne:

La Vergine Maria illustra, nei dettagli, durante le sue apparizioni ai due veggenti (Josè Luis Matheus e Juan Antonio Gil) la maniera di presentarsi davanti all'altare del Padre suo Celeste: 

Nostra Signora invita i suoi figli maschi a vestirsi sempre con pantaloni lunghi e chiede loro di evitare di portare degli 'shorts' nella casa del Padre suo, ma di indossare invece degli abiti che mostrino rispetto e decoro. 

D'altra parte, Maria chiede a tutte le sue figlie di presentarsi vestite con delle gonnelunghe e dei vestiti sobri e classici, senza sottomettersi alle mode indecenti; inoltre la santa Vergine le prega di evitare di presentarsi davanti al Tabernacolo con abiti scollati, corti o aderenti”. 
Queste le parole della Madonna: “Dì loro di presentarsi umili e rispettose davanti alla presenza della santa Trinità, che è sempre presente in ogni tabernacolo di tutte le Chiese e che è sempre circondato da tutti i Santi e gli Angeli del Paradiso. Anche Io sono lì in adorazione del mio Divin Figlio”.


Poi inizia a manifestare le sue richieste sul velo:


La Vergine Maria ha espresso ai due veggenti anche una particolare richiesta da presentare, a suo nome, alle sue figlie di tutte il mondo: DI PORTARE SEMPRE UN VELO IN CHIESA. 

Maria spiega infatti che portando un velo le sue figlie “si presentano come le umili serve di Dio, in tal modo esse ornano il Suo Tempio con la virtù dell'umiltà.
E DISTRUGGONO ALCUNI DEI NUMEROSI ATTACCHI CHE SATANA INFLIGGE CONTRO LA CHIESA DEL MIO DIVIN FIGLIO, poiché la capigliatura delle donne è il loro orgoglio e, ricoprendola con il velo, non solo si rivestono della virtù dell'umiltà, ma, praticandola, riescono a distruggere alcuni degli attacchi che Satana infligge contro la Chiesa Cattolica”.


Apro una piccola parentesi di commento. 
Rendiamoci conto di quello che dice la Madonna: da questo gesto di umile devozione dipende la distruzione di alcuni attacchi di Satana alla Chiesa!!! 
Altro che gesto esteriore che non servirebbe a niente perché importanti sarebbero solo le disposizioni del cuore! L'uomo non è un angelo: è corpo e anima. E il linguaggio esteriore, specie in segni così forte, è una vera e propria bomba lanciata dentro le linee del Nemico!

Riprendiamo i messaggi.

Chi scrive si ricorda che in un'occasione una signora, di origine anglosassone, fece ai due veggenti l'innocente commento che certamente la santa Vergine Maria, per quanto riguardava il velo, si rivolgeva alle donne di cultura latina. La risposta di Josè Luis Matheus fu questa:

“[ridendo] Mi spiace signora, ma l'invito della santa Vergine a portare il velo è rivolto alle donne di tutto il mondo, così come tutti i messaggi che ci ordina di trasmettere. Lei ci ha detto che agli occhi di Dio tutti gli uomini sono uguali e il suo messaggio si applica a tutti ed è valido per tutti”.


Solo a rigore di completezza, la Madonna in altri messaggi delle stesse apparizioni ha manifestato il desiderio che la Sacra Ostia sia presa direttamente in bocca e possibilmente in ginocchio. Per chi desidera approfondire rimando al materiale disponibile all'indirizzo sopra citato.

La Madonna, dunque, in queste apparizioni, sembrerebbe confermare pienamente la dottrina tradizionale: il velo manifesta l'umiltà davanti a Dio di cui ci si riconosce umili serve; umiliazione dell'orgoglio femminile, foriero oggi di tanti peccati e gravi scandali. Più una notizia al fulmicotone: con questo gesto si distruggono alcune delle opere di Satana! 
Il che non mi sembra poco.

Alle figlie di Dio coraggiose, aperte alla verità e docili, che leggeranno questo articolo, rivolgo solo una esortazione: FORZA E ONORE! 
Siate coraggiose per Gesù e per Maria, contro i nemici della Chiesa, oggi scatenati e furiosi più che mai, ma che nulla possono contro chi, in tutto - anche in questo! - fa la volontà di Dio e della Sua Santissima Madre! 

Viva Cristo Re e la Signora di tutti i popoli, Avvocata, Mediatrice e Corredentrice dell'Umanità. 
Ave Maria! 






AVE MARIA PURISSIMA!

lunedì 17 settembre 2012

S. Paolo consiglia alle donne di tenere il capo coperto durante le azioni liturgiche. I motivi sono, essenzialmente, quattro: La simbologia delle nozze tra Cristo e la natura umana. Un segno della sottomissione a Cristo. Il rispetto del perfetto equilibrio del cosmo. Un segno naturale di umiltà.


Il velo muliebre in Chiesa: origine e significato


La donna deve portare sul capo il segno dell’autorità di Cristo sulla natura umana


Perché S. Paolo consiglia alle donne di tenere il capo coperto durante le azioni liturgiche?

