venerdì 17 maggio 2013

(028) La parabola del buon Re pastore che arriva al suo regno con solo un agnello



La parabola del buon Re pastore che arriva al suo regno con solo un agnello (352.7)


"Un pastore molto buono, venuto a conoscenza che in un luogo del creato erano molte pecore abbandonate da pastori poco buoni, le quali pericolavano su vie perverse e in pascoli nocivi e andavano sempre più verso burroni privi di luce, venne in quel posto, e sacrificando tutto il suo avere acquistò quelle pecore e quegli agnelli.
Voleva portarli nel suo regno, perchè quel pastore era anche re come lo sono stati tanti re in Israele. Nel suo regno quelle pecore e quegli agnelli avrebbero tanti pascoli sani, fresche e pure acque, vie sicure e ripari inabbattibili contro i ladroni e i lupi feroci. Perciò quel pastore radunò le sue pecore e i suoi agnelli e disse loro:

<Sono venuto a salvarvi, a portarvi dove non soffrirete più, dove non conoscerete più insidie e dolore. Amatemi, seguitemi, perché Io vi amo tanto e per avervi mi sono sacrificato in tutti i modi. Ma se mi amerete il mio sacrificio non mi peserà. Venitemi dietro e andiamo>.

E il pastore avanti, dietro le pecore presero il cammino verso il regno della gioia.
Il pastore ogni momento si volgeva per vedere se lo seguivano, per esortare le stanche, per rincuorare le sfiduciate, per soccorrere le malate, per carezzare gli agnelli. Come le amava! Dava loro il suo pane e il suo sale e per primo assaggiava l'acqua delle fonti e la benediceva per sentire se era sana e per renderla santa.

Ma le pecore - lo credi Beniamino? - le pecore dopo qualche tempo si stancarono. Prima una, poi due, poi dieci, poi cento rimasero indietro a brucare l'erba fino ad empirsi senza poter più muoversi, e si sdraiarono stanche e sazie nella polvere e nel fango.
Altre si spenzolavano sui precipizi nonostante il pastore dicesse: <Non lo fate>; talune, perchè egli si metteva dove era maggior pericolo per impedire a loro di andarvi, lo urtarono con il capo protervo e tentarono di precipitarlo più di una volta. Così molte finirono nei burroni e morirono miseramente. Altre si azzuffarono fra loro, e, incorna e intesta, si uccisero fra loro.

Solo un agnellino non si distrasse mai. Esso correva, belando, e diceva col suo belato al pastore: <Ti amo>; correva dietro al pastore buono e quando giunsero alle porte del suo regno non erano che loro due: il pastore e l'agnellino fedele. Allora il pastore non disse:<entra>, ma disse: <vieni>, e lo prese sul petto, fra le braccia, e lo portò dentro chiamando tutti i suoi sudditi e dicendo loro: <Ecco. Costui mi ama. Voglio che sia meco in eterno. E voi amatelo perchè esso è il prediletto del mio cuore>".

 Domine Iesu,
Quaecumque eveniant

Accipiam a Te per Mariam.

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