Il Codice di Diritto Canonico del 1917 prescriveva alle donne di tenere il capo coperto in Chiesa, soprattutto al momento della Santa Comunione [1]. Nel nuovo Codice non c’è traccia di questa disposizione e ormai questa antica e venerabile usanza è caduta nel dimenticatoio; eppure essa era fondata su una disposizione dello stesso Apostolo San Paolo. Ma, tra l’esegesi razionalista moderna, che tende a storicizzare tutte le disposizioni particolari (“roba d’altri tempi...”), e il famigerato luogo comune per cui “l’uomo di oggi” non sarebbe più in grado ci capire certe cose, anche la consuetudine, per le donne, di coprire il capo in chiesa, è andata perduta.

Per non parlare poi di molte suore, che, un tempo ben vestite (chi non ricorda i cappelloni delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli?), oggi espongono il ciuffo, per andar di pari passo con chi ha gettato tonaca e coletto bianco alle ortiche (e qui, visti i magrissimi risultati estetici, avendo tolto il velo, c’è assai spesso da stenderne subito un altro, questa volta pietoso, come si suol dire). Ma guai se ci limitassimo a rimpiangere i tesori che ci hanno scippato: dobbiamo cercare, con l’aiuto della Madonna, anche per questo caso, le ragioni della Tradizione: e allora leggiamo le parole dell’Apostolo, e vediamo come alcuni Padri della Chiesa le hanno interpretate. 
Dalla prima lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi: [11,3] "Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. [4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. [5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. [6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.[7] L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. [8] E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; [9] né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. [10]Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. [11] Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna; [12] come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. [13] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? [14] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli, [15] mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. [16] Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio".

Da questo brano, noi possiamo ben comprendere i motivi per cui S. Paolo consiglia alle donne di tenere il capo coperto durante le azioni liturgiche. I motivi sono, essenzialmente, quattro:

1) La simbologia delle nozze tra Cristo e la natura umana. In chiesa, durante la liturgia, l’uomo e la donna non rappresentano solo se stessi, ma l’uomo – ogni uomo – rappresenta Cristo, lo Sposo: la donna rappresenta il genere umano, la natura umana sposa del Verbo. Possiamo comprendere ciò considerando la natura sponsale della fede (Ti sposerò nella fede e tu conoscerai il Signore – Os 2,22), il contesto generale della liturgia (l’atmosfera in cui la fede è esercitata nel modo più perfetto) e l’esplicito richiamo alle nozze di S. Paolo: E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo - 1 Cor 11, 8-9. Cristo sta all’uomo (maschio e femmina) come l’uomo sta alla donna. Inoltre l’uomo, diversamente dalla donna, è “immagine e gloria di Dio”, non per se stesso, ma in quanto rappresenta Cristo: perciò egli non può stare con il capo coperto, perché in questo modo egli “disonora il suo capo” (11,4) il suo proprio rappresentare Cristo: un uomo con il capo coperto non rappresenta bene Cristo, così una donna con il capo scoperto, non rappresenta bene la natura umana e la Chiesa sposa di Cristo. In questo senso Tertulliano dice: “Poiché io sono l’immagine del creatore, non c’è posto in me per un altro capo (che non sia Cristo)” (Contro Marcione, V, 8, 1).

2) Un segno della sottomissione a Cristo. Una donna con il capo coperto dal velo, ricorda a tutti coloro che sono in chiesa che la natura umana è sposa di Cristo: perciò la donna, in quanto rappresenta la natura umana, deve avere un segno della sua dipendenza sul suo capo (1 Cor 11,10): questo segno della dipendenza è il segno dell’autorità di Cristo nei confronti della sua Sposa, la natura umana. Perciò il Concilio Gangrense chiama il velo memoriale, ricordo della sottomissione. S. Giovanni Crisostomo lo chiama insegna della sottomissione; Tertulliano giogo della sua umiltà (cf. Cornelius a Lapide, ad loc.).

3) Il rispetto del perfetto equilibrio del cosmo. L’edificio della chiesa rappresenta il cosmo, ricolmato della gloria di Dio, specialmente durante la celebrazione della S.Messa (I cieli e la terra sono pieni della tua gloria…). Il cosmo è perfettamente ordinato (Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso - Sap 11,20). Nessuno può dimenticare la presenza, all’interno della chiesa-cosmo, della gerarchia celeste, perfettamente ordinata (Voi vi siete invece accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all'adunanza festosa… - Eb 12,22). Non è quindi conveniente che in un cosmo perfettamente ordinato qual è la celebrazione liturgica, la ordinata relazione tra Cristo-Sposo e Chiesa-Sposa - la particolare relazione che la celebrazione liturgica ricrea nel modo più perfetto -, non sia mostrata (Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli - 1 Cor 11,10)

4) Un segno naturale di umiltà. Ultimo aspetto, ma non di minore importanza: "Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo" (1 Cor 11, 14-15). È obbligatorio, per le donne, portare il velo in Chiesa? Oggi non più, ma S. Paolo ce ne spiega i sempre validi motivi di convenienza.

Don Alfredo Morselli, 16 giugno 2009

NOTE

[1] Can. 1262. ... §2. “Viri in ecclesia vel extra ecclesiam, dum sacris ritibus assistunt, nudo capite sint [...] mulieres autem, capite cooperto et modeste vestitae, maxime cum ad mensam Dominicam accedunt”.


<<Cor Mariæ Immaculatum, intercede pro nobis>